Pur essendo stata una presenza costante nella serie Avengers e, successivamente, in quella di Daredevil, in principio la Vedova Nera ha faticato a trovare degli spazi editoriali personali, delle avventure in solitario pubblicate in maniera autonoma.
A scardinare questo stallo è stato in principio il serial di Amazing Adventures, dopodiché però vi sono stati altri anni di oblio. Fino a quando la Vedova Nera ricompare in un nuovo serial, pubblicato sui numeri dal 10 al 13 di Marvel Fanfare pubblicati tra il 1982 e il 1983, grazie a una saga scritta da Ralph Macchio e George Perez e disegnata da George Perez.
La Vedova Nera viene contattata da Nick Fury dello SHIELD, in quanto si è presentata una situazione critica che la riguarda: Ivan Petrovich, il suo autista e l'uomo che l'aiutò a fuggire dalla Russia, infatti, si ritiene sia stato rapito e riportato in Russia, o addirittura abbia deciso di aiutare di nuovo e in maniera spontanea il popolo russo, tradendo così il paese che lo ha accolto e ospitato
Natasha Romanoff ovviamente non crede a questo e si imbarca così in una pericolosa missione per scagionare Ivan Petrovich da queste accuse. E l'unico modo per farlo è ritornare in Russia e riaffrontare vecchi nemici del passato.
I film di azione e spionaggio erano prodotti in gran quantità dal cinema americano e inglese in quel decennio, con la saga di James Bond a farla da padrone ovviamente, e questo serial sembra proprio aver attinto da quel tipo di atmosfere e situazioni. Dopotutto la Vedova Nera è un personaggio che ben si adatta a queste atmosfere.
Ex spia di quella che un tempo era nota come URSS, rifugiatasi negli Stati Uniti per amore e per riscatto personale e spesso al servizio della UNCLE del Marvel Universe, ovvero lo SHIELD.
Quello che ci troviamo di fronte, dunque, è una sorta di blockbuster cinematografico sotto forma di fumetto dove predominano l'azione, i combattimenti e le forme aggraziate di Natasha Romanoff, ritratte in maniera splendida da un maestro del fumetto quale George Perez era.
Sfruttando la presenza di un vecchio nemico dei tempi in cui agiva al fianco di Daredevil e di avversari che non avrebbero sfigurato in una pellicola di James Bond di quegli anni, inoltre, la Vedova Nera ha modo di riflettere sulle scelte e sul percorso personale che l'hanno portata fino a questo punto, concludendo che è stato per il meglio (a quel tempo la Guerra Fredda non era ancora ufficialmente finita, quindi vi era anche un - per quanto vago - sottotesto politico).
Per quanto questa saga risenta del periodo in cui è stata pubblicata e rifletta uno scenario politico ormai non più presente, o quantomeno mutato in maniera drastica, rimane memorabile prima di tutto per i disegni di George Perez. E secondariamente per aver ben catturato, pur in un breve serial pubblicato su una rivista antologica, quelle che sono le motivazioni che spingono la Vedova Nera ad agire.
Non più al fianco di Daredevil, ancora presente negli Avengers ma in maniera sempre più distaccata, l'eroina prova a cercare di nuovo la propria via.

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