martedì 17 marzo 2026

Libri a caso: Il Guardiano degli Innocenti


La saga di The Witcher è ormai divenuta nota a livello internazionale, essendo ormai presente su tutti i principali media quasli streaming e videogiochi già da svariati anni. Eppure questa saga parte, come molte altre saghe fantasy, da dei libri.
Ma, diversamente da altre saghe fantasy, è stata concepita da uno scrittore polacco, Andrzej Sapkowski. Il primo libro si intitola Il Guardiano degli Innocenti (Ostatnie życzenie), pubblicato nel 1993.
In una terra lontana e misteriosa si aggira il Witcher, ovvero Geralt di Rivia. È uno dei pochi elementi rimasti di questa insolita categoria di mutanti, che vaga di città in città per eliminare mostri, creature magiche malvagie e altre minacce accettando - dietro un giusto compenso - incarichi da qualunque persona voglia assumerli.
Ormai però il mondo sembra essere cambiato e di creature da combattere pare ne siano rimaste poche, tanto che Geralt spesso fatica a trovare nuove missioni da compiere. Le minacce, tuttavia, non mancheranno e lungo la via incontrerà insoliti alleati come il bardo Ranuncolo o personalità ambigue quali Yennefer di Vengerberg.
La struttura di quest'opera è presentata in forma antologica, contenendo infatti sei racconti inseriti all'interno di un'ulteriore cornice narrativa, un settimo racconto che si prolunga per tutto il libro e funge sia da prologo che da epilogo.
I primi racconti sono praticamente incentrati solo sulla figura di Geralt di Rivia, mantenendo una struttura costante ma che non diventa mai ripetitiva: il Witcher giunge in un luogo, richiamato da voci di una minaccia o per caso, approfondisce ciò che sta accadendo, qualcuno richiede i suoi servivi e giunge infine alla verità, la quale si rivela sempre differente da quella prospettata in principio.
Geralt riesce, a volte più per fortuna, a volte per abilità, a eliminare infine la minaccia, potendo così ripartire alla ricerca di un nuovo incarico.
Solo negli ultimi due racconti questo mondo narrativo viene leggermente ampliato, introducendo i personaggi di Ranuncolo e Yennefer di Vengerberg, ma sono chiaramente solo i primi passi di un lavoro che vedrà i propri frutti più avanti. Quindi siamo di fronte a una sorta di prologo che introduce i protagonisti principali, descrive il contesto in cui operano e pone le basi per le storie successive.
Quello che traspare da questi primi racconti è come il mondo in cui agisce Geralt di Rivia sia come una versione distorta e macabra delle fiabe classiche e dei miti dell'antichità. Riferimenti a Biancaneve o a La Bella Addormentata sono ad esempio presenti, ma Andrzej Sapkowski descrive un universo in cui il "e vissero tutti felici e contenti" non è mai avvenuto e vi è stato un epilogo oscuro delle vicende fiabesche.
Così che chi legge ne tragga una sorta di straniamento, trovandovi riferimenti a opere che già conosce, seppur profondamente stravolte.
Allo stesso tempo Geralt non è presentato come un eroe puro, niente affatto, stonerebbe in questo mondo e avrebbe vita breve: è alla fine un mercenario, guidato dal denaro e non da un legittimo desiderio di fare del bene, che al limite giunge come conseguenza delle sue azioni.
Essendo questa un'opera prima è anche ben fatta, ma si intravede come sia al momento solo un discorso incompleto. Un discorso che - come tutte le saghe fantasy - verrà approfondito e ampliato nelle successive opere. Cosicché il mondo di The Witcher diventi più sfaccettato.

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