domenica 29 marzo 2026

Italians do it better? 70: Il Capitale Umano (2014)


Quanto vale una vita? La risposta immediata sarebbe che una vita non ha prezzo, essendo di per sé unica. Ma in un mondo che diventa sempre più materiale, si è arrivati al punto - in determinati e specifici contesti - di quantificare anche quanto può valere un'esistenza umana.
E quanto da ciò alcuni possano trarne giovamento. Come accade in Il Capitale Umano, diretto da Paolo Virzì, scritto da Paolo Virzì, Francesco Bruni e Francesco Piccolo e distribuito nei cinema a partire dal gennaio 2014.
Dopo che si è concluso un evento a cui ha lavorato, un cameriere sta tornando a casa con la sua bicicletta quando viene investito da un SUV. Un evento drammatico, non dissimile da altri tragici incidenti, ma attorno a ciò che è capitato ruotano le esistenze di alcune persone.
Quella di Dino Ossola (Fabrizio Bentivoglio), un agente immobiliare desideroso di entrare a far parte della bella società.
Quella di Carla Bernaschi (Valeria Bruni Tedeschi), una donna ricca ma annoiata che cerca di salvare un teatro da lei frequentato in passato, prima che venga abbattuto.
E infine quella di Serena (Matilde Gioli), figlia di Dino, la quale vive una complicata relazione con Luca Ambrosini (Giovanni Anzaldo), accusato di essere uno spacciatore.
Uno di loro era forse alla guida del SUV. Oppure no e uno di loro sta proteggendo qualcun altro. Ma le loro esistenze ne risulteranno, infine, profondamente cambiate.
Verrebbe da dire che l'incidente che dà il via alla trama sia in realtà solo un pretesto per andare a esaminare le vite dei tre protagonisti principali, tramite un uso continuo di flashback e flashforward, e forse non saremmo troppo lontani dalla realtà.
Vite in cui vi è un grande vuoto che sembra impossibile da colmare. A partire da Dino Ossola, interpretato in maniera splendida, che dietro una maschera da persona a cui piace ridere e scherzare nasconde in realtà un profondo risentimento verso coloro che ce l'hanno fatta e sono nell'alta società, pur chiedendo il loro aiuto.
Eppure dei fallimenti che ha conseguito può incolpare solo sé stesso e alla fine si vedrà qual è la sua vera natura. Paradossalmente una figura molto umana, poiché è una di quelle che sicuramente abbiamo incontrato almeno una volta nella vita.
Vi è poi Carla Bernaschi, che in principio è sicura di poter contare sull'affetto e sul sostegno del proprio compagno. Fino a che capisce che in realtà lui non la considera affatto e non tiene conto dei suoi consigli, portandola a compiere un'invisibile rottura del rapporto. Poiché essa stessa è divenuta invisibile ai suoi occhi.
E infine vi è Serena. Forse l'unica persona innocente e che agisce in nome di ciò che considera un bene, almeno in principio, ma che non può nascondere per sempre i peccati altrui di cui si è fatta carico.
Intorno a loro vi è un mondo fatto di corruzione, finto perbenismo, viscide ambizioni e mancanza di empatia. Un mondo in cui a poco a poco la vita umana perde di significato, fino a poter essere appunto quantificata.
Per capire quale sia questo capitale umano, dietro cui si maschera l'ipocrisia delle persone ipocrite che davanti agli altri fingono ciò che non sono, rivelando solo nelle ombre (im)morali del loro animo la loro vera natura.

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