A volte nei telegiornali - è una di quelle cose cicliche che ogni tanto tornano - appare la notizia di una scuola destinata a chiudere presto i battenti, in quanto si trova in un piccolo comune e i bambini che frequentano le lezioni non sono sufficienti, forzandoli dunque a recarsi in altre scuole, spesso distanti alcuni chilometri.
Partendo da questa tematica, si affrontano vari altri argomenti in Un Mondo a Parte, diretto da Riccardo Milani, scritto da Riccardo Milani e Michele Astori e distribuito nei cinema nel marzo 2024.
Michele Cortese (Antonio Albanese) è insoddisfatto del suo lavoro di insegnante a Roma, vittima della maleducazione dei bambini e dei genitori che se la prendono con lui per le cose più insignificanti. Quando, dunque, gli viene assegnato un nuovo posto in un piccolo comune dell'Abruzzo, Rupe, accetta con gioia.
Questo piccolo paese conta poco più di 370 abitanti e vi è una sola classe elementare, che accoglie alunni di differenti età che quindi devono studiare cose differenti. Nonostante questo e la presenza di lupi e orsi nelle vicinanze, Michele appare felice della nuova sistemazione e si ambienta in breve tempo, per la sorpresa della vicepreside della scuola Agnese (Virginia Raffaele).
Tuttavia, la burocrazia e alcune persone ostili a questa situazione si apprestano a infrangere il sogno di Michele.
La pellicola, partendo da un fatto di cronaca acclarato, si amplia poi per descrivere quello che davvero è un mondo a parte, per varie ragioni, dove nevica fortemente in inverno e le temperature precipitano, salvo poi alzarsi in maniera significativa d'estate. E passa poi a parlare di altri argomenti, oltre al diritto di ricevere un'istruzione.
Il tutto ruota attorno a due persone sconfitte dalla vita: Michele, per essere costretto a fare un lavoro degradante e non aver mai concluso nulla di significativo, Agnese perché è stata tradita dal marito e si ritrova a dover gestire molte responsabilità senza alcun tipo di aiuto. L'incontro tra queste due personalità, così lontane e così vicine, li farà inevitabilmente avvicinare.
La particolarità di questo film, inoltre, è che oltre agli attori che interpretano questi due personaggi, gli altri protagonisti sono in buona parte attori non professionisti, residenti del posto in cui sono state effettuate le riprese.
Anche se confesso che a volte non capivo cosa dicesse Virginia Raffaele con quello strano dialetto abruzzese.
Il film, tuttavia, non si limita solo a questo, ma ne approfitta per parlare di svariati argomenti come l'inclusione, l'accogliere e aiutare le persone più sfortunate, il concetto di famiglia allargata in quest'era moderna e, già che ci siamo, pure di problemi di natalità e crescente urbanizzazione a discapito dei centri abitati più piccoli.
Lo fa con quell'atteggiamento lieve dei film commedia, che non va ad approfondire l'argomento, ma lo presenta allo spettatore con una posizione buonista lasciando poi il giudizio finale alla singola persona.
Gli argomenti trattati non si rivelano poi così eccessivi, poiché ogni elemento di trama trova il suo giusto spazio, non lasciando mai che prevalga sul rapporto tra Michele e Agnese, il quale è il perno dell'intera storia. Sono una sorta di deus ex machina che riesce a risolvere i vari problemi che si presentano lungo la via.
La fine dell'anno scolastico porta con sé degli addii e delle nuove sfide, ma anche un nuovo mondo (a parte) che le persone - unite dal destino - hanno creato insieme nei mesi precedenti.

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