venerdì 13 marzo 2026

Fabolous Stack of Comics: La Magnifica Illusione - New York 1938


Il 1938 è un anno fondamentale per il fumetto supereroistico e il fumetto in generale: proprio in quell'anno, infatti, viene pubblicato il primo numero di Action Comics, che presenta ai lettori per la prima volta il personaggio di Superman.
Nasce così una nuova era per il fumetto americano, la Golden Age, e a Superman seguiranno ben presto altri eroi come Batman e Flash, più numerosi suoi epigoni che proveranno invano a ricatturarne il successo.
Un fumetto che parte dalla descrizione di quest'era pionieristica per parlare poi anche di altri argomenti è La Magnifica Illusione, New York 1938, scritto e disegnato da Alessandro Tota e pubblicato da Coconino Press.
Roberta Miller è una giovane ragazza che risiede in una fattoria del Kansas e adora i fumetti di supereroi, tanto da desiderare di diventare una sceneggiatrice. Tuttavia in Kansas non vi è alcuna opportunità per lei e così, rubando dei soldi alla famiglia, si trasferisce nella città che è il cuore pulsante del fumetto supereroistico: New York.
Qui, con dedizione e fatica, inizia a vedersi pubblicate alcune storie, seppur con uno pseudonimo maschile. Al tempo stesso Roberta Miller viene coinvolta dai tumulti sociali che sono in atto in quel momento, essendo ancora presente la Grande Depressione, e nel clima di incertezza politica che porterà alla Seconda Guerra Mondiale.
Così come è dedita a scrivere fumetti, Roberta Miller inizia anche a concentrarsi sulle lotte sindacali e politiche, le quali forgeranno il suo carattere e la cambieranno.
Per quanto questa sia un'opera che parla di fumetti della Golden Age e sia ambientata nei primi anni in cui il fumetto di supereroi prendeva piede, non ne è l'argomento principale. Da un lato per problemi di copyright, probabilmente, e storie su Siegel e Shuster ad esempio sono state già realizzate, dall'altro perché l'autore desidera parlare di altri temi.
Detto questo, però, qui e là vi sono cameo di celebri autori dell'epoca quali Will Eisner e Bob Kane. Il fumetto, comunque, non viene abbandonato, poiché lungo tutta quest'opera - che rappresenta la prima parte di una saga più ampia - esso rimane al centro della scena (i personaggi creati da Roberta Miller interagiscono con lei, ad esempio).
Ma tramite la protagonista, che scopre il mondo prima a lei ignoto della grande metropoli e dei problemi causati da una grande moltitudine di persone, si effettua una ricerca di identità personale. E tale ricerca passa attraverso temi quali l'impegno politico e le scelte sessuali.
Chi scriveva e disegnava fumetti a quell'epoca era considerato una sorta di emarginato, un invisibile, tanto che - salvo pochissime eccezioni - i nomi degli autori non venivano mai indicati nei credits, e Roberta Miller riflette questa situazione. Venuta dal nulla, deve sostanzialmente ricreare sé stessa in questo nuovo contesto metropolitano.
E tale rinascita passa attraverso la lotta e l'impegno politico. In tal senso la posizione della protagonista ritengo sia anche quella dell'autore, quindi si può condividere o meno, ma essa contribuisce comunque allo sviluppo del personaggio.
Al tempo stesso, Roberta Miller ritrova finalmente sé stessa capendo qual è la sua vera identità sessuale, di donna che ama altre donne. E la cosa non viene fatta in maniera sensazionalistica, ma arriva con naturalezza, come è giusto che sia.
Attorno alla protagonista, inoltre, ruotano altri personaggi. Altri emarginati come lei, qualunque sia la loro posizione sociale e tutti accomunati dall'amore per l'arte, a vari livelli. Un amore che spesso non viene compreso. Perché, come diceva Jack Kirby, "i fumetti ti spezzeranno il cuore".

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