giovedì 26 marzo 2026

Netflix Original 195: Wake Up Dead Man - Knives Out


Dopo aver risolto un delitto impossibile avvenuto in una villa vittoriana in Cena con Delitto: Knives Out e aver poi smascherato un impostore assassino su un'isola sperduta in Glass Onion: Knives Out, mancava a Benoit Blanc solo un'altra tematica tipica dei romanzi gialli per completare la collezione. Per il momento, almeno.
La terza indagine di questo investigatore cinematografico si svolge su Wake Up Dead Man: Knives Out (Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery), scritto e diretto da Rian Johnson e distribuito su Netflix a partire dal 12 dicembre 2025.
Jud Duplenticy (Josh O'Connor), un ex pugile che si è convertito al Cattolicesimo dopo aver ucciso sul ring  senza volerlo un avversario, viene trasferito per aver aggredito un sacerdote in una piccola chiesa, Nostra Signora della Forza d'Animo Perpetua.
La parrocchia è gestita da Jefferson Wicks (Josh Brolin), il quale è circondato da alcuni fedeli che presenziano sempre alle sue omelie: Martha Delacroix (Glenn Close), la perpetua, Nat Sharp (Jeremy Renner), chirurgo, Lee Ross (Andrew Scott), scrittore che non pubblica più nulla di nuovo da tempo, Simone Vivane (Cailee Spaeny), un ex violoncellista da anni sulla sedia a rotelle e a cui Wicks ha promesso che guarirà se farà delle donazioni alla chiesa compiacendo così Dio, Vera Draven (Kerry Washington), avvocatessa, e suo fratello Cy (Daryl McCormack), sedicente influencer che vuole entrare in politica.
Jud entra presto in contrato con Wicks, in quanto i suoi cinici sermoni stanno allontanando molti parrocchiani e si sta approfittando del buon cuore delle persone a lui fedeli per spillare loro soldi, visto che la chiesa si trova in gravi difficoltà economiche.
Un giorno, al termine di un sermone che lo prosciuga di ogni energia, Jefferson Wicks si ritira in una piccola stanza e lì viene ucciso. Nello stesso momento in cui Jud stava celebrando la messa e tutti i fedeli erano seduti ai loro posti. Come è stato possibile? Chi può aver ucciso il sacerdote?
I sospetti della polizia si concentrano subito su Jud, ma costui può contare sull'aiuto di un insolito angelo custode: Benoit Blanc (Daniel Craig).
Alla fine non mancava che questo: il delitto della porta chiusa, quello in apparenza più impossibile che possa esistere e su cui la letteratura gialla ha campato per decenni. Lo stesso Benoit Blanc a un certo punto cita dei classici del genere e in particolar modo un autore e un libro che avranno molta importanza nello svolgersi della trama.
Giunta al terzo capitolo, questa saga ha ormai elementi consolidati. C'è ancora un assistente di Blanc, stavolta maschile, e come cast attori di grande livello e immediatamente riconoscibili, così come si faceva con gli adattamenti dei romanzi di Agatha Christie negli anni '70 e '80 del ventesimo secolo (consuetudine ripetuta anche negli adattamenti più recenti).
Ad alcuni forse piacerebbe dire che, durante lo svolgersi degli eventi, Benoit Blanc inizi a interrogarsi sui misteri della fede e i dettami della religione ma... no, ciò che accade alimenta e conferma più che mai il suo agnosticismo. Per lui conta solo ciò che riesce a vedere e dunque dimostrare coi fatti, caratteristica dei grandi investigatori del passato.
Poiché il male è fatto dagli esseri umani, ma ci sono diverse sfumature di malvagità. Nei primi due capitoli, i colpevoli erano persone riprovevoli, senza possibilità di redenzione. Qui scopriremo invece una faccia diversa di questa medaglia, uno scenario in cui forse la vittima ha commesso più peccati del colpevole.
Perché appunto il male è commesso dagli esseri umani e può avere molte sfaccettature e non è detto che il perdono e la redenzione in questo caso non siano raggiungibili. Anche la verità, in ultima analisi, può avere molte facce e risvolti.
Questo terzo capitolo non appare affatto come una conclusione definitiva della saga di Benoit Blanc, anzi. Possiamo dare praticamente per certo un suo ritorno, in cui si ritroverà di fronte a un altro tema classico della letteratura gialla. Che risolverà col suo consueto, surreale umorismo e savoir faire tipicamente british.

Nessun commento:

Posta un commento