giovedì 5 marzo 2026

Libri a caso: La Macchina del Tempo


Il concetto del viaggio nel tempo è uno dei più cari alla letteratura fantastica e, ovviamente, anche al cinema. Le possibilità, infatti, che offre questo topos narrativo sono innumerevoli nelle mani di un abile scrittore.
E se oggi romanzi e film sui viaggi nel tempo sono ormai prodotti in quantità incalcolabile, c'è stato anche un momento in cui questo argomento era ancora acerbo da un punto di vista narrativo, ma pur sempre affidato a grandi autori.
E questo ci porta dunque a un caposaldo della letteratura fantascientifica: La Macchina del Tempo (The Time Machine), scritto da H.G. Wells e pubblicato nel 1895.
Un gruppo di persone ama radunarsi ogni tanto per dissertare di vari argomenti. Tra questi il più eccentrico è di sicuro colui che è noto solo come il Viaggiatore del Tempo, il quale afferma che sta cercando di costruire un dispositivo in grado di imbrigliare e controllare le energie temporali.
Qualche tempo dopo, il Viaggiatore dichiara di essere riuscito in questa impresa e di essere appena tornato da un viaggio nel futuro prossimo. L'uomo racconta così al suo confuso e incredulo auditorio la storia di come lui si sia proiettato nel lontanissimo futuro, nell'anno 802.701.
Qui ha fatto la conoscenza delle evoluzioni future dell'umanità: i piccoli e pacifici Eloi e gli spietati Morlock, in lotta tra loro. Il Viaggiatore rimane così coinvolto in questo conflitto, che lo metterà a confronto anche con le sue paure e le sue speranze nei confronti dell'umanità e delle sue potenzialità.
Quando si utilizza lo stratagemma del viaggio nel tempo, lo si può utilizzare anche per analizzare l'epoca presente in cui l'autore vive. Ebbene, appare confortante sapere che tale approccio è stato utilizzato sin dal principio.
Quello che ci troviamo di fronte in questo caso, infatti, è un vero e proprio trattato sociologico. Utilizzando lo stratagemma del Viaggiatore perduto nel lontano futuro, Wells dirotta in realtà l'argomento verso un'analisi lunga e puntuale della società del suo tempo che viene filtrata dalle riflessioni del protagonista. La società inglese, a quel tempo preda di una forte industrializzazione.
Gli Eloi diventano così una metafora di coloro che vivono e hanno vissuto nel lusso e negli agi, spesso sfruttando altre persone per ottenere tali ricchezze, mentre i Morlock sono la classe operaia, quella sfruttata e costretta a vivere nell'oscurità, che cede infine ai propri istinti bestiali.
Wells afferma che quelle che sono le distanze tra queste due classi sociali si stanno fortemente acuendo a causa dei grandi cambiamenti in atto nel mondo e ben presto potrebbero diventare incolmabili, se non si interviene in qualche modo.
Chi legge questo libro, dunque, credendo che sia principalmente un romanzo d'avventura e pieno di scene d'azione potrebbe rimanerne deluso, in quanto alla fine non è altro che un'analisi precisa e puntuale, da parte dell'autore, di un presente che rischia di divenire prima o poi un paesaggio vuoto e arido. Vi sono tuttavia degli elementi di azione che hanno permesso al cinema di fare propria anche quest'opera, grazie a un paio di ben riusciti adattamenti.
In conclusione, La Macchina del Tempo è un'opera sì seminale per quanto riguarda il tema trattato, ma al tempo stesso è anche un'opera fortemente radicata nel periodo storico in cui è stata scritta. Dunque si può dire oggi sia superata e sia invecchiata?
Si potrebbe pensare così, eppure le distanze tra classi agiate e classi meno abbienti diventano sempre più ampie, mentre il progresso tecnologico avanza di gran carriera e sembra non doversi più fermare. Forse non rimane che attendere l'anno 802.701.

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