Le imprese criminali di Bonnie (Parker) e Clyde (Barrow) sono state parte integrante della società americana degli anni '30 del ventesimo secolo, in una nazione preda della depressione e di una grave crisi finanziaria.
Nei pochi anni in cui sono stati attivi, prima di essere uccisi dalla polizia in un'imboscata, i due si sono resi responsabili di numerosi crimini, rapine e omicidi e sono divenuti oggetto in seguito anche di pellicole cinematografiche quali Gangster Story.
Un film in cui compariva anche - in una versione quasi parodistica - colui che è il principale responsabile dell'imboscata. Una figura la cui storicità viene ristabilita - sempre a livello cinematografico, ovviamente - in Highwaymen - L'Ultima Imboscata (The Highwaymen), diretto da John Lee Hancock, scritto da John Fusco e distribuito su Netflix a partire dal 29 marzo 2019.
1934: Bonnie e Clyde sono attivi da ormai due anni e hanno già compiuto numerosi atti criminali, eppure la stampa e la gente li vede come degli eroi che si ribellano al sistema.
Per porre fine alle loro scorribande una volta per tutte, la governatrice del Texas Miriam Ferguson (Kathy Bates) decide di richiamare a malincuore in servizio un ex componente dei disciolti Texas Rangers, Frank Hamer (Kevin Costner). Costui decide di avvalersi della collaborazione di un altro ex Ranger, Maney Gault (Woody Harrelson).
Inizia così una lunga caccia che porterà i due in alcuni stati americani e - oltre a Bonnie e Clyde - dovranno affrontare soprattutto la diffidenza del FBI e i malumori delle persone che vivono in povertà per causa della Grande Depressione e vedono nei due banditi una possibilità di riscatto.
In questo film Bonnie e Clyde sono ben presenti, ma al tempo stesso anche assenti. Tranne che per la scena dell'imboscata, infatti, li vedremo inquadrati sempre di spalle o in ombra, pur essendo loro i soggetti su cui si incentra la ricerca delle autorità.
Questo perché in realtà la trama si concentra sui due veri protagonisti della storia, ovvero Frank Hamer e Maney Gault. Costoro si sono ritirati a vita privata, per cause di forza maggiore, da un mondo che prima dominavano, e ora vi devono fare ritorno in maniera improvvisa. Ma questo mondo è profondamente cambiato in loro assenza.
Ai tempi in cui i due erano tra i migliori Texas Rangers, la linea di demarcazione tra buoni e cattivi era ben chiara e non c'erano dubbi al riguardo. Adesso non lo è più (una sorta di Gli Spietati a parti invertite).
Hamer e Gault, infatti, trovano come principale ostacolo non i due criminali, bensì chi dovrebbe aiutarli nella loro ricerca, come l'FBI di Edgar Hoover o la governatrice del Texas, i quali invece sono mossi da ambizione e mire politiche a discapito della popolazione.
Quella stessa popolazione che vede Bonnie e Clyde come degli eroi al servizio delle persone comuni e povere, sottilmente indirizzati in tal senso dalla stampa, nonostante i due criminali - tranne che per la famiglia e alcuni cari amici - ai poveri diano poco o nulla. Cosa che complica ancora di più l'indagine dei due Ranger.
Il tema dei media che idolatrano falsi idoli per mettere le persone contro il potere costituito solo e unicamente per vendere più copie è trattato in maniera moderna, quindi si possono cogliere nei dialoghi molti riferimenti a quello che è ancora uno scenario attuale ai giorni nostri, dove i media principali ora sono altri (i social network, principalmente).
La bravura di entrambi gli attori protagonisti, abili a mettere in scena dapprima lo straniamento di Hamer e Gault di fronte a questo nuovo scenario e poi la loro determinazione a trovare ed eliminare i due criminali, contribuisce in maniera ulteriore a creare un'atmosfera che ben si adatta alla pellicola (anche questa mutuata da Gli Spietati, gli anziani "eroi" che, pur non capendo del tutto questo mondo, vanno infine avanti per la loro strada).
Questo è dunque un particolare road movie, che conserva intatte alcune delle sue caratteristiche. Come la crescita dei personaggi lungo la via, l'obiettivo prefisso che è ostacolato da rischi imprevisti. E il riscatto finale. La linea di demarcazione tra buoni e cattivi torna così a essere ben definita. Almeno fino a quando qualcun altro deciderà che non deve essere più così.

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