mercoledì 27 luglio 2022

Netflix Original 65: Un'Eredità per Natale


Il periodo migliore per raccontare le favole è di sicuro il Natale, con la sua atmosfera festosa e il suo propugnare i buoni sentimenti nonostante tutto. Niente sofferenza, niente drammi che non siano facilmente risolvibili con due parole di conforto. Happy ending assicurato.
Una nuova favola natalizia cinematografica è quella che si ritrova in Un'Eredità per Natale (A Christmas Inheritance), diretto da Ernie Barbarash, scritto da Dinah Eng e distribuito su Netflix a partire dal 15 dicembre 2017.
Ellen Langford (Eliza Taylor), una giovane ereditiera combinaguai, viene inviata da suo padre presso la cittadina di Snow Falls, perché recapiti una lettera manoscritta allo zio e amico di famiglia Zeke Langford, una tradizione che si rinnova a ogni Natale.
Una volta giunta nella piccola città calata nel passato e dove i cellulari non prendono, Ellie Langford si imbatte in Jack Collins (Jake Lacy), proprietario dell'unico hotel del luogo, e in sua zia Debbie (Andie MacDowell). Non ci vorrà molto, ovviamente, perché la ricca ereditiera si faccia conquistare dalla semplicità e spontaneità degli abitanti di Snow Falls e cambi stile di vita.
La favola di Cenerentola, stavolta all'incontrario (la ragazza ricca e dei quartieri alti che trova l'amore in una città di periferia), continua a fare faville dopo secoli. Dopotutto, se ci pensiamo, è una storia semplice che può adattarsi a molti scenari e non viene piegata dalle barriere del tempo.
Ci troviamo di fronte a quello che appare come un vero e proprio clone di un altro recente film natalizio, Un Principe per Natale (A Christmas Prince). Anche in questo caso abbiamo una outsider (Ellen Langford) che si finge una persona che non è (una ragazza comune, poiché le è stato chiesto di recarsi a Snow Falls in incognito), ma che infine diventa quella persona poiché conquistata da quel nuovo mondo da lei scoperto.
Un mondo davvero perfetto, proiettato nel passato (della serie meglio le vecchie tradizioni che il cupo presente) e in cui non c'è un abitante moralmente discutibile.
E anche in questo caso c'è un principe azzurro come uscito dalle fiabe: premuroso, altruista, capace di lasciare spazi di libertà alla sua amata... insomma, un tipo di uomo che nella realtà non esiste!
E anche stavolta, per far andare avanti la storia, bisogna saper accettare alcune incongruenze che si trovano lungo la via. Come ho già detto, non occorre mettere in questione a tutti i costi una fiaba moderna. Quello che conta infine è saper trasmettere al pubblico certe emozioni, a buon mercato e dunque facilmente raggiungibili. Emozioni che possono anche essere replicate.
Appunto come in questo film.

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