domenica 26 giugno 2022

A scuola di cinema: Il Presagio (1976)

1973: Il produttore Harvey Bernhard discute col suo amico Robert Munger della figura dell'Anticristo, come delineata nel Libro della Rivelazione contenuto nella Bibbia (meglio noto come Apocalisse di Giovanni) e pensano a un film incentrato su questo tema che possa - così come era nelle intenzioni de L'Esorcista - riportare la gente a riconsiderare la propria fede.
Proprio per questo, Robert Munger, devoto cristiano e studioso di testi sacri, afferma che il diavolo non vorrà che questo film venga realizzato. La pellicola, invece, viene girata e dà vita a un nuovo, apprezzato ciclo horror.


Harvey Bernhard idea un trattamento di 10 pagine e chiede allo sceneggiatore David Seltzer di concepire una sceneggiatura basata sul presupposto dell'Anticristo. Allo sceneggiatore, a dire il vero, non interessa molto approfondire delle tematiche religiose (non ha infatti mai letto la Bibbia), ma intravede comunque del potenziale nell'idea di un Anticristo moderno e il generoso salario promesso fa il resto. Dopo l'iniziale The Antichrist, si opta per un nuovo titolo, The Birthmark.
In principio, Seltzer affibbia alla reincarnazione dell'Anticristo il nome di Domlin, lo stesso nome di un - a suo parere - alquanto seccante figlio di un suo amico. La moglie lo convince infine a cambiare idea, in quanto non è un gesto molto nobile, e rinominarlo Damien.
Il progetto viene proposto alla Warner Bros., non a caso la società che aveva prodotto L'Esorcista (The Exorcist), ma per mesi la sceneggiatura resta nel limbo, fino a quando viene rilevata dalla 20th Century Fox tramite l'intercessione di Alan Ladd Jr.
Costui suggerisce anche il nome del regista che aveva portato all'attenzione durante un pranzo di lavoro, Richard Donner. La richiesta viene accolta, seppur costui abbia diretto sino a quel momento solo film di basso profilo e si sia dedicato principalmente alla televisione. Ladd e Donner si ritrovano subito sulla stessa lunghezza d'onda nel volere che il film - nonostante il tema - abbia aderenze di realismo e risulti più un thriller su una famiglia in crisi che un horror.
Vengono dunque tolti tutti gli elementi dichiaratamente soprannaturali presenti nella sceneggiatura di David Seltzer, quali i sabba di streghe o i riti magici, e viene lasciata l'ambiguità sui vari incidenti che accadono, che potrebbero anche essere dovuti a semplice sfortuna.
Per il ruolo del protagonista, Robert Thorn, la prima scelta ricade su William Holden, ma costui non si trova molto a suo agio col tema del satanismo e preferisce declinare (cambierà presto idea). La parte viene dunque offerta ad altri attori, tra cui Charlton Heston e Roy Scheider, ma anche loro rifiuta.
Quasi con sorpresa, invece, il ruolo viene accettato da Gregory Peck, con cui Harvey Bernhard entra in contatto tramite il suo agente, il quale è un suo amico.
L'attore negli ultimi tempi ha tenuto un basso profilo, considerando anche la possibilità di ritirarsi dalle scene. Ciò che lo spinge ad accettare ha origine da un drammatico evento: il presunto suicidio di suo figlio Jonathan, avvenuto nel giugno 1975.
Non riuscendo a essere stato presente accanto a suo figlio in quei momenti drammatici, Gregory Peck accetta la parte anche per venire a patti con questo dolore, in una sorta di catarsi artistica. Per questo è disponibile anche a un ingaggio inferiore al consueto, di 250.000 dollari, nonché una percentuale sui profitti.
Harvey Stephens, il primo Damien, viene scelto in maniera alquanto singolare. A ogni bambino che si presenta alle audizioni, Richard Donner chiede di venirgli incontro come se lo stesse attaccando. Stephens, che ha cinque anni, non si fa pregare: riempie il regista di pugni e calci, lo graffia a una guancia e, per chiudere in bellezza, gli assesta un calcio all'inguine.
Per Richard Donner questo è più che sufficiente e, dopo aver allontanato il bambino da sé, chiede che gli vengano tinti i capelli di nero, essendo lui biondo, e fornite lenti a contatto di colore nero, per conferirgli un aspetto più sinistro.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 12 ottobre 1975, tenendosi in varie località inglesi e a Roma.
Considerato che Harvey Stephens non ha alcuna esperienza recitativa, Richard Donner provoca in lui quando necessario genuine reazioni di rabbia per rendere le scene convincenti, arrivando anche in un caso a urlargli contro. L'atteggiamento del bambino sul set non è comunque molto professionale, in quanto si comporta in maniera alquanto maleducata, e per questo viene detestato da alcuni attori. 
Mentre si gira in Italia presso un ospedale, alcune pazienti non gradiscono il titolo The Birthmark (che compare nei cartelloni con cui si invita a stare lontani dal set), in quanto si ritiene che porti sfortuna. Viene allora cambiato in The Omen, in quella che è ritenuta in principio una soluzione temporanea, che diviene però definitiva.
Per la scena in cui dei babbuini devono attaccare l'auto dove è presente Damien, due piccoli del branco vengono posti all'interno dell'auto, ma nessun effetto viene sortito. Si opta allora per inserire all'interno del mezzo il capobranco, il quale viene controllato dal guardiano degli animali, posto sul sedile posteriore.
I babbuini, già provati dal fatto che non viene dato loro cibo, iniziano dunque a sciamare attorno all'auto, salendo anche sul mezzo e sul parabrezza, gridando. L'attrice Lee Remick, che si trova dentro l'auto, rimane comprensibilmente spaventata da questo atteggiamento, dunque la reazione di paura che si può notare non è dovuta alla recitazione. Tanto che l'auto rimane ferma poiché Lee Remick è in tale stato di shock da non poter guidare e ritorna in sé solo dopo che i babbuini sono stati allontanati.
Prima e durante la produzione si verificano dei curiosi e strani incidenti, come se la profezia di Robert Munger si stesse avverando. Gregory Peck e David Seltzer prendono due aerei differenti a poche ore di distanza per recarsi in Inghilterra sul set ed entrambi questi aerei vengono colpiti da un fulmine. Stesso evento che accade a un produttore, Mace Neufeld, una settimana dopo. L'hotel in cui si trova Richard Donner subisce un attentato effettuato dall'IRA (Irish Republican Army) con una bomba.
E non è finita qui. Il giorno dopo la conclusione delle riprese prezzo lo zoo safari, uno dei guardiani dello zoo viene ucciso mentre si trova nel recinto dei leoni, in quanto lascia inavvertitamente aperta la porta della guardiola, venendo così attaccato dagli animali. Uno stuntman viene attaccato da dei rottweiler mentre viene girata una scena presso un cimitero (cosa ancora più strana in quanto è il loro padrone). Questo senza contare piccoli incidenti stradali.
Infine, due componenti della troupe, John Richardson e Liz Moore, rimangono vittime di un incidente stradale un anno dopo, mentre si stanno occupando delle riprese di Quell'Ultimo Ponte (A Bridge Too Far). Lui sopravvive, ma lei resta decapitata. Nasce così la leggenda della maledizione che colpisce chiunque lavori a questo film.
C'è da dire, però, che alcuni di questi eventi, come il triplo fulmine ai danni di tre aerei o l'uccisione del guardiano dello zoo, risultano difficili da dimostrare, quindi non è da escludere che siano stati parte di una manovra promozionale gratuita e di forte impatto.
Le riprese si concludono il 9 gennaio 1976.
Il Presagio (The Omen) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 25 giugno 1976. A fronte di un budget di circa 3 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 61 milioni di dollari.
Nonostante la presunta maledizione, il film ottiene un grande successo e così viene subito messo in cantiere un sequel... ma questa è un'altra storia.

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