martedì 17 settembre 2019

Fabolous Stack of Comics: The Pro


Credo sia stato detto più volte che a questo mondo (co)esistono due Garth Ennis. Il primo è colui che si occupa di opere "impegnate", quali Preacher o Chronicles of Wormwood, intrise di una cruda satira sulla società mediatica, il potere in ogni sua forma e lo sfruttamento della religione.
Il secondo invece ama cazzeggiare facendo satira e/o ironia sugli stilemi supereroistici. Come Ennis ha spiegato più volte, lui non detesta i supereroi... l'ha detto lui, eh? Non guardate me che non c'entro niente! Ennis detesta il modo in cui le major invadono il mercato con questo tipo di prodotti, lasciando poco spazio al resto.
In effetti a pensarci bene c'è anche un gemello malvagio di Garth Ennis, che di tanto in tanto ha scritto storie pure di supereroi... ma se ne sono perse le tracce.
The Pro, one-shot pubblicato nel 2002 da Image Comics, appartiene alla seconda categoria. Il Garth Ennis cazzaro allo stato puro (scusate il tecnicismo) che esagera con scene violente, surreali e turpiloqui perché lo trova divertente. Esagera in maniera pulp, molto pulp, pure troppo.
Le vittime di The Pro/Ennis sono i componenti della Justice League (La Lega dell'Onore) e la loro finta perfezione. Ma più in generale i supergruppi.
Soprattutto Lanterna Verde, eroe che Ennis non manca di sbeffeggiare ogni volta che ne ha la possibilità. Devo però ammettere che ho visto un uso del potere di Flash a cui non avevo mai pensato fino ad ora, forse perché sono un essere puro e... AH! Scusate, torniamo seri.
In questo florilegio di situazioni ai limiti del paradossale (qualcuna anche oltre i limiti), Ennis mutua anche la lezione di Authority e, nell'unico momento serio del fumetto, tramite la protagonista esprime la propria visione sul difetto fondamentale a suo dire del concetto di supereroe propugnato dalle major. Ovvero il concetto di un essere divino e così potente da non essere nemmeno in grado di modificare lo status quo e intervenire davvero in aiuto dei più deboli. Qualcosa invece che chi proviene dai bassifondi può ben capire, sacrificandosi senza nemmeno veder riconosciuti i propri meriti e venendo ben presto dimenticata in favore di un nuovo status quo uguale al precedente.
The Pro è un'idea a tre modellata insieme ad Amanda Conner e Jimmy Palmiotti durante un soggiorno a Berlino, quindi si può affermare senza timor di smentita che senza questi altri due autori il personaggio non potrebbe esistere. Credo sia un bene, ma se nel 2002 si poteva trovare straniante che una donna realizzasse certe vignette, oggi la cosa non ci sorprende più e lo troviamo accettabile.
Sono stati poi i due coniugi a far sì che l'insolita supereroina non venisse dimenticata, realizzando sketch alle convention, una storia aggiuntiva pubblicata cinque anni dopo l'one shot e una serie di card. Tanto che un paio di anni fa la Paramount ha acquisito i diritti di sfruttamento cinematografico del personaggio. Se questo porterà a qualcosa di concreto, in un'epoca dove predominano al cinema gli eroi "solari", resta tutto da vedere.
Cosa resta dunque oggi di The Pro? Un puro e semplice divertissement, se trovate chiaramente divertenti certi temi, incentrato su un particolare tipo di supereroina la cui esistenza oggi può essere vista come l'ennesimo tassello di un mondo (quello supereroistico) che sta cercando in maniera disperata di rinnovarsi e rimanere sulla cresta dell'onda.
Lo sta facendo da ottant'anni e fin qui tutto bene... fin qui tutto bene... fin qui tutto bene...

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