domenica 26 febbraio 2023

A scuola di cinema: La Notte dei Morti Viventi (1968)

1967: Tre amici di nome George Romero, John Russo e Rudy Ricci fondano la società di produzione Image Ten, occupandosi di alcuni spot televisivi o brevi filmati dal valore educativo sempre per la televisione. Fino a quando decidono di tentare la strada di produrre un lungometraggio cinematografico.
John Russo concepisce allora l'idea di una commedia a sfondo fantascientifico, dove una flotta di giovani alieni invade la Terra, imbattendosi in alcuni adolescenti umani e causando numerosi problemi a causa del loro animale domestico alieno. Ma un'idea del genere comporta un budget rilevante e improponibile per persone alle prime armi.
Così John Russo concepisce un'altra idea che vede un ragazzo fuggito di casa scoprire dei cadaveri sotto vetro, la cui carne viene consumata da delle creature aliene.
Per quanto possa apparire incredibile, questo rappresenta il punto di partenza di una celebre pellicola.


Utilizzando il concetto delle creature divoratrici di carne ideato da John Russo e ispirandosi anche a Io Sono Leggenda (I Am Legend) di Richard Matheson, George Romero scrive un breve trattamento di 40 pagine che costituisce in pratica il prologo della storia. John Russo espande poi questo trattamento originario che ha come titolo Monster Flick.
Ora rimane la prova più difficile: girare il film! La somma che Romero e Russo hanno a disposizione all'inizio, infatti, è di appena 6.000 dollari.
In principio il protagonista, Ben, è un rude camionista, che utilizza un linguaggio crudo come il suo carattere, e il colore della pelle non è specificato in quanto non rilevante. In un primo momento si pensa di affidare la parte a Rudy Ricci, ma quando Duane Jones, uno sconosciuto attore teatrale, effettua l'audizione la parte gli viene assegnata immediatamente.
Per George Romero, il fatto che Duane Jones sia un afroamericano non ha alcuna importanza, pur essendo uno dei primi attori afroamericani nella storia ad avere il ruolo del protagonista principale e dell'eroe in un film, semplicemente lo ritiene la scelta più adatta.
Essendo l'attore un insegnante e persona acculturata, si rifiuta di pronunciare le battute così come sono state scritte e modifica - con l'assistenza di Romero - i dialoghi del suo personaggio, perché riflettano la sua personalità.
In principio, George Romero vorrebbe che fosse Tom Savini a occuparsi del trucco, dopo aver visionato un suo portfolio durante un'audizione, ma purtroppo costui è costretto a declinare in quanto è stato arruolato per la guerra in Vietnam come fotografo sul campo. George Romero, tuttavia, non si dimenticherà di lui.
Le riprese si tengono in Pennsylvania. Per motivi di budget, il film viene girato in bianco e nero e su pellicola 35mm e non possono essere assunti attori di grido o nemmeno di seconda fascia, ma solo degli sconosciuti. Per gli stessi motivi, alcuni degli investitori del film, i componenti della troupe e gli stessi Romero e Russo interpretano qualche parte secondaria. Alcune comparse vengono trovate tra gli abitanti del luogo, desiderosi di lavorare anche a titolo gratuito.
Essendo dunque il tutto girato in bianco e nero, non si va troppo per il sottile per quanto riguarda il sangue, che in realtà è inchiostro rosso o sciroppo di cioccolato a seconda delle situazioni.
Una delle auto utilizzate appartiene alla madre di uno degli attori e investitori, Russell Streiner. Quando non si tengono le riprese, la madre dell'attore utilizza l'auto per le faccende quotidiane, ma un giorno incappa in un piccolo incidente che intacca il lato del guidatore del mezzo.
Streiner coglie la palla al balzo e la esorta a non andare subito dal meccanico. Dopodiché viene aggiunta una scena al film in cui l'auto va a sbattere contro un albero.
Anche se la durata totale della lavorazione è di 30 giorni, occorrono in realtà nove mesi per completare il tutto, in quanto le riprese iniziano senza tutti i fondi necessari. Così George Romero concepisce l'idea di realizzare quante più scene possibili coi soldi a disposizione, farli vedere ad altri possibili investitori, racimolare altro denaro e girare altre scene e così via fino alla conclusione.
Non potendo essere assunti stuntmen professionisti, gli attori devono anche affrontare le scene più pericolose, incluse quelle dove i loro personaggi prendono fuoco, pur adottando le necessarie precauzioni.
Per abilità e fortuna tutto va bene, tranne quando in una scena Gary Streiner - fratello di Russell Streiner - prende accidentalmente fuoco a un braccio mentre sparge della benzina su una sedia. Un componente della troupe, Bill Hinzman, interviene prontamente a getta a terra Streiner, soffocando così le fiamme, che si estinguono. Gary Streiner ne ricava alla fine una lieve ferita, ma non una bruciatura.
Per l'epilogo, George Romero pensa se sia il caso di far sopravvivere il personaggio di Ben, ma Duane Jones lo esorta a riconsiderare la cosa, in una sorta di simbolismo della condizione della comunità afroamericana dell'epoca.
Una volta concluse le riprese, Romero e Russo sottopongono la pellicola ad alcuni distributori, senza esito in quanto girata in bianco e nero e ritenuta troppo cupa. La Columbia Pictures dimostra qualche interesse, ma vorrebbe un lieto fine e un sottotesto romantico. Alla fine, la Walter Reade Organization decide di acquisirla.
La Notte dei Morti Viventi (Night of the Living Dead) viene distribuito nei cinema americani a partire dal primo ottobre 1968. A fronte di un budget di 114.000 dollari, la pellicola arriva infine a incassare 30 milioni di dollari.
Ma l'inesperienza gioca un brutto scherzo a George Romero e John Russo. Quando il film viene venduto alla Walter Reade Organization, il titolo finale prescelto è Night of the Flesh Eaters. Tuttavia il distributore scopre che vi è un film del 1964 intitolato The Flesh Eaters e, per evitare beghe legali, viene cambiato appunto in Night of the Living Dead.
Non ci sarebbe alcun problema, se non fosse che il copyright è stato posto sul titolo precedente e non sul nuovo e, secondo le leggi di allora, un film il cui titolo non è coperto da copyright ricade automaticamente nel dominio pubblico.
La conseguenza è che vengono prodotte numerose copie non autorizzate della pellicola e, dei milioni di dollari che essa genera negli anni successivi, inclusi i profitti derivanti dall'home video, Romero e Russo ne vedono davvero pochi.
Questo tuttavia non impedisce al regista di far sì che questo film lanci la sua carriera nel mondo del cinema e, svariati anni dopo, possa infine dirigere un sequel di questa pellicola... ma questa è un'altra storia.

2 commenti:

  1. Un cultone, senza se e senza ma. Io voglio anche molto bene al remake di Savini, un caposaldo delle notti horror :)

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    1. Bello questo e pure il seguito voluto da Dario Argento, secondo me. Gli altri seguono a ruota :)

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