giovedì 12 dicembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XV)

Oggi si parla molto di Marvel Now, bisogna ammetterlo, una operazione editoriale senza precedenti nella storia della Marvel. Ma un piccolo Marvel Now ci fu nel 1998 con l'operazione Heroes Return, che rilanciò dal nr. 1 tutte le serie vendicative. Una operazione che avrebbe segnato i destini editoriali anche della futura Capitan Marvel.


CAROL (Terza Parte)


Dopo Roy Thomas e Chris Claremont, il terzo sceneggiatore a prendere Carol Danvers sotto la sua ala protettiva fu Kurt Busiek, che la inserì nel cast della rinnovata serie Avengers dandole un nuovo nome in codice, Warbird, che alla lunga si sarebbe rivelato il più effimero. Il personaggio che ci ritrovammo davanti fu una donna che, avendo perso buona parte dei propri poteri e volendo dimostrare a tutti i costi il proprio valore di fronte ai suoi compagni di squadra, cadde in una lunga spirale depressiva che la portò sul baratro dell'alcolismo. Con grande sofferenza e con l'aiuto di alcuni Vendicatori, Carol riuscì infine a riprendersi e a tornare in forma. Questa trama, che omaggiava il ciclo "Demon In A Bottle" di Iron Man, non lasciò però traccia di sè e nessuno ha più fatto poi cenno all'alcolismo di Carol.
Prima di riappropriarsi del titolo di Ms Marvel, Carol venne coinvolta insieme a molti altri eroi nel crossover House Of M. Qui per la prima volta, nella realtà distorta creata da Scarlet, adottò l'alias di Capitan Marvel, dimostrando come fosse questo il suo (non tanto) inconscio desiderio e la sua più grande aspettativa. Molto più sicura di sè, e di nuovo tornata ad essere Ms Marvel, Carol iniziò a legare con Iron Man e insieme a lui diede vita ad un gruppo più proattivo di Vendicatori composto da potenti elementi come Ares o Sentry o esperti come Wasp e la Vedova Nera. Il gruppo, per risollevare la propria immagine pubblica, si schierò fin da subito a favore del cosiddetto Atto di Registrazione dei Superumani, cosa che lo mise in contrasto con l'altro gruppo di Vendicatori guidato da Luke Cage. Contemporaneamente, Carol ebbe l'onore di una seconda serie regolare a lei intestata: intitolata sempre Ms Marvel, fu scritta nella sua interezza (50 numeri in totale) da Brian Reed, uno sceneggiatore la cui fama è stata di breve durata. E in effetti questa serie non andava più di tanto a incidere sul personaggio di Carol Danvers, il cui status quo veniva deciso più che altro sulle serie vendicative.
Con l'ascesa al potere di Norman Osborn, Ms Marvel passò dalla parte dei Vendicatori ribelli, affrontando colei che aveva usurpato il suo nome (Karla Sofen) e prevalendo al termine dell'assedio di Asgard. Di nuovo sotto le luci, vendicative, della ribalta venne coinvolta nel grande conflitto tra Vendicatori e X-Men per la custodia della mutante Hope. Inviata in missione nello spazio per tentare di fermare insieme ad altri eroi la Forza Fenice, Carol si ritrovò di fronte a un Mar-Vell (sarebbe meglio dire un suo simulacro) rinato grazie alle energie dell'entità cosmica. Alleandosi con lui, Carol si ritrovò dall'altra parte della barricata contro i suoi compagni di squadra, fino a quando non si convinse del contrario e portò anche Mar-Vell dalla sua parte, il quale si sacrificò lottando contro la Forza Fenice.
Ispirata dal suo esempio di eroismo e abnegazione, Carol Danvers si convinse che il suo nome e il suo retaggio non dovessero essere dimenticati. E così, in mancanza di eredi diretti ancora in vita e col tradimento di Noh-Varr, fu lei infine a fregiarsi del ruolo di Capitan Marvel, 44 anni dopo quella sua prima apparizione in quella base dell'Air Force. Oggi è titolare di una serie personale intitolata appunto Captain Marvel, mentre il titolo di Ms Marvel pare sarà appannaggio di una giovane musulmana.
L'eredità di Capitan Marvel alla Casa delle Idee è in buone mani.

FINE

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