sabato 6 agosto 2022

A scuola di cinema: The Karate Kid - Per Vincere Domani (1984)

1964: Mentre sta visitando i padiglioni della New York World's Fair, il futuro sceneggiatore Robert Mark Kamen viene preso di mira da una gang di bulli e pestato a sangue.
Questa brutta esperienza lo convince a prendere lezioni di autodifesa per far sì che la cosa non si ripeta. Il suo primo insegnante è un capitano dei Marine, il quale però utilizza metodi troppo violenti, più tendenti alla vendetta e al far male al proprio avversario.
Kamen cerca dunque un altro insegnante e lo trova in un karateka giapponese che non parla molto bene inglese, ma col quale riesce comunque a intendersi e che ha un approccio più spirituale rispetto al concetto di autodifesa.
Queste vicende personali gli saranno utili qualche anno dopo dopo per ideare una celebre saga.


Dopo essere riuscito a piazzare le sue prime sceneggiature, Robert Mark Kamen entra in contatto con Frank Price, presidente della Columbia Pictures. Costui un giorno gli riferisce che il produttore Jerry Weintraub ha opzionato un articolo su un ragazzo di nove anni, figlio di una madre single, che è diventato cintura nera di karate dopo aver subito un pestaggio da parte di una banda di bulli.
Kamen va dunque a trovare il produttore, raccontandogli la propria esperienza di vita, e idea una sceneggiatura basandosi sia sulle sue vicende personali che sull'articolo. Come regista viene scelto John Guilbert Avildsen.
Per il ruolo di Daniel LaRusso vengono considerati svariati attori tra cui Sean Penn, Emilio Estevez e Charlie Sheen, ma la direttrice del casting Bonnie Timmermann suggerisce il nome di Ralph Macchio, di cui ha ammirato l'interpretazione in I Ragazzi della 56ª Strada (The Outsiders).
L'attore ha un incontro con Robert Mark Kamen e John Avildsen, durante il quale dimostra di non conoscere nemmeno le mosse più basilari del karate. Questo, unito al suo fisico esile, rende Ralph Macchio - secondo Kamen - perfetto per la parte. In un primo momento il personaggio si chiama Daniel Webber ma, approfittando delle origini italoamericane dell'attore, viene rinominato LaRusso.
Per il ruolo di Johnny Lawrence - il quale in principio si chiama Donald Rice - viene scelto William Zabka, un lottatore senza esperienza di karate qui al suo debutto cinematografico.
Durante l'audizione, gli viene chiesto di interpretare una scena del film e, entrando forse un po' troppo nel personaggio, l'attore afferra il regista John Avildsen e gli urla contro. Dopodiché si scusa con lui, dicendo che quello che parlava prima era Johnny Lawrence, non lui.
Avildsen fa notare come William Zabka risulti un po' troppo alto come avversario di Ralph Macchio, ma Zabka stesso fa notare che anche Bruce Lee era più basso di Kareem Abdul-Jabbar, eppure lo ha battuto comunque. La parte gli viene dunque affidata, anche perché all'audizione è riuscito a spaventare tutti.
In preparazione alle loro parti, Ralph Macchio e William Zabka - nonché altri componenti del cast - vengono affidati alle cure di Pat Johnson, cintura nera di karate che ha recitato al fianco di Bruce Lee e Chuck Norris, il quale li sottopone a un rigido allenamento di karate e bodybuilding che dura circa sei settimane. A Pat Johnson viene inoltre affidato il compito di ideare tutte le coreografie di lotta e ottiene anche un cameo nel film come arbitro del torneo.
Per il ruolo di Mr. Miyagi (il suo cognome è un omaggio a Chojun Miyagi, ideatore dello stile di karate Goju-ryu praticato da Robert Mark Kamen), la prima scelta ricade su Toshiro Mifune. Il suo stile di recitazione è incontestabile, ma troppo tendente ai ruoli da guerriero samurai per cui è famoso. Al contempo sussiste un altro problema insormontabile: l'attore non è in grado di parlare inglese in maniera fluente.
In principio, Pat Morita non viene preso in considerazione, in quanto è fortemente associato al personaggio di Arnold di Happy Days ed è ritenuto un attore comico, non in grado di portare sulla scena un personaggio drammatico. Morita però non demorde: si fa crescere la barba, modella un accento basato su quello di un suo zio giapponese e si presenta all'audizione, conquistandosi i favori di Jerry Weintraub.
È il produttore stesso a suggerirgli di venire accreditato come Noriyuki "Pat" Morita, per sottolineare le sue origini giapponesi.
La controfigura di Pat Morita per buona parte delle scene di combattimento è Fumio Demura, rinomato maestro di karate e arti marziali. Da lui l'attore riprende le movenze e il modo di parlare.
Per il ruolo di Ali Mills, viene scelta Elizabeth Shue, anche lei al suo debutto cinematografico. Studentessa di Harvard, è nota fino a quel momento solo per essere apparsa in una pubblicità di Burger King. Per partecipare alle riprese, Elizabeth Shue decide di interrompere in via temporanea i propri studi.
Il titolo The Karate Kid non è molto gradito ai protagonisti, essendo ritenuto troppo banale. Inoltre c'è un problema più formale, in quanto esiste un supereroe della DC Comics - un componente della Legione dei Supereroi - che si chiama proprio così. La Columbia ottiene perciò dalla casa editrice l'autorizzazione a poter utilizzare quel titolo e la DC Comics riceve un ringraziamento formale nei titoli di coda.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 24 ottobre 1983, tenendosi in California, Arizona e New Jersey.
William Zabka risulta così credibile nel ruolo dell'avversario di Daniel che, anche quando non si effettuano le riprese, il suo personaggio viene fischiato da delle comparse (e anche in seguito, alcune persone lo fermano per strada cercando una rissa con lui). Sua madre - presente sul set - lo difende, affermando che nella vita di tutti i giorni è un bravo ragazzo.
Dopo la fine delle riprese, William Zabka continua a studiare karate, fino a diventare cintura verde.
Le riprese si concludono l'otto dicembre 1983.
The Karate Kid - Per Vincere Domani (The Karate Kid) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 22 giugno 1984. A fronte di un budget di otto milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 130 milioni di dollari. Pat Morita, inoltre, si aggiudica una nomination all'Oscar nella categoria Miglior Attore Non Protagonista.
Un incredibile e insperato successo che garantisce subito un sequel... ma questa è un'altra storia.

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