venerdì 11 novembre 2022

Prime Video Original 37: Press Play - La Musica della Nostra Vita


In un'era in cui tutta la musica è disponibile su svariate piattaforme digitali quale ad esempio Spotify, poche persone utilizzano ancora dei supporti fisici per ascoltare le canzoni. Uno di questi è la musicassetta, vero e proprio strumento divino nel millennio precedente per creare compilation dei pezzi musicali più svariati, a volte con metodi "creativi" quali registrarli dalla radio. Chi dimentica è complice.
Una compilation di canzoni registrata su musicassetta diviene il focus della pellicola Press Play - La Musica della Nostra Vita (Press Play), diretta da Greg Björkman, sceneggiata dallo stesso Björkman, Josh Boone e James Bachelor e distribuita su Amazon Prime Video a partire dal 16 luglio 2022.
Laura (Clara Rugaard), studentessa d'arte appassionata di musica, conosce il fratellastro di una sua amica, Harrison (Lewis Pullman), il quale gestisce un negozio di musica e adora i supporti fisici.
I due si innamorano e, insieme, creano un mixtape delle canzoni che caratterizzano la loro storia d'amore, ma poco dopo Harrison viene investito da un auto e muore.
Alcuni anni dopo, Laura fa una scoperta incredibile: il mixtape da loro ideato ha la capacità di proiettarla indietro nel tempo, a quando Harrison era ancora vivo. Ha dunque la possibilità di rimettere le cose a posto, ma questo potrebbe complicare ulteriormente la situazione.
Sotto uno strato appena accennato di fantascienza e viaggi nel tempo, debitore di Ritorno al Futuro che viene espressamente citato come ispirazione, ci ritroviamo di fronte a una nuova commedia romantica di stampo adolescenziale. Sembra che gli sceneggiatori di questo tipo di pellicole si siano innamorati di recente degli scenari a sfondo fantascientifico con citazioni fintonerd, come visto anche in La Mappa delle Piccole Cose Perfette.
In un cast che può contare su un solo grosso calibro, Danny Glover, qui per prendere un comodo assegno per la pensione, alla fine sembra che abbiamo di fronte una sorta di prodotto "televisivo" con recitazione conseguente. Gli attori si impegnano, ma le loro capacità non sono così elevate, con tutto il rispetto (il protagonista è monocorde in tal senso).
Il focus della trama alla fine non sono i viaggi nel tempo, bensì la storia d'amore tra i due protagonisti che incontra degli ostacoli (e quale ostacolo peggiore della morte?). Solo che il potere salvifico dell'amore e della musica è in grado di sistemare tutto, anche ciò che appare irreparabile.
Sì, un po' di sana retorica che piace tanto allo spettatore ideale di questo tipo di film. E a cui alla fine non interessa sapere altro... quindi non aspettatevi una spiegazione sul perché Laura sia in grado di viaggiare nel tempo semplicemente premendo play su un walkman (it's the power of love, per citare il film di cui sopra).
E a proposito di retorica, non vi troverete però quelle cose da boomer del tipo:"Ah, che orrore la musica sulle piattaforme digitali, meglio i supporti fisici come un tempo!", di certo non puoi permetterti di dire queste cose su una piattaforma digitale con un film che si propone un target perlopiù adolescenziale, sarebbe un controsenso.

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