Si afferma molto spesso che gli attori comici sono notoriamente portati anche per i ruoli drammatici, in quanto far ridere è molto più difficile che far piangere. Come tutti gli assoluti, e non si è nemmeno dei Sith, questo può non essere del tutto vero.
Ci sono attori comici che rimangono confinati in quel genere perché non sono portati per altri ruoli e ci sono attori più versatili, come il più volte qui citato Adam Sandler, che possono ben interpretare ruoli drammatici.
E a lui si può aggiungere anche Kevin Hart, protagonista di Un Padre (Fatherhood), diretto da Paul Weitz, scritto da Paul Weitz e Dana Stevens e distribuito su Netflix a partire dal 18 giugno 2021.
Matthew Logelin (Kevin Hart) perde all'improvviso la moglie a seguito di complicazioni dovute al parto. Ora Matthew, che ha una carriera lanciata nel campo della tecnologia, si ritrova solo a dover crescere la figlia Maddy (Melody Hurd) ed è determinato a farlo, nonostante i dubbi e i timori dei nonni e dei suoi amici.
Tuttavia, le insidie e gli imprevisti dell'essere un genitore lo colgono impreparato e l'uomo deve risolvere il tutto tenendo conto della sua carriera lavorativa e della possibilità di rifarsi una vita.
La storia si basa su eventi reali: Matthew Logelin esiste davvero e ha vissuto tutte quelle sventure raccontandole in un blog che è stato molto seguito. Ma, come spesso capita quando si adatta tale tipo di storia per il cinema, la si rimodella per far sì che molti possano interfacciarsi con le paure e i dubbi del protagonista - in particolare chi ha vissuto il suo stesso dolore - e, per chi non è padre single, possa empatizzare comunque con lui.
Vedremo dunque un percorso di crescita, di maturità, da parte sia del padre che della figlia il quale durerà alcuni anni, infatti a un certo punto vi è un piccolo balzo temporale.
Un percorso che parte da un evento tragico e da quell'evento Matthew Logelin inizia a riconsiderare le priorità della propria vita. Un evento che inciderà anche su chi non l'ha vissuto, ovvero la figlia, che comunque ne deve affrontare le conseguenze.
Due mondi distanti in principio che lentamente si avvicinano l'un l'altro e capiscono infine cosa sia davvero importante per loro. Convincendo anche chi era scettico in principio.
Kevin Hart non ha al suo attivo molte interpretazioni drammatiche, forse solo il remake americano di Quasi Amici, Sempre Amici. Eppure non sfigura: data l'atmosfera cupa di molte scene, non fa più quelle facce buffe e abbassa il tono di voce (in originale) che nelle commedie tiene di solito alto. Tuttavia non si esime di tanto in tanto dal fare qualche battuta, questo è più forte di lui.
Potrebbe apparire strano, dunque, che non sia tornato più volte su queste strade attoriali, ma la risposta può essere molto semplice. Il pubblico identifica Kevin Hart principalmente come un attore comico e i copioni che gli vengono proposti sono quelli di commedie, con poche eccezioni. E di certo lui si diverte ad interpretarle.
Se ci saranno comunque altre eccezioni, le vedremo con piacere.

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