Esistono supereroi di tutti i tipi, sin dall'alba dei tempi. Col passare degli anni, si è accettata (fingo di non essere a conoscenza di una certa parte del fandom) la presenza di eroi fuori dal comune o reietti, senza fare alcuna distinzione in base al sesso, l'età, la religione.
Persino gli alieni e i sintezoidi ci apparivano ben integrati nella dinamiche di un supergruppo! Ma con ogni probabilità non abbiamo mai visto delle supereroine come quelle presenti in Thunder Force, scritto e diretto da Ben Falcone e distribuito su Netflix a partire dal 9 aprile 2021.
Lydia Berman (Melissa McCarthy) ed Emily Stanton (Octavia Spencer) sono due amiche per la pelle che però vivono in un mondo che deve affrontare la piaga dei Miscredenti, sociopatici a cui dei raggi cosmici hanno conferito superpoteri.
Quando i genitori di Emily vengono uccisi dai Miscredenti, costei si ritira dalle scene e inizia a cercare un modo perché anche le persone comuni come lei acquisiscano superpoteri. Al fine di vendicarsi.
Lydia reincontra Emily, perciò, solo molti anni dopo, recandosi a trovarla nel suo laboratorio. Lì la sua curiosità le fa attivare dei macchinari che le fanno acquisire la superforza.
Con Emily in possesso del potere dell'invisibilità, le due eroine possono cercare di sventare i crimini dei Miscredenti. Sempre che non combinino troppi guai nel mentre.
Abbiamo visto supereroi di tutti i tipi nel corso del tempo e quindi anche supereroi che sono persone comuni, come studenti o lavoratori del ceto medio. Ma questo non è Kick-Ass, dove predomina la violenza e l'ironia macabra.
Questo, più che un film di supereroi, è una commedia dove incidentalmente vi sono anche supereroi e supercriminali, livello poco sotto Deadpool in quanto a strategia e stessa parlantina.
Il fatto poi che le due protagoniste siano delle ultraquarantenni e, mi si passi il termine, non proprio in possesso del peso forma è un chiaro segnale di come si voglia approcciare il tema supereroistico su basi più concrete e "leggere" (senza nulla togliere alle Scarlett Johansson o Gal Gadot di questo mondo).
Di fronte alla "dimessa", per scelte narrative, Octavia Spencer, buona parte della storia si regge sulle spalle di Melissa McCarthy, che sfoggia il suo consueto repertorio di grida, citazioni pop e qualche battuta con doppio senso, degnamente assistita dal collega di Io Sono Tu, Jason Bateman, l'uomo dalla faccia imperturbabile che interpreta il più improbabile dei supercriminali.
Quindi, non è una satira o una parodia sui film di supereroi (è anche presente un'attrice proveniente dai film di James Gunn), più semplicemente è uno sguardo alternativo, poco serioso - pur non mancando i momenti drammatici - e popolato da personaggi che non si prendono troppo sul serio di un mondo dove l'uso dei superpoteri è vissuto in maniera più leggera.
E dove prevalgono alla fine i sentimenti di amicizia e la forza di volontà nel perseguire ciò che è giusto.

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