Uno spettro si aggira per... l'Europa? No, il Texas! In quella che è stata un'era di grandi cambiamenti sociali, la fantascienza dell'epoca ha cercato di prevedere - a volte riuscendoci, a volte fallendo miseramente - quelli che potevano esserne gli sviluppi sotto vari aspetti, anche quelli sociologici.
Con un pizzico di satira laddove serva. Come in Circumluna Chiama Texas (A Specter is Haunting Texas), scritto da Fritz Leiber e pubblicato nel 1968.
Il Texas domina ormai il mondo intero a seguito delle conseguenze di un conflitto nucleare, ma la dittatura viene mal vista e combattuta dal Messico, mentre la Russia rimane ancora un nemico da temere.
In questo insolito scenario giunge Christopher Crockett La Cruz, soprannominato Tesk, proveniente da Circumluna, una colonia lunare dove da tempo buona parte dell'umanità si è rifugiata.
La Cruz prevede un viaggio breve sulla Terra: deve solo riscattare una concessione mineraria appartenente alla sua famiglia, ma rimane ben presto coinvolto suo malgrado nel conflitto tra i texani e i messicani.
Christopher Crockett La Cruz, forte del suo esoscheletro, decide di stare dalla parte di questi ultimi, più piccoli e poveri, e sfruttando le sue doti di attore inizia a portare in giro per il Texas un teatro itinerante in cui proclama i valori della rivoluzione.
I guai non tardano ovviamente ad arrivare.
Molto spesso viene affermato che la satira deve prendere di mira solo le autorità e le persone potenti. Non sappiamo se sia doveroso agire sempre così, ma di certo il romanzo va in questa direzione.
Agli scrittori piace scrivere per metafore, per allegorie, e quindi gli Stati Uniti in cui rimane solo il Texas a governare il mondo sono in realtà una versione alternativa, e decisamente surreale, degli Stati Uniti degli anni che Fritz Leiber e molti altri stavano vivendo.
Dove il protrarsi della Guerra Fredda, il conflitto in Vietnam e le rivolte giovanili stavano mettendo alla gogna una certa arroganza del potere costituito.
Il Texas non è stato di certo scelto per caso e credo che Leiber conoscesse i suoi compatrioti meglio di me. Nel ritrarli alti, quasi tre metri, ma boriosi, arroganti e viscidi vi è una spietata ironia che s fa beffe del potere, degli organi governativi. Che dall'alto, appunto, della loro autorità decidono chi vessare e quali popoli attaccare.
Nonché viene messa alla berlina una certa categoria di privilegiati, delle classi sociali alte, indifferenti ai disagi e alle sventure delle classi sociali meno abbienti.
Come non è stato scelto a caso il Messico come opponente, la nazione - secondo il modo di pensare dell'epoca - simbolo della povertà e del desiderio di non lavorare.
I ricchi che lottano contro i poveri, il pensiero in apparenza dominante che viene contestato da quella minoranza che, non venendo ascoltata, inizia a battagliare. E così si cerca di eliminare quel pensiero ribelle e quella minoranza.
Un universo impazzito, dove anche l'eroe non è proprio così eroico (cerca di avere una relazione con due donne contemporaneamente) e non c'è una sorta di lieto fine per lui. Ma tempi disperati richiedono personaggi... in possesso di un esoscheletro. E non ci si può sempre rifugiare su un satellite, o in una caverna, o dovunque si voglia.
A un certo punto bisogna prendere conoscenza della realtà e fare una scelta.
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