venerdì 17 aprile 2026

Netflix Original 199: Il Ragazzo che Catturò il Vento


I biopic amano spesso soffermarsi su persone venute dal nulla e che non hanno nulla, ma che - nonostante questo - riescono a conseguire un importante obiettivo, spesso aiutati dagli amici o dalla famiglia, persone che credono nel loro sogno.
La ragione è abbastanza semplice: vi può essere un facile processo di identificazione da parte dello spettatore, il quale può star vivendo o aver vissuto quella stessa condizione, e dunque ci si può affezionare subito a quei personaggi e - se lo si desidera - approfondire la vicenda reale.
Come accade in Il Ragazzo che Catturò il Vento (The Boy Who Harnessed the Wind), scritto e diretto da Chiwetel Ejiofor e distribuito su Netflix a partire dal primo marzo 2019.
In un piccolo villaggio africano di inizio ventunesimo secolo, il giovane William Kamkwamba (Maxwell Simba) spera di poter frequentare la scuola, avendo un'intelligenza fuori dal comune per la sua età che lo porta già a fare piccole riparazioni su alcuni strumenti elettronici.
Il suo sogno viene realizzato, ma ben presto la sua famiglia capeggiata da Trywell Kamkwamba (Chiwetel Ejiofor) non è più in grado di pagare le tasse scolastiche a causa di una grave siccità che porta molti abitanti del villaggio ad andarsene.
Con determinazione e astuzia, William frequenta di nascosto la biblioteca della scuola e progetta di costruire un mulino a vento utilizzando rifiuti trovati nella discarica del paese.
Questo è un biopic che rispetta in pieno alcuni degli stilemi di questo genere, ma offre un'ambientazione diversa dal solito: la nazione del Malawi, in Africa, invece dei consolidati Stati Uniti. Un progetto a cui Chiwetel Ejiofor ha creduto molto, visto che si è sobbarcato i principali ruoli produttivi e ha con ogni probabilità portato a compimento grazie al suo nome.
E gliene va dato merito, poiché - pur essendo un progetto a basso costo, come evidente - offre al pubblico una storia poco nota, basata su eventi reali e drammaticizzata dove occorra per scopi narrativi, proprio perché lontana sia dalla cultura statunitense che da quella occidentale.
Si procede poi su binari consueti, in primo luogo il protagonista. Un ragazzo che non ha nulla, ma che riesce nonostante tutto a realizzare i propri obiettivi e portare benessere e serenità a molte persone: un'incarnazione perfetta del sogno americano, lontano dagli Stati Uniti.
Non manca ovviamente un rapporto conflittuale con la famiglia, in special modo col padre, che alla fine, come nella migliore delle tradizioni, si ricompone permettendo ai due di collaborare per raggiungere l'obiettivo comune.
Non c'è nulla di nuovo od originale a parte questo e non ci doveva essere per non andare fuori dal seminato. Se vi piacciono questo tipo di storie, l'apprezzerete e vedrete un tipo di recitazione diversa dal solito. Con la possibilità, sempre presente, di approfondire poi la storia reale.
Per vedere che anche nella realtà, a volte, chi viene dal nulla può divenire qualcuno.

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