Il crollo del muro di Berlino e del blocco comunista orientale non poteva non avere un riflesso anche nei fumetti, soprattutto quando c'è in ballo un personaggio che è russo di nascita, anche se poi negli Stati Uniti ha trovato la sua vera identità. Si tratta di Natasha Romanov, alias la Vedova Nera.
L'eroina affronta un'insolita conseguenza di questi eventi reali nel graphic novel La Guerra Più Fredda (The Coldest War), pubblicato nel 1990, scritto da Gerry Conway e disegnato da George Freeman.
Nel 1987, due anni prima della caduta del muro, la Vedova Nera viene avvicinata da due agenti del KGB, i quali le propongono di rubare alcuni protocolli situati in una base dello SHIELD. La Vedova Nera ovviamente rifiuta, ma le viene poi rivelata un'incredibile verità.
Suo marito Alexi, il Guardiano Rosso, è ancora vivo e se completerà questa missione potrà rivederlo e riunirsi a lui. Tutto sembra confermare il ritorno di Alexi e dunque la Vedova Nera si imbarca in una missione che alla fine la riporterà in Unione Sovietica, dove dovrà fare i conti col proprio passato.
Come si rivoluziona un personaggio fortemente radicato nella propria nazionalità quando la nazione da cui proviene crolla? Semplice, non rivoluzionandolo.
La Vedova Nera, per quanto russa di nascita, era ormai americana d'adozione già da lungo tempo. Tanto che viveva la "perestrojka" ben prima dei suoi compatrioti, abitando in un elegante attico di Manhattan e avendo a disposizione un autista.
Quindi l'operazione che si compie, per nulla inedita ovviamente, è mettere Natasha Romanov, più che la Vedova Nera, a confronto col proprio passato per far sì che se lo getti in maniera definitiva alle spalle.
E usando nello specifico l'affetto a lei più caro prima che incontrasse Occhio di Falco e Devil: il marito Alexi, deceduto al termine di uno scontro con i Vendicatori (in realtà no... ma non è qui che si verifica il suo ritorno).
La scelta finale è chiara e prevedibile, perché da tempo l'eroina non si riconosce più nelle sue radici che partono dall'Unione Sovietica, che l'hanno plagiata e costretta a vivere una vita artificiosa e costruita a tavolino... di cui però l'amore per Alexi rappresentava una delle poche eccezioni.
Anche coloro che provano a riportarla dall'altra parte della barricata non sono altro che gli ultimi baluardi di resistenza del vecchio sistema, destinato a crollare di lì a poco tempo.
La Vedova Nera è libera infine da questo fardello, così come anche la Russia è ora libera di seguire nuove strade. Questo almeno nella visione americocentrica dell'autore e non gliene va fatta una colpa, visto che alla fine gli Stati Uniti erano usciti sostanzialmente indenni dalla Guerra Fredda, a differenza del loro storico "avversario".
La Vedova Nera può dunque intraprendere nuove strade. Che tuttavia, a mio avviso, saranno molto simili alle precedenti.

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