sabato 4 aprile 2026

A scuola di cinema: Patty, la Vera Storia di Patricia Hearst (1988)

4 Febbraio 1974: La diciannovenne Patricia Campbell "Patty" Hearst, nipote del magnate dell'editoria William Randolph Hearst (celebre suo malgrado grazie a Quarto Potere di Orson Welles), viene rapita dal suo appartamento di Berkeley, in California, dall'Esercito di Liberazione Simbionese.
Il gruppo terrorista richiede, in cambio della sua liberazione, il rilascio di due loro componenti dalla prigione, ma questo viene negato dalle autorità governative. L'Esercito di Liberazione Simbionese, allora, impone alla famiglia Hearst di donare una determinata quantità di cibo a tutti gli abitanti della California non abbienti.
Intanto i giorni passano e, dopo essere rimasta legata e al buio per circa una settimana ed essere stata vittima di violenze sessuali, Patricia Hearst inizia a imparare i dettami politici del gruppo e a partecipare alle loro discussioni politiche, avendo ricevuto numerose minacce di morte e sentito che si stava meditando di ucciderla.
Così, quando viene liberata e le viene chiesto cosa intenda fare, la ragazza afferma di voler entrare nell'Esercito di Liberazione e registra un video, che viene inviato ai media, in cui annuncia questa sua decisione e che il suo nuovo nome è Tania.
Dopo aver ricevuto un adeguato addestramento, Patty Hearst collabora a due rapine, in una banca e in un negozio di articoli sportivi. Quando la polizia riesce a irrompere in uno dei covi del gruppo terrorista, uccidendo gran parte dei suoi rapitori, lei non è presene in quanto si è recata in un altro rifugio con due componenti dell'Esercito.
Fino a quando, il 18 settembre 1975, Patty Hearst viene arrestata a San Francisco. Portata in prigione, si nota subito che ha perso molto peso dal momento del suo rapimento e che - secondo i dottori - il suo quoziente intellettivo si è abbassato, ha vuoti di memoria ed è stata vittima di un forte trauma psicologico e fisico.
Sfruttando questi elementi e altre presunte prove, come ad esempio il fatto che la ragazza fosse tenuta sotto tiro durante le rapine dalle pistole dei componenti dell'Esercito, i suoi avvocati durante il processo affermano che la ragazza è stata vittima di un lavaggio del cervello da parte dell'Esercito di Liberazione Simbionese e - utilizzando un termine coniato un anno prima dai giornali e rendendolo celebre da quel momento in poi - della Sindrome di Stoccolma.
La sentenza, giunta nel marzo del 1976, tuttavia è implacabile: Patricia Hearst viene condannata a 35 anni di prigione per rapina a mano armata e possesso di armi da fuoco non autorizzate. Mentre Patty Hearst inizia la sua detenzione in prigione, viene richiesta una grazia al Presidente Jimmy Carter e la sua storia diventa celebre lungo tutti gli Stati Uniti.
Fino a quando non ne viene prodotta una pellicola.


Il produttore Marvin Worth rimane intrigato da questa storia e contatta così Patty Hearst e i suoi legali per avere l'autorizzazione a svilupparne un adattamento cinematografico.
Una volta conseguitala, il produttore contatta la 20th Century Fox, ma non riesce a stringere un accordo. E così il progetto viene acquisito da un piccolo studio, ovvero Atlantic Entertainment Group.
La sceneggiatura viene scritta da Nicholas Kazan, prendendo come riferimento principale il libro di memorie scritto da Patricia Hearst stessa. Come registi vengono presi in considerazione Hal Ashby e Bob Rafelson ma, quando Paul Schrader legge la sceneggiatura, si dichiara subito interessato al progetto e gli viene assegnato il lavoro.
Per il ruolo di Patty Hearst viene scelta Natasha Richardson. In preparazione alla parte, l'attrice ascolta alcune registrazioni fatte da Patricia Hearst insieme ai suoi rapitori. Inoltre, contatta una sua amica che aveva avuto un'esperienza simile a quella della donna, e che si era salvata proprio entrando in amicizia con i rapitori, e si fa raccontare questa drammatica esperienza.
Alla fine, Natasha Richardson incontra Patty Hearst, la quale le consegna alcune pagine di appunti che dettagliano le procedure e i discorsi dell'Esercito di Liberazione Simbionese.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 26 ottobre 1987, tenendosi in California.
Paul Schrader prende il cast e gli fa passare molti giorni in un appartamento, senza farli uscire, per ricreare le condizioni in cui Patricia Hearst ha vissuto durante il rapimento.
Patty, la Vera Storia di Patricia Hearst (Patty Hearst) viene distribuito nei cinema americani - dopo un'anteprima al Festival di Cannes - a partire dal 23 settembre 1988. A fronte di un budget di 4 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare un milione e duecentomila dollari.
Il periodo in prigione non si rivela semplice per Patricia Hearst. Comincia subito ad avere problemi di natura medica, fino ad avere un collasso polmonare per cui viene sottoposta a un'operazione chirurgica. Per ragioni di sicurezza, viene tenuta in isolamento e suo padre, Randolph Apperson Hearst, assolda decine di guardie del corpo.
La condanna iniziale di Patty Hearst viene presto ridotta a sette anni. Dopo 22 mesi passati in prigione, il Presidente Jimmy Carter decide di commutare la sua pena detentiva, limitandola ai soli mesi già trascorsi in prigione.
Pur restando in libertà vigilata, Patty Hearst esce così di prigione nel febbraio 1979 e, due mesi dopo, sposa Bernard Lee Shaw, da cui ha due figli. Due anni dopo, in coppia con lo scrittore Alvin Moscow, pubblica un suo libro di memorie, Every Secret Thing, a cui la pellicola si ispira.
Dopodiché inizia una carriera da attrice, seppur sempre in ruoli secondari o poco significativi, apparendo in una manciata di film, quali Cry Bay e La Signora Ammazzatutti (Serial Mom), telefilm come ad esempio Veronica Mars e show televisivi.
Nel 2001, durante il suo ultimo giorno di presidenza, Bill Clinton le garantisce il perdono presidenziale, cancellando così la sua condanna e facendole riacquistare i suoi diritti civili.
Oggi la storia di Patricia Hearst e di quei tumultuosi anni è stata sostanzialmente dimenticata dalle generazioni attuali e lei è fortemente coinvolta in alcune attività di beneficenza organizzate dalla fondazione che fa capo alla sua famiglia e, di tanto in tanto, partecipa coi suoi cani a delle manifestazioni canine. Una vita ordinaria, per quanto ciò sia possibile.
E questa è la fine della storia.

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