La depressione non è un male così semplice da analizzare, tante possono essere le sue cause e le sue sfaccettature. Ed è qualcosa che può capitare a tutti, gente povera come benestante.
Quindi questa tematica così ampia non può non essere trattata anche in ambito cinematografico, e inevitabilmente in chiave drammatica, come in Melancholia.
Inevitabilmente? Forse non del tutto. C'è anche Se Mi Vuoi Bene, diretto da Fausto Brizzi, scritto da Fausto Brizzi, Martino Coli, Herbert Simone Paragnani e Mauro Uzzeo e distribuito nei cinema nell'ottobre 2019.
Diego Anastasi (Claudio Bisio) decide di suicidarsi in quanto ritiene che nessuno dei suoi amici o dei suoi parenti gli voglia davvero bene e tenga a lui. Tuttavia, per uno strano scherzo del destino, il suo tentativo di suicidio non riesce.
Poco tempo dopo, Diego scopre quasi per caso un locale chiamato Chiacchiere, gestito da Massimiliano (Sergio Rubini). L'amicizia che ne nasce porta Diego a voler migliorare la vita delle persone che ruotano intorno a lui (i genitori, l'ex moglie, il fratello e altri).
Ma le sue buone intenzioni incontrano presto molte difficoltà.
Siamo dalle parti del consueto prodotto rassicurante rivolto a un ampio pubblico. La depressione - le cui cause per il personaggio vengono appena accennate all'inizio e poi non più approfondite - diviene dunque solo il pretesto per descrivere la vita di un uomo che giunge al più basso della propria esistenza, tanto che intende porvi fine, salvo poi risalire la china.
Una china, un percorso, lungo il quale ci si imbatte in quelli che sono i valori più consolidati. Dunque l'amore verso i propri genitori, l'affetto verso la figlia e soprattutto i rapporti di amicizia. E sullo sfondo una storia d'amore che inizia a prendere forma (narrato bene questo ultimo aspetto, a mio avviso).
Valori che chiaramente incontrano e si scontrano con alcuni ostacoli, quali le dinamiche familiari e le differenti personalità che entrano in contrasto tra loro, i quali vengono comunque superati perché, alla fin fine, ci si vuole tutti bene e siamo tutti una grande famiglia (scusate se ho banalizzato il concetto, però...).
Viene anche inserito qualche elemento drammatico, il quale tuttavia viene soverchiato da quella che è l'atmosfera da commedia che pervade tutta la pellicola, con scenette tra il comico e - in alcune occasioni - il surreale. E un discreto cast di contorno attorno al protagonista a portare avanti le varie dinamiche narrative.
Non aspettatevi dunque un prodotto epocale, ma nemmeno qualcosa da scartare interamente a priori. Bene o male, chiunque ha affrontato dei momenti difficili nel corso della sua vita. Ed è stato in quei momenti che ha capito su chi poteva contare davvero.

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