domenica 27 maggio 2012

Un argomento originale, anzi due: Before Watchmen e Spider-Men


Giugno sarà un mese davvero caldo (hot, se volessimo fare i fighi) per il mondo del fumetto americano. E non solo. Perchè sarà il mese in cui usciranno contemporaneamente (e non è una coincidenza) due tra i progetti più chiacchierati di sempre: Before Watchmen e Spider-Men.
Il primo, articolato in ben sei miniserie, consiste negli ormai celeberrimi prequel di Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons. E su queste storie sono già state dette peste e corna... prima della loro pubblicazione. Moore ha rilasciato molte più interviste del solito in questo periodo, inviperito come una iena (e a volte "provocato" dall'intervistatore di turno nel modo giusto), ma in una delle prime disse una cosa interessante. Qualcosa del tipo:"Si aggrappano ancora a idee e personaggi di 25 anni fa, possibile che non riescano a creare nulla di nuovo?". E per quanto Moore possa risultare adesso detestabile, quella domanda è sensata. Sto cercando di pensare all'ultimo personaggio in ordine di tempo creato da una delle due major che sia ancora sulla cresta dell'onda e mi viene in mente solo Deadpool, che è stato creato nel 1991; mentre l'ultimo concetto originale, sempre partorito da una delle due major, probabilmente è Thunderbolts, del 1997. Insomma, fermo restando che arriveranno decine di smentite, parrebbe che è da circa 15 anni che le due big non tirano fuori qualcosa di veramente nuovo, per quanto oggi farlo sia sicuramente molto più difficile che non negli anni '60.
E allora? E allora, e questo lo percepisce a mio avviso anche il lettore meno avvezzo a queste polemiche, con tutti i proclami che forse in maniera avventata sono stati fatti, questi due progetti hanno bisogno di una vera anima creativa, devono riuscire a saper dire qualcosa di nuovo. In due interviste rilasciate in due momenti diversi, due sceneggiatori dei prequel di Watchmen (J.M. Straczynski e Brian Azzarello) hanno detto entrambi la medesima cosa: la miniserie originaria, tramite l'ambientazione e i suoi personaggi, rifletteva i dubbi e le inquietudini del tempo della sua pubblicazione, la stessa cosa può essere fatta oggi, modernizzando i personaggi e i concetti che stavano alla base di Watchmen. Ecco, è stato individuato un obiettivo: qualcuno malignamente potrebbe ribattere che non c'è nulla da modernizzare, quei personaggi ci hanno già detto tutto il necessario. Ma questo sarebbe un processo alle intenzioni e dunque prima occorrerà leggere questi prequel. Saranno un grande successo commerciale, senza ombra di dubbio (gli inviti al boicottaggio mi fanno un po' sorridere), bisogna solo vedere che traccia lasceranno di loro stessi. Di Watchmen si parla ancora oggi, a distanza di 26 anni; nel 2038 parleremo ancora di Before Watchmen?
Il secondo progetto è il primo team-up ufficiale tra il Marvel Universe e l'Ultimate Universe, a undici anni di distanza dalla creazione di quest'ultimo. E non poteva che vedere protagonisti i portabandiera dei due mondi, anche del politically correct. Nel florilegio di complimenti ed entusiasmi da parte della Marvel (almeno non hanno detto che è una storia originale, gliene va dato atto), è emerso soprattutto da parte dello sceneggiatore Brian M. Bendis di concentrarsi su Peter Parker e la sua reazione a questo audace, nuovo mondo. Anche qui, seppur meno ambizioso, l'obiettivo è dichiarato. Il resto starà a noi.

venerdì 25 maggio 2012

Rom Spaceknight (I)


Rom è depresso perchè Starshine è morta; Brandy Clark è depressa perchè Rom sembra ormai non voler avere una storia con lei, inoltre sa che presto se ne andrà da Clairton; Torpedo è depresso perchè convinto di non essere all'altezza del Cavaliere Spaziale; Steve Jackson è depresso perchè Brandy ormai non lo considera più neanche di striscio. Insomma, sono tutti allegri laggiù in Virginia.
Così, dopo aver aiutato l'Anello Mancante a guarire dal suo eccesso di radiazioni e aver dato una bella ripassata al Signore dei Metalli (episodi 29 e 30), Rom fuga ogni dubbio: tutti gli Spettri Neri che avevano assediato Clairton sono stati uccisi o esiliati, è tempo per lui di portare altrove la sua crociata. In ogni caso Torpedo rimarrà a difesa della città e, per aiutarlo in questo suo compito, gli viene fornito un visore in grado di localizzare forme di vita aliene, simile a quello usato dal Cavaliere Spaziale. Brock Jones non deve aspettare molto per essere messo alla prova: sorvolando una villa, nota infatti una strana nebbia che sta assumendo consistenza umanoide. Si reca ad indagare e scopre con suo dispiacere che quella nebbia è in realtà Hybrid, il più temibile degli Spettri Neri, nato dall'unione tra una umana ed un alieno mutaforma. La prima volta ci vollero le forze combinate di Rom e degli X-Men per sconfiggerlo. Torpedo contro di lui non ha alcuna speranza e le prende di santa ragione.
Contemporaneamente Rom sventa una evasione di massa della Confraternita dei Mutanti Malvagi Claremont-style: cattura Blob, Valanga e Pyro, ma non riesce ad impedire la fuga di Mystica, Destiny e Rogue. Quest'ultima, notando con grande acume che sono tutte donne, propone:"Ma perchè non ci facciamo chiamare la Sorellanza delle Mutanti Malvagie?". Essendo stanche decidono di riposarsi e si rifugiano, riuscite a indovinare dove?, sì proprio nella stessa villa dove si trova Hybrid. Dopo uno scontro alla pari, tutti scoprono di avere un nemico in comune, Rom, e decidono di allearsi contro di lui.
Così, quando il Cavaliere Spaziale giunge sul posto indicatogli da Torpedo, trova altre tre avversarie da affrontare. Ma le cose cambiano rapidamente perchè, quando Rogue lo tocca cercando di prosciugarne i poteri, assorbe in realtà la sua bontà e nobiltà d'animo (don't ask, please) e decide di schierarsi al suo fianco, convincendo infine anche Destiny e Mystica. Irene Adler infine vedendo nel futuro capisce che questa è la scelta giusta poichè, diversamente, Hybrid schiavizzerà l'intera razza mutante! Lo scontro non è facile ma alla fine, con Rogue che priva temporaneamente l'ibrido di parte dei suoi poteri, Rom riesce ad esiliarlo nel Limbo. Anche Rogue nel frattempo si è presa una cotta per il nostro Cavaliere (sarà il fascino della divisa), ma questa sarà una delle tante sottotrame che non verrà mai più ripresa. Mie battute a parte, discrete caratterizzazioni delle tre mutanti coinvolte in questo trittico di episodi (31/33).
Debellata anche questa minaccia, Rom si allontana infine da Clairton. Ormai scomparso alla vista, Brandy confessa di averlo amato fin dal primo istante e desidera riunirsi a lui. Ma come, se lui non è un uomo? Trovando un modo per... non essere una donna! (Episodio 34).
Cosa avrà voluto dire?

CONTINUA...

martedì 15 maggio 2012

Avengers - Genesi di un sogno


Nasce tutto nel 2008, col primo film di Iron Man interpretato da Robert Downey Jr. Io lo vidi più tardi, in DVD (perdonatemi): lo vidi non sapendo praticamente nulla. E così alla fine, dopo essermi gustato un bel film, dopo essermi visto tutti i titoli di coda (cosa che faccio sempre con ogni film) ed aver passato i credits della colonna sonora e la rassicurazione che nessun animale avesse subito maltrattamenti, mi vedo comparire un'altra scena. E qui compare il personaggio di Nick Fury, interpretato da Samuel Jackson, che dice:"Sono qui per parlarle dell'Iniziativa Vendicatori". Al che io strabuzzo gli occhi ed esclamo:"Prego?". Ho rivisto immediatamente quella scena una seconda volta.
Qualche settimana dopo, insieme a degli amici, mi vedo il film di Hulk interpretato da Edward Norton, che fa piazza pulita della precedente versione realizzata da Ang Lee. Un film senza infamia e senza lode e, stavolta a metà titoli di coda, ricompare Tony Stark che parla al generale Ross e dice qualcosa del tipo:"Stiamo mettendo insieme una squadra". Al che io, come credo molti altri, comincio a domandarmi:"Ma stiamo davvero andando in quella direzione?".
La risposta era chiaramente sì. Ma, laddove nei fumetti saremmo stati subito accontentati, il cinema ha i suoi tempi e quindi solo nel 2010 il discorso è stato ripreso col sequel di Iron Man e le voci che si rincorrevano già settimane prima:"Rimanete fino alla fine... c'è una grande sorpresa". Evitando miracolosamente ogni spoiler, quindi, con pazienza (ed anche con piacere, visto che c'erano gli AC/DC come colonna sonora) arrivo alla fine, quando l'agente Coulson arriva in una zona desertica e lì, dopo che ha esclamato:"L'abbiamo trovato" si intravede chiaramente... il martello di Thor! Arriviamo così al 2011, quando la trama del film Avengers comincia a delinearsi con altre due pellicole: con Thor viene introdotto un nuovo elemento del gruppo (anzi due, se contiamo Occhio di Falco, seppur si veda per mezzo secondo) nonchè, sempre dopo i titoli di coda, il tesseract alias Cubo Cosmico che sarà il motore dei film successivi. Si continua poi con Captain America: The First Avenger, in cui facciamo un salto nel passato e scopriamo le origini del primo degli eroi, nonchè del tesseract stesso. E dopo i titoli di coda il sogno diviene realtà e c'è l'annuncio che nel 2012 vedremo sul grande schermo gli Eroi più Potenti della Terra. I Vendicatori, gli Avengers!
E quel momento è arrivato. Tutti voi ormai avrete visto il film e, se non lo avete visto... che aspettate? Certo, qualcuno potrebbe dire: sì, ma hanno già fatto altri film su un supergruppo Marvel, gli X-Men e i Fantastici Quattro dove li metti? E, sì, avete ragione, però i Vendicatori... i Vendicatori sono qualcosa di diverso. I Vendicatori sono IL gruppo della Marvel. Già nel vedere i due trailer o le clip di anteprima, con lo scambio di battute tra Loki e Tony Stark o la lotta di Thor e Capitan America contro i Chitauri, sembrava proprio di trovarsi di fronte ad un ottimo prodotto. E questo è stato. Intendiamoci, se volessimo dire che Avengers entrerà nella storia del cinema (a parte per gli incassi che realizzerà) probabilmente staremmo esagerando. Ma ci ha dato quello che noi volevamo: molti hanno detto che è stato come il coronamento di un sogno ed hanno ragione. La ripresa in chiave moderna della fondazione del gruppo, con Loki come minaccia che li unisce, gustose citazioni fumettistiche (il Project Pegasus, il Life Model Decoy), battute ben calibrate intervallate da momenti di riflessione, azione allo stato puro quando necessario, la già famosa scena "Hulk Smash Loki"... e molto altro, questo è quello che avremmo voluto ricevere dalla Marvel.
Ed io pensavo sarebbe finita qui, sì, erano già stati annunciati i sequel di Thor, Cap e Iron Man, ma io pensavo davvero che con gli Avengers la storia si sarebbe conclusa qui. E invece... e invece ecco un'altra scena post-credits dove compare la prossima minaccia: lui, Thanos il Titano! Questo è più della realizzazione di un sogno, questa è la classica continuity fumettistica trasportata sul grande schermo, qualcosa mai tentato prima d'ora, per quanto ne so. Però ora bisogna aspettare, con pazienza... molta pazienza.
E quindi, per tutto questo, grazie. Grazie, Joss. Grazie, Robert. Grazie, Chris & Chris. Grazie, Scarlett. Grazie, Samuel. Grazie, Mark. Grazie, Jeremy. Grazie, Cobie. Grazie, Gregg, il tuo personaggio ci mancherà molto. Ci rivedremo nella Torre dei Vendicatori, che Tony Stark sta già costruendo. Excelsior!

giovedì 10 maggio 2012

I redazionali di una volta


Nel riprendere i miei numeri di All American Comics della Comic Art per preparare i riassunti di Rom Spaceknight, non ho potuto fare a meno di notare una cosa: i redazionali "fiume" che si facevano a quell'epoca (e il discorso non vale solo per questa testata).
Una bella lezione di storia? Ma sì, dai. Dopo il fallimento della Corno e della Labor, i diritti di alcune serie Marvel vengono rilevati nel 1987 dalla Star Comics, che con bravura e costanza riesce a rinvigorire la passione di vecchi e nuovi lettori (non svenite ora, la leggenda vuole che qualcuno comprasse anche due o tre copie di ogni testata per sostenere l'iniziativa). Redattore capo di queste testate è il baldo Marco M. Lupoi, eh sì esisteva già allora, divenuto celebre oltre che per le sue traduzioni (MML, fanne ancora!) per i suoi pezzi introduttivi su Uomo Ragno. Ne ho letto uno, che dissertava della Brand Corporation, al termine del quale ne sapevo più io di questa azienda che non i suoi azionisti.
Dopo il ragno è il turno degli X-Men, Fantastici Quattro, Devil, Hulk... solo che la Star è ancora all'epoca una piccola casa editrice e non può accaparrarsi in toto i diritti. E siccome quella torta era molto invitante, altri ne prendono una fetta. La Play Press è la più veloce e, in barba alla continuity, pubblica praticamente tutto il resto. Rimangono solo gli "scarti" (detto col massimo rispetto), le serie morte e sepolte da tempo come il succitato Rom o Defenders, nonchè il revival di una testata horror appena uscita che in USA sta facendo faville, Ghost Rider (non chiedetemi come una serie scritta da Howard Mackie potesse fare faville, sono i misteri della fede). E qui arriva la Comic Art e All American Comics, che poi pubblicava anche pregevole materiale DC prima di soccombere alla potenza Marvel... e alle richieste dei lettori... e ad uno sguardo al portafoglio... e alla comprensione che col materiale DC nel 1989 non riuscivi a vendere nulla, manco avessero pubblicato Swamp Thing di Alan Moore... ah no, aspetta.
Ma torniamo a quei redazionali. Ora essendo la rivista composta da serie perlopiù, ehm, datate, si era ancora ad un punto in cui la foliazione di un singolo numero americano era inferiore alle 22/24 pagine canoniche. E con cosa si riempivano le pagine restanti? Di pin-up e pubblicità, come si farebbe oggi? No, di redazionali. Quando andava male, le pagine erano 3, nel momento di massimo splendore addirittura 6 o 7.
Il mattatore di quella rivista era Paolo Accolti-Gil (PAG o, per i più esperti, Uatugil), che ne approfittava per chiarire che l'Uomo Ragno non avrebbe mai detto bastardo, incensare Secret Wars II (di meglio non c'era?), sparare a zero o quasi su traduzioni e adattamenti altrui (pagine, pagine e pagine per chiarire che Dire Wraiths non voleva dire Spettri Neri e Arcano non significava una ceppa, meraviglioso), "discutere" con qualche lettore e ribadire più di una volta che lui avrebbe preferito parlare di continuity, cosa che comunque ha fatto. Insomma, l'antagonista del politically correct.
Sotto la sua guida, All American Comics guadagna col tempo numero di pagine e, si presuppone, lettori. Ma la leggenda di cui sopra vuole che i suoi redazionali e la sua "posta polemica" lo rendano inviso all'editore stesso, che mette al suo posto ad un certo punto Luca Boschi (anche se PAG resterà curatore della rivista fino al 51° e ultimo numero).
Aldilà del numero di pagine, quello che mi ha colpito in positivo di quei redazionali (così come quelli di altre riviste dell'epoca come Starmagazine) è come essi fossero fitti, divisi in più colonne, pieni di parole... insomma il loro tempo di lettura era maggiore rispetto a quello dei fumetti pubblicati. Si potrebbe fare oggi una cosa del genere? Meglio ancora, si fa oggi una cosa del genere? La risposta è no e non per il fatto che il tempo per la lettura oggi si è drasticamente ridotto, i motivi li conosciamo tutti. No, come ha fatto notare qualcuno (credo il giornalista Riccardo Corbò) i redazionali vanno pagati: e che senso avrebbe, oggi, pagare articoli fiume che nessuno leggerebbe? Che ritorno economico ne avrebbe oggi un editore? Nessuno. Anche a mio parere, è questa la triste verità; molto meglio allora, per quanto criticabili, due colonne smilze con scritte gigantesche dove metà dello spazio è occupato da battutine che cercano a fatica di strappare un sorriso o pubblicità ad altri fumetti.
Però su una cosa PAG aveva ragione: l'Uomo Ragno non ha mai detto bastardo. Al limite, caccapupù.

DOVE SONO FINITI OGGI

STAR COMICS: Non pubblica più fumetti Marvel dal 1994. La sua produzione attuale si concentra sui manga e qualche miniserie italiana d'autore.
MARCO M. LUPOI: È il megadirettore galattico della Panini Comics. A volte ci casca ancora e torna a curare qualche testata, ma non traduce più nulla ed è un peccato.
PLAY PRESS: Dopo la Marvel, la Valiant, la DC e i manga simil-porno, ha capito che può guadagnare di più vendendo riviste sui videogiochi... e mi sa che ha pure cambiato nome.
UATUGIL: Fondatore e direttore della Italycomics, le cui pubblicazioni lottano ogni giorno per trovare un posto al sole... ed un trono di spade.

lunedì 30 aprile 2012

Perchè nessuno l'ha richiesto: Rom!


200 anni fa... o giù di lì. C'è un pacifico pianeta di nome Galador, dove ci si vuole tanto tanto tanto tanto bene. Però c'è una minaccia che incombe: si chiamano Spettri Neri (in originale è Dire Wraiths, ci credereste che da noi si è discusso con toni concitati pure di questo adattamento?) e sono cattivi cattivi cattivi, padroneggiano pure le arti magiche. La reggenza di Galador ha la soluzione pronta: trasformare tutti in guerrieri cyborg, renderli perfette macchine da guerra e far perdere loro ogni traccia di umanità. Decisamente allettante. Nessuno si fa avanti come volontario (ma va?), tranne uno, uno degli esseri più nobili che abbiano mai solcato il suolo di questo pianeta. Ispirati dal suo coraggio e dalla sua abnegazione, altri galadoriani si fanno avanti. Nascono così i Cavalieri Spaziali ed il primo di loro, Rom, guida l'assalto contro gli Spettri Neri, che vengono in buona parte uccisi o allontanati. Il primo dei Cavalieri decide di inseguire i suoi nemici ed inizia una caccia secolare, che duecento anni dopo porta Rom su un pianeta a noi noto, la Terra.
Ed è proprio mentre atterra sul nostro pianeta che inizia la serie ROM, SPACEKNIGHT. Che quando in Italia si deve indicare il peggio del peggio della produzione Marvel, si cita quasi sempre questa testata. Saranno i testi vintage di Bill Mantlo? Saranno le matite "spigolose" di Sal Buscema? Mah, quello che so è che questa serie brutta brutta brutta è stata proposta nella indimenticabile (almeno, io non l'ho dimenticata) All American Comics: ci si credeva così tanto che sarà stata sospesa almeno tre volte. E ne sono stati pubblicati solo 28 numeri. 28 su 75. Non si possono lasciare i lettori italiani nell'ignoranza, in attesa che si pubblichi di questa serie un meritato Masterwork (e che la Marvel ne riacquisisca i diritti, storia lunga). Quindi ora, in un congruo numero di capitoli, vi racconteremo cosa è successo dal nr. 29 in poi: non vedevate l'ora, eh? Però, siccome l'ultimo episodio qui da noi è stato pubblicato diciotto anni fa o giù di lì, è doveroso cominciare con un riassunto delle puntate precedenti.
Allora, Rom arriva sulla Terra ed atterra vicino alla città di Clairton, in Virginia. Ora, lui è solo ed ha con sè unicamente la sua arma, il Neutralizzatore (che non è che uccide gli alieni, ecco, li bandisce semplicemente in un'altra dimensione), mentre gli Spettri Neri sono tanti e sono pure mutaforma. Quindi possono essere il vostro vicino, il vostro lattaio... persino chi vi vende i fumetti! Io stesso potrei essere uno Spettro Nero (comodo citare così Giorgio Lavagna senza dover pagare i diritti)! In ogni caso Rom tanto dice e tanto fa per convincere i terrestri della minaccia aliena che l'esercito comincia a dargli la caccia. I primi alleati che il Cavaliere trova sono due giovani ragazzi, Brandy Clark e Steve Jackson, i quali per questo rischiano più volte la vita. Rom ha comunque dalla sua il fatto che gli Spettri Neri non sono molto furbi e rimangono sempre fregati. Rom non desiste ed in breve tempo porta dalla sua parte anche alcuni supereroi terrestri come il Fante di Cuori, Luke Cage e Iron Fist. Ma l'alleato più prezioso si rivelerà essere un supertizio semidimenticato: Brock Jones, alias Torpedo.
E succede una cosa... strana. Succede che Brandy riesca a vedere l'uomo che c'è dentro quella corazza da cyborg e si innamori di Rom. E anche Rom, a ben vedere, non è che Brandy gli faccia proprio schifo... solo che "quale futuro posso darle?" ; "Sono ancora un uomo oppure no?" e tutti i dilemmi stanleeiani che avete imparato ad apprezzare. A complicare il tutto ci pensa pure l'arrivo di Starshine, una CavalierA spaziale, che dà il via ad uno dei più strani menage a trois che l'arte del fumetto abbia mai visto. Ma poco conta, e poco dura, poichè viene uccisa quasi subito dagli Spettri Neri.
E qui c'eravamo fermati. Presto la saga ricomincia... qui!

mercoledì 18 aprile 2012

Scene di ordinaria amministrazione


I più navigati lo fanno ogni settimana, altri ogni due settimane oppure effettuano la solita verifica mensile (quelli che vanno aldilà di questi parametri temporali sono invece inqualificabili), ma prima o poi tutti lo fanno. Prima o poi... si va in fumetteria!
Attività propedeutiche alla visita: controlli tutte le uscite della settimana o del mese, stai per partire alla volta della mecca ma poi scopri che è troppo presto, devi aspettare ancora qualche minuto. E allora controlli gli arretrati delle scorse settimane, magari pianificandone la lettura. Infine il momento arriva.
Entri in negozio, fingendo aria di indifferenza, per non far capire al commesso che quella parata di fumetti (molti dei quali possiedi già) per te è il paradiso in terra. Una rapida occhiata al bancone delle novità (tanto ci tornerai spesso) e poi un controllo per vedere se sono arrivati i nuovi Anteprima o Mega, non importa se magari gli ultimi numeri sono usciti la scorsa settimana. Se ci sono, ed il gestore te lo permette, li prendi e li sfogli pagina per pagina, osservando anche quelle sezioni che ti interessano meno o per nulla (le foto dei cosplayers, le action figure, etc..., ognuno ha le sue).
Se hai un buon rapporto col "fumettaro", cominci a discutere con lui. Alcuni argomenti ritornano di tanto in tanto, altri sono dei one-shot, altri sono eterni ("E il reboot Lion? Quando arrivano i numeri uno?" ; "Che schifo Watchmen 2!" ; "Walking Dead, capolavoro" ; "Bendis Dio in terra!"). Alla fine però giunge il gran momento: la selezione!
A seconda che tu abbia pochi o molti abbonamenti, vedrai la tua pila di arretrati sempre alta e ti dispererai. Parti dagli spillati e dai brossurati economici e questi li prendi tutti, senza eccezioni: magari sei indietro con le letture ed alcuni li leggerai solo tra svariati mesi, ma li prendi comunque. Sfogli alcune pagine "campione", sperando di non incappare nello spauracchio di ogni lettore che si rispetti: la copia fallata! Se questa tragedia accade, ti rechi subito al bancone delle novità, spulciando con fare indifferente le copie dell'albo che ti interessa alla ricerca del pezzo migliore. Sempre con fare indifferente, verifichi che i bordi non siamo mangiucchiati o rovinati: a volte ci passi sopra... e a volte ripeti la procedura di prima. Secondo spauracchio: scoprire che non hai in casella un fumetto. In questo caso, con la massima nonchalance e fingendo ignoranza, ti rivolgi al fumettaro e dici:"Scusa, ma non doveva uscire Pinco Palla XYZ?".
Seconda fase della selezione: i volumi. Ce ne sono alcuni che lasci subito in casella, perchè sai che oggi non li prenderai (perchè alla fin fine quel titolo ti interessa relativamente o costa davvero una barca di soldi e tu ti chiedi: ma quale follia mi ha spinto a ordinarlo?), dunque passi ai rimanenti. Di ognuno controlli il prezzo, lanciando strali contro l'editore, il governo e il caro benzina, poi fai i tuoi calcoli mentali perchè hai più o meno in mente il budget che spenderai stavolta. Qualche volume finisce nella pila di cose da prendere, poi in quelle da rimettere in casella, poi da prendere ancora, poi da rimettere in casella... scelta ardua. Ma infine il lungo processo ha termine. Qualcosa in casella lo lasci sempre, potresti anche ritirare tutto, ma vuoi che ci sia qualcosa la prossima volta che torni: in caso di scioperi, settimana senza uscite o altro, non potresti sopportare di vedere la tua casella vuota.
Passi alla cassa e scopri che il budget che ti eri prefisso è stato ampiamente superato. Fingi indifferenza. Saluti il fumettaro, chiedendoti come mai non abbia ancora eretto una statua in tuo onore, ed esci dal negozio. Ti disperi... ma poi vedi quelle pagine colorate che ti daranno ore di piacevoli letture e sei felice. Torni a casa e ricontrolli uno ad uno gli albi che hai preso, non si sa mai che sia successo qualcosa nel tragitto tra fumetteria e casa tua! E se scopri di avere preso una copia fallata sfuggita alla tua attenta selezione iniziale...
Scene di ordinaria amministrazione.