Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, iniziata con l'attacco e la conquista dell'esercito nazista ai danni della Polonia nel settembre 1939, non è stato ovviamente improvviso, ma preceduto da quella che era una forte instabilità socio/politica presente nei paesi d'Europa che era seguita al termine della Grande Guerra.
Instabilità che non si era mai davvero placata e che, con l'ascesa di Adolf Hitler al potere in Germania, ha fatto ben capire quali ne erano state le conseguenze.
Si può dunque intuire come l'Europa dell'anno precedente fosse una vera e propria polveriera, pronta ad esplodere allo scoccare della minima scintilla. L'autore italiano Vittorio Giardino ha rievocato quei tempi tumultuosi tramite il personaggio di Max Fridman, che compare per la prima volta nella storia Rapsodia Ungherese, pubblicata nel 1982 sulla rivista Orient Express.
A Budapest i componenti di una cellula di spie francese nota come Rapsodia vengono eliminati uno ad uno. Solo una donna di nome Etel riesce miracolosamente a salvarsi e a rifugiarsi presso una sede distaccata del consolato francese.
Per indagare sul fatto viene richiamato in servizio dai servizi segreti francesi Max Fridman, una spia in apparenza dimessa, ma molto abile nel suo mestiere. Seppur di malavoglia, in quanto intende lasciarsi alle spalle questa vita fatta di doppi giochi e tradimenti, Max Fridman si reca a Budapest, dove scopre un complotto che coinvolge più nazioni e lo porterà a una resa dei conti finale in Grecia.
Sempre se l'amore e le ragioni di stato non si frapporranno.
Ci sono eroi perdenti. Eroi guidati da un sincero desiderio di fare del bene, di portare giustizia in un mondo che sanno essere profondamente ingiusto. Ma al tempo stesso questi eroi sono consapevoli che stanno conducendo una battaglia impari, contro dei nemici che non possono davvero sconfiggere per sempre, al limite possono ottenere solo una temporanea vittoria.
Max Fridman ci viene ritratto in tutta quella che è la sua profonda umanità. Uomo profondamente solo, seppur legato dall'affetto verso le proprie figlie, che cerca di non mostrare alcun tipo di empatia verso gli estranei e più in generale cerca di apparire come una persona, alla pari del Tenente Colombo, alla quale nessuno lancerebbe un secondo sguardo. La spia più anonima che ci sia... o almeno ci prova.
Ma sotto quell'impermeabile sgualcito, sotto quella barba rossiccia e quell'aria abbattuta vi è un uomo che possiede un forte spirito di abnegazione e una profonda moralità, anche se ogni sua vittoria (nella missione o nell'amore) è destinata a concludersi con un nulla di fatto.
Soprattutto, Max Fridman, anche se ovviamente non può saperlo, è un uomo che sarà presto sconfitto dalla storia, da eventi più grandi di lui che non può in alcun modo impedire. Poiché si sta prolungando un'ombra oscura sull'Europa, un'ombra che avvolge anche coloro che prima erano dall'altra parte della barricata. E in questo mondo fatto di doppi e tripli giochi, di chi ci si può davvero fidare?
Questa è però anche una storia di spie e l'autore non manca di contornarla di scene d'azione, inseguimenti e combattimenti che non sfigurerebbero in un film hollywoodiano. Poiché quando l'artista è completo, come in questo caso, è in grado di padroneggiare più generi con eguale abilità.
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