domenica 21 giugno 2015

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 44

07/1983
BALLO PER DUE (IT TAKES TWO TO TANGO!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Ian Akin/Brian Garvey (chine)-Ben Sean (colori)-Ralph Macchio/Jim Shooter (supervisione)

Unione Sovietica, regione Khystym: Starshine tiene tra le sue mani il corpo umano di Rom, mentre la sua armatura giace poco distante: la sua mente è così persa nel dolore e nel ricordo degli ultimi, tragici avvenimenti che non si avvede dell'arrivo di un reparto dell'esercito russo, che puntandole contro delle armi le intima di rimanere immobile. Il colonnello di questo reparto, con tono imperioso, la dichiara in stato di fermo, ma Starshine non ha intenzione di starlo a sentire: emette dunque dai suoi occhi dei raggi luminosi, che vanno a liquefare tutte le armi in possesso dei soldati, i quali terrorizzati non abbozzano nemmeno una reazione. In quel momento Rom riprende i sensi e chiede a Brandy Clark di portarlo nella caverna di Quasimodo, dove potrà riposare in pace. Starshine però non vuole arrendersi, non vuole lasciar morire il suo amato: così rende il suo corpo luminoso come il sole e poco dopo lei e Rom spariscono insieme all'armatura. La luce ha avuto un effetto paralizzante sui soldati dell'esercito, che ora non sono nemmeno in grado di parlare.
Caverna di Quasimodo: Starshine e Rom riappaiono nel complesso sotterraneo e la donna adagia il corpo in decomposizione del suo amato su una sorta di tavolo operatorio. Da qui Rom vede in un cubo di stasi ciò che rimane della sua umanità e lo indica: se vuole continuare ad esistere, esso deve essere reintegrato nella sua armatura. Starshine inizia a temere il peggio, poiché non ha conoscenze scientifiche né ha mai studiato da chirurgo, ma in quel momento una voce interviene in suo soccorso. La voce di qualcuno che possiede le capacità necessarie per salvare la vita di Rom: la voce di Gremlin.
A Mosca intanto la missione del reparto dell'esercito paralizzato è stata attentamente monitorata, dal momento che si svolge nella temibile Zona Proibita. Così, quando le comunicazioni si interrompono, il commissario delle forze armate manda sul posto un altro reparto. Un reparto speciale, composto da uomini con armature che permettono loro di volare. Entrano nella Zona Proibita ed atterrano. Il loro leader si rivolge al colonnello dell'altro reparto, ma costui ha ancora le labbra sigillate: tuttavia il suo sguardo è fisso sulle vaste profondità della caverna di Quasimodo. Il leader capisce dunque che il nemico si trova là dentro e si reca a indagare insieme ai suoi uomini: chiunque abbia umiliato dei soldati dell'esercito russo, dovrà risponderne al Devastatore ed alle sue Supertruppe Sovietiche.
Interno della caverna: Il complesso sotterraneo è stato progettato dal genio di Sergei Krylov, alias la Presenza, e rappresenta il pinnacolo della scienza sovietica. Tuttavia è un gioco da ragazzi per Gremlin manipolarne i macchinari, perché il suo intelletto è altrettanto speciale, unico. Starshine gli domanda perché li stia aiutando, dal momento che è un russo. Gremlin le risponde che, solo perché possiede un certo accento, non significa che sia un loro nemico: quello che conta è l'anima di un uomo, non il nome dello stato cui appartiene. Lui ha guardato nelle profondità della sua anima e le verità che ha scoperto sul suo conto lo hanno marchiato come nemico della nazione: è nato in un ospedale sovietico ultrasegreto, con scienziati militari come dottori e sentinelle rivestite di tute anti-radiazioni ovunque. Volevano studiarlo perché lui era differente dagli altri, infatti le sue capacità mentali erano notevolmente superiori all'ordinario. A dodici anni era Gremlin a studiare i suoi carcerieri, un anno dopo aveva assunto il comando. Il suo genio era al servizio dello stato, impegnato in una guerra fredda contro gli Stati Uniti, la nazione che aveva generato l'Incredibile Hulk, il mostro che aveva ucciso suo padre. Gargoyle, che come Gremlin possedeva incredibili capacità mentali ed una accentuata deformità fisica. Guidato dalla sete di vendetta, Gremlin cercò di distruggere Hulk ideando un esoscheletro incredibilmente potente da poter essere utilizzato in battaglia contro il golia verde. Hulk però sconfisse con facilità le supertruppe di Gremlin ed in un secondo tempo il suo complesso di comando esplose (V. Hulk & I Difensori 37 e Uomo Ragno Corno 201).
Gremlin venne dichiarato morto, ma non era così: tenne segreta la sua sopravvivenza, per sapere come i suoi superiori avrebbero reagito alla sua scomparsa. La verità lo sconvolse: lo ritenevano un mostro e venne a sapere che Hulk non aveva ucciso suo padre. Gremlin si riteneva un genio, eppure lo stato lo aveva manipolato a suo piacimento. La sua rabbia non conobbe confini: si presentò dunque di fronte ai suoi superiori, per sbatter loro in faccia quanto aveva scoperto. Loro per tutta risposta cercarono di ucciderlo, era troppo pericoloso permettergli di vivere. Gremlin fuggì e si rifugiò in questa regione, dove pochi si avventurano per timore di una mutazione genetica: essendo lui deforme, non possiede questa paura. Ora è nascosto qui, a meditare vendetta sul suo stato. I Cavalieri Spaziali possono assisterlo in questa impresa: se lui curerà Rom, lui e Starshine lo aiuteranno nel suo piano di vendetta.
In quel momento nel complesso fanno il loro ingresso il Devastatore e le sue Supertruppe. Per impedire che uccidano Gremlin e Rom, Starshine va al loro attacco. I componenti delle Supertruppe la accerchiano, ma lei emette la sua luce così intensa da accecarli temporaneamente: alcuni volano alla cieca e impattano l'uno contro l'altro, cadendo rovinosamente al suolo. Starshine concentra poi la sua luminosità sui circuiti delle armature dei soldati, che diventano caldi come l'inferno e fondono, costringendo i loro occupanti ad un doloroso atterraggio. Improvvisamente Brandy viene sorpresa alle spalle dal Devastatore, che la colpisce con un raggio energetico.
Contemporaneamente Gremlin si affanna per curare Rom: grazie alle sue abili manipolazioni, i macchinari del complesso sotterraneo ritornano in vita. Un raggio di energia avvolge la superficie del cubo di stasi dove si trova ciò che rimane dell'umanità di Rom, mentre un secondo raggio si dirige in basso, verso l'armatura del Cavaliere Spaziale. Gremlin sta trasformando l'umanità di Rom in onde-luce per portarla fuori dalla stasi e reintegrarla nei biocircuiti dell'armatura. Il processo continua finché, inizialmente in modo debole poi con ritmo sempre più forte e costante, i circuiti ottici dell'eroe scintillano di vita. E infine dalla lastra d'acciaio si rialza il rinato Rom, Cavaliere Spaziale. Il suo clone si rivolge a lui, cosa che suscita lo stupore di Brandy, ma Gremlin lo esorta ad andare contro il Devastatore e le sue truppe. Il cyborg si alza in volo e si para davanti agli ultimi uomini in armatura ancora in volo: col Neutralizzatore annulla l'energia dei loro macchinari, privandoli del loro potere e costringendoli ad un brusco atterraggio. Finché tutti giacciono immobili o privi di conoscenza sul pavimento del laboratorio. Intanto Starshine è ancora confusa: come possono esistere due Rom nello stesso tempo? Gremlin le rivela che il Rom umano era solo un clone creato da Quasimodo basato sul materiale genetico dell'eroe. Ma l'originale Rom esisteva ancora, intatto, in stasi, in attesa che un genio come Gremlin lo reintegrasse nella sua armatura.
Il Devastatore prova a colpire Rom con un raggio energetico, ma il Cavaliere Spaziale lo evita. Poi fa sì che il raggio cremisi del suo Neutralizzatore incontri a mezz'aria il raggio del soldato sovietico. Lentamente ma costantemente il Neutralizzatore si avvicina ai guanti del Devastatore, attraverso cui scorre il suo potere. Il Neutralizzatore li colpisce, annullando la loro efficacia e rimandando l'energia alla loro fonte, un satellite in orbita attorno alla Terra, che poco dopo esplode. Privato del suo potere, il Devastatore è solo un uomo e si inginocchia, i suoi guanti che fumano. Gremlin esulta, ma c'è poco tempo per gioire perché il clone di Rom sta morendo. Costui prende la mano del cyborg e gli dice che comprende la sua agonia: però è vivo e c'è un uomo dentro quell'armatura. Lui vive e dunque può essere capace di amare: questi sono i due più grandi doni che si possano ricevere, bisogna tenerli stretti a sé e non gettarli via. Poi il clone di Rom china il capo all'indietro.
Nella regione Khystym dell'Unione Sovietica, un Cavaliere Spaziale è morto.

CONTINUA...

giovedì 28 maggio 2015

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 43

06/1983
ROM, UOMO DELLO SPAZIO (ROM, SPACEMAN)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Ian Akin/Brian Garvey (chine)-Ben Sean (colori)-Ralph Macchio/Jim Shooter (supervisione)

Per Rom, figlio di Galador, questo silenzioso angolo dell'Unione Sovietica è nulla di meno di un paradiso, perché qui ha riottenuto la sua umanità. Alza le braccia al cielo, assapora sensazioni che credeva perdute, urla la sua gioia infinita al mondo: risate sostituiscono singhiozzi durati troppo tempo. L'alieno esamina il paesaggio attorno a sé: quale meraviglia vedere il colore dei fiori senza aver bisogno di ricettori ottici o sentire la loro fragranza senza far uso dei sensori, quale emozione vedere un uccello in volo. Così tante sensazioni, così tante esperienze davanti a sé e nessun dato da immagazzinare nei suoi circuiti. Rom si avvicina ad un corso d'acqua e vi vede riflesso il suo volto: esitando, protende la sua mano come se temesse di veder sparire l'immagine. Un suo dito tocca l'acqua ed il suo volto viene sostituito nella sua mente dall'immagine di Brandy Clark. Un sorriso si allarga sul viso di Rom mentre si tuffa in acqua: nulla più lo trattiene ora. Lui vive, lui accetta la vita, si immerge in essa. Ed alla fine riemerge dalle acque, rinato nel corpo e nello spirito.
Ad osservare questa scena dal loro rifugio ci sono gli Spettri Neri e Quasimodo, che ora risiede nell'armatura indistruttibile del galadoriano. Il computer vivente ha ottenuto dagli alieni la conoscenza scientifica necessaria per dare vita a un nuovo Rom da una singola cellula e per far sì che la sua intelligenza venisse programmata nell'armatura del galadoriano, ponendo quel poco che rimaneva dell'umanità di Rom in un cubo di stasi del laboratorio. Gli Spettri Neri però non sono soddisfatti: si saranno anche liberati del loro più grande nemico, ma ora vogliono che Rom soffra per quello che ha fatto alla loro razza. Quasimodo li rassicura: la gioia del galadoriano sarà di breve durata, ma gli Spettri Neri non saranno presenti per testimoniare della cosa. Gli alieni, tremanti, chiedono al computer vivente cosa intenda dire. In risposta Quasimodo estrae il Neutralizzatore: non si fa ingannare, sa che un giorno gli Spettri Neri decideranno che è troppo pericoloso il fatto che lui occupi l'armatura di Rom e proveranno ad ucciderlo, ma ora che ha scoperto la vera vita non intende affatto perderla. Così Quasimodo attiva il Neutralizzatore, aprendo un portale ed esiliando nel Limbo gli urlanti Spettri Neri, di cui alla fine rimane solo un mucchio di cenere. Il computer vivente esulta, ora nessuno potrà più ostacolarlo. Ma in quel momento qualcuno compare alle sue spalle.
Nel frattempo un esuberante Rom continua ad esplorare il paradiso attorno a lui, inconsapevole dei tremendi eventi che stanno per capitargli. Vuole rivedere subito Brandy, abbracciarla, dichiararle quell'amore che finora le ha tenuto nascosto. Ma lei lo ricambierà? E come si comporterà il suo amico Steve Jackson? E poi c'è la guerra contro gli Spettri Neri, la ragione per cui è venuto sulla Terra: non sta forse abbandonando coloro che ha giurato di salvare non portando avanti la sua battaglia? Rom sbatte un pugno sulla mano: no, ha combattuto a lungo, duramente e da solo per duecento anni. Ci sono altri Cavalieri Spaziali nell'universo e la Terra ha degli eroi che sanno dell'esistenza degli Spettri Neri, che siano costoro dunque a portare avanti la lotta. Lui ora vuole solo riposare e riabituarsi alla sua umanità.
Stancamente Rom continua a camminare, fino ad arrivare in un'ampia radura: qui si ferma bruscamente, mentre il sangue gli si ghiaccia nelle vene. Davanti a lui ci sono gli abitanti della regione, ma ora i loro volti sono quasi scheletrici, i loro corpi stanno decadendo e non hanno nemmeno la forza di alzarsi in piedi. Una donna tende la mano verso Rom, chiedendo aiuto: il donatore di vita ha mentito loro, non poteva invertire l'irreversibile, solo ritardarlo. Il processo era solo temporaneo, ora moriranno per la seconda volta e definitivamente. Poi la donna si accascia tra le braccia di Rom, priva di vita. L'alieno si ritrae, sconvolto da questa scena di devastazione: che cosa accadrà ora a lui? Rom fugge, consapevole che il paradiso è per lui adesso diventato un purgatorio, mentre foglie avvizzite cadono dai rami e fiori appassiscono sui loro steli. Poi su un pendio privo di erba inciampa, cascando vicino ad un torrente. Rom si specchia nell'acqua e nota che già la sua carne è divenuta pallida, ha perduto il suo colore e la sua pelle inizia a sbucciarsi. L'alieno si dispera e piange e le sue lacrime cadono in un torrente già divenuto salmastro.
Quasimodo osserva tutta la scena, senza provare alcuna compassione, anzi prova a ridere anche se quello che esce dall'armatura è solo un suono rauco. Improvvisamente qualcuno alle spalle richiama la sua attenzione: è il Dr. Dredd, che lancia contro di lui Starshine dandole un solo ordine. Uccidere. Brandy Clark, legata alla volontà di Dredd, emette dai suoi occhi raggi energetici che il mistico potenzia con la sua magia e colpiscono in pieno Quasimodo. Riverso a terra, il computer vivente richiama a sé il Neutralizzatore e lo usa per colpire Starshine, suscitando lo sgomento di un Dredd ignaro della verità. Ordina comunque alla sua schiava di rialzarsi e colpire ancora: Starshine esegue ed un tremendo dolore percorre l'essenza di Quasimodo. Non volendo soffrire ulteriormente, il computer vivente fugge recandosi all'esterno. Dredd allora ordina a Starshine di seguirlo.
Intanto un Rom sempre più debole si sta avvicinando alla caverna dove si trova il rifugio di Quasimodo. Ogni passo è per lui una tremenda agonia, ma l'intelligenza artificiale è l'unico essere in grado di salvarlo, di trasformarlo nuovamente in un Cavaliere Spaziale. Sta per entrare quando Quasimodo lo oltrepassa in volo, seguito a ruota da Starshine. Cosa che lo stupisce, dal momento che la riteneva morta. È Dredd, che compare in quel momento alle sue spalle, a fugare i suoi dubbi: Starshine è sì morta, ma lui ha riempito la sua armatura vuota con l'umanità di una terrestre per poter uccidere Rom. Poi il mistico spinge via quello che, a sua insaputa, è il suo vero obiettivo. A Rom non occorre l'Analizzatore di Energia per capire che Dredd è uno Spettro Nero e vuole saperne di più: quale umana è stata usata per far rivivere Starshine? Anche se ogni mossa che compie manda ondate di dolore attraverso i suoi muscoli ed i suoi nervi che si stanno rapidamente deteriorando, il galadoriano compie un incredibile balzo ed afferra Dredd per la gola, intimandogli di rivelare l'identità dell'umana. Il mistico risponde che ha usato per i suoi scopi la donna che amava Rom. Nel sentire ciò, l'eroe pronuncia il nome di Brandy e solo allora Dredd intuisce la verità, capisce l'errore che ha commesso. Ed un irato Rom stringe sempre più la presa attorno alla sua gola.
Intanto Starshine raggiunge Quasimodo e lo colpisce ripetutamente coi suoi raggi ottici: il computer vivente prova a spiegare che lui non è Rom, che vuole solo vivere, ma la sua avversaria non gli crede e si appresta a sferrare il colpo di grazia. Così Quasimodo, sotto forma di una sorta di nebbia, allontana la sua essenza dall'armatura del Cavaliere Spaziale, che crolla al suolo immobile. Starshine constata la sua morte e, completata la missione, l'incantesimo di Dredd si spezza e lei alzandosi in volo si dispera: ha appena ucciso l'uomo che ama. Dredd pagherà per questo. Il mistico tuttavia sta già affrontando la sua estrema punizione: prova a resistere alla ferrea stretta di Rom, prima trasformandosi in un serpente, poi assumendo la sua vera forma, ma invano. E alla fine muore, il suo corpo ridotto in cenere. In quel momento sulla scena arriva Starshine. Rom si volta verso di lei e le parla: il suo volto è ormai ridotto ad uno scheletro, la sua voce è irriconoscibile, eppure Brandy lo riconosce, forse è la sua anima che vede risplendere nei suoi occhi e che trova la sua immagine riflessa nello spirito della donna. Poi le forze non sostengono più Rom, che sviene. Starshine accorre verso di lui, piangendo la sua perdita.

CONTINUA...

mercoledì 20 maggio 2015

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 42

05/1983
NON CONDURMI IN TENTAZIONE (LEAD ME NOT INTO TEMPTATION!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Ian Akin/Brian Garvey (chine)-Ben Sean (colori)-Ralph Macchio/Jim Shooter (supervisione)

In un regno oltre i mondi, Rom e il Dr. Strange si riprendono dalla dura battaglia contro l'Abitatore delle Ombre, un'altra minaccia creata dagli Spettri Neri. Il Mago Supremo ha dei legittimi dubbi: se davvero la Terra è minacciata da una malvagia razza aliena, come mai lui con le sue facoltà non l'ha rilevata? Rom invita Strange a non dubitare dell'esistenza degli Spettri Neri: il loro numero è incalcolabile, così come le stelle su cui hanno portato la loro malvagità, la Terra non è il primo pianeta a venire da loro infestato. Tuttavia questi alieni sono anche dei mutaforma, possono assumere qualsiasi aspetto: questo, unito ad una astuta combinazione di scienza e magia, ha fatto sì che loro rimanessero fino a questo momento nascosti agli occhi degli eroi terrestri. Il Dr. Strange non dubita delle parole del Cavaliere Spaziale, però decide di trovare da solo la prova dell'esistenza degli Spettri Neri: così pronuncia un complesso incantesimo e le nebbie tra le dimensioni scompaiono fino a far apparire la Terra. Rom la avvolge col suo Analizzatore di Energia ed in risposta lungo tutto il pianeta compaiono dei punti luminosi, ognuno dei quali segnala la presenza degli alieni mutaforma. Sono molti. Eppure si può ancora estirpare questo cancro, cancellando la presenza degli Spettri Neri ovunque essa si annidi. Rom indica un punto più luminoso degli altri e Strange spiega che quella è la Russia: ora lancerà un altro incantesimo che riporterà lui al suo sancta sanctorum ed il Cavaliere Spaziale nella zona indicata. In un lampo di luce i due si separano e il Mago Supremo fa ritorno alla sua dimora: anche se volesse affrontare questa nuova minaccia adesso non può, perché altre faccende altrettanto importanti richiedono la sua attenzione. Ma non ha nulla da temere, perché la Terra ha un campione nel valoroso Rom.
Il quale riappare nella regione nota come Khystym: una zona desolata, segnata da macerie e da un paesaggio quasi apocalittico. Nel tentativo di scoprire la causa di un simile scenario, Rom si addentra nella regione, il terreno devastato come se fosse stato preda di un immenso calore che ha cancellato ogni forma di vita. Ma a sua insaputa degli Spettri Neri osservano su uno schermo ogni sua mossa. Il Cavaliere Spaziale cammina per alcuni minuti senza scoprire nulla di significativo fino a quando, dopo aver superato una collinetta, si ritrova con suo stupore in un paesaggio paradisiaco: la desolazione lascia il posto ad una valle dominata dal verde, piante esotiche e da un limpido corso d'acqua. Rom scende dalla collinetta e, dopo aver scostato un mucchio di erba alta, trova anche degli umani: stanno ballando come se non avessero alcuna preoccupazione al mondo. Notano subito il cyborg e gli vanno incontro senza alcuna paura, mettendo attorno al suo collo una corona di fiori come se la sua presenza fosse la cosa più naturale al mondo. Alla fine Rom chiede loro chi siano ed una ragazza gli risponde che sono i morti.
Clairton: John e Sarah Clarke giungono sul luogo dove è avvenuta l'opera di distruzione ad opera di Starshine e Steve Jackson narra loro cosa è accaduto a loro figlia Brandy. E Torpedo ha un altro timore: ora il Dr. Dredd la controlla e intende farle uccidere Rom. Cavaliere Spaziale contro Cavaliere Spaziale.
Russia, regione di Khystym: Rom non è certo di aver capito bene cosa gli è stato detto e chiede spiegazioni. La ragazza ribadisce che loro sono tutti morti: la loro vita è terminata in un impeto di fuoco, una raffica di luce accecante capace di rivaleggiare col sole. Molti morirono all'istante, mentre i pochi sopravvissuti cercarono di fuggire, ma l'esercito bloccò loro la strada ad armi spianate temendo una contaminazione. Così tornarono nella loro terra maledetta in attesa della fine, le forze che cedevano e la pelle che si staccava, fino a quando, da una caverna, non uscì una voce che li invitò ad entrare per ricevere una nuova vita. E così è stato. Gli abitanti del luogo invitano poi il Cavaliere Spaziale ad entrare nella caverna, ad andare a trovare il donatore di vita, forse anche i suoi desideri verranno realizzati: qui i miracoli non sono impossibili. Rom riflette alcuni secondi, poi annuisce ed entra nella caverna.
All'inizio c'è solo l'oscurità, fino a quando il cyborg arriva in una immensa sala piena di avveniristici macchinari. Su uno di questi ad un tratto si materializza un volto, quello del donatore di vita: si chiama Quasimodo ed esiste unicamente all'interno di queste macchine, se questa può definirsi esistenza. È stato lui a salvare tutte quelle persone: erano malate, stavano morendo per avvelenamento da radiazioni. Lui in realtà non poteva curarli, erano ormai condannati: però poteva farli rivivere. Utilizzando musica e soffici luci, Quasimodo quietò il loro dolore, poi coi suoi complessi macchinari rimosse le loro conoscenze e le loro memorie. Estrasse dunque dai loro corpi dei campioni cellulari, di DNA sano. E da ognuno di questi campioni, tramite un processo di clonazione, nacquero dei nuovi individui, ognuno in possesso delle memorie di coloro che erano defunti.
Dalle ceneri della perdizione Quasimodo ha creato un paradiso, il Cavaliere Spaziale lo elogia per questo. Poi gli espone il suo caso: è possibile estrarre una delle sue cellule e da essa ricreare l'umano Rom? Quasimodo afferma di poterlo fare, ma vuole qualcosa in cambio: l'armatura dell'eroe. Così almeno non rimarrà più ingabbiato all'interno di queste macchine. Per riavere la sua umanità Rom farebbe di tutto, dunque accetta. Poco dopo dunque il corpo del cyborg viene analizzato in ogni suo aspetto dal computer vivente, estasiato di fronte a questa unione di uomo e macchina, di cellule e circuiti. All'eroe viene poi somministrato un anestetico, che lo fa precipitare in un sonno profondo. Solo allora Quasimodo fa entrare nella stanza i suoi alleati alieni. Gli Spettri Neri emergono dalle ombre, i loro occhi cremisi che osservano con attenzione il corpo immobile di Rom. Poi, lentamente e con paura, gli si avvicinano e quando sono certi che il Cavaliere Spaziale non possa fare loro del male lo insultano e lo colpiscono con tutta la forza che hanno in corpo. Ma Quasimodo, emettendo una raffica energetica, li allontana: l'armatura è sua e non deve essere intaccata. Solo così potrà veramente vivere.
Vivere: ciò che Quasimodo brama da sempre, sin dal giorno della sua creazione per mano del Pensatore Pazzo (V. Marvel Collection 13). Grazie al suo potere cosmico, Silver Surfer realizzò il desiderio del computer vivente, anche se gli diede un aspetto orribile ed una forma sgraziata (V. Supereroi: Le Grandi Saghe 94). Ad un certo punto Quasimodo avvertì la presenza di una immensa intelligenza artificiale nello spazio e, rubando un razzo ai Fantastici Quattro, si diresse verso di essa (V. Fantastici Quattro Corno 242). Erano i computer viventi di Xandar, ma Quasimodo non li raggiunse mai dal momento che venne intercettato ed immobilizzato dalla Sfinge (V. Nova Omnibus). E la sua mente iniziò a vagare nell'etere, fino a quando scoprì questi computer abbandonati (dopo gli eventi di Fantastici Quattro 11/12): qui trovò gli Spettri Neri, che usavano questo complesso come base delle loro attività, e si alleò con loro. Di nuovo per poter realizzare la sua più grande aspirazione: avere una vera vita. Con un affilato ago, Quasimodo estrae una cellula dall'incosciente Rom ed inizia il processo di clonazione. Quando l'eroe si sveglierà i suoi sogni si saranno realizzati, ma si tramuteranno ben presto in un incubo.
Qualche tempo dopo, Rom riprende i sensi e sente qualcosa di diverso. Osserva dunque la sua mano: è carne, non fredda armatura. Si tocca il volto: pelle, non acciaio. È di nuovo umano. Rom grida la sua gioia infinita al mondo intero, poi si precipita all'esterno, ringraziando Quasimodo, dovunque egli si trovi. La sua gratitudine è prematura: perché ora il computer vivente occupa l'armatura del Cavaliere Spaziale ed attorno a lui ci sono decine di Spettri Neri.

CONTINUA...

giovedì 30 aprile 2015

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 41

04/1983
L'ABITATORE DELLE OMBRE (THE DWELLER ON THE THRESHOLD!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Ian Akin/Brian Garvey (chine)-Ben Sean (colori)-Ann Nocenti/Jim Shooter (supervisione)

Greenwich Village: Sin dalle prime ore della notte la città è stata colpita da una violenta, sinistra tempesta: c'è chi cerca rifugio nella propria abitazione o chi si ripara con un ombrello, ma l'abitante della casa sita al 177/A di Bleecker Street scoprirà presto che ci vuole ben altro contro la minaccia che sta per affrontare. All'interno, l'insolito edificio sembra essere la dimora di un commerciante di antichità arcane, o così crederemmo a meno che non dessimo un'occhiata in una stanza posta al primo piano: in questa camera, in questo sancta sanctorum, vengono formulati numerosi incantesimi che permettono all'abitante della casa di librarsi in aria. Costui è il Dr. Strange, signore delle arti mistiche: stanotte la sua meditazione è stata disturbata, nella mente e nello spirito, e il mago ne cerca la causa richiamando a sé l'Occhio di Agamotto. Penetrando i veli tra le dimensioni, alla ricerca della fonte della tempesta sovrannaturale, il Dr. Strange trova infine Rom in lotta col sinistro Abitatore delle Ombre, che se giungesse sulla Terra condannerebbe tutta l'umanità. Sondando più in profondità, il mago apprende della lotta del Cavaliere Spaziale contro gli Spettri Neri, un flagello che minaccia la Terra, un pericolo di cui Strange non era consapevole fino ad ora. Non può permettersi di indugiare, Rom ha bisogno di aiuto.
Così in breve e con un semplice incantesimo il mago arriva nella dimensione in cui si trova il Cavaliere Spaziale: sta andando in suo soccorso quando una voce possente richiama la sua attenzione, intimandogli di fermarsi. La voce del giudice supremo dei cosmi, l'arbitro finale del destino: il Tribunale Vivente! Guardiano dell'equilibrio cosmico, antico come il tempo stesso: già una volta Strange lo affrontò, quando il giudice supremo si convinse che la realtà del Mago Supremo era stata irrimediabilmente alterata ed intendeva distruggerla. Strange però lo convinse a concedergli un po' di tempo per riparare al danno, missione che portò a termine con successo dimostrandosi un vero signore delle arti mistiche (V. Marvel Collection 28). Il Tribunale Vivente non è qui per stabilire cosa sia bene e cosa sia male, questi sono concetti per esseri inferiori, il suo dovere invece è preservare l'equilibrio di tutte le forze del Multiverso, inclusa la magia. Tutte le forze, sia benigne che maligne. Un compito che anche Strange si è assunto ed in cui ha fallito dal momento che la magia nera sulla Terra è in forte declino. La bilancia ora pende a favore del bene ed è compito del Tribunale ripristinare l'equilibrio tra le due forze tramite l'ingresso nel piano terrestre dell'Abitatore delle Ombre. Strange però non intende saperne e si lancia all'assalto del Tribunale Vivente, che tuttavia con un semplice gesto della sua mano allontana i suoi incantesimi. Il giudizio è già stato pronunciato, le tre facce del Tribunale hanno preso la loro decisione: e per assicurarsi che questa venga rispettata, il giudice supremo chiama a sé un'altra entità per trattenere Strange, un essere che si pone in mezzo ai concetti di vita e morte, di bene e male. L'Intermediario. Già incontrato e sconfitto a fatica dal Mago Supremo qualche tempo prima (V. Difensori Corno 10/11): ma con l'appoggio del Tribunale Vivente quali speranze può avere ora il mistico?
La diatriba tra Strange e il Giudice Supremo è stata udita anche da Rom, che nel frattempo non è riuscito a liberarsi dell'Abitatore delle Ombre, il quale riesce a disperdere la potenza del Neutralizzatore spedendola in altri mondi. E per ogni istante che passa il sinistro essere si avvicina sempre più alla nostra realtà. Il potere dell'Abitatore invece riesce a raggiungere il Cavaliere Spaziale attraverso il vuoto dimensionale, alterando la realtà attorno a lui, facendo urlare di angoscia i suoi circuiti e portando l'eroe sull'orlo della follia. Rom riesce tuttavia a resistere e decide di giocarsi il tutto per tutto avvicinandosi ancora di più al portale ed osservando in faccia l'Abitatore delle Ombre. Ma quando lo fa rimane sconvolto: invece della faccia mostruosa che si sarebbe aspettato, si ritrova a fissare gli occhi ed il volto di un bambino che riempie l'anima del cyborg con un forte desiderio di pace e quiete. L'Abitatore esorta Rom a desistere dalla sua lotta, soprattutto perché è in grado di fornirgli ciò che più desidera: la sua umanità perduta, per la quale il Cavaliere Spaziale sarebbe pronto a rinunciare a qualsiasi altra cosa. Rom sembra accettare l'invito della creatura e si inginocchia davanti a lei.
Clairton: Un'esplosione che ha luogo all'interno del laboratorio farmaceutico della città risveglia i suoi abitanti, i quali escono dalle loro case. Subito dopo Torpedo, portando con sé Steve Jackson, esce volando dall'edificio. Come i due atterrano vedono avanzare tra il fumo e le fiamme Brandy Clark, ora nell'armatura di Starshine e sotto il totale controllo dello Spettro Nero noto come Dr. Dredd. Presto ucciderà l'uomo che ama, Rom, ma prima porterà distruzione su questa città che ha osato resistere agli Spettri Neri. Starshine si libra in volo e col suo raggio lucente colpisce numerose case ed attizza svariati incendi, il tutto sotto lo sguardo atterrito e confuso degli abitanti di Clairton. Torpedo va contro di lei nel tentativo di fermarla, ma con un solo raggio Starshine lo colpisce e lo fa precipitare con violenza al suolo, facendogli perdere i sensi. Solo le capacità protettive del costume hanno impedito una fine peggiore per Brock Jones. Soddisfatto dell'operato della sua protetta, il Dr. Dredd richiama a sé Starshine e si prepara alla prossima missione: la totale distruzione di Rom. Poi lui e la donna un tempo nota come Brandy Clark svaniscono.
Un regno oltre i mondi: Strange sa di non poter avere la meglio sull'Intermediario, soprattutto ora che è rafforzato dalla presenza del Tribunale Vivente, ha bisogno di un alleato. Ma l'unico a sua disposizione, Rom, è in ginocchio di fronte all'Abitatore delle Ombre. L'essere invita il Cavaliere Spaziale ad arrendersi, a rinunciare alla sua missione, così potrà tornare ad essere umano e riabbracciare i suoi amici perduti. Tentato dall'offerta Rom si alza in piedi e afferra le mani dell'Abitatore, che si appresta a fargli varcare il portale. Strange intuisce che non c'è un secondo da perdere, se il Cavaliere Spaziale dovesse oltrepassare quella soglia il suo sarebbe un crudele risveglio. Deve riportarlo alla ragione: ha combattuto per la Terra, è tempo che la Terra gli ricambi il favore. Così, ben sapendo di lasciare il fianco scoperto all'attacco dell'Intermediario, Strange lancia un incantesimo verso Rom. L'Intermediario ne approfitta e colpisce il mago alle spalle, ma il suo incantesimo giunge comunque a destinazione: è come se un velo venisse sollevato dagli occhi del Cavaliere Spaziale, un velo che gli impediva di comprendere la realtà delle cose. Che gli impediva di osservare il cuore di oscurità rappresentato dal pianeta degli Spettri Neri. L'Abitatore delle Ombre, che ora l'eroe vede nella sua forma mostruosa, si lancia al suo assalto ma adesso Rom può usare il Neutralizzatore senza problemi ed esilia nel Limbo l'orrenda creatura.
Poi il Cavaliere Spaziale va in aiuto del Dr. Strange ed affronta il Tribunale Vivente: l'equilibrio cosmico è sì ancora sconvolto, ma per via della presenza di forze aliene sulla Terra, la quale però non deve soffrire per questo. Rom si impegna a ripristinare questo equilibrio, cancellando dall'esistenza gli Spettri Neri e facendo sì che l'umanità torni ad affrontare i suoi nemici naturali. Il Tribunale Vivente accetta l'offerta di Rom, intimandogli di portare a compimento la sua missione al più presto, poi svanisce insieme all'Intermediario.

CONTINUA...

domenica 12 aprile 2015

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 40

03/1983
IL PIFFERAIO MAGICO (PIPER OF PERIL!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Ian Akin/Brian Garvey (chine)-Ben Sean (colori)-Ann Nocenti/Jim Shooter (supervisione)

Brughiere scozzesi: Sinistri incantesimi vengono pronunciati da alcune Streghe Supreme, mentre attorno a loro degli Spettri Neri osservano il tutto: si sta avvicinando il periodo in cui i loro oscuri poteri mistici saranno al loro picco. Presto, attraverso le inimmaginabili distese dello spazio, il sole nero della Nebulosa Oscura si troverà in allineamento cosmico con la Terra: toccata dai raggi neri di questo sole, la magia delle Streghe diverrà molto più forte. Gli Spettri Neri si augurano fortemente che sfruttino questo evento al meglio, dal momento che i loro passati fallimenti non depongono a loro favore. Rom infatti è ancora vivo e i bambini della Terra devono essere al più presto soggiogati perché i loro piani di conquista possano avere successo. Le Streghe ribattono che i loro precedenti incantesimi erano potenti e letali e non hanno funzionato unicamente perché questo pianeta ha schierato le sue migliori difese, i suoi più forti campioni in aiuto del Cavaliere Spaziale. Stavolta, però, nulla impedirà che i bambini della Terra cadano sotto il loro controllo. Così nuovi incantesimi vengono mormorati, inquinando il candore della notte scozzese.
La stessa notte attraverso la quale sfreccia Rom, sempre più preoccupato per via dei recenti exploit da parte delle Streghe Supreme degli Spettri Neri. Il raggio cremisi dell'Analizzatore di Energia penetra attraverso l'oscurità, in cerca di manifestazioni mistiche provenienti dagli alieni mutaforma: manifestazioni che ultimamente hanno seguito un preciso percorso volto ad usare i bambini come catalizzatori per qualche futura, ignota catastrofe. Mentre il Cavaliere Spaziale sorvola le campagne scozzesi, la sua mente torna indietro nel tempo, alla dorata Galador: qui lui e la sua amata Ray-Na parlavano di sposarsi, di avere figli... prima che l'avvento degli Spettri Neri costringesse Rom ed altri valorosi giovani a sacrificare la propria umanità, per poter divenire Cavalieri Spaziali e difendere Galador dalla malvagità degli alieni mutaforma. In guerra, tuttavia, non sono solo i guerrieri a morire: Ray-Na infatti esalò l'ultimo respiro tra le braccia di Rom e, giurando vendetta, il cyborg abbandonò il suo pianeta per far sì che il flagello degli Spettri Neri venisse cancellato dall'Universo intero. Ma questa missione non era anche un tentativo di dimenticare Ray-Na? Rom stava forse cercando di soffocare il suo dolore sotto la maschera senza emozioni del guerriero: emozioni che sono tornate dopo l'incontro con Brandy Clark. Ma adesso metà dell'umanità di Rom è morta e lui non se la sente di professare il suo amore alla donna: come può amarla, chiederle di avere dei bambini dal momento che non potrà mai più essere umano?
È come se la notte stessa ricordasse continuamente al Cavaliere Spaziale la sua condizione, la sua solitudine: no, non può parlare a Brandy di amore, non può chiederle di consegnare il suo cuore ad un cyborg inumano. Meglio che rimanga insieme a Steve Jackson, che diversamente da lui può amarla, che può darle quella felicità che a Rom sarà sempre negata. Il Cavaliere Spaziale è così perso nei suoi pensieri che non si avvede davanti a lui di una montagna contro cui va a sbattere. Precipita al suolo e numerose rocce lo seppelliscono, ma poco dopo lui riemerge intatto: l'armatura dentro cui si trova non gli permette nemmeno di porre fine alle sue sofferenze.
Improvvisamente Rom sente uno strano suono, note musicali provenienti da un vicino villaggio. Note malvagie. L'eroe si reca a controllare e diviene spettatore di un'insolita scena di cui abbiamo solo letto nelle fiabe: c'è un pifferaio che suona con foga il suo strumento e dietro di lui decine di bambini che, ipnotizzati dalla sua musica, lo seguono senza esitare allontanandosi dalle loro case. Quella stessa musica che ha fatto piombare in un sonno profondo i genitori dei piccoli, i quali dunque non possono intervenire. Rom non può fare a meno di chiedersi se quel pifferaio non sia una progenie della Nebulosa Oscura e se questo fatto non sia opera della magia degli Spettri Neri: dunque segue l'insolita congrega, fino a che essa arriva in cima ad una piccola e desolata collina posta poco fuori dai confini del villaggio. Qui il Pifferaio interrompe la sua musica e si rivolge ai suoi ipnotizzati ascoltatori: sta per giungere un'era di meraviglie e ora suonerà una canzone che fungerà da richiamo per una fantastica creatura. E quando essa arriverà, i bambini rinasceranno. Come il Pifferaio ricomincia a suonare, una stella inizia a brillare intensamente, a pulsare quasi, fino a che la sua luce illumina tutte le facce degli stupiti bambini. Poi si avvicina alla collina e si scopre che non è affatto una stella, bensì un portale che si apre su un'altra dimensione, un portale che si allarga sempre più fino a rivelare un paesaggio inumano, un vasto sistema solare molto distante dal nostro. La Nebulosa Oscura! Il Pifferaio si rivolge nuovamente ai bambini e annuncia loro il prossimo arrivo della creatura e con essa anche di profondi cambiamenti per la Terra. In quel momento Rom decide di intervenire e, piazzandosi davanti al portale, intima al Pifferaio di porre fine a questa follia: ha intuito che questa è la notte dell'allineamento cosmico tra la Terra e Wraithworld, la notte in cui la magia degli Spettri Neri giungerà al suo picco. Ma prima che degli innocenti debbano pagare per questo bisognerà passare sul corpo del Cavaliere Spaziale.
Clairton: In un piccolo laboratorio farmaceutico sito ai confini della città ci sono delle luci. Non sono luci naturali, bensì manifestazioni del potere mistico del diabolico Dr. Dredd. Di fronte a lui le essenze di Brandy Clark e Starshine, le quali stanno per entrare in contatto, per fondersi a livello mistico e fornire alla donna quella inumanità che le permetterà di amare Rom. Steve Jackson ha provato a salvarla, ma è stato facilmente bloccato da Dredd. E comunque Brandy non intende essere salvata, questa è stata una sua scelta consapevole. Steve può solo osservare impotente mentre Brandy e Starshine entrano in contatto e diventano una cosa sola. In quel momento, sfondando una finestra, fa il suo ingresso Torpedo che, attivando il suo visore, scopre che Dredd è in realtà uno Spettro Nero. Diverso da tutti gli altri, però: è infatti un Mago Supremo degli Spettri Neri, uno degli ultimi della sua specie dal momento che le loro sorelle hanno sottratto loro gran parte dei loro poteri mistici. Dredd lancia un incantesimo contro Torpedo e l'aria stessa sembra stringersi attorno al corpo dell'eroe. Con un immenso sforzo di volontà tuttavia Brock Jones si libera dell'incantesimo e colpisce il mistico con un pugno-jet. Ma prima che l'eroe possa annientarlo definitivamente, un raggio di luce lo colpisce alle spalle: nell'armatura di Starshine, Brandy Clark è sotto il controllo degli Spettri Neri e sarà la loro arma segreta contro tutti i nemici degli spietati alieni. In primo luogo Rom.
Scozia: L'Analizzatore di Energia conferma i sospetti del Cavaliere Spaziale: il Pifferaio è uno Spettro Nero. Costui comunque non pare spaventato: il portale si sta aprendo e l'Abitatore delle Ombre sta per giungere da esso. Poi i bambini verranno trasformati e tutta l'umanità sarà condannata. L'alieno intona dunque nuove note musicali, che assumono forma fisica sotto forma di bande di luce che avvolgono il corpo di Rom. Non possono ucciderlo, ma di certo trattenerlo fino all'arrivo dell'Abitatore delle Ombre. In quel momento, ad anni luce di distanza, in mezzo ai flussi di lava che connotano Wraithworld, compare una porta lucente che si avvicina sempre più all'uscita del portale, attirata dalla musica del Pifferaio. E sulla soglia di questa porta c'è una figura indistinta, che fa tremare i bambini di paura. Rom capisce infine il piano degli Spettri Neri: l'Abitatore è una personificazione mistica del sole nero della Nebulosa Oscura, è magia incarnata. Se giunge sulla Terra i bambini diverranno schiavi mentali degli Spettri in possesso di incredibili poteri che verranno impiegati contro la loro razza. Se degli inermi cani sono stati tramutati nei mostruosi Segugi, l'eroe non osa pensare a cosa accadrebbe ai bambini. Questo gli dà la forza per liberarsi dalle bande di energia e colpire col Neutralizzatore il Pifferaio, che precipita urlando nel Limbo: tuttavia questo non ha posto fine alla minaccia dal momento che l'Abitatore sta ormai per attraversare il portale. Con sprezzo del pericolo Rom si lancia contro di lui interrompendo la sua avanzata: bloccati in una presa mortale, i due contendenti portano la loro battaglia in un altro mondo. Il portale dunque si chiude, la luce scompare ed i bambini riprendono i sensi tornando alle loro case. Rom però è scomparso.

CONTINUA...

martedì 31 marzo 2015

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 39

02/1983
RISVEGLIO MORTALE (DEATHRISE!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Ian Akin/Brian Garvey (chine)-Ben Sean (colori)-Ann Nocenti/Jim Shooter (supervisione)

Londra, British Museum: Shang-Chi, Denis Nayland Smith, Leiko Wu, Clive Reston e Black Jack Tarr si avvicinano al sarcofago contenente la mummia della principessa-strega nota come Kaaris'A. Un sarcofago ritrovato poco tempo fa sotto le sabbie del deserto, quasi volesse essere dimenticato: accanto ad esso vi era anche un'urna funeraria contenente un papiro che narrava la drammatica storia della principessa bambina.
Alcuni millenni fa, un faraone vide una stella cadere dal cielo nel mezzo nel deserto: accorse insieme ai suoi fedeli sul luogo dell'impatto e vi trovò un carro di fuoco, ovverosia un'astronave. Dal mezzo uscì poco dopo una orribile, piccola creatura che bloccò sul posto il faraone per la paura. Ma subito dopo la creatura cominciò a cambiare forma, continuamente, assumendo inizialmente l'aspetto di alcuni dei egizi, infine quello di una bambina. Un aspetto che conquistò immediatamente il cuore del faraone, il quale si convinse che la ragazza era stata mandata loro dagli dei per diventare la figlia che non aveva mai avuto: le venne così dato il nome di Kaaris'A e fu portata alla corte reale dove il faraone ordinò ai suoi sacerdoti di offrirle la migliore educazione possibile. Ma quando Kaaris'A iniziò a padroneggiare le arti magiche ed arcane meglio dei sacerdoti, costoro cominciarono a temerla. Poco tempo dopo, il faraone fu trovato morto, ucciso da uno dei compagni di gioco di Kaaris'A: fu il preludio a tristi cambiamenti che sconvolsero tutto l'Egitto e gettarono il paese nella miseria. Il popolo sopportò anche troppo ed alla fine si rivoltò contro Kaaris'A: irruppero così nel palazzo reale, cogliendola di sorpresa ed avvolgendola nelle bende con cui si creavano le mummie. La principessa bambina venne infine seppellita viva e rapidamente dimenticata dalla storia dell'impero egizio, ma numerose leggende sorsero su di lei, in particolar modo su un suo futuro ritorno.
Shang-Chi e soci osservano il sarcofago ancora una volta, poi il gruppo si avvia verso l'uscita. Solo il maestro del kung-fu rimane in quanto fortemente convinto del fatto che ci sia una connessione tra la principessa bambina e quanto accadutogli due notti fa al cimitero vittoriano. Mentre è immerso in queste meditazioni, l'eroe non nota il passaggio di un gruppo di persone incappucciate: una guardia prova a fermarli e a dire loro che il museo sta per chiudere i battenti, ma improvvisamente una sinistra luminescenza emana da uno degli incappucciati e la guardia si allontana, lo sguardo perso nel vuoto. Così la processione può avvicinarsi senza problemi al sarcofago di Kaaris'A, portando con sé un gruppo di bambini ipnotizzati grazie alla magia e che camminano in modo quasi meccanico. Nel frattempo, il museo chiude al pubblico e Denis Nayland Smith si preoccupa nel non vedere accanto a sé Shang-Chi, che sia rimasto all'interno? Ma il maestro del kung-fu e i componenti della processione non sono gli unici ospiti inattesi del museo, c'è anche Rom, entrato qui da un lucernario e rimasto fino a questo momento nascosto tra le ombre. Il Cavaliere Spaziale non ha bisogno di utilizzare l'Analizzatore di Energia per capire che qui c'è magia degli Spettri Neri all'opera: e ancora una volta, nell'imminenza dell'allineamento cosmico tra la Nebulosa Oscura e la Terra, essa sfrutta dei bambini per i propri scopi. Nell'inseguire i malvagi alieni, Rom nota ad un tratto Shang-Chi: quali saranno le sue intenzioni? Dovrà preoccuparsene dopo, poiché gli Spettri Neri si sono piazzati davanti al sarcofago di Kaaris'A e, intonando un oscuro incantesimo, fanno sì che i bambini tolgano il coperchio, riportando così alla luce un antico orrore. Vi è una mummia all'interno del sarcofago e sotto le sue bende vi è la principessa bambina.
Clairton, Virginia: Steve Jackson sta vagando con la sua auto per le vie della città in cerca di Brandy Clark, che da due giorni non dà notizie di sé. Ad un tratto passa davanti al laboratorio medico, il luogo dove la donna lavora, e nota delle luci accese: evento decisamente strano a quest'ora tarda della notte. Steve scende perciò dall'auto e si avvicina al laboratorio: ma prima che possa entrarvi, ode un canto venire intonato in una lingua a lui ignota. Preoccupato, l'uomo sfonda la porta e si precipita all'interno, trovandosi di fronte ad una scena agghiacciante: Brandy Clark è librata in aria, circondata da un'aura luminosa di potere, mentre di fronte a lei vi è l'armatura vuota di Starshine. Ed accanto a loro un uomo misterioso, il Dr. Dredd, che pronuncia un incantesimo dalle parole intrascrivibili. Mentre Brandy e Starshine si avvicinano, Steve chiede a Dredd cosa stia facendo: lui risponde che sta semplicemente realizzando il più grande desiderio della donna.
Esterno del British Museum: Black Jack Tarr tenta invano di convincere una guardia del fatto che una persona è rimasta bloccata all'interno del museo, ma costui ribatte in modo meccanico e più volte che l'edificio è chiuso e che non ha visto nessuno. Leiko Wu capisce che c'è qualcosa che non va, sospetto confermato da Nayland Smith: è come se la guardia fosse in uno stato di trance, da cui deve essere liberata al più presto se vogliono sapere dove si trovi Shang-Chi. Per smaltire la tensione, l'anziano uomo accende la sua pipa e la fiammella emessa dall'accendino riporta come per magia alla realtà la guardia, che non ricorda nulla di quanto accadutogli negli ultimi minuti. E Black Jack Tarr è convinto che chiunque sia il responsabile di questa strana vicenda si trova ancora all'interno del museo, insieme a Shang-Chi: così lui ed i suoi compagni rientrano nell'edificio.
Interno del museo: Guidati dagli oscuri incantesimi intonati dagli Spettri Neri, i bambini ipnotizzati iniziano a svolgere le bende attorno a Kaaris'A, fino a rivelare il suo meraviglioso volto non toccato dalle cicatrici del tempo. È ancora viva. Sia Shang-Chi che Rom decidono di aver visto abbastanza ed all'unisono escono dai loro nascondigli, intimando agli Spettri Neri di porre fine a questo orrore. I malvagi alieni dimostrano di temere il Cavaliere Spaziale e perciò il maestro del kung-fu sa di potersi fidare di lui. Ma i mutaforma non intendono decisamente fermarsi ora: quando la principessa bambina sarà tornata in vita, il loro potere diverrà ancora più forte. E perciò i bambini ipnotizzati continuano nella loro opera di svolgimento. Rom e Shang-Chi si lanciano contro gli Spettri Neri, i quali però con la loro magia donano una parvenza di vita a tutte le mummie, le statue e le sculture presenti nel museo, che iniziano a muoversi e ad attaccare i due eroi, gridando la loro rabbia. Il Cavaliere Spaziale prova a superare questi insoliti ostacoli, per arrivare il prima possibile di fronte agli Spettri neri ed interrompere il loro empio rituale, lasciando il compito di affrontare i loro insoliti lacchè al maestro del kung-fu, che con mosse precise e devastanti di arti marziali fa a pezzi le mummie. Così facendo non si accorge però dell'arrivo alle sue spalle di un uomo primitivo, che con la sua clava lo colpisce alla spalla sinistra. Shang-Chi assorbe l'impatto e ribatte con due colpi al petto ed alla schiena, mettendo ko il suo inumano avversario. Tuttavia ci sono molti altri nemici da affrontare: ma in quel momento, a dare man forte ai due eroi, giungono Leiko Wu, Clive Reston, Black Jack Tarr e Denis Nayland Smith, che con le loro pistole e precisi colpi di karate abbattono numerosi avversari. Nel frattempo, i bambini hanno ormai quasi tolto del tutto le bende attorno al corpo di Kaaris'A.
Rom arriva infine davanti agli Spettri Neri che hanno dato vita alle statue del museo e col Neutralizzatore li esilia nel Limbo. Ormai, però, è troppo tardi: Kaaris'A è infatti stata liberata e scarica tutta la sua rabbia, sotto forma di un raggio verde di energia, contro il Cavaliere Spaziale, che subisce duramente il colpo ed indietreggia di svariati metri. Prova poi a controbattere col Neutralizzatore, ma persino la sua arma si dimostra inefficace contro la forza devastante della principessa bambina. Nayland Smith capisce in quel momento che la ragazza trae la sua energia dai bambini ipnotizzati, cui sottrae forza vitale: dunque, anche se è una decisione dura da intraprendere, l'unico modo per fermare Kaaris'A è uccidere i bambini. Perciò l'anziano uomo estrae la sua pistola e si appresta a sparare, ma Rom interrompe il suo disperato gesto disarmandolo: se si permette che il fine giustifichi i mezzi, allora non si è affatto diversi dagli Spettri Neri. Se il loro destino è morire, allora così sia, ma nessun innocente deve andarci di mezzo. Così il cyborg riprende la sua lotta contro la principessa bambina, che pare decisamente più forte e destinata a trionfare: forse Rom ha paura di esiliarla nel Limbo in quanto così facendo rischia anche di neutralizzare le energie vitali dei bambini dalle quali la ragazza trae il suo potere. Contemporaneamente, Shang-Chi si avvicina ad una vetrina contenente delle stelle appuntite: forse c'è un altro modo per interrompere il legame tra Kaaris'A ed i bambini. Così il maestro del kung-fu infrange la vetrina ed afferra le stelle, che scaglia contro il collo di Kaaris'A: la mira dell'eroe è precisa e la principessa bambina viene decapitata. La sua testa ed il suo corpo divengono polvere prima che crollino sul pavimento del museo. Una decisione difficile per Shang-Chi, tuttavia l'unica perseguibile. Con la morte di Kaaris'A, si interrompe il suo collegamento coi bambini, che cadono al suolo: svenuti, ma vivi. Anche stavolta si è trionfato, seppur a caro prezzo.