domenica 28 giugno 2026

Italians do it better? 76: La Vita Va Così (2025)


"Un tempo qui era tutta campagna", afferma un celebre detto popolare. Di fronte all'incredibile processo di urbanizzazione a cui si è assistito negli ultimi decenni (iniziato quasi certamente dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale e divenuto col passare del tempo sempre più imponente) molti paesaggi "immacolati" sono scomparsi, sostituiti da giungle di cemento.
Ma saltuariamente qualcuno si oppone a questa espansione e da una di queste storie giunge La Vita Va Così, diretto da Riccardo Milani, scritto da Riccardo Milani e Michele Astori e distribuito nei cinema nell'ottobre 2025.
Nel 1999 una grande azienda immobiliare gestita da Giacomo Greatti (Diego Abatantuono) decide di avviare dei lavori per costruire un resort turistico presso la spiaggia di Bellesa Manna, in Sardegna. A gestire il cantiere c'è il fido Mariano (Aldo Baglio).
Tutto fila liscio fin quando un pastore di nome Efisio Mulas (Giuseppe Ignazio Loi) rifiuta di cedere la sua terra, anche di fronte a offerte con cifre spropositate. È l'inizio di una storia che durerà più di dieci anni, durante i quali Efisio sarà abbandonato da tutti i suoi concittadini, tranne la figlia Francesca (Virginia Raffaele).
Come potrà un semplice e povero pastore sconfiggere una potente multinazionale?
Dopo i paesaggi innevati di Un Mondo a Parte si giunge alle campagne della Sardegna. E il tema è sempre quello, alla Miyazaki: la natura e la sua preservazione di fronte alle mire espansionistiche dell'essere umano.
E anche in questa occasione si parte da un fatto di cronaca realmente accaduto per ampliare poi in maniera ulteriore il discorso.
La lotta di Efisio Mulas non è di tipo economico, visto che rifiuta negli anni offerte di importo sempre più ampio, bensì concettuale. Di preservazione della terra in cui e nato (e morirà) di fronte a persone che - guidate solo dal dio denaro - non capiscono il valore e l'importanza di questo fatto.
Una lotta che lo isola dai suoi amici di una vita, anche loro obnubilati (e non a tutti i torti) dalla possibilità di avere una vita migliore. L'aspetto più controverso, pur in una commedia di questo tipo, che viene analizzato. Mentre altri, prima dalla parte della ditta immobiliare, cambiano infine idea.
Come nel caso di Un Mondo a Parte, si cerca - invano, è ben chiaro da quale parte stia il regista - di presentare allo spettatore il tutto con una posizione buonista, lasciando poi il giudizio finale alla singola persona.
Con un Diego Abatantuono eccessivamente dimesso, un Aldo Baglio che non riesce a liberarsi dal suo personaggio e Virginia Raffaele che switcha accento da un film all'altro, l'attore non professionista che interpreta Efisio Mulas - alla maniera di Visconti e Rossellini - risulta essere il migliore. Poiché in ultima analisi interpreta sé stesso.
Un finale alla La La Land sembra voler riportare il tutto a una dimensione onirica: ovvero, questa non è la realtà, che è ben più complessa, bensì una sua reinterpretazione. Nella realtà, non è così scontato che i poveri prevalgano sui ricchi.

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