mercoledì 24 dicembre 2025

Netflix Original 189: My Secret Santa - Mia Mamma è Babbo Natale


Eh sì, vi abbiamo già parlato della figura di Babbo Natale e accennato che talvolta, oltre che all'iconografia classica a cui è eternamente associato, il cinema prova a presentare anche delle sue varianti di tanto in tanto... giusto per divertirsi un po'.
E quindi ecco la variante serial killer, Santa's Slay, quella horror, il recente Terrifier 3, e - per stare un po' più leggeri che di rosso qui c'è ne è già troppo - la variante femminile che compare in My Secret Santa: Mia Mamma è Babbo Natale (My Secret Santa), diretto da Mike Rohl, scritto da Ron Oliver e Carley Smale e distribuito su Netflix a partire dal 3 dicembre 2025.
Licenziata a poche settimane dal Natale, Taylor Jacobson (Alexandra Breckenridge) si trova anche a dover pagare la retta della scuola di snowboard a cui intende iscriversi sua figlia.
Quando scopre che i dipendenti di un hotel non pagano questa tariffa, però, in mancanza di altri posti di lavoro Taylor si presenta come nuovo Babbo Natale, abilmente camuffata dal fratello e dal compagno di lui.
Qui conosce il nuovo direttore dell'hotel, lo scapestrato Matthew Layne (Ryan Eggold), messo in quella posizione dal padre per fargli imparare il mestiere.
Tra equivoci e buoni sentimenti, ho come l'impressione sboccerà qualcosa tra i due.
Ora, se a una prima lettura vi avete intravisto elementi presi da Mrs. Doubtfire, con una spruzzatina di Tootsie, non vi siete sbagliati. Oltre che la variante femminile di Babbo Natale, qui c'è proprio una sorta di controparte al femminile di Mrs. Doubtfire, ma a ruoli rovesciati (quindi, una donna che si finge un uomo).
Tanto che ritornano scene da deja vu, come quella della creazione del trucco e del costume del personaggio, oppure quella in cui la protagonista deve letteralmente sdoppiarsi durante un evento per non far saltare la propria copertura.
Se qualcuno può pensare a un "plagio", Mrs. Doubtfire si rifaceva a sua volta a quel teatro dell'assurdo e degli equivoci, dove le gag e i travestimenti la facevano da padroni (anche William Shakespeare se ne è dilettato in alcune occasioni). Gag ed equivoci che ovviamente si presentano anche nel corso di questa pellicola: chi ne è appassionato, troverà una sensazione di familiarità.
Quindi, si utilizza una delle tante possibilità con cui innestare una trama a sfondo romantico dove inserire i buoni sentimenti e lo spirito natalizio, con predominanza dell'elemento famiglia unita e col messaggio di non restare soli durante le feste. Nulla di rilevante in tal senso. Chi ha anche solo un minimo di cinismo, lasci perdere.
Non entro nel merito della recitazione, se no potrei diventare troppo cattivo e si sa... a Natale siamo tutti più buoni. Qualcuno potrebbe anche far notare che in questo tipo di prodotti non si richiede di certo che si diventi la nuova Ingrid Bergman o il nuovo Marlon Brando.
E come contraddire questo fatto? Buone Feste, dunque!

lunedì 22 dicembre 2025

Netflix original 188: Qualcuno Salvi il Natale 2


Babbo Natale, Santa Claus, figura iconica nonché mediatica, appare in numerosi prodotti commerciali da svariati decenni. Il cinema non ha potuto fare a meno della sua imponente figura, rassicurante per i lungometraggi a sfondo natalizio e familiare.
E così, nel corso del tempo, attori come Richard Attenborough, Tim Allen e molti altri hanno interpretato questo personaggio, il quale ha avuto inevitabilmente anche delle "varianti" poco natalizie di tanto in tanto.
Ma nel solco della tradizione è stato inserito Kurt Russell, che ha vestito i rossi panni di Santa Claus in Qualcuno Salvi il Natale. E due anni dopo giunge il sequel, Qualcuno Salvi il Natale 2 (The Christmas Chronicles 2), diretto da Chris Columbus (che torna a dirigere un film natalizio dopo quasi trent'anni), scritto da Chris Columbus e Matt Lieberman e distribuito su Netflix a partire dal 25 novembre 2020.
Due anni dopo gli eventi del primo film, Kate Pierce (Darby Camp) sta passando una vacanza natalizia a Cancún col fratello, la madre e il nuovo compagno di lei, Bob (Tyrese Gibson), che però non riesce ad accettare.
A sfruttare questo suo risentimento ci pensa Belsnickel, un elfo che ha rinnegato Babbo Natale e vuole vendicarsi. Con un abile stratagemma, dunque, proietta Kate e il figlio di Bob, Jack (Jahzir Bruno), nel regno di Santa Claus, potendo così infiltrarsi e iniziare a sabotare la fabbrica dei sogni di Babbo Natale.
In aiuto dell'uomo col vestito rosso vi è, oltre che i due ragazzi, anche la Sig.ra Natale (Goldie Hawn). Ma forse la chiave per sconfiggere Belsnickel si trova nel riscoprire quello spirito natalizio che Kate pare aver smarrito.
Questo è dichiaratamente un prodotto per famiglie, rivolto perlopiù ai bambini/pre-adolescenti con qualche strizzatina d'occhio anche al pubblico adulto, a cui non sfuggiranno alcuni richiami ai film di Mamma, Ho Perso l'Aereo (entrambe le pellicole condividono lo stesso regista).
La pellicola punta dunque sul tema consolidato della famiglia e nello specifico di una famiglia allargata, di cui fa parte il nuovo compagno della madre di Kate, la quale era rimasta vedova da poco nel primo film.
La tematica di fondo rimane dunque quella dell'accettazione: nel primo film - più incentrato sul fratello maggiore - quella della perdita del padre, nel sequel - dove la protagonista è la sorella - sulla nuova situazione familiare.
Un'accettazione che passa attraverso lo spirito natalizio, il quale spesso rischia di essere perduto ma che rimane sempre presente sullo sfondo. E non c'è miglior "psicologo" che possa aiutare a farvelo ritrovare che Babbo Natale.
Superfluo dire che il film si regge al novanta per cento sulle spalle navigate della coppia Kurt Russell/Goldie Hawn. Come in Una Coppia alla Deriva, la loro chimica sullo schermo - traslata da quella reale - emerge a pieno anche dopo decenni, permettendo anche di accettare alcune situazioni comico/surreali lungo la via.
Quindi, se volete essere inondati, ma dico proprio inondati eh, di buoni sentimenti, dolciumi ed elfi, direi che questo prodotto fa per voi. In alternativa, c'è sempre Fatman con Mel Gibson.

mercoledì 17 dicembre 2025

Netflix Original 187: Un Principe per Natale - Royal Baby


Si sa che il cinema adora le trilogie (e negli ultimi anni anche le quadrilogie, eptalogie e così via) e che la terza parte di una saga è quella che tira i fili in sospeso dei primi due capitoli, di solito almeno. Quella che risolve le trame che si sono dipanate per anni. Così è stato ad esempio per la trilogia originale di Star Wars oppure Ritorno al Futuro.
E perciò anche la saga del regno di Aldovia (dite che ho esagerato con gli esempi di riferimento?), iniziata con Un Principe per Natale e proseguita con Un Principe per Natale: Matrimonio Reale, giunge alla sua regale - scusate, volevo usare quest'aggettivo - conclusione con Un Principe per Natale: Royal Baby, diretto da John Schultz, scritto da Nate Atkins e distribuito su Netflix a partire dal 5 dicembre 2019.
Due anni dopo aver conosciuto il suo principe azzurro e un anno dopo averlo sposato, sempre rigorosamente durante il periodo natalizio, l'ex giornalista ora principessa reale Amber Moore (Rose McIver) vive una vita felice circondata dal lusso e dalla ricchezza, sì i soldi non fanno la felicità ma aiutano tanto, e in procinto di partorire l'erede della casata, il Royal Baby.
Dal canto suo, Re Richard (Ben Lamb) si divide tra i suoi impegni privati e quelli pubblici, il più importante dei quali è il rinnovo di un trattato di pace secolare col confinante regno di Penglia, da finalizzare prima di Natale. Ma la notte prima della firma, il trattato viene trafugato misteriosamente.
Col colpevole che si aggira con ogni probabilità tra le sale del palazzo reale e un regno che rischia di scivolare verso una crisi internazionale, Amber e Richard devono unire le forze per salvare i loro sudditi... sempre che un parto improvviso non decida di scombinare i piani.
Cinderella all the way, per questo ultimo capitolo. Nel primo la nostra eroina indipendente ha trovato l'amore, nel secondo lo ha sposato (quello che spesso le fiabe raccontano solo all'ultima riga) e qui... il coronamento di un sogno, una famiglia reale al gran completo.
Il fatto che l'indipendenza e l'affermazione di sé passino attraverso la famiglia tradizionale, perché dopotutto questo è un prodotto cinematografico natalizio, alla fine non è un paradosso: una persona può realizzare un sogno e affermare sé stessa in tanti modi, dopotutto.
Tanto che si sottolinea, in modo molto retorico e inevitabile... ma questo è un prodotto natalizio lo abbiamo già detto, come le donne/principesse di oggi non siano più quelle di un tempo, anche se la Regina Elisabetta II credo avrebbe qualcosa da dire al riguardo, e possano e debbano dire la loro nelle faccende importanti.
Dopo aver fatto sì che un'americana "raddrizzasse" una monarchia europea rimasta ancorata al ventesimo secolo, qui si aggiunge anche un regno di matrice orientale, per sottolineare come le differenze tra culture e società possano e debbano essere superate (negli ultimi tempi, nonostante alcune piccole tensioni, i rapporti tra USA, Cina e Giappone sono molto stretti)... e come gli americani siano sempre i migliori.
A parte questo, il classico mix di volemose bene, amore della mia vita che ti conosco solo da pochi mesi vuoi sposarmi e buon natale a tutti (in stile James Stewart o Eddie Murphy, decidete voi). Una conclusione inevitabile, rassicurante e senza sorprese.
Tranne... con un curioso easter egg si cita il regno di Belgravia, che scopriamo essere confinante con Aldovia, lo stesso regno teatro delle vicende di Nei Panni di una Principessa. Non rimarrà un caso isolato.