mercoledì 30 gennaio 2013

Libri a caso: Il Progetto Atreus


Inauguriamo questa nuova rubrica, incentrata su libri di fresca lettura (ma non necessariamente di fresca edizione) che sono capitati tra le mie mani.
Cominciamo con questo romanzo thriller del 2006, ad opera dello scrittore Andrew James Hartley: si intitola Il Progetto Atreus (The Mask Of Atreus è il titolo originale) e si incentra sulla curatrice di un museo di nome Deborah (con l'acca) Miller. Una donna forte e fragile allo stesso tempo, schiacciata metaforicamente da origini ebree che non ha mai voluto approfondire dopo la prematura morte del padre.
La sua figura paterna di riferimento è il fondatore del museo per cui lavora, Richard Dixon, che noi lettori invece non impareremo mai a conoscere perchè viene trovato subito morto nel suo appartamento, attiguo al museo, dove si scopre una intera collezione di manufatti greci dal valore inestimabile, che però non è stata trafugata. Solo una cassa sembra essere stata portata via. Da queste premesse parte un thriller abbastanza prevedibile nel suo svolgimento (la protagonista sospettata dell'assassinio? Check. Tentato omicidio ai suoi danni? Check. Sostituirsi alla polizia scoprendo indizi fondamentali per l'indagine? Check) che mischia i miti dell'antica Grecia e quel bel tomo di Heinrich Schliemann con la Seconda Guerra Mondiale e le teorie del complotto naziste. Un amalgama decisamente particolare, bisogna ammettere.
Ci aggiungiamo infine che si capisce chi è il vero colpevole la prima volta che fa il suo ingresso sulla scena. Insomma, non una lettura indimenticabile, ma nemmeno una da buttare via del tutto: se lo trovate nel cestone delle occasioni all'ipermercato o come oggetto di book-crossing, potete anche approfittarne. Penso che al giorno d'oggi l'idea del civile che coi suoi soli mezzi fa indagini per suo conto e scopre cose che la polizia non è riuscita a intuire sia ormai sorpassata, anche se conserva un fascino per così dire vintage.
Al prossimo libro a caso!

giovedì 24 gennaio 2013

I film che... ma anche no: Buried Alive


Parliamo di un altro "capolavoro" della cinematografia moderna. Stavolta sotto i riflettori finisce questa pellicola fintohorror del 2007: se volete perdere un paio d'ore della vostra vita, vedere questo film è un ottimo modo per farlo.
Ecco a voi la fintotrama: sei fintostudenti, che si fanno tutti di ecstasy (ragazzi, allora ve la cercate), vanno a soggiornare per un weekend in una villa fintoindiana custodita da Saw l'Enigmista (e già qui a me qualche sospetto sarebbe venuto). Sono il clichè dei clichè: il ragazzo intelligente ma che non si applica, la ragazza intelligente che si applica, il suo fidanzato zerbino, il nerd che non socializza e infine le due ragazze oche (anche se una è esperta di etnologia e folklore).
Una delle studentesse oche scopre che la villa è maledetta (ma dai) per via di un atto efferato ai danni di una donna indiana seppellita viva tempo prima. Da allora il suo spirito vagherebbe per queste lande desolate, dove ovviamente i cellulari non prendono... nel 2007. Ok, d'accordo, a questo punto allora ci si aspetterebbe le classiche scene di tensione... c'è non c'è, muore non muore. Eh no, scusate, la fate troppo facile.
No, le due ragazze oche sono state invitate nella villa per un fintorito di iniziazione volto a farle entrare entrambe nella confraternita degli studenti della ragazza intelligente che si applica. Che tra parentesi non ho mai capito a cosa serva. Quindi per un'ora ci sono prove il cui unico scopo è far vedere le due oche nude, seminude o con le mutande in bella mostra. Oh per carità, intendiamoci, nulla di male solo che dopo un po'... Soltanto negli ultimi venti minuti lo spirito della donna indiana compare e massacra tutti (pure Saw), eccetto la studentessa oca appassionata di folklore perchè ha un fintotatuaggio troppo fico che alla donna morta ricorda tanto la sua tribù (almeno credo, a quel punto la mia attenzione era più che dimezzata).
Atto finale: lo spirito della donna indiana seppellisce vivi il ragazzo intelligente ma che non si applica e la ragazza intelligente che si applica (entrambi imparentati) perchè vuole vendicarsi in questo modo di tutti i discendenti della famiglia che le fecero lo sgarro. Giusto, doveroso, perchè la ragazza oca sopravvissuta non avvertirà mai le autorità, le quali setacceranno la villa fintoindiana da cima a fondo il giorno dopo.
Bravi, bene, bis... ma anche no.

Minuti della vostra vita che guadagnerete non vedendo questo film: 94
Giudizio: Game Over!

venerdì 11 gennaio 2013

Vade retro, spoiler!


Lo spoiler è, per sua natura, una anticipazione di trame a venire. Lo spoiler è la maledizione che prima o poi coglie tutti. In una società globalizzata come quella attuale, dove siamo inondati ogni giorno (anche non volendolo) da decine di informazioni superflue, capita anche che uno si ritrovi senza che l'abbia voluto a venire a conoscenza preventivamente di una cosa che intendeva apprendere dal medium da cui sperava di essere "illuminato". Col tempo però i medium di cui sopra si sono attivati per evitare il più possibile questa maledizione.

Cinema: ormai tutti i film più attesi della stagione vengono presentati in contemporanea mondiale, quindi il rischio spoiler è praticamente inesistente. C'è da dire che anche le major si tutelano il più possibile, impedendo che la sceneggiatura trapeli all'esterno e facendo firmare contratti a tutte le persone coinvolte nella produzione della pellicola dove sono previste tremende sanzioni e punizioni corporali in caso venisse rivelato qualcosa di fondamentale della trama (ecco perchè tutte le interviste agli attori durante la premiere sono pre-confezionate, non viene mai inquadrato ma il rappresentante della major è lì e punta la sua pistola laser contro il giornalista o la star, che non si sognano di sgarrare).
Ogni tanto, per perversi giochi di distribuzione, qualche pellicola che giunge in ritardo da noi c'è (Prometheus e Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno sono gli esempi più celebri dello scorso anno), ma rimangono comunque casi isolati. Per il resto nessuno si lamenta se viene rivelata la trama del film horror di serie B arrivato solo ora in Italia o dell'ennesima commedia romantica con trama fotocopiata.

Serie televisive: Per sua natura, lo spettatore televisivo medio è pigro. C'è gente che esorta da anni a vedersi i telefilm sottotitolati perchè così è più bello, si capiscono di più le inflessioni, bla bla bla. Una preghiera per orecchie sorde. Lo spettatore vuole sedersi sulla sua poltrona e vedere i protagonisti che parlano nella sua lingua: non può mica sostenere l'immane sforzo di abbassare gli occhi per leggere la traduzione. Tuttavia lo spettatore medio è anche quello che si va a cercare ogni tanto su Internet le notizie sui suoi telefilm preferiti e, magari perchè un po' sprovveduto, si becca l'anticipazione che non voleva col risultato che, sapendo già come va a finire, smette di seguire il telefilm in questione.
Anche qui si è cercato di ovviare al problema. Tralascio volutamente ogni discorso in merito al fatto che è una cosa che si applica solo a chi usufruisce dei canali a pagamento... altrimenti mi sembrerebbe di rivedere quel vecchio sketch di Fabio De Luigi, che insultava il vecchio abbonato magnificando il nuovo. Non passano più mesi ormai tra la fine di una stagione televisiva in USA e la sua riproposizione in Italia: adesso viene trasmessa o subito dopo la sua conclusione o quando sta per terminare. Ma c'è di più, e a meno che non mi sbagli è iniziato tutto con le ultime stagioni di Lost, ora per i telefilm più seguiti (al giorno d'oggi sono The Walking Dead o Game Of Thrones, ad esempio) il tempo di attesa per un episodio si è ridotto a circa una settimana dopo la programmazione americana. Una settimana, roba da fantascienza.
La cosa ha fatto sì che lo spettatore italiano vivesse la pausa da mid-season che in USA è un classico, con prevedibile smarrimento iniziale per i teleutenti meno navigati. Ma allora... quale potrà mai essere il medium più soggetto al pericolo spoiler? Vi diamo una sola possibilità.

Fumetto: Ok, qui non è che ci siano colpe specifiche o che altro, ma al momento la situazione è questa. C'era, tanto tempo fa in una galassia lontana lontana, un mondo dove i diritti Marvel erano spartiti tra millanta editori e la DC Comics era solo una leggenda metropolitana pubblicata di tanto in tanto per amore di carità. A quel tempo c'erano anni di scarto tra le pubblicazioni americane e quelle italiane, ma sempre a quel tempo Internet era solo un programma militare e quindi... niente spoiler? Ragazzi, sottovalutate l'ingegnosità italiana, che fece sì che gli editori di cui sopra comprassero i diritti di mille e più di mille serie Marvel, ma pubblicandone annate differenti. E così la gente seppe fin da subito, ad esempio, come finiva il Massacro Mutante o Atti Di Vendetta.
Col tempo la situazione si è sistemata, ora c'è un unico editore per la Marvel e un unico editore per la DC Comics. Con molti sforzi il gap tra le pubblicazioni si è ridotto a circa sei mesi. Però nel frattempo sono arrivati Internet e i social network. E qui si è creato un fenomeno particolare. Più sopra vi abbiamo detto di come le major del cinema cerchino di impedire in tutti i modi che la trama venga divulgata, ebbene nel mondo del fumetto avviene il contrario. Le major stesse cavalcano l'evento fin da subito e lo trasformano in una cassa di risonanza mediatica (l'attuale crisi di vendite del panorama statunitense fa sì che più attenzione viene creata attorno ad un personaggio, meglio è). Penso che il punto di non ritorno ci sia stato con la storia della morte di Capitan America, successiva all'epilogo di Civil War. Ebbene, in quella occasione Joe Quesada e soci cominciarono a rilasciare interviste il giorno stesso in cui l'albo uscì, rovinando immagino la sorpresa a quei lettori che quell'albo ce l'avevano nel loro comic shop di fiducia e (magari, eh?) preferivano che fossero le matite di Steve Epting a mostrar loro il fattaccio e non uno speciale della CNN. E sì è andati avanti così, tra morti eccellenti, rilanci editoriali, esseri superiori e quant'altro.
Una notizia che rimbalza su tutte le agenzie di stampa... infine approda in Italia. E qui comincia il dramma. Non vi ripeterò la solita tiritera che in Italia il fumetto è visto come roba da bambini bla bla bla, fate copia e incolla da voi. L'approssimazione con cui vengono date notizie del genere o con cui viene attribuita la paternità di Batman a chi non c'entra nulla è qualcosa di sconcertante e in me suscita anche il dubbio se tale approssimazione venga usata per argomenti ben più importanti (politica, temi sociali, ecc...). In ogni caso i quotidiani, che devono fare il loro mestiere e non possono certo preoccuparsi di quei lettori che hanno già prenotato la loro copia che uscirà tra tot mesi, danno subito questa notizia, che rimbalza e rimbalza in ogni dove. E arriva dappertutto, nessuno ne è immune a meno che non viva sulla Zona Blu (non credete a quelli che vi implorano di non parlarne in quanto non ne sono a conoscenza, mentono spudoratamente e non vogliono soffrire oltre). Ma allora... non c'è soluzione al problema? Chissà, forse la soluzione sta nella tecnologia: offrire in contemporanea un fumetto in più lingue su una piattaforma digitale. Ma questi sono discorsi per cui l'umilmente vostro non ha le giuste competenze.

venerdì 21 dicembre 2012

La Legione dei Sostituti: Marvel

Nella scorsa puntata abbiamo parlato di alcuni eroi sostituti che la DC Comics piazzò negli anni '90 per soppiantare alcune delle sue più celebri icone. Sostituti che, salvo rari casi, sono scomparsi nel nulla: una maledizione che ha colpito anche coloro che provarono a rimpiazzare le icone della Marvel negli anni '90. Ecco a voi la nuova Legione dei Sostituti.

UOMO RAGNO

Come dimenticare la Saga del Clone, come? Non lo so, c'è chi ci prova da anni senza successo. Fatto sta che tutto risale a una storyline degli anni '70 in cui il professor Warren, lo Sciacallo, clonava nella cantina di casa sua sia Peter Parker che Gwen Stacy (sì, lo so che poi è stato spiegato chi era il finanziatore... forse era meglio se rimaneva la soluzione della cantina). Cercando di instillare nell'Uomo Ragno la 957565686ima crisi di identità (ne aveva già avute alcune in quel periodo, come potete intuire), falliva rimanendo infine coinvolto in una esplosione. Sembrava morire anche il clone e così l'altruista Peter Parker gli rese omaggio gettandolo in una ciminiera... bravo, ragazzo!
Passano una ventina d'anni e un giorno, durante una riunione editoriale, qualcuno - sembrerebbe Terry Cavanagh - dice:"Ah regà, ma ve ricordate der clone?". Magari le parole non saranno state proprio quelle, ma il senso sì. Ha inizio allora una delle saghe più intricate, raffazzonate e sconclusionate della storia, con cambi di direzione da una storia all'altra e con sceneggiatori che era lampante come il sole non avessero idea di dove stessero andando a parare. Il clone torna, si chiama Ben Reilly: è il vero Uomo Ragno, Peter è il clone; anzi no, Ben è il clone e Peter è il vero Uomo Ragno; anzi no, entrambi sono cloni e Zia May è il vero Uomo Ragno; anzi... Come epilogo, scartata l'idea del primo mandante di questa sciagura (Howard Mackie... volevo dire Harry Osborn), si opta per il più classico Norman, noto manipolatore facciale di vecchie attrici in punto di morte. Ben Reilly alla fine si scopre avere un difetto di fabbricazione e si sbriciola in mille pezzi.
Ora questa è stata la sua dipartita e in seguito è comparso solo tramite pochissimi flashback, una miniserie truffa che voleva spiegarci come dovevano andare veramente le cose o, al limite, come il soggetto indiretto di alcune battute (del tipo, tizio:"hai presente la clonazione?", Uomo Ragno:"Ti prego, non parlarmene!"). Eppure questo personaggio ha un insolito seguito di fan ancora oggi, lettori che quasi sicuramente hanno cominciato a leggere le storie dell'Uomo Ragno negli anni '90 e dunque per loro (non si può dar loro torto, la colpa casomai è di altri) Ben è ancora il vero Uomo Ragno. Ma siccome Saga del Clone è ancora oggi sinonimo di una cascata di risate negli ambienti del comicdom, tranne che negli uffici dirigenziali della Marvel, non tornerà mai.



THOR

Anche qui parliamo di un personaggio che è rimasto nel cuore di molti lettori. In seguito ad uno strano incidente, l'architetto Eric Masterson acquisisce parte dei poteri di Thor e, quando il dio del tuono viene esiliato da Odino per aver ucciso quel bravo ragazzo di Loki (chiaramente non era così, era solo il 957565686° piano di vendetta del dio degli inganni - ehi, è lo stesso numero di crisi di identità di Peter Parker!), Masterson in persona diviene Thor. Il suo autore, e sostanzialmente unico sceneggiatore, Tom DeFalco applica la stessa cura adottata da Ron Marz per Kyle Rainer: lo rende un Peter Parker. Masterson infatti si fa mille pippe sui suoi poteri, ha problemi con la moglie e il figlio (Mefisto, dove sei quando c'è bisogno di te?), problemi sul lavoro, problemi col padrone di casa, problemi col condizionatore, problemi col... Oltre a questo, si cerca di costruirgli attorno anche un parco nemici nuovo, tra cui il più celebre rimane Bloodaxe (citazione a sua volta, a causa della sua identità misteriosa, della prima saga di Goblin), identità misteriosa che per i lettori italiani sarebbe rimasta tale se oggi non ci fosse Wikipedia.
Col ritorno di Thor, Masterson acquisisce un nuovo martello e una nuova identità: Thunderstrike. Ed anche una nuova serie con questo nome che riprende le ambientazioni e i personaggi durante la sua permanenza su Thor e... risulta tra le meno vendute della storia della Marvel. Così dopo 24 agonizzanti numeri alla fine Thunderstrike - la copia - viene ucciso da Thor - l'originale, mentre è preda di sete di sangue e brama di violenza: molto simbolico, no? A seguito della sua scomparsa, solo Kurt Busiek negli anni successivi ricorda Thunderstrike fino a quando... ricompare. Ma non si tratta di Eric Masterson, bensì di suo figlio Kevin che prosegue l'eredità di famiglia. Per il momento lui è ancora vivo, mentre di suo padre più nessuna notizia.


GHOST RIDER

Negli anni '70 il personaggio di Ghost Rider - Johnny Blaze, la versione marvelliana del Faust, spopolò, soprattutto tra i bikers americani che lo elessero a loro simbolo. La sua battaglia contro il demonio era probabilmente vista a quell'epoca come una metafora della lotta dei giovani dannati contro il malvagio estabilishment, antiquato e sordo alle loro invocazioni. Col tempo però Johnny Blaze perse il suo appeal e nel 1983 la sua testata chiuse, con lui libero infine dalla maledizione di Mefisto.
Sette anni dopo un altro ragazzo dannato (dalla vita) di nome Dan Ketch trovò uno strano medaglione e la maledizione di Ghost Rider passò a lui. Quasi venti numeri dovettero uscire prima di rivedere Johnny Blaze e molti di più si dovettero attendere per capire quale fosse la loro relazione e cosa fosse il Ghost Rider, particolare quest'ultimo mai del tutto chiaro. L'eccessivo annacquamento delle trame poteva non essere un problema all'inizio, visto che la serie poteva contare sui disegni allora innovativi di Javier Saltares e Mark Texeira, ma poi piano piano tutti i buchi di trama e incoerenza vennero alla luce (anche qui come nella Saga del Clone era chiaro che non si aveva idea di dove si volesse andare a parare) e così alla fine la serie si chiuse senza un vero e proprio epilogo, che rimase nel cassetto per circa una decina di anni prima di essere pubblicato.
Successivamente, Dan Ketch comparve sì e no un paio di volte, poichè la Marvel nelle mini e serie successive tornò a concentrarsi su Johnny Blaze, visto che lui era anche il Ghost Rider cinematografico, poi però il secondo Ghost ebbe una breve "fiammata di ritorno" con Jason Aaron, prima di tornare nell'oblio ed essere sostituito come sostituto da una donna. La maledizione del Ghost Rider ha colpito ancora.


DEATHLOK

Un caso davvero particolare. Negli anni '70 impazzarono le distopie alla Marvel: una fu quella di Killraven, che viveva in un 2015 alternativo dominato dai marziani di H.G. Wells; l'altra quella di Deathlok, un cyborg che combatteva contro una dittatura paramilitare nel... 1990! Col passare del tempo, e l'avvicinarsi dell'annus horribilis, il futuro di Deathlok divenne uno dei tanti mondi alternativi della Marvel. Tuttavia proprio nel 1990 nacque un nuovo Deathlok: suo ideatore, e principale responsabile della sua evoluzione, fu lo sceneggiatore Dwayne McDuffie. Costui cercò di ribaltare le carte in tavola, scegliendo come protagonista del nuovo Deathlok il pacifista Michael Collins, in netto contrasto col militare Luther Manning, e costruendogli attorno anche un background familiare. Per alcuni anni McDuffie fu sostanzialmente l'unico scrittore delle sue storie, l'unico capace di entrare in sintonia con lo spirito del personaggio e, quando lui abbandonò e la serie chiuse, anche il nuovo Deathlok scomparve sostanzialmente dalle scene. Per numerosi anni.
Quando McDuffie tornò a lavorare alla Marvel nel decennio successivo, recuperò subito il suo personaggio feticcio, prima nella miniserie Beyond, poi durante il suo ciclo su Fantastic Four. Stavolta per un motivo più tragico, la morte di McDuffie, Michael Collins stette per poco tempo sotto le luci della ribalta e oggi è nuovamente scomparso. Premesso che un ritorno di questo personaggio è sempre probabile, resta da vedere come possa plasmarlo qualcuno che non sia colui che ne ha scritto il 98% delle storie.
Arrivare dal nulla, vivere anni di gloria per poi tornare al nulla da cui si è stati generati: ecco il destino dei sostituti.

Si ringrazia Carmelo Mobilia per la preziosa collaborazione

sabato 15 dicembre 2012

La Legione dei Sostituti: DC Comics

Negli anni '90, negli ipertrofici/drammatici/pompatissimi/immaginifici/ variantcoverissimi anni '90 i nostri eroi preferiti ebbero un momento di crisi. Crisi di vendite? Macchè, quella venne dopo. No, crisi personali, ma diverse da ogni altra già vissute in precedenza. Crisi che oltre a portarli ad abbandonare per qualche tempo la loro missione di eroe, spinse qualcun altro a prenderne il posto. Qual è il tratto in comune di questa seconda categoria, di questa Legione dei Sostituti? A) Che spuntavano fuori dal nulla; B) Che hanno fatto tutti o quasi una brutta fine.

SUPERMAN

Siccome lui è stato il primo ed è il più forte fortissimo, ha voluto fare lo sborone come al solito. Non uno, ma ben quattro sostituti. La storia la conoscete, è quella della Morte Di Superman (storia che Dan Jurgens non manca di citare, spesso a sproposito, in 3/4 dei racconti che ci propina): Doomsday spunta fuori dal nulla pure lui, pesta un bel po' di persone, fa un gran casino e infine uccide l'Uomo D'Acciaio in persona morendo a sua volta (cioè, non proprio, ma se entro nei dettagli impazzisco). Che poi in realtà Superman non è che muore, ci mancherebbe altro, ma entra in uno stato di animazione sospesa. In attesa che torni sotto le luci della ribalta e gli crescano i capelli, quattro sedicenti nuovi Supermen irrompono sulla scena giusto in tempo per veder distrutta Coast City: si riveleranno infine essere Acciaio, l'Eradicatore, Kon-El Superboy e il Superman Cyborg.
Dove sono adesso? Col reboot al momento solo Superboy e Acciaio, rimaneggiati quanto basta, hanno fatto la loro ricomparsa. Degli altri non c'è traccia e c'è anche da chiedersi se in questo nuovo universo Superman sia mai morto combattendo contro Doomsday.


BATMAN

Stanco che più stanco non si può, Batman subisce l'attacco del forzuto Bane che gli spezza la schiena. Gotham City ha bisogno di un nuovo protettore: Dick Grayson! Ah no, scusate, lui "non è ancora pronto", meglio dare il manto di Batman ad un giovane ragazzo inesperto addestrato sin dalla nascita per divenire uno spietato assassino. Dai, Bruce, facciamo che il trauma del backbreaker ti abbia sconvolto il cervello. Azrael, Jean-Paul Valley, diviene il nuovo Cavaliere Oscuro con armatura luccicante (qualcosa non torna), sconfigge Bane, ma poi impazzisce (ma va?) e rischia di divenire un assassino a sangue freddo. Solo il ritorno definitivo di Bruce/Batman placa la sua furia: pieno di vergogna, Valley diventa un barbone ma poi decide di ritornare sulle scene come Azrael. Dopo aver inutilmente tentato per quasi dieci anni di renderlo un elemento centrale della Batman Family, la DC Comics alla fine si arrende e con l'ultimo numero della sua serie personale, il 100, Jean-Paul Valley muore. E non è mai più tornato (forse, al massimo, solo come Lanterna Nera perchè qualcuno ha avuto pietà di lui).


BATGIRL

Un caso davvero particolare. Negli anni '60 Barbara Gordon assunse l'identità di Batgirl, per rinunciarvi praticamente in maniera definitiva poco prima di Crisi Sulle Terre Infinite. Qualsiasi speranza di un suo ritorno sembrò svanire con The Killing Joke... e se devo spiegarvi perchè significa che la vostra vita è molto triste. Curiosamente però il personaggio di Batgirl rimase nel cuore dei lettori e trovò una nuova incarnazione durante la saga Terra Di Nessuno: all'inizio fu la Cacciatrice a riadottare questa identità, che alla fine però venne assegnata a Cassandra Cain, anche lei addestrata sin dalla nascita per divenire una spietata assassina (Batman ama circondarsi di queste amabili personalità). Ne nacque anche una serie regolare dalla durata non indifferente, ma alla fine, lentamente, Cassandra svanì nelle ombre e l'identità di Batgirl venne adottata da Stephanie Brown. Cassandra venne recuperata poco prima di Flashpoint, ma col reboot si è scoperto che si può guarire da una paralisi totale degli arti inferiori e così Barbara Gordon è tornata sulla scena nella sua più celebre identità. E Cassandra Cain? Scomparsa, ovviamente.


LANTERNA VERDE

Uno dei pochi casi in cui un sostituto non solo non ha fatto una brutta fine, ma è diventato anche un personaggio importante per la casa editrice. Dopo la morte e l'infermità fisica cosa manca? Esatto, la pazzia. Tranquilli, c'è Hal Jordan per questo! Vi abbiamo riferito della distruzione di Coast City durante la saga della Morte di Superman: Coast City è dove viveva Hal e questo monta dentro di lui un grande impeto di rabbia verso i Guardiani dell'Universo (in realtà anche qui la faccenda è più complicata, ma all'epoca venne spiegata così). Deciso a vendicarsi, Hal annienta i Guardiani, il Corpo delle Lanterne Verdi e infine già che è lì uccide anche Sinestro, via. Sopravvive solo Ganthet, che dona l'ultimo anello del potere rimasto al giovane disegnatore Kyle Rainer.
Il creatore del personaggio, Ron Marz (che sembra abbia dovuto poi subire le ire dei fan di Hal Jordan per questa sua storia, anche se quasi certamente era un dictat editoriale) diviene il fan nr. 1 del personaggio, per lui è chiaro che non esista miglior Lanterna Verde al mondo. E proprio perchè gli vuole bene, essendo il periodo dei comic book violenti, fa sì che la sua fidanzata venga subito uccisa in maniera brutale dal Maggiore Forza e congelata dentro un frigorifero manco fosse uno yogurt, senza bifidus. Marz applica poi a Rayner, durante il suo lungo ciclo sulla serie, una psicologia da Peter Parker degli esordi, ma trasferito negli anni novanta, e questo fa sì che riesca ad entrare nel cuore dei lettori e ci rimanga fino a Green Lantern: Rebirth.
Dopo il ritorno definitivo di Hal Jordan come Lanterna Verde, Rayner non scompare dalle scene: diventa parte integrante del mito delle Lanterne Verdi e tale rimane fino ad oggi, anche dopo il reboot. Lui è stato fortunato.


FRECCIA VERDE

E si ritorna alla prima causa di scomparsa, quello spiacevole contrattempo per i supereroi noto come morte. Per salvare Metropolis da un attentato terroristico, Oliver Queen rimane vittima di un'esplosione a bordo di un aereo. A prendere il suo posto il giovane figlio Connor (che Ollie non ha mai conosciuto/anzi no/anzi sì/anzi boh), che non se lo fila proprio nessuno! Dopo una lunga agonia, si decide di chiamare nientemeno che i dottori Kevin Smith e Brad Meltzer per rianimare il paziente Oliver! In un primo tempo entrambi non mettono da parte Connor (soprattutto Meltzer), ma più Ollie torna sotto le luci della ribalta più costui torna al ruolo che gli compete, quello di comprimario di terza fascia. Prima del reboot era in rotta con suo padre, adesso chiaramente è scomparso (Ollie è stato così ringiovanito che una vita da playboy prima di quella da supereroe, con tanto di figlio già adulto, come dire... stona un po'). Improbabile un ritorno di Connor in tempi brevi, lunghi o eterni.
LA DC Comics ha dunque fatto la sua parte, ma anche la Marvel non è stata da meno e presto capirete perchè.

mercoledì 5 dicembre 2012

Hercules (II)


Mini di 5 numeri pubblicata dal giugno al settembre 2005

Frank Tieri (storia)-Mark Texeira (disegni)-Jimmy Palmiotti (chine)-Raul Trevino (colori)-Axel Alonso (editor)

CAPITOLO 3
Euristeo e Achelous introducono il nuovo show. L’ex re di Micene si presenta come il nipote del leggendario eroe greco Perseo ed ideatore delle mitologiche Dodici Fatiche di Ercole. Il dio del fiume non sa bene cosa dire e ricorda dunque le sue capacità di mutaforma. Euristeo gli lancia un’occhiataccia, poi dice che è un suo privilegio poter presentare queste nuove Dodici Fatiche: ancora una volta Ercole andrà in giro per il mondo, affrontando imprese da lui selezionate e che solo un vero eroe potrebbe portare a compimento. Potrà il figlio di Zeus, nonostante le sue recenti traversie, redimersi e ritornare ad essere quel tipo di eroe? Questo sarà il pubblico a deciderlo.
Terra Selvaggia: Ercole sta correndo a gran velocità, nonostante Allsworth e i due operatori lo stiano inseguendo con una jeep e lo esortino a fermarsi: sta commettendo un grave errore. Il Principe della Forza non presta ascolto alle loro parole, ha una gloria da riconquistare. Così si lancia in avanti ed afferra un dinosauro, lotta con lui per alcuni secondi aggrappato alla sua testa, infine lo stende con un possente pugno. Poi indica soddisfatto l’animale abbattuto ai suoi compari: la prima fatica è stata completata, ecco una bella tigre dai denti a sciabola. Un cameraman gli dice che è per questo che prima stavano cercando di fermarlo: quella non è una tigre dai denti a sciabola. Queste nuove fatiche si ispirano a quelle dell’antichità e la prima di esse riguardava il Leone di Nemea, un felino. Da qui la richiesta della cattura di una tigre dai denti a sciabola e quel dinosauro di certo non è un felino. Ercole sbuffa, poi si inoltra nella boscaglia promettendo di tornare al più presto.
L’altro operatore si dispera: questa è solo la prima fatica, come si farà a superare le altre undici? Allsworth risponde che molto semplicemente non verranno superate: il loro compito è solo quello di osservare e riferire. Ercole deve completare queste imprese senza l’aiuto di nessuno. E se non dovesse farcela… sarebbe un gran peccato, ma in un’ultima analisi lascerebbe solo spazio ad uno show migliore. I due cameramen invitano il presentatore a non essere così cinico: Ercole si sta davvero impegnando ed ha promesso che, fino a che questa cosa non sarà terminata, non si farà coinvolgere in vicende scandalose o risse. Ha persino indossato quel nuovo costume scelto per attirare investitori pubblicitari senza battere ciglio. Allsworth non appare convinto, ma subito dopo il figlio di Zeus ritorna, seppur malconcio e livido, portando con sé una tigre dai denti a sciabola domata e legata. Ma immediatamente giungono sulla scena Ka-Zar e Shanna: per caso è passato di qui un idiota muscoloso con Zabu, la loro tigre dai denti a sciabola? Per uscire dall’impasse, uno dei cameraman offre a Shanna trenta dollari se gli fa vedere il davanzale.
Dopo alcuni problemi “tecnici”, ricompare in video Euristeo. Nella mitologia greco-romana, una delle fatiche più ardue di Ercole fu uccidere l’Idra dalle molte teste, poiché per ogni testa del mostro che veniva tagliata altre due ne spuntavano. Ora, nel ventunesimo secolo delle Meraviglie, l’HYDRA c’è ancora, anche se è un pochino diversa da quella del passato. Questa HYDRA è una organizzazione dedita al dominio del mondo e che ha fatto suo il motto “per una testa che viene tagliata, altre due ne spuntano”, e che come il mostro dell’antichità ha in serbo per il nostro eroe alcune sorprese.
Seconda Fatica: Ercole stende svariati soldati dell’HYDRA senza alcuna difficoltà: questa fatica è indegna di lui. Nota infine una porta, sopra la quale c’è scritto PERICOLO NON ENTRARE. Davanti ad essa c’è un altro agente dell’organizzazione. Costui afferma che dietro questa porta c’è il più grande successo di HYDRA, una creatura di tale malvagità e terrore che solo guardandola si rischia la morte. Tutta l’umanità tremerà di fronte al loro potere. Poi ride di gusto. Ercole lo afferra per il bavero e l’uomo lo esorta a togliergli le mani di dosso: nessuno tratta così il comandante di una base. Per tutta risposta l’eroe lo scaglia contro la porta, facendogliela sfondare: vuole tanto dare una occhiata a siffatta creatura. Lo fa e quando si trova di fronte un mostro dalle molte teste rimane sconvolto.
Nel frattempo un altro soldato HYDRA rimasto in piedi punta una pistola contro Gordon Allsworth ed i due operatori. L’uomo riconosce il presentatore e si complimenta con lui: è un suo grande fan, lo ha adorato davvero in quel reality show, Screech Marks, dove terrorizzava tutti quei concorrenti. Ha una grande idea per un nuovo reality: I Molti Stagisti Di HYDRA. Si tratterebbe di girare il mondo alla ricerca di nuove persone interessate ad entrare nell’organizzazione facendole fare loro tutti quegli stupidi, insignificanti lavori: rapire dignitari, assassinare capi di stato, organizzare l’annuale incontro HYDRA/AIM, roba del genere. E ogni settimana un concorrente verrà eliminato… letteralmente. Non è un progetto magnifico? Prima che Allsworth possa rispondere, si ode un forte rumore, poi Ercole esce dalla stanza con gli occhi spalancati: quella mostruosità è esplosa, anche se lui non l’ha nemmeno toccata. Poi sviene. Il soldato HYDRA si arrabbia: quei dannati cyborg, succede sempre così. Buoni sulla carta, ma alla fine esplodono sempre. Poi consegna il suo biglietto da visita a Gordon: adesso deve proprio andare, ma se è interessato a quello show di cui gli ha parlato può chiamarlo quando vuole.
Terza Fatica: Nella mitologia antica, Ercole dovette percorrere una grande distanza per catturare il Cinghiale di Erimanto. In questa versione moderna la bestia in questione è Lockjaw, il cane da guardia degli Inumani, ed il monte Erimanto è stato sostituito dalla Zona Blu della Luna. Passa un po’ di tempo, fino a quando Allsworth nota il Principe della Forza in fuga da Freccia Nera e Karnak degli Inumani rientrare precipitosamente nella astronave con cui sono atterrati sulla Luna. Attaccato al braccio di Ercole c’è Lockjaw. Gordon chiede dove sia James, il cameraman: gli risponde dall’interno del cane. Vorrebbe uscire al più presto fuori da qui, c’è una puzza tremenda. James viene salvato e la fatica è conclusa.
Quarta Fatica: Nell’antichità, Ercole dovette cacciare la Cerva di Cerinea mettendo così alla prova le sue abilità di predatore. Il trofeo moderno è ancora più arduo: Dragon Man. La creazione di Diablo lancia le sue fiamme, ma il figlio di Zeus le evita, allora la creatura tenta di fuggire: Ercole allora attacca una catena ad una delle sue zampe. Dragon Man si libra in volo, con il figlio di Zeus che non molla la presa, fino a quando per la stanchezza è costretto a fermarsi e dormire. Fatica completata.
Quinta Fatica: Per anni il Lago Stinfalo in Arcadia fu flagellato dalla presenza di uccelli mangiauomini, fino a quando non arrivò sul posto Ercole. Ai giorni d’oggi Attuma e le sue orde barbariche divorauomini hanno tormentato per anni un’altra località esotica, la città perduta di Atlantide. Il Principe della Forza però riesce a scacciare via il tiranno ed il suo esercito, spingendoli sin sulla costa della Florida, dove vengono catturati. Fatica completata.
Sesta Fatica: Una delle imprese più umilianti per il figlio di Zeus fu quando fu costretto a ripulire le migliaia di stalle appartenenti a re Augia. Oggi lo stomaco e l’olfatto del Principe della Forza saranno nuovamente messi alla prova contro un edificio pervaso dalla polvere mortale del Teschio Rosso. L’eroe esce dalla stanza un po’ claudicante ed un operatore gli chiede come è andata. Un po’ brillo dopo aver annusato la polvere, Ercole dà una vigorosa pacca a Gordon Allsworth, che va a schiantarsi contro una parete. Fatica completata.
Quando il presentatore si riprende, fa il punto della situazione: Ercole è al giro di boa, ma riuscirà davvero a completare tutte e dodici le fatiche e riacquisire la gloria perduta? A suo modesto parere, no. Quando un operatore gli chiede come faccia ad esserne così sicuro, Gordon gli mostra la busta contenente le altre sei fatiche. Nel frattempo il cameraman James nota Ercole in disparte, seduto su un marciapiede con atteggiamento pensieroso: evidentemente il suo fare immaturo nel corso delle precedenti prove deve avergli dato da riflettere. James gli si siede accanto e gli dice che anche lui se ne stava seduto così a pensare quando giocava a football. Era un giocatore abbastanza bravo, ma un giorno la sua fortuna si esaurì e si ruppe un ginocchio. Ecco perché oggi è dietro e non davanti alla telecamera. Però il suo vecchio gli diceva sempre che è sempre meglio essere fortunati che essere bravi. Nel corso degli anni James ha imparato che aveva ragione solo in parte, che bisogna essere entrambe le cose. Dunque dice ad Ercole che, ora che è fortunato, deve solo diventare bravo. Il Principe della Forza sorride, lo ringrazia delle sue parole e si allontana.
Settima Fatica: Euristeo ricompare in video. Nella mitologia classica, Ercole dovette sconfiggere una grande bestia, il Toro di Creta, una progenie degli dei. Oggi le cose sono cambiate, oggi è la scienza il nuovo dio e questo porta ad Abominio: un vero mostro che non solo può sollevare 100 tonnellate, ma è anche uno dei pochi esseri in grado di sconfiggere l’Incredibile Hulk. Ercole affronterà questo leviatano in un match senza esclusione di colpi nell’arena più famosa al mondo.
Madison Square Garden: Mentre i bagarini vendono gli ultimi biglietti, Gordon Allsworth intervista Abominio chiedendogli le sue sensazioni sul match. Emil Blonsky afferma che pesterà Ercole talmente tanto da fargli implorare pietà e gli strapperà la testa per usarla come orinatoio, dopotutto lui è Abominio, ha sconfitto Hulk e nessun sosia di Russell Crowe ha qualche speranza contro di lui. In quel momento Ercole richiama l’attenzione di Blonsky picchiettando un dito su una sua spalla, poi con un lampione gli sferra un colpo così devastante da fargli sfondare le mura di quattro case. Dopo l’impatto con la parete della quinta casa, Blonsky crolla al tappeto e la struttura precipita su di lui decretando Ercole come vincitore.
Euristeo e Achelous osservano le riprese del combattimento: le cose non stanno andando nel migliore dei modi, la loro signora non sarà soddisfatta. In quel momento la suddetta, Era, compare dal nulla nel centro della sala e conferma i loro sospetti: dopo tutti questi secoli Euristeo è rimasto il solito incompetente, quindi come dicono i mortali se vuoi che una cosa sia fatta bene devi farla da solo. Dunque la dea porge all’ex re di Micene una busta contenente le ultime quattro fatiche, decisamente tra le più difficili che ci possano essere. Euristeo le legge ed annuisce.

CAPITOLO 4


Gruppo Olympus: Zeus si rivolge al consiglio di amministrazione dell’azienda: un mortale diventa fondamentale e ci si aspetta che provi entusiasmo. Cosa dà a lui entusiasmo? Cosa cattura la sua ammirazione in questo mondo? Cosa gli dà gioia? Le donne mortali, sì, ma anche qualcos’altro: è un gioco meraviglioso che ha appena scoperto, si chiama baseball. Un mortale si piazza sopra qualcosa definito “il piatto”, per conseguire un successo individuale: certo, in quel momento è da solo, ma allo stesso tempo fa parte di una squadra. Una grande squadra. Quindi uno può essere irradiato dal sole di Elio, può avere orde di fan, ma non va da nessuna parte se non ha alle spalle un team che lo porti alla vittoria. In quel momento Zeus afferra una mazza e, notando uno degli amministratori che si sta intrattenendo al telefono senza prestargli attenzione, si prepara a calargliela sulla testa, ma Era lo anticipa distruggendo la mazza con un raggio di energia ed invitando il suo consorte a piantarla di fare tanto il melodrammatico.
Finalmente lui ha capito che è stata lei l’ideatrice delle nuove fatiche di Ercole e la responsabile della resurrezione di Euristeo, gli ci sono voluti solo qualche migliaio di anni, è stato davvero molto bravo. Zeus si siede, portandosi le mani alla testa in segno di disperazione: perché lei continua a comportarsi così? Perché si ostina a perseguitare suo figlio? Era fa finta di rimanere stupita: pensava che loro due avessero una grande intesa, dopotutto lui continua a tradirla con queste donne mortali e lei persiste nell’eliminare la sua progenie bastarda. Nessuno vince, nessuno perde. Ed è una situazione che può anche essere messa nero su bianco, grazie ai mortali ed alle loro meravigliose invenzioni come gli avvocati. Zeus è incredulo: ancora Era lo accusa falsamente di infedeltà? Ha avuto solo qualche flirt insignificante alcuni secoli fa. Le parole del dio vengono messe subito in discussione quando una segretaria prosperosa gli porta una tazza di latte e lui si sofferma ad ammirarne le grazie.
Era si alza in piedi: sanno tutti bene il vero motivo per cui sono qui. La scomparsa improvvisa degli dei nordici non va presa alla leggera (V. Ragnarok). Per molti secoli si sono posti al di sopra dell’umanità, perdendo così l’importante collegamento tra gli dei ed i mortali ed ora non ci sono più. Gli dei greci devono impedire che la stessa cosa accada loro, ma a detta di Zeus per via dell’odio che Era nutre per Ercole l’attuazione di questo piano potrebbe essere in pericolo. La dea respinge le accuse: l’unico che è in pericolo è Ercole o perlomeno ciò che ne è rimasto. Cos’altro potrebbe accadergli di peggio? Che continui a mettersi in ridicolo? Oppure potrebbe dimostrare alla dea che si sbaglia e tornare ad essere l’eroe di un tempo. Era non vuole affatto intralciare ciò che gli dei greci stanno facendo qui: vogliono vivere in mezzo ai mortali ed abbracciare le loro usanze, ed allora così sia. Quindi Era propone una votazione, proprio come farebbero i mortali: chi pensa che Ercole debba portare avanti le sue nuove fatiche senza alcuna interferenza da parte di suo padre può alzare la mano. Tutti i presenti alzano la mano, ad eccezione di Zeus. Costui prende atto della decisione: che il destino possa arridere a suo figlio.
Ottava Fatica: Euristeo ricompare in video, da questo momento in avanti le sfide si faranno più ardue per Ercole. Nell’antichità, dovette sconfiggere Diomede e rubare le sue giumente mangia uomini. Diomede era un re ed un feroce guerriero, così come oggi lo è l’Uomo Talpa: sovrano di un immenso regno sotterraneo con un esercito di moloidi e mostri al suo servizio, che più volte hanno dato filo da torcere ai Fantastici Quattro.
Maui, Hawaii: Ercole entra in un emporio, dicendo di voler comprare una catena, della lunghezza di circa 900 metri. Di fronte all’incredulità del commesso, il Principe della Forza gli mostra la carta di credito di Gordon Allsworth, che coprirà tutti i costi. Contemporaneamente l’Uomo Talpa se la prende con Phil, uno dei moloidi: crede davvero che si sia scomodato a venire qui tramite un tunnel sottomarino per nulla? Ormai è stanco di vivere sottoterra, stanco di vivere come un reietto dove i Moloidi non sono esattamente la compagnia più indicata, soprattutto per una cena romantica. Vuole nuovamente sentire il sole sulla sua faccia, rivedere l’oceano e ultimo ma non ultimo trovarsi una donna. Per tutti questi obiettivi le Hawaii sono il posto migliore e l’Uomo Talpa non avrà pace fino a quando una ragazza con lo Hula non gli avrà detto di sì. Il tunnel verso la superficie sta per essere completato quando improvvisamente Ercole fa precipitare una frana di rocce che mette fuori gioco alcuni Moloidi ed irrompe sulla scena. L’Uomo Talpa gli manda subito contro una delle creature mostruose al suo servizio, ma l’eroe la afferra al collo grazie alla catena appena comprata e la porta in superficie sbattendola a terra. Subito dopo però altre tre creature emergono dal tunnel, ma Ercole utilizza il mostro incatenato come una sorta di ariete, grazie al quale scaglia lontano due delle creature, poi con un possente pugno ricaccia nel sottosuolo la terza.
L’Uomo Talpa è irato contro Ercole per avergli rubato la sua nuova vita ed ordina ai Moloidi di portargli la sua testa, ma l’eroe utilizzando la creatura incatenata a mo’ di palla da bowling fa strike degli originali lacchè del criminale, che se la dà a gambe per non essere centrato. Fatica completata.
Nona Fatica: Una delle preferite di Euristeo. Nell’antichità non vi erano guerriere più fiere delle Amazzoni, guidate dalla loro regina Ippolita. Ercole le sottrasse la sua Cintura Dorata. In quest’era moderna non vi sono guerrieri più fieri dei Vendicatori, tra le cui fila un tempo militava anche il Principe della Forza, guidati dalla leggenda vivente Capitan America. Il bene più prezioso di Cap è il suo scudo e, per il completamento di questa fatica, Ercole dovrà acquisire questo oggetto. E se mai Capitan America o uno degli altri Vendicatori venisse a sapere delle vere ragioni dell’agire di Ercole, l’impresa verrebbe ritenuta non valida.
Torre dei Vendicatori: Il figlio di Zeus, Gordon Allsworth ed i due operatori si avvicinano all’imponente struttura, rimanendo ammirati da essa. Ercole bussa alla porta e Capitan America viene ad aprirgli: il Principe della Forza afferma che questa è una faccenda strettamente privata e deve rimanere lontana dalle telecamere. Di fronte alle proteste di Allsworth, Ercole gli frantuma il microfono, zittendolo.
Una volta lasciati soli, Ercole si scusa con Cap per il suo comportamento poco dignitoso durante i funerali dei loro compagni caduti. L’eroe a stelle e strisce ribatte che ha guardato ultimamente lo show con protagonista il figlio di Zeus e deve ammettere che gli è piaciuto. Non trova affatto imbarazzante il desiderio di un uomo di ritrovare sé stesso: la gente li vede come due opposti, ma in realtà hanno più in comune di quanto si possa pensare. Entrambi sono due vecchi soldati, ritrovatisi in un’epoca che non è la loro e nessuno può capire quanto a volte sia difficile adattarsi. Nonostante la scenata di Ercole al funerale, poi i Vendicatori hanno discusso alcuni giorni dopo e la verità è che nessuno sa cosa sia successo a Thor: forse il figlio di Zeus aveva ragione e loro hanno scelto di ignorarlo. E non devono andare così le cose, Ercole ha servito con orgoglio nei Vendicatori e di sicuro lo farà ancora in futuro: è venuto qui per scusarsi, ma dopo quello che ha ottenuto con queste sue nuove fatiche sono i Vendicatori che gli devono delle scuse.
Capitan America tende la mano verso il Principe della Forza, il quale la tende a sua volta dicendo che gli dispiace. Poi sferra un pugno all’eroe a stelle e strisce, mettendolo ko e sottraendogli il suo scudo. Improvvisamente Wolverine irrompe sulla scena e sferra un’artigliata ad Ercole, che si difende grazie allo scudo. Il figlio di Zeus è incredulo: Wolverine è stato ammesso nei Nuovi Vendicatori e lui no? Subito dopo arrivano anche Iron Man, l’Uomo Ragno e la Donna Ragno. Tony Stark protende le sue mani ed esorta Ercole a mettere a terra lo scudo, non c’è alcuna speranza per lui di fuggire da qui. Il Principe della Forza sorride e carica contro gli eroi utilizzando lo scudo di Steve Rogers come ariete: Iron Man e gli altri così vengono sbalzati via ed Ercole può andarsene. Tony Stark propone di inseguirlo, ma Cap lo invita a lasciar perdere: ha la sensazione che Ercole abbia bisogno di quello scudo più di quanto serva a lui ora, perciò per il momento gli daranno corda. E dunque il figlio di Zeus e la troupe televisiva si allontanano indisturbati.
Decima Fatica: Nell’antichità ad Ercole venne richiesto di rubare i buoi di Gerione, un tiranno con tre facce; oggi invece affronterà un tiranno col volto di metallo, il Dr. Destino. Il Principe della Forza dovrà sottrargli uno dei suoi doombot. L’eroe riesce nell’impresa e fugge insieme al cameraman alla cattura da parte di altri doombot. Una volta al sicuro, il robot viene posizionato dietro una griglia energetica: quando però comincia a parlare con la classica prosopopea con cui è noto Victor Von Doom, qualcuno comincia a dubitare che sia un semplice robot. Fatica completata.
Undicesima Fatica: Nell’antichità Ercole dovette raccogliere i pomi d’oro dal Giardino delle Esperidi, per la disperazione del suo guardiano, il drago Ladon. Oggi il figlio di Zeus dovrà recuperare un oggetto altrettanto raro, uno degli elivelivoli appartenenti allo SHIELD. Nick Fury viene svegliato da un agente, il quale gli mostra un filmato in cui Ercole si sta portando via un elivelivolo: lo stanno colpendo con tutto quello che hanno nel loro arsenale, ma lui si limita a scrollare le spalle e sorridere. Fury sbuffa: lo sapeva che prima o poi sarebbe stato coinvolto in questa stupidaggine delle nuove fatiche. Poi torna a dormire: che venga svegliato solo se accade qualcosa di veramente importante. Fatica completata.
Gordon Allsworth ricompare in video: si è quasi giunti all’epilogo, ma stavolta Euristeo vuole rivelare personalmente ad Ercole le condizioni dell’ultima fatica. L’ex re di Micene afferma che non immaginava che il Principe della Forza sarebbe arrivato fino a questo punto, ma non riuscirà mai a superare l’ultima prova. Originariamente dovette scendere all’Inferno e catturare Cerbero, il cane a tre teste. Adesso tornerà nuovamente in Ade, ma dovrà riportare da lì un fiore, che si trova tra i capelli della sua defunta moglie Megara. E lei glielo darà solo come gesto di perdono, per il fatto che il figlio di Zeus abbia ucciso lei ed i suoi figli. I cameramen rimangono scioccati: davvero Ercole ha sterminato la sua stessa famiglia? Il Principe della Forza rimane in silenzio.

CAPITOLO 5


I due cameramen hanno cercato in ogni bar, strip club e salone massaggi della zona, ma nessuna traccia di Ercole, forse non ha più il coraggio di mostrare la sua faccia dopo quello che è successo. Ad un tratto i due passano davanti al bar in cui il figlio di Zeus aveva affrontato per la prima volta Achelous: improvvisamente un uomo sfonda la vetrina, lanciato con forza dall’interno. I due capiscono di aver trovato l’oggetto della loro ricerca. Entrano così nel locale, che è stato praticamente fatto a pezzi, con le ballerine e gli avventori messi ko, mentre Ercole giace riverso sul bancone in forte stato di ubriachezza. Il Principe della Forza invita i due cameramen ad andarsene subito: non vuole la loro pietà e non è degno della loro compagnia. La barista ringrazia ironicamente i due per il loro intervento ritardato, tanto ormai Ercole si è già scolato la sua riserva di champagne contenuta nelle sue cinque botti. I due cameramen si avvicinano al figlio di Zeus: deve provare a capire le cose anche dal loro punto di vista, sono rimasti scioccati da quella rivelazione. Certo, i miti greci hanno a volte la stessa veridicità delle notizie del New York Post, ma non avrebbero mai immaginato che lui aveva ucciso la sua famiglia.
Ercole conferma che è tutto vero: quella era stata una notte ordinaria per lui, con tante donne, tante risse, tanto divertimento lascivo ed anche tanto alcol. Neanche rammenta come sia riuscito a tornare a casa, ricorda solo di aver ripreso i sensi dopo un lungo blackout e di essersi ritrovato di fronte a quella tragica scena, con le sue mani insanguinate e sua moglie ed i suoi figli morti. Il Principe della Forza si mette le mani nei capelli: non può rivederli, non ne ha il coraggio, questa ultima fatica non verrà portata a termine. In quel momento arriva Gordon Allsworth. Uno dei cameramen lo invita ad andarsene, poiché non è proprio il momento adatto, ma per tutta risposta il presentatore sbatte a terra la telecamera rompendola: non è qui per quello stupido show, è qui per sé stesso. Così si avvicina ad Ercole e gli mostra una lettera del Gruppo Olimpo, da lui ricevuta alcune settimane fa: è per questo che lo ha messo a così dura prova, non per avere un alto indice di ascolto. Non ha mai voluto che lui risultasse ridicolo davanti alle telecamera, voleva che avesse successo, voleva che ritornasse ad essere un eroe. Il suo eroe.
Quando il presentatore era un bambino e tutti i suoi coetanei leggevano i fumetti sui supereroi, lui leggeva delle imprese di Ercole: e quando ha avuto la possibilità di incontrare l’eroe della sua infanzia, ha ricevuto una brutta sorpresa nello scoprire che tipo di persona fosse davvero. Uno sbruffone ubriaco e in disgrazia, che dovrebbe essere oggetto di pietà più che di ammirazione, soprattutto adesso che si è scoperto che è un assassino. Ercole esorta Allsworth a moderare le parole, ma lui ribatte gettando via il boccale di birra che ha in mano:  deve smetterla di autocommiserarsi ed accettare le conseguenze delle sue azioni. Deve affrontare le sue vittime da uomo, guardare negli occhi sua moglie ed i suoi figli ed implorare il loro perdono. Perché se questo non avvenisse, non tornerà mai ad essere l’eroe di un tempo. Allsworth si allontana, ma Ercole gli intima di fermarsi: lo aveva conosciuto come un uomo piccolo, piagnucoloso e codardo, ma non aveva mai immaginato quale fuoco ardesse nelle sue vene, ci vuole davvero un gran coraggio per parlare in quel modo al figlio di Zeus. Quindi ora lui ha una fatica da portare a termine. Ercole esce dal locale, mentre i due cameramen si complimentano col presentatore per il suo atteggiamento impavido, ma lui sviene immediatamente.
Little Italy: Qui si trova l’accesso all’Ade e per ottenerlo bisogna avere l’assenso del suo oscuro signore. Così Ercole entra in una caffetteria, dove si trova in abiti borghesi Plutone. Il dio invita il figlio di Zeus a sedersi, accanto a lui ed ai suoi sgherri della malavita. Ercole gli chiede se ha il permesso di accedere in Ade. Plutone risponde che non potrebbe mai dirgli di no: dopotutto, nonostante ciò che la storia racconta, lui è sempre stato il suo nipote preferito. Tutto quello che vuole in cambio è che, ad un certo punto, lui gli chiederà un favore ed il Principe della Forza dovrà accontentarlo. Ercole accetta il patto e stringe la mano a Plutone, poi esce dal locale.
Ade: Ercole, Gordon Allsworth ed i due cameramen salgono a bordo dell’imbarcazione di Caronte. Una volta giunti sull’altra sponda del fiume, i quattro si ritrovano di fronte ad un grande cancello oltre il quale si trova il reame infernale. Uno degli operatori si guarda intorno sospettoso, ricordando che secondo la leggenda c’è il cane Cerbero a tre teste a guardia di questo cancello. Ercole conferma i suoi timori ed estrae la sua mazza, venendo subito dopo assalito da Cerbero. Il figlio di Zeus centra il guardiano infernale in pieno con la sua arma, poi con un pugno ed una testata lo mette ko. Poi il Principe della Forza ed i suoi compari entrano in Ade, venendo immediatamente circondati da un gruppetto di soldati spuntati come dal nulla da sottoterra, i quali puntano contro di loro le loro lance.
Ad un tratto i soldati si allargano per formare due schiere ai lati ed in mezzo a loro avanzano Megara ed i suoi due figli. Ercole si inginocchia al loro cospetto. La donna pensa alla reputazione di suo marito, che passa tra una bevuta ed una rissa senza dimostrare di avere alcuna preoccupazione. Poi però si domanda se lui veda le loro facce ogni volta che chiude i suoi occhi o se anche dopo tutti questi anni le loro morti perseguitino ancora i suoi momenti di veglia. Chissà cosa penserebbe il mondo se sapesse che ogni volta che Ercole compare in pubblico, lui indossa una maschera. Megara chiede al figlio di Zeus se lei, ed i suoi figli, abbiano il diritto di farsi queste domande. Ercole comincia a piangere. La donna ribatte allora che non c’è bisogno che lui risponda: è venuto qui per ottenere il loro perdono e loro glielo concedono. La sua fatica è completata. Ercole si rialza ed abbraccia la sua famiglia perduta. Poco dopo il gruppetto abbandona l’Ade, con i tre operatori della tv visibilmente commossi. Ma Ercole si volta verso di loro e dice che ciò che hanno sentito sono solo le teorie deviate di una donna in preda ad un forte stato emotivo. Poi per la rabbia distrugge una telecamera.
Grattacielo di Euristeo: Era riceve una chiamata telefonica da Plutone, il quale la informa che Ercole se n’è appena andato completando la sua impresa. La dea rimane delusa: non credeva che Megara fosse capace di perdonare, inoltre nemmeno lei sapeva che era stata proprio la moglie di Zeus a prendere il controllo di Ercole quella notte ed a fargli compiere quella strage. Poi Era chiude la comunicazione e si allontana. Euristeo le chiede cosa deve fare ora. La dea risponde che è tutto finito e lui ha perso. Euristeo la afferra per un braccio: cosa significa che ha perso? Lei stessa lo aveva rassicurato sul fatto che Megara non avrebbe mai perdonato Ercole. Era si libera dalla presa di Euristeo e lo afferra per la gola: farà meglio a non perdere ancora una volta la testa. Poi ode dei rumori in lontananza e capisce che è meglio andarsene, così svanisce in una nuvola di fumo.
Pochi secondi dopo Ercole irrompe nella sala, dicendo che è giunto il momento della resa dei conti. Euristeo spegne le luci, dando al figlio di Zeus un attimo di smarrimento: ne approfitta per colpirlo con una spada forgiata da Efesto nei fuochi del Monte Olimpo, capace persino di penetrare la sua pelle e ferirlo. Subito dopo Achelous afferra Ercole alla gola con la sua coda serpentina e stringe forte. In quel momento Gordon e i due operatori giungono sul posto e, per aiutare Ercole, illuminano la scena grazie alla luce della telecamera. Quando finalmente anche il Principe della Forza è in grado di vedere, nota di fronte a lui Achelous caricare a testa bassa con le sue corna ed Euristeo che sta per colpirlo alle spalle con la sua spada. Prontamente Ercole si sposta, facendo sì che Achelous centri in pieno petto l’ex re di Micene, mentre l’essere taurino viene trafitto dall’affilata arma. Euristeo viene sbalzato all’indietro contro una parete, sopra la quale sono appese due spade: per l’impatto, le armi cadono e si conficcano negli occhi di Euristeo, mozzandogli anche la testa.
Più tardi, nel locale dove tutto era iniziato, si ritrovano i Nuovi Vendicatori, Ka-ar e Shanna, l’Uomo Talpa e Nick Fury. Sul posto è presente anche Ty Stone, il quale si complimenta con Gordon Allsworth: gli ascolti dello show sono saliti alle stelle, anche se non è proprio quello che lui si aspettava. Subito dopo Capitan America si rivolge al magnate televisivo, chiedendo che i beni e gli animali sottratti nel corso del reality e che ora si trovano nei sotterranei dell’edificio di Euristeo vengano restituiti ai legittimi proprietari. Wolverine ci prova con la barista, ma lei ribatte che deve vedere un’altra persona: dopo aver appreso delle tragedie che ha vissuto Ercole ha provato compassione per lui ed alla fine, dopotutto, lui è Ercole. Tuttavia il figlio di Zeus è il grande assente di questo ritrovo e tutti si domandano dove possa essere.
Grecia, Partenone: Ercole è inginocchiato di fronte alle tombe dove ha sepolto i suoi cari. Estrae il fiore che le ha dato Megara, lo bacia e lo posa a terra. Poi si allontana in lacrime.

FINE