venerdì 20 agosto 2021

Netflix Original 5: Special Correspondents


Nel 2009 esce in Francia il film Envoyés Très Spéciaux, che narra di un finto rapimento ai danni di due giornalisti radiofonici in Iraq, che tuttavia il pubblico ritiene sia reale.
I diritti su questa pellicola per il mercato americano vengono acquisiti alcuni anni dopo da Netflix, che ne affida il progetto dell'adattamento a Ricky Gervais. Il risultato finale è Special Correspondents, pellicola non solo sceneggiata ma anche diretta da Gervais e distribuita su Netflix a partire dal 29 aprile 2016.
Il film parte dal modello francese, salvo seguire poi una strada propria: all'arrogante reporter radiofonico Frank Bonneville (Eric Bana) viene dato l'incarico di recarsi in Ecuador, per seguire da vicino una rivolta popolare contro il governo.
Bonneville decide di portare con sé il tecnico del suono Ian Finch (Gervais), impacciato e detestato dalla propria moglie, ma costui per una distrazione getta via i biglietti aerei e i passaporti di entrambi. Per non rischiare di perdere il lavoro e la faccia, i due concepiscono allora un piano azzardato: si rifugiano in un locale gestito da una coppia loro amica e da lì iniziano a trasmettere presunti reportage dall'Ecuador, inventandosi un finto leader della rivolta e persino un rapimento ai loro danni.
Superfluo dire che ben presto questo piano si ritorcerà loro contro.
Il cast di questo film è ottimo e variegato: oltre a Bana e Gervais, vi sono anche Vera Farmiga (nel ruolo della spietata moglie di Ian Finch), il bravo caratterista Kevin Pollak e un'attrice di nome Kelly MacDonald che in principio non mi ha detto nulla... rimanendo poi stupito dal suo curriculum (è pure la voce originale di Merida di Ribelle - The Brave).
Pur essendo chiaro il budget limitato di questa pellicola (molte scene in interni, location principale girata a Toronto), Gervais riesce sia a tirare fuori una buona sceneggiatura - condendola anche con un sano tocco di british humour - che una regia senza intoppi. Dopotutto aveva già esperienza in merito in entrambi i campi e in questo specifico caso è stato anche supportato in maniera efficace dal cast di attori a sua disposizione.
Se proprio si dovesse trovare un difetto, magari la storia - che parte da un presupposto un po' particolare ma comunque accettabile nell'ambito di una commedia - deborda poco dopo la metà del film divenendo troppo esagerata, in particolare per quanto riguarda il personaggio della moglie di Finch. Ma vi si può passare sopra senza troppi problemi.
L'intera pellicola risulta una divertita e al tempo stesso amara satira di quella che è la situazione dei notiziari nel panorama americano odierno (non solo americano, in effetti), dominato dalle fake news, da notizie date in pasto al pubblico senza un adeguato controllo di veridicità e dalla predominanza degli ascolti rispetto all'aderenza alla realtà dei fatti.
Un film dunque che strappa delle risate, che solo alla fine ti accorgi essere state a denti stretti. Dannazione al british humour!

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