giovedì 7 novembre 2019

A scuola di cinema: Venerdì 13 (1980)

1971: Esce nei cinema italiani il film Reazione a Catena, diretto da Mario Bava, incentrato su una serie di omicidi violenti e crudeli. La pellicola ottiene buoni riscontri nel nostro paese, a differenza di altri film del regista romano, e viene importata negli Stati Uniti, dove viene intitolata Twitch of the Death Nerve, divenendo oggetto di culto per futuri registi quali Tim Burton o Quentin Tarantino
Il film viene preso a modello da altri registi americani dell'epoca e diviene l'antesignano di un nuovo genere, lo slasher movie.
1978: Esce Halloween di John Carpenter, pellicola grazie alla quale lo slasher movie inizia a mostrare delle potenzialità, arrivando a guadagnare 70 milioni di dollari a fronte di un budget iniziale di poco più di 300.000 dollari.
Gli studios cinematografici iniziano dunque a guardarsi intorno, per capitalizzare su questo genere dai bassi costi e grandi incassi. Una cosa che non sfugge all'attenzione del produttore Sean Sexton Cunningham, responsabile della creazione di una delle più celebri saghe horror di sempre.


Sean Cunningham inizia la sua carriera cinematografica nei primi anni settanta del ventesimo secolo, producendo e dirigendo alcuni film softcore. Nel 1972 collabora con Wes Craven, producendo il film L'Ultima Casa a Sinistra, la sua prima incursione nel genere horror.
Cunningham produce in seguito un paio di commedie, entrambe sceneggiate da un giovane scrittore di nome Victor Miller, ma queste non incontrano il successo sperato.
Cunningham allora, nel 1979, decide di tornare al genere horror, l’unico che fino a quel momento gli abbia dato delle soddisfazioni e che - poiché tutti affrontano certi problemi - gli può consentire di pagare le bollette. Ma visto che Wes Craven si è ormai trasferito sulla Costa Est degli Stati Uniti, decide di portare avanti un nuovo progetto da solo, sia come regista che come produttore, col sempre prezioso aiuto di Victor Miller come sceneggiatore.
Quest'ultimo, nel concepire un nuovo slasher movie che sia d'impatto, si ispira in maniera dichiarata a Halloween, con Cunningham che lo esorta a spingere ancora di più sull'acceleratore, a creare qualcosa che riesca sia a scioccare che a divertire il pubblico.
I due decidono di ambientare il tutto in un campeggio estivo, poiché è una location facile da trovare e Miller ricorda ancora le storie d'orrore che gli raccontava suo fratello, il quale le aveva sentite appunto durante le vacanze estive.
Il primo titolo concepito è A Long Night at Camp Blood, ma Cunningham pensa sia poco incisivo. Ricorda allora un titolo che gli era venuto in mente durante la produzione di una delle sue commedie, Friday The 13th.
Convinto della bontà di questo progetto, e per evitare che altri si approprino dell'idea, Cunningham – con la stesura della sceneggiatura ancora da completare – commissiona a un'agenzia la creazione di un apposito logo e lo fa comparire sulla rivista Variety, tramite uno spazio pubblicitario pubblicato il 4 luglio 1979.
Il tutto attira l'attenzione della Georgetown Productions, la quale si dichiara pronta a investire nel progetto un budget di circa 550.000 dollari. Trovati i finanziamenti, Cunningham aiuta Victor Miller a completare la sceneggiatura, la cui prima bozza viene scritta in poco più di due settimane, ma che diviene oggetto poi di almeno tre revisioni.
All'inizio il nome del ragazzo annegato, la cui morte darà vita alla prima serie di delitti, è Josh Voorhees - un cognome di una ragazza con cui Victor Miller usciva durante il periodo scolastico - ma lo sceneggiatore non ne rimane convinto e lo ribattezza dunque Jason. Inoltre la storia non termina con l'allucinazione dell'ultima ragazza sopravvissuta, che viene trascinata da Jason in fondo al lago.
Cunningham si rivolge a un'agenzia di New York, TNI Casting, specializzata nel campo teatrale, perché cerchi gli otto giovani interpreti della pellicola: la sua richiesta è che non debbano necessariamente essere dei bei ragazzi, ma che risultino comunque credibili nel loro ruolo di componenti dello staff del campeggio, Crystal Lake.
Dell'incarico si occupano Julie Hughes e Barry Moss, i quali iniziano a pescare a piene mani dal mondo delle soap opera. Da qui proviene anche l'interprete più noto del giovane cast, Kevin Bacon, seppur ancora alle prime armi e alla ricerca di un ruolo che possa lanciare la sua carriera di attore dopo la sua apparizione un anno prima in Animal House.
Per il ruolo della madre di Jason, Mrs. Voorhees, viene contattata in prima battuta Estelle Parsons, ma costei rifiuta, dietro consiglio del suo agente che ritiene il film troppo violento. La sceneggiatura viene perciò inviata a Betsy Palmer, una diva della televisione americana che non compare tuttavia sul grande schermo dal 1959.
Betsy Palmer giudica il copione orribile e lo getta nella spazzatura, ma poi ci ripensa, visto che ha bisogno subito di soldi per comprarsi un'auto nuova e la paga proposta, mille dollari al giorno, è proprio quella che fa al caso suo. Si convince inoltre che questo film sarà presto dimenticato dal pubblico e così accetta la parte.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 4 settembre 1979. Vengono effettuate in New Jersey, presso le città di Blairstown e Hope, sfruttando un locale campo boyscout, Campo NoBeBoSco - ovvero Crystal Lake - durante un periodo di pausa autunnale. Location ottimale, poiché molte delle strutture sono già presenti e non occorre molta manodopera. L'autorizzazione a girare le riprese viene garantita solo dopo che è stata fatta una donazione all'associazione dei boyscout statunitensi.
Cunningham sente che manca qualcosa, un colpo di scena finale. Il truccatore e responsabile degli effetti speciali del film, Tom Savini, suggerisce allora di far comparire Jason Voorhees all'improvviso dal lago, ispirandosi all'epilogo di Carrie di Brian De Palma. Nonostante lo scarso entusiasmo al riguardo di Victor Miller, secondo cui Jason è una vittima e non un carnefice, l'idea viene accettata.
Venendo tale idea dal responsabile del reparto trucco, si decide di rendere Jason affetto da una malattia al volto, tale da farlo risultare dunque sfigurato. Il primo Jason Voorhees cinematografico è Ari Lehman, che aveva preso parte a una precedente commedia prodotta da Sean Cunningham, Manny's Orphans, e che si propone personalmente per questo ruolo.
Le riprese si concludono il 3 ottobre 1979.
Il compositore Harry Manfredini si occupa della colonna sonora. Prendendo spunto da una frase pronunciata da Betsy Palmer, "Kill her, mommy", ne storpia in un microfono la pronuncia in Ki Ma, facendo sì che queste due sillabe risuonino come un'eco tramite un apposito macchinario. Effettua il tutto da solo, visto che il budget a disposizione non gli permette di avere un coro.
Quando Frank Mancuso Sr., produttore alla Paramount, nota il film capisce subito che può essere un grande successo e fa di tutto perché la casa di produzione ne acquisisca i diritti di distribuzione, vincendo infine la concorrenza della United Artists e della Warner Bros., anche se quest'ultima se ne assicura la distribuzione sui mercati internazionali.
Venerdì 13 (Friday The 13th) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 9 maggio 1980. A fronte di un budget di 550.000 dollari, il film arriva infine a incassare a livello internazionale quasi 60 milioni di dollari.
È un grande e perlopiù insperato successo che dà vita a un nuovo, redditizio franchise cinematografico... ma questa è un'altra storia.

1 commento:

  1. Altro che presto dimenticato, è stato l'inizio di un vero e proprio genere, pur con padre tutto italiano^^

    Moz-

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