domenica 5 luglio 2026

Italians do it better? 77: Agata Christian - Delitto sulle Nevi (2026)


Vi ricordate quando, poco più di cinquant'anni fa, il cinema italiano reinterpretava e reimmaginava il genere thriller/mystery, aggiungendovi atmosfere surreali e ambientazioni italiane che ben si conformavano alle esigenze di trama?
Ecco, diciamo che è passato ormai un po' di tempo e questa reinterpretazione è leggermente cambiata, adattandosi anche a un genere che cinquant'anni fa ancora non esisteva, come accade in Agata Christian: Delitto sulle Nevi, diretto da Eros Puglielli, scritto da Eros Puglielli, Mariano Di Nardo, Federico Fava e Antonio Manca e distribuito nei cinema nel febbraio 2026.
Agata Christian o meglio Christian Agata (Christian De Sica) è un celebre detective, seppur misantropo, rinomato per le sue apparizioni mediatiche e la capacità di risolvere i casi più complicati.
L'imprenditore Walter Gulmar (Maccio Capatonda) gli propone di divenire il testimonial della nuova edizione di un celebre gioco da tavolo, Crime Castle, con spot da registrare in una elegante villa in Val D'Aosta.
Ma la tragedia colpisce quando il capofamiglia Carlo Gulmar (Giorgio Colangeli) viene ucciso. Rimasti isolati a causa di una valanga, i presenti si interrogano su chi possa essere l'assassino.
Ci penserà Christian Agata a risolvere il mistero, assistito per sua sfortuna dal brigadiere Vanni Cuozzo (Pasquale "Lillo" Petrolo).
Non sfugge a nessuno, nemmeno allo spettatore più disattento, che Agata Christian sia una versione molto italiana di Benoit Blanc della serie Knives Out, che a sua volta è una reinterpretazione moderna degli investigatori della narrativa gialla classica. Ma al tempo stesso le somiglianze con questa saga si fermano qui.
Perché quelle che sono le atmosfere comiche e l'ambientazione della pellicola si rifanno in particolar modo a Signori, il Delitto è Servito e - in misura minore - Invito a Cena con Delitto. Solo che, invece che ricatturare il british humour, ci si è rivolti a una tipologia di battute e di comicità più in sintonia con il pubblico italiano, in special modo quello nostalgico dei cinepanettoni, ma con richiami anche a Gigi Proietti e Franco e Ciccio.
A questo si aggiunge Lillo che cerca di rifare l'Ispettore Clouseau, obiettivo di sicuro ambizioso. Sì, c'è la lunga ombra di Peter Sellers un po' dappertutto.
Di sicuro esigenze di produzione, ma al tempo stesso un piccolo rammarico, poiché si è cercato di sviluppare una trama coerente e la regia non è piatta, come in altre commedie italiane dove quello che conta è la scenetta o la battuta del momento.
Tuttavia questo viene in parte vanificato da battute ormai scontate e risapute e da personaggi che non cercano minimamente di non risultare dei caratteri (elemento presente anche in Knives Out, ma meglio gestito). Anche quei pochi elementi drammatici di Christian Agata vengono in parte vanificati da questo dettaglio, il nome stesso la dice già lunga.
Insomma, le Vacanze di Natale continuano a far sentire la loro influenza, anche a distanza di più di quarant'anni, ed è un passato da cui a quanto sembra è difficile separarsi.

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