domenica 5 giugno 2016

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 48

11/1983
RINUNCIA (RENUNCIATION! OR WHAT HAPPENS WHEN A SPACEKNIGHT'S HAD ENOUGH!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Ian Akin/Brian Garvey (chine)-Ben Sean (colori)-Ralph Macchio/Jim Shooter (supervisione)

ONU: Territorio di incontro neutrale per molte nazioni della Terra, ma che stasera ospiterà un meeting di origine decisamente inumana. È ormai calata la notte e i vari corpi diplomatici sono già usciti dall'edificio, il quale rimane sotto la sorveglianza di guardie pronte ad avvertire la presenza di qualsiasi tipo di pericolo e ad affrontarlo. Ma nessuna di loro è preparata contro qualcosa di sovrannaturale. Improvvisamente, nella sala dell'Assemblea deserta, si aprono due portali: dal primo escono gli Spettri Neri di sesso maschile (dalla pelle bianco-dorata), accompagnati da potenti e temibili robot; dal secondo invece gli Spettri Neri di sesso femminile (dalla pigmentazione rossa e la lingua biforcuta), accompagnati da alcuni Segugi della Nebulosa Oscura. L'uso da parte loro della scienza più avanzata o delle arti arcane impedisce che vengano rilevati da un qualche sistema di sicurezza o che le guardie percepiscano la loro presenza. Dopo i saluti di rito, le due specie si scambiano vicendevoli accuse: né la loro scienza né la loro magia hanno permesso finora la conquista di questo pianeta. E secondo le femmine, la colpa principale è da attribuire ai loro fratelli e a una loro infausta decisione di due secoli prima.
Wraithworld, 200 anni fa: Fino a quel momento gli Spettri Neri si erano accontentati del loro pianeta e concepivano le loro malvagità sotto il suo cielo color cenere. Ma un giorno la Regina convocò presso il suo palazzo le sue sorelle streghe: lì erano presenti anche i fratelli dalla pelle bianco-dorata dediti alla scienza, i quali avevano appena ideato un piano per conquistare la confinante Galassia Dorata, utilizzando astronavi e armi di loro creazione. Le sorelle streghe non si dichiararono entusiaste e allora i maschi chiesero loro cosa avevano ottenuto finora rimanendo bloccati su Wraithworld. C'erano altre razze oltre la Nebulosa Oscura, altri mondi pronti alla conquista, mondi di luce in attesa di precipitare nell'oscurità. La magia finora aveva limitato la loro razza, la scienza poteva liberarli da questa anomala prigionia, poteva spargere altrove la loro malvagità. La Regina si dichiarò a favore del piano dei suoi fratelli e diede inizio all'invasione della Galassia Dorata.
Oggi: Le streghe hanno da tempo rimpianto questa decisione, sin da quando i loro iniziali timori trovarono conferma nella sconfitta subita per mano dei Cavalieri Spaziali di Galador. Ma non finì qui: i cyborg si spinsero fino a Wraithworld, che venne devastato e reso deserto. E ora gli Spettri Neri sono una razza di fuggitivi. E per le streghe la colpa è solo dei loro fratelli e della loro dannata scienza: perciò questa notte si libereranno di entrambi. I Segugi infernali si lanciano contro i robot, distruggendoli, mentre le streghe si trasformano in Deathwings e in pochi secondi uccidono i loro fratelli, di cui alla fine non rimane che un mucchio di cenere fumante. Stanotte la scienza è morta e non verrà più usata: d'ora in avanti sarà la magia a decidere il destino degli Spettri Neri sulla Terra. Poi le streghe scompaiono alla vista, insieme a qualsiasi traccia del loro massacro.
San Francisco: Rom continua a solcare i cieli, non prestando ascolto alle sue spalle alle invocazioni di Starshine, la quale non riesce a raggiungerlo. I retrorazzi del cyborg gli permettono di distanziare senza problemi la sua compagna e allora Brandy diventa luce vivente e si materializza davanti al Cavaliere Spaziale, che si ferma. Ora deve ascoltarla. Starshine chiede al suo amato come mai si sia chiuso in sé stesso sin da quando hanno abbandonato la Russia, perché non le rivolga più la parola. Rom risponde che per lui tutto è sbagliato: lui, che adora l'umanità sopra ogni cosa, è quasi impazzito per preservarla dal male. E la donna che amava proprio per la sua umanità, Brandy Clark, vi ha rinunciato per divenire come lui. Starshine ribatte che lo ha fatto proprio per stare accanto a lui, perché lo ama. Rom allora la prende per mano ed insieme scendono, perché Brandy possa vedere tutto ciò a cui ha rinunciato adottando l'armatura di un Cavaliere Spaziale: è una calda sera d'estate e nei parchi pubblici i bambini giocano, gli anziani discutono e giocano a scacchi e gli amanti si abbracciano e si baciano. Rom fa assaporare a Starshine la loro gioia, le fa udire le loro risate: non le manca tutto questo? Non vorrebbe farne di nuovo parte? Brandy risponde di sì, ma preferisce stare accanto a Rom. Il cyborg fatica a contenere la sua disperazione: Brandy ha abbandonato solo di recente la sua umanità, non riesce ancora a concepire la freddezza, la solitudine, l'inumanità di essere un cyborg. Una sofferenza che lui sta patendo da ormai 200 anni, una tortura continua. Per non dover più vedere tutte queste manifestazioni di umanità, Rom sfreccia verso il cielo a gran velocità, prontamente seguito da Starshine.
Ben presto sono nello spazio, dove Brandy può ammirare il suo pianeta come mai prima d'ora. Un mondo prezioso e meraviglioso, come Galador, per cui vale la pena combattere. Rom però vuole qualcos'altro: fuggire insieme a Starshine, trovare un altro mondo meraviglioso non infestato dagli Spettri Neri, magari cercare un modo per tornare a essere umani e assaporare finalmente la gioia e l'amore. Brandy inorridisce: questo significherebbe lasciare la Terra nelle mani degli alieni mutaforma. Ma è stato proprio Rom a farle capire cosa siano il coraggio ed il sacrificio, dare tutto quello che si ha per salvare un mondo, non può dimenticare quella lezione. E comunque per quanto tempo quel nuovo mondo rimarrebbe al sicuro, prima di venir invaso dagli Spettri Neri? Rom può rinunciare alla battaglia, se lo desidera, ma lei contrasterà gli alieni mutaforma con tutto il suo potere. E detto questo Starshine scompare: Rom usa l'Analizzatore di Energia per capire dove sia andata e scopre che è ritornata a San Francisco. Decide dunque di seguirla, più che altro per non rimanere solo. Ma se il cyborg fosse rimasto nello spazio altri pochi istanti avrebbe potuto rilevare una nave che usciva dall'iperspazio, una nave al cui interno vi era una razza di alieni che il Cavaliere Spaziale avrebbe potuto riconoscere e che ora si dirige verso la Terra.
Porto di San Francisco: Una donna tenta di sfuggire a una banda di bulli che vuole divertirsi con lei. Le sue urla sono vane e servono solo a far chiudere le finestre a chi abita nelle vicinanze e non vuole essere coinvolto in questa faccenda. A un tratto, a causa dei tacchi alti che porta, la donna inciampa e i bulli le sono subito addosso. Improvvisamente però c'è una intensa luce dorata e Starshine compare sulla scena: i suoi raggi dorati colpiscono i criminali e li accecano temporaneamente. Nonostante questo, costoro estraggono le loro pistole e pur sparando a casaccio qualche proiettile centra l'armatura dell'eroina, non intaccandola minimamente. Ancora una volta Brandy fa fuoriuscire dai suoi occhi i raggi dorati, stavolta per fondere le armi dei criminali, che vengono poi facilmente messi al tappeto. In quel momento compare Rom che, non riuscendo a concepire una simile malvagità da parte degli esseri umani, esamina i bulli con l'Analizzatore di Energia: ma non sono affatto alieni.
Dunque è per costoro, per questi animali, che Brandy Clark ha sacrificato la propria umanità? Non è stato forse un prezzo troppo alto? Ne è valsa davvero la pena? In quel momento tuttavia la donna che stava per essere aggredita implora Rom di lasciar andare via i bulli, non vale la pena ucciderli. Una volta che costoro se ne sono andati Starshine afferma che non ha mai dubitato che quei tizi fossero umani, gli Spettri Neri non sono l'unica razza capace di atti malvagi. Ma lei accetta la Terra con tutte le sue impurità, vuole combattere per essa e non intende rinunciare al suo pianeta solo perché non è un mondo perfetto e idealizzato come Galador.
Rom china la testa: Galador perfetto? Forse l'ha descritto come tale, ma anche il suo mondo aveva le sue debolezze, le sue crudeltà, come qualunque altro pianeta. Solo che l'affetto per il suo mondo natale ha generato nella sua mente un ritratto che alla luce dei fatti era solo una bugia. Starshine afferra le spalle di Rom: tutti vogliono un mondo migliore, tutti vogliono vivere in pace, però è altrettanto chiaro che non esistono le utopie. Ci sono solo mondi imperfetti e gente imperfetta che li abita e che comunque ha il diritto di esistere. Lei intende combattere per il suo pianeta, Rom le starà accanto? Il cyborg esita solo un istante prima di rispondere di sì. Poi i due Cavalieri Spaziali si librano in volo, illuminando la notte: due stelle che divengono una sola.

FINE

mercoledì 30 settembre 2015

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 47

10/1983
I GIOCATTOLI DI UN UOMO SONO IL TERRORE DI UN ALTRO (ONE MAN'S TOYS ARE ANOTHER MAN'S TERROR!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Ian Akin/Brian Garvey (chine)-Ben Sean (colori)-Ralph Macchio/Jim Shooter (supervisione)-Bill Sienkiewicz (cover)

Una mostruosa, sbavante creatura dalla pigmentazione rossa si aggira per i boschi di Clairton: per come la sua razza misura il tempo, è un giovane, un adolescente. E ora è in caccia: se avrà successo, stanotte entrerà nell'età adulta, avrà superato il suo rito di passaggio. Ben presto la creatura individua le sue prede: una coppia di fidanzatini rimasti bloccati in mezzo a una strada deserta e con la macchina in panne. Mentre lui prova a riparare il motore, lei inizia ad avvertire un terribile odore, come di rifiuti tossici. Poi da una spessa coltre di nebbia vede emergere la creatura: la ragazza viene immediatamente colta dal panico, che la paralizza sul posto, mentre l'enorme mostruosità le si avvicina e fa uscire la sua lingua biforcuta. Il ragazzo va in suo soccorso e si lancia contro la creatura, ma questa lo afferra con una mano, poi fa penetrare la sua lingua nel cranio del giovane e inizia a cibarsi del suo cervello. La carne del ragazzo si decompone rapidamente, mentre la sua fidanzata è ancora paralizzata dal terrore e trattiene a stento un conato di vomito. E il panico raggiunge il suo massimo livello quando la creatura inizia a parlare con la voce del ragazzo defunto e assume il suo aspetto. Finalmente la giovane si riprende e scappa, ma viene subito bloccata da una seconda creatura, che con la sua lingua accarezza la faccia di lei, ne assapora le lacrime. Poi la fa calare dentro la fronte della ragazza, la quale prova dolore solo per un istante prima che le sue memorie vengano assimilate e la sua vita divorata. La caccia è terminata, il rituale è concluso: assumendo le loro prime forme umane, questi due Spettri Neri hanno raggiunto la maturità.
Mar della Cina orientale: Rom e Starshine solcano queste acque tenendosi per mano. Sembrano felici, innamorati, ma improvvisamente Rom si allontana affermando che tutto ciò è sbagliato: il loro è un amore innaturale, inumano, si stanno solo ingannando l'uno con l'altra. La verità è che sono solo delle macchine, cyborg con circuiti al posto del cuore, che non possono provare alcuna sensazione umana, solo simularla. Starshine non condivide l'amarezza di Rom: l'essere Cavalieri Spaziali non li ha resi meno umani, quello che prova per lui non sono di certo impulsi di energia dettati da circuiti robotici. Sono inumani solo se scelgono di esserlo. Secondo Rom, Brandy si sta illudendo poiché la sua umanità è stata fusa misticamente con l'armatura di Starshine e un giorno, con un altro rito magico, potrebbe tornare al suo stato umano. La stessa cosa non può dirsi per lui. La sua anima in tormento, Rom si allontana da Starshine, che prontamente lo insegue: poco dopo i due sorvolano una strana isola, circondata da alti picchi rocciosi che vanno a formare una sorta di corona. Sull'isola si può notare una combinazione di volte futuristiche, piramidi egizie e strutture fiabesche: incantevole e sinistra allo stesso tempo. La flora dell'isola si esprime in migliaia di forme esotiche che, più che opera della natura, paiono riconducibili a mano umana. Rom però è così perso nella sua autocommiserazione da non notare nulla di tutto ciò.
Nella sua fortezza, Brynocki nota l'arrivo dei due Cavalieri Spaziali e non riesce a tollerare che la sua proprietà sia stata violata da questi trasgressori. Dunque si rivolge al suo capo Mordillo, ormai ridotto ad uno scheletro, chiedendogli un consiglio: il silenzio del suo boss delude Brynocki, il quale lo imputa al fatto che Mordillo non gli abbia perdonato di non essere riuscito a uccidere tempo fa Shang-Chi e Leiko Wu (V. Shang-Chi Corno 18) e che anche per questo in seguito Mordillo sia rimasto calcificato (Master of Kung-Fu 119). Però non si può permettere che questi trasgressori si aggirino indisturbati per la loro isola, dunque con le armi in mano Brynocki si prepara ad affrontarli.
Ignari di essere osservati, Rom e Starshine continuano a sorvolare il bizzarro paesaggio. Improvvisamente, da una struttura a forma di teschio umano, esce uno sciame di libellule meccaniche alla cui guida c'è Brynocki, che ha messo lo scheletro di Mordillo nel sedile del copilota. L'aspetto di questi automi può apparire comico, ma sono comunque letali. Starshine ne è consapevole e avverte Rom del pericolo: il cyborg si volta, ma non può evitare di essere colpito dai devastanti raggi laser emessi dalle libellule. I suoi circuiti si spengono temporaneamente per proteggerlo dal dolore, dunque il Cavaliere Spaziale è costretto a un brusco atterraggio e perde i sensi. Irata per quanto accaduto, Starshine si lancia contro le libellule meccaniche e, grazie alla sua velocità e al suo raggio dorato, le distrugge tutte, poi va alla ricerca di Rom. Brynocki si mette in salvo paracadutando sé stesso e lo scheletro di Mordillo e si prepara ad un nuovo assalto, stavolta dalla terraferma.
Intanto Rom riprende i sensi e fa appena in tempo a rimettersi in piedi che da un edificio a forma di scarpa escono dei soldati giocattolo. Le insolite armi colpiscono coi loro raggi Rom al petto, che reagisce staccando tutte le loro teste rendendoli così inutilizzabili. Poco lontano da lì, Brynocki sta avanzando nella fitta boscaglia portandosi dietro lo scheletro di Mordillo: il suo peso tuttavia è eccessivo e, per avere più libertà di manovra, il robot lo posa sul terreno promettendogli di tornare una volta che i trasgressori saranno stati allontanati. Dunque Brynocki si allontana, non immaginando di aver adagiato lo scheletro su un terreno instabile, da cui poco dopo fuoriesce dell'acqua.
Nel frattempo Starshine, che non è riuscita a trovare Rom, si dirige verso il castello situato al centro dell'isola. Come atterra nel cortile, Brynocki prova a colpirla dall'alto con una scultura di Humpty Dumpty, ma colei che un tempo era Brandy Clark viene tratta in salvo da Rom. I due Cavalieri Spaziali poi notano il loro assalitore e cominciano ad inseguirlo: per rallentarli Brynocki attiva un pagliaccio, con in mano un'arma in grado di sparare letali raggi laser. Rom tuttavia lo distrugge col Neutralizzatore, poi insegue Brynocki fino in cima al castello: l'automa tenta un'ultima difesa con dei colpi di fucile, ma anche questi vengono facilmente evitati. Il cyborg riesce dunque finalmente a bloccare Brynocki e gli intima di motivare le ragioni del suo attacco. L'automa spiega che un tempo qui era tutto pacifico e meraviglioso, c'erano solo lui, Mordillo e i giocattoli: poi sono arrivati Shang-Chi e i suoi amici e improvvisamente il divertimento era finito, l'atmosfera paradisiaca dell'isola era stata infranta e Mordillo alla fine ne ha pagato il prezzo più caro. Rom però non crede alle parole di Brynocki: ha incontrato Shang-Chi ed è certo che il maestro del kung-fu non avrebbe mai attaccato quest'isola senza una buona ragione. No, qui all'opera c'è solo follia, concepita da mente umana e ora portata avanti da una creatura meccanica: dunque il Cavaliere Spaziale si alza in volo per mettere quanta più distanza possibile tra lui e questa assurda isola. Starshine lo insegue prontamente, cercando di richiamare la sua attenzione.
Soddisfatto, Brynocki va alla ricerca di Mordillo, ma per quanto cerchi non riesce a trovarlo: per la prima volta in vita sua l'automa prova paura, non è mai stato solo prima d'ora e senza il suo capo è praticamente un orfano. Forse non avrebbe dovuto cacciare quei due visitatori. Dietro di lui l'acqua ha completamente sommerso lo scheletro di Mordillo.

FINE

domenica 20 settembre 2015

Non sapevo di essere incinta superhero style (IV)


Negli ultimi tre articoli abbiamo parlato di trame contorte e mal gestite le quali avevano un comune denominatore: la gravidanza di una supereroina. Un tema in generale, quello della nascita e della crescita di un bambino, poco utilizzato nei fumetti supereroistici poiché vi è la convinzione che la presenza di un bambino invecchi troppo un supereroe, la cui lettura delle storie deve rivolgersi in maniera prevalente a un pubblico di adolescenti. Tanto che, quando un supereroe ha un figlio, nella maggior parte dei casi questo sarà soggetto a una innaturale crescita che lo porterà a divenire in breve tempo un adulto, di modo da bypassare così l'ostacolo del tempo che passa e che nei fumetti è dilatato oltre misura.
E quando alla fine questo tema viene trattato, i risultati sono nella maggioranza dei casi non eccelsi (oltre alle gravidanze di Power Girl, Scarlet e Miss Marvel possiamo citare Sins Past, storyline che faceva riferimento anch'essa a una gravidanza indesiderata, quella dei figli di Gwen Stacy e Norman Osborn). Come mai accade questo? Fermo restando che la verità è appannaggio di nessuno, tantomeno di uno come me, ho identificato due motivazioni:
1) Le trame sono scritte da uomini. Sì, può apparire banale, però ci sono sensazioni, emozioni, gioie e dolori associati a una gravidanza che solo una donna può davvero capire e descrivere in maniera efficace. Un uomo può al più intuirle, ma non comprenderle del tutto. E così quando si tratta di dover descrivere questa cosa e farlo nei "limiti" di un fumetto mainstream (perché narrativamente non si può far finta che il personaggio coinvolto non provi qualcosa) si ricorre a convenzioni che alla lunga risultano stantie e prevedibili, tra cui l'inevitabile momento di artefatta disperazione dell'eroina di turno quando scopre di essere rimasta incinta.
2) Le esigenze di spettacolarizzazione. Va da sé che se si mostrasse per molti albi una gravidanza che procede senza problemi e si conclude senza troppi patemi d'animo, con un bambino che poi cresce felice in famiglia, un lettore rimarrebbe deluso. Ecco dunque allora il dover per forza gettare il carico da novanta sul tutto (la gravidanza è innaturale, c'è stata l'immacolata concezione, il padre è così innominabile che non se ne deve parlare, il bambino una volta nato diventa adulto in pochi giorni, il bambino è perseguitato da forze maligne perché in possesso di un potere oltre ogni immaginazione... e via discorrendo). Giuste e inevitabili convenzioni della narrativa supereroistica e fumettistica in generale, ma che se sfruttate più volte alla fine rischiano di risultare ripetitive o, peggio, banali e fini a sé stesse.
Penso che, alla fine, tutto questo sia un cortocircuito: è un argomento di cui non si vuol parlare troppo, e quando se ne parla ci si limita a intraprendere quelle che si ritengono strade consolidate e senza rischi, le quali però rendono l'argomento qualcosa di imbarazzante (affrontare una gravidanza non è esattamente come affrontare un supercriminale, se posso dirlo).
Permettetemi comunque di citare infine una piacevole eccezione: Fantastic Four Annual 6, del 1968. Una storia scritta da due uomini, che parla di una gravidanza problematica e per cui gli eroi devono lottare contro il tempo, ma che come descrizione dei personaggi e gestione della trama non risulta affatto banale, anche se vista con gli occhi disincantati di oggi. E sì, c'è il lieto fine, il miglior lieto fine che si possa concepire. A dimostrazione che a volte, se si presta più attenzione ai personaggi e non a spettacolarizzare a tutti i costi la trama, può anche venirne fuori qualcosa di buono, pensa un po'. Poi Franklin Richards ha smesso di crescere... e lì sono iniziati i problemi.

martedì 15 settembre 2015

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 46

09/1983
BESTIARIO (BESTIARY!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Ian Akin/Brian Garvey (chine)-Ben Sean (colori)-Ralph Macchio/Jim Shooter (supervisione)-Bill Sienkiewicz (cover)

I Segugi della Nebulosa Oscura, incitati e frustati da guidatori di slitte dall'aspetto umano ma che in realtà sono Spettri Neri, ululando si avvicinano ai Cavalieri Spaziali ed ai Supersoldati Sovietici. Rom e Starshine si lanciano senza indugio contro di loro: il Neutralizzatore esilia subito nel Limbo una delle bestie, seguito a ruota dal raggio dorato di Starshine, che concede alle creature lo stesso, amaro destino. Rom rimane colpito per come Brandy, in poco tempo, abbia imparato a padroneggiare i poteri della sua compagna defunta: abbassa così la guardia e permette a tre Segugi di accerchiarlo e intaccare la sua armatura e i suoi neurocircuiti.
Stella Nera e Vanguard non sono ancora intervenuti, sconvolti da quanto stanno vedendo e confusi per via degli ultimi eventi. A sbloccarli ci pensa Ursa Major che, pur ferito, riassume la sua forma di orso e si lancia contro una slitta: si libera dei cani resistendo ai loro morsi e attacca il guidatore, nel cui petto affonda le sue mani artigliate. Laynia e Nikolai rimangono esterrefatti quando vedono il corpo del guidatore mutare, trasformarsi in una creatura inumana, riassumendo la sua vera forma aliena per poi diventare cenere che viene dispersa dal vento. Ancora una volta agli eroi sono state offerte solo delle menzogne e, dal momento che questi alieni sono dei mutaforma, potrebbero essersi già infiltrati ai più alti livelli del potere. Stella Nera e Vanguard abbandonano dunque ogni indugio e attaccano coi loro poteri i Segugi della Nebulosa Oscura, volgendo in pochi secondi le sorti di una battaglia che appariva disperata.
Grazie a ciò Rom si rinfranca e si libera dei suoi assalitori, esiliandoli tutti nel Limbo. Starshine invece non ha esitato un secondo: il brivido della lotta la eccita e non prova alcuna pietà per i suoi nemici. I Supersoldati Sovietici si uniscono a loro: la Forza Oscura di Stella Nera impedisce che i cani si trasformino in Segugi; Vanguard lancia le sue armi dalla forma di falce e martello, abbattendo i cani infernali; Ursa Major scatena tutta la sua ferocia contro le creazioni degli Spettri Neri, macchiando di rosso sangue il paesaggio innevato di questa regione. In breve si è formata un'alleanza tra i Cavalieri Spaziali ed i Supersoldati, per cacciare gli alieni mutaforma dalle steppe sovietiche. In pochi minuti dei cani rimangono solo le carcasse e restano solo i guidatori delle slitte: Rom li esamina con l'Analizzatore di Energia, scoprendo quello che già ha intuito, che sono Spettri Neri. I quali vengono tutti spediti nel Limbo. La vista di questa oscura dimensione gela il cuore di Starshine, che viene consolata da Rom, anche se nessuna parola può alleviare l'orrore.
Stella Nera poi indica la base aliena: devono scoprire quale male si annida nel cuore della loro patria. Ursa Major racconta che, quando ha seguito Gremlin nella fortezza, si è imbattuto in una caverna ricoperta di ghiaccio avvolta da nebbie di vapore fumante. Delle macchine pompavano quel vapore e degli uomini, ammanettati e frustrati come bestie, lavoravano su quelle macchine. E al centro di tutto campeggiava un immenso, infernale pozzo, ma cosa vi fosse al suo interno l'eroe russo non sa dirlo poiché è stato scoperto e allontanato dal complesso dai segugi infernali. Mentre Ursa Major affrontava le bestie, però, Gremlin è riuscito a penetrare nelle stanze più segrete della base: non è certo lui il nemico, come affermato da uno stato corrotto e pieno di nemici invisibili.
I due Cavalieri Spaziali e i Supersoldati Sovietici dunque si dirigono verso la base aliena: le distese ghiacciate vengono rapidamente attraversate e le mura del complesso penetrate facilmente, troppo facilmente. Gli eroi arrivano nella caverna indicata da Ursa Major e sono testimoni di un'orribile scena: gli schiavi umani che giacciono morti ai lati del pozzo, mentre un raggio rosso di un macchinario alieno si dirige fin nelle sue profondità. Gli Spettri Neri attivano un altro macchinario e, prima che gli eroi possano organizzare una difesa, una sorta di volta energetica compare attorno a loro: questo campo di forza non li tratterrà a lungo, serve solo a far sì che l'esperimento sul pozzo termini senza interferenze. Infatti poco dopo dal suo centro fumante qualcosa fuoriesce, qualcosa che non camminava sulla Terra da migliaia di anni: mammut, tigri dai denti a sciabola e altri orrori preistorici ritornano in vita e si scagliano contro gli eroi imprigionati, che si difendono come possono. Poiché queste creature non sono aliene, sono davvero animali preistorici che dominavano la Terra nel lontano passato: gli Spettri Neri hanno in qualche modo disgelato i loro resti, li hanno fatti rivivere e resi più selvaggi che mai.
La difesa degli eroi è strenua e a complicare le cose c'è il fatto che le creature continuano a uscire dal pozzo, sembrano non dover finire mai. Gli Spettri Neri esultano: la loro scienza ha creato il campo di forza e la loro magia ha rianimato mostri del passato, queste due cose insieme riusciranno ad uccidere i Cavalieri Spaziali e i loro alleati. Improvvisamente però tutte le creature cadono al suolo prive di vita, decomponendosi rapidamente, mentre anche il campo di forza viene meno. Gli Spettri Neri sono sconvolti: come può essere accaduto tutto questo? La risposta è alle loro spalle: il responsabile è Gremlin, che ha spento i loro macchinari utilizzando gli strumenti scientifici da lui scoperti in questo complesso segreto. Una scienza che la sua mente mutante è riuscita a padroneggiare con facilità. Gli alieni, irati, si preparano a colpirlo con i loro incantesimi, ma vengono preceduti dai Cavalieri Spaziali e dai Supersoldati Sovietici, che utilizzano le loro armi e i loro poteri contro i mutaforma. Alcuni vengono reclamati dal Limbo, altri dalla morte, fino a quando più nessun Spettro Nero è presente in queste distese innevate.
La minaccia è terminata, ma cosa fare della struttura aliena e dei suoi complessi macchinari? Gremlin ha un'idea: invece di distruggere tutto, meglio utilizzare questa struttura come base, di modo da essere certi che nessuno la utilizzi più per scopi malvagi. Inoltre qui i mutanti russi potranno combattere per la loro patria senza l'interferenza dello stato, sarà la casa che non hanno mai posseduto. Stella Nera, Vanguard e Ursa Major sono entusiasti per questa proposta e chiedono a Gremlin di entrare a far parte dei Supersoldati Sovietici: lui accetta. Poi gli eroi russi ringraziano i due Cavalieri Spaziali, che poco dopo si librano in volo, pronti ad andare là dove si annida la malvagità degli Spettri Neri.

FINE

domenica 13 settembre 2015

Non sapevo di essere incinta superhero style (III)

Nel precedente articolo ho citato una gravidanza Marvel che definirei, nel migliore dei casi, fantascientifica a livelli assurdi. E sì, a ben pensarci sono sicuro che niente possa giungere a quei livelli. Niente... anche se ciò che segue ci va molto vicino.

COME SCARLET RIMASE INCINTA DI UN TOSTAPANE

La trama incentrata sulla relazione tra Scarlet e il sintezoide Visione fu una delle più apprezzate dai lettori degli anni settanta e da coloro che conobbero in Italia questa storia grazie alle edizioni della Corno. Forse i lettori di oggi troveranno un po' strana (e uso una parola soft) l'idea di una relazione amorosa tra una donna e un robot considerato che quest'ultimo... ci siamo capiti, no? Ma quelli erano i seventies, gente, certe bellissime follie erano all'ordine del giorno. Se avete acquistato il volume Panini "La Madonna Celestiale" avrete anche letto del matrimonio tra i due.
L'autore che più si concentrò sull'evoluzione narrativa di questa relazione fu Steve Englehart, molto apprezzato in quegli anni un po' sperimentali grazie a numerosi cicli su varie testate Marvel e a una breve ma intensa run di Batman. Dopo quest'ultimo lavoro, Englehart si trasferì in Europa e sparì per un po' dai radar fumettistici. Quando ritornò sulle scene, non si accorse che il fumetto mainstream supereroistico era radicalmente cambiato e rimase ancorato a uno stile ormai non più in voga... in cui forse già una trama come quella dell'amore tra Visione e Scarlet faticava a trovare spazio e credibilità. Serviva dunque una ulteriore evoluzione. E ci fu.
Visione e Scarlet si videro dedicare negli anni '80 una miniserie e una maxiserie. La prima è stata pubblicata anche in Italia, nonché ristampata in tempi recenti, della seconda invece sono editi solo i primi due numeri, durante i quali Visione espresse il desiderio di avere un figlio da Wanda. Il "bello" arrivò dopo.
Ora dobbiamo pensare che il professor Horton fosse uno scienziato che pensava e progettava fin nei minimi dettagli, quindi quando costruì il corpo dell'originale Torcia Umana, che venne decenni dopo prelevato dal Pensatore Pazzo, e che venne poi diviso in due da Immortus, e una copia del quale arrivò infine nelle mani di Ultron (ho già un giramento di testa, sappiatelo), lo avesse dotato anche di quel dettaglio fondamentale così caro a tanti uomini. Chiaro che però...
E così, quando Visione espresse il desiderio di avere dei bambini, Scarlet con molta umiltà, gentilezza e disponibilità gli disse:"Ah bello de' Ultron, sei un essere artificiale: anche se hai il pisello questo non è carico!" (il dialogo me lo ricordavo diverso, devo dire, secondo me è stato modificato a seguito di House of M). Poco dopo però i due vennero rapiti dai Sette di Salem e, nel tentativo di bloccare la magia caotica che costoro stavano per scatenare sul mondo, ci fu questo insolito momento romantico...


... che coincise con una apparizione di quella amabile vecchietta di Agatha Harkness, la quale consigliò a Wanda di usare al meglio quel potere. Chi mentre il mondo sta per finire non ha desiderato di rimanere incinta, chi? E così fu (ah, il mondo è ancora qui per la cronaca). Quindi in pratica Wanda avrebbe usato la magia caotica per rendere fertile Visione e... ma perché la mia mente vuole soffermarsi su questo particolare, dico io? Quando si dice la magia del sesso...
Andiamo avanti, va. Wanda dunque rimase incinta e alla fine della maxiserie ebbe due gemelli di nome Thomas e William. Poi la palla passò a John Byrne, che ne fece tabula rasa. Thomas e William infatti furono classificati come un prodotto di Mefisto e parte dell'anima del demone Pandemonio, scomparendo nel nulla: quella di Scarlet era stata niente più che una gravidanza isterica. Perché, in ultima analisi, gli esseri artificiali non possono procreare!
Sì, poi volendo si potrebbe anche parlare di Avengers Disassembled e Young Avengers, ma penso per oggi di aver dato abbastanza!

domenica 6 settembre 2015

Non sapevo di essere incinta superhero style (II)

Prima che arrivasse Sins Past a mettere tutti d'accordo, quando si parlava di violenza perpetrata nei confronti di un personaggio si citava sempre, inevitabilmente e giustamente, la trama della gravidanza di Miss Marvel, alias Carol Danvers, la quale trovò il suo epilogo nel tristemente famoso numero 200 di Avengers. Che, come tutti i numeri che hanno fatto storia (nel bene e nel male), porta con sé alcuni retroscena.

MISS MARVEL: IL PADRE DI TUO FIGLIO È IL FIGLIO DI SUO PADRE

Con la conclusione della prima serie dedicata a Miss Marvel, il personaggio ricomparve sulla serie Avengers, a quel tempo gestita da David Michelinie e disegnata perlopiù da George Perez. Poco dopo essere entrata a far parte degli Eroi più Potenti della Terra, però, Carol scoprì di essere incinta. Di ben sei mesi. Cosa ancora più sconvolgente per via del fatto che fino al giorno prima non c'era alcun segno di gravidanza e che, in ogni caso, non c'era stato... l'atto primario! Nei tre numeri antecedenti al 200 la gravidanza proseguì in maniera rapida e nell'ultima pagina del nr. 199 il parto cominciò.
L'intenzione originaria di Michelinie era di rivelare che l'innaturale gravidanza di Carol Danvers fosse stata voluta dalla Suprema Intelligenza allo scopo di creare un ibrido umano/kree (cosa peraltro suggerita anche nei numeri finali della prima serie di Miss Marvel). Ma poi accadde l'imprevisto: in un numero di What If...? di poco antecedente, infatti, questa trama era stata già sfruttata, seppur usando Rick Jones al posto di Carol. E quindi? E quindi i piani originari andarono modificati, e pure il prima possibile per via delle scadenze editoriali e del numero con doppia foliazione. Pensate un po', all'epoca c'era una precisa direttiva che impediva a uno sceneggiatore di riciclare trame già apparse su altre serie: mi sa che al giorno d'oggi è stata abrogata.
Per aiutare Michelinie nella stesura della trama, venne chiamato Bob Layton (che con lui aveva collaborato su un lungo e celebre ciclo di Iron Man), e anche George Perez dette il suo contributo, sebbene con ogni probabilità il suo apporto fu minimo. Infine alla sceneggiatura partecipò nientemeno che l'editor capo della Marvel Jim Shooter, anche se poi lui dichiarò di non ricordare dove potesse essere intervenuto. Ora in questa situazione si creò la classica situazione in cui un gruppo di persone doveva prendere una decisione in breve tempo e quindi fu utilizzata la prima idea ritenuta buona che venne loro in mente. Non fu una buona idea.
Duecentesimo numero di Avengers, del 1980: dopo lo shock del parto, Carol Danvers decise di vedere il suo bambino... solo per scoprire che era diventato in poche ore un maschio adulto di nome Marcus! E lui prontamente spiegò tutto: era il figlio di Immortus, nato nel Limbo senza tempo e, quando suo padre scomparve nel nulla, iniziò a provare una profonda solitudine. Oltretutto non poteva andare sulla Terra in quanto, essendo un prodotto del Limbo, ciò avrebbe causato devastanti distorsioni spazio-temporali. Fu allora che Marcus concepì l'idea: non trasferirsi sulla Terra, ma rinascervi accelerando il processo di crescita, di modo da negare le distorsioni. Per il parto occorreva una donna di eccezionale potenza e Carol fu la prescelta: grazie alle macchine di Immortus, Marcus la portò nel Limbo e le diede una... piccola spinta per convincerla ad accoppiarsi con lui. Non chiedetemi poi come da lì sia diventato un feto nel ventre di Carol, la mia mente preferisce non pensarci troppo. Comunque, per riassumere il tutto con una sola parola: stupro, fisico e mentale.
Ma le distorsioni conseguenti non erano state evitate e quindi Marcus doveva tornare nel Limbo, di nuovo in completa solitudine. E Carol cosa decise? Di voler andare con lui (le aveva appena detto di averla violentata, eh). E i Vendicatori cosa fecero? La lasciarono andare, in compagnia dell'uomo che con assoluto candore (il candore di certi stupratori) aveva rivelato a tutti loro di aver abusato sessualmente della loro compagna di squadra. Né ebbero mai dei ripensamenti su questa decisione. BOOM! La fretta di concepire la prima trama utile, il numero eccessivo di sceneggiatori e l'esigenza di spettacolarizzazione avevano causato il disastro. A quell'epoca Internet non esisteva, ma le polemiche furono immediate. E la Marvel si guardò bene dal ripescare per un po' di tempo il personaggio di Miss Marvel. Fino ad Avengers Annual 10, del 1981.
Lo sceneggiatore di questa storia fu Chris Claremont, che aveva sceneggiato anche quasi per intero la prima serie di Miss Marvel e come molti non aveva gradito il trattamento che era stato riservato a Carol (a detta di Shooter c'era anche una piccola rivalità all'epoca tra lui e Michelinie). E quindi facendo parlare Carol a nome suo, espresse il disappunto per quella storia e fece infine dire a Carol che il suo più grande errore era stato quello di fidarsi dei Vendicatori (in senso lato, fidarsi degli sceneggiatori di quella storia). Il personaggio di Marcus comparve solo un paio di volte nei decenni successivi, ma più in generale nessuno fece più riferimento a questa trama, per evitare di dover di nuovo scavare in quella pagina poco elegante dei Vendicatori.
Avengers 200 e Avengers Annual 10 costituiscono comunque numeri storici anche per l'Italia, poiché fu da questi racconti che la Star Comics ripartì con le serie vendicative quando riportò la Marvel in Italia dopo la Corno. Se andate nelle case dei nerd più attempati e trovate la copia malridotta e a pezzi di "Il Destino di Miss Marvel", sappiate che avete di fronte a voi una perla rara.
L'ultima parola su questa vicenda spetta a Jim Shooter, che con molta onestà nel 2011 dichiarò:"Avengers 200 è una farsa" e rimpianse di aver dato l'avallo a questa storia e di vederci il proprio nome stampato sopra, in doppia veste peraltro. Anche i giganti cadono.