domenica 1 marzo 2026

Libri a caso: Il Pazzo di Bergerac


Georges Simenon spesso sottolinea come il Commissario Maigret abbia una certa mole, ma questo non gli impedisca di essere anche un uomo d'azione.
Seppure il Commissario preferisca il calduccio della stufa del suo ufficio e lavorare di cervello, non si fa troppi problemi - quando è utile e necessario - a pedinare personalmente dei sospettati, anche per lunghi periodi, essere coinvolto in sparatorie e usare la forza, quando deve.
Ma la più formidabile "arma" del Commissario rimane sempre e comunque la mente, come dimostra Il Pazzo di Bergerac (Le Fou de Bergerac), pubblicato nel 1932.
Mentre si sta recando in treno a trovare un suo amico, Maigret viene disturbato da un passeggero che si trova nella sua cuccetta, il quale si agita tutta la notte. Quando costui esce dallo scompartimento, Maigret lo segue e con sua sorpresa lo vede saltare dal mezzo.
Maigret decide di fare altrettanto, ma mentre insegue l'uomo costui gli spara, ferendolo in maniera seria.
Quando riprende i sensi, il Commissario è in un letto d'ospedale e circondato da cinque uomini. E come se la sua situazione non fosse già grave, viene anche accusato di essere un assassino!
L'abilità di uno scrittore consiste, tra le altre cose, nel saper ricreare personaggi e ambientazioni che possano coinvolgere molte persone e luoghi ed essere causa di numerosi eventi. In tal senso il protagonista che si muove lungo questo micromondo diventa fondamentale nel giungere al cuore di questi eventi e dipanare la matassa.
Ecco... in quest'opera Georges Simenon prende questo concetto narrativo e lo getta metaforicamente alle ortiche, adottando certo un approccio non innovativo, ma particolare. L'ottanta per cento della storia, infatti, si svolge in un'unica stanza, quella dove Maigret passa la sua convalescenza dopo essere stato ferito.
Una stanza ampia, ma in cui la visione del "mondo" da parte del Commissario risulta terribilmente limitata, essendo lui confinato in un letto da cui non si può muovere e con una sola finestra non a portata di mano da cui giungono decine di suoni..
Eppure, con l'aiuto prezioso della Signora Maigret e le testimonianze che riesce a raccogliere e gli indizi che riesce a scoprire in questi pochi metri quadri, Maigret costruisce un mondo nella sua mente. Non un mondo perfetto, ma quello dove il mistero di chi sia colui che gli ha sparato è predominante e nasconde a sua volta altri misteri.
Altri misteri che anticipano un concetto che poi sarebbe divenuto predominante, l'assassino seriale, e la cui verità finale risulta una delle più devastanti finora viste in un romanzo del Commissario Maigret.
Sembra quasi come se costui fosse stato calato in un metaforico girone del Purgatorio e da qui, tramite la risoluzione del caso, debba ascendere a un altrettanto metaforico Paradiso che coincide con la scoperta della verità. Una verità che, tuttavia, assomiglierà molto di più a un inferno.
Una verità per il cui raggiungimento Maigret non guarderà in faccia a nessuno, andando dritto per la sua strada e rischiando di inimicarsi un caro amico e, a un certo punto, persino la moglie. Un anti-eroe prima del suo tempo.