mercoledì 31 dicembre 2014

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight Annual 1

MINACCIA DALL'INFINITO (IT CAME FROM BEYOND THE STARS)
Bill Mantlo/Mark Gruenwald (storia)-Pat Broderick (matite)-Mike Gustovich (chine)-Ben Sean (colori)-Al Milgrom/Jim Shooter (supervisione)

Nelle profondità dello spazio, ad un imprecisato numero di anni luce di distanza dalla Terra, un'entità collettiva ed incorporea chiamata il Corpo accusa un certo T'Urin G'Ar di aver compiuto atti innaturali contro la mutualità. Costui proclama la sua innocenza, ma l'entità non crede più alle sue false parole ed il giudizio viene subito emesso: T'Urin G'Ar verrà espulso dal Corpo ed imprigionato con bande composte di materia stellare che gli impediranno di compiere danni ulteriori all'entità collettiva. L'essere implora perdono, ma ormai nessuno può più sentirlo: le bande circolari color oro hanno interrotto ogni trasmissione telepatica verso il Corpo. T'Urin G'Ar è solo ed inizia a muoversi attraverso le vastità dello spazio, spinto da una forma di energia che va aldilà della nostra comprensione: il tempo e la distanza non hanno significato per il criminale dall'aspetto stellare, non ha alcuna destinazione, nessun desiderio se non un bisogno sempre più crescente di calore. Oltrepassati gli anelli di Saturno avverte il Sole, ma prima che possa raggiungere la sua orbita, il terzo mondo di questo sistema attira la sua attenzione: è un pianeta caldo, un pianeta pieno di vita.
Entra dunque nell'atmosfera terrestre, atterrando nei pressi della città di Carson's Glen e venendo notato poco dopo da un gruppo di ragazzini che stanno giocando a baseball, i quali rimangono come estasiati di fronte alla sua vista. T'Urin G'Ar osserva queste strane, calde forme di vita, avverte onde di pensiero distorte e spaventate che emanano da loro: dunque decide di divenire tutt'uno con loro. I bambini urlano, ma le loro grida sono di breve durata e, fusi col criminale stellare, vengono portati in una oscura caverna situata poco oltre i confini della città. T'Urin G'Ar ha deciso: se il Corpo non lo vuole più, creerà da sé un nuovo Corpo.
Cala la notte ed un insolito visitatore giunge in città: Rom, il Cavaliere Spaziale. Per gran parte del giorno si è sentito a disagio, come se avesse avvertito che stava per capitare qualcosa di grandemente malvagio: analizzando la zona circostante in cerca di attività da parte degli Spettri Neri, ha invece scoperto che c'è qualcos'altro di sinistro al lavoro qui a Carson's Glen. Qualcosa che presto affronterà. Rom atterra su uno spuntone di roccia, notando sotto di lui un gruppo di cittadini guidato dallo sceriffo della città, alla disperata ricerca dei bambini scomparsi. Rom li esamina col suo Analizzatore, ma sono semplici esseri umani, rilevando poi una insolita traccia energetica su delle vicine colline. Intanto, all'interno della caverna, T'Urin G'Ar estende dalla sua materia stellare tentacoli di puro pensiero, fino a entrare in contatto con le menti dei bambini da lui rapiti e, dopo averne analizzato la composizione chimica e molecolare, decide di assumere un aspetto simile al loro. E così, assorbendo parte delle energie vitali degli sfortunati ragazzi, poco dopo la materia stellare di cui è composto T'Urin G'Ar si modifica, fino ad assumere una conformazione vagamente umanoide. Tuttavia le bande stellari sono ancora saldamente attorno al suo corpo.
Pochi secondi dopo, Rom entra nella caverna e, grazie al raggio-visore del suo casco, trova subito i bambini: il loro corpo è freddo come la pietra, eppure ancora vivono, qualcuno o qualcosa deve aver alterato la loro struttura molecolare. La loro condizione è comunque decisamente critica, hanno immediato bisogno di cure: pur essendo la traccia energetica ancora recente, Rom decide di non seguirla e di prestare i primi soccorsi ai bambini. Gentilmente, una fredda mano cyborg accarezza la fronte del ragazzo a lui più vicino, infondendo vita sotto forma di un piccolo iota dell'energia vitale del Cavaliere Spaziale. Anche se alla fine rimane fortemente indebolito, Rom ripete questo processo per tutti i bambini, poi li trasporta all'esterno della caverna. Qui si sono radunati i vari gruppi di ricerca della città, tra i quali vi sono ovviamente anche i genitori dei ragazzi, che osservano con paura il Cavaliere Spaziale, ritenendolo il rapitore dei loro figli. Rom riferisce la sua estraneità ai fatti, poi consegna i ragazzi ai rispettivi genitori, i quali rimangono alquanto stupiti da questo comportamento. Non è così, invece, per due uomini confusi tra la folla, due uomini che sono in realtà Spettri Neri, preoccupati per il fatto che il Cavaliere Spaziale possa averli rilevati nonostante portino con loro dei piccoli dispositivi che disturbano gli effetti dell'Analizzatore di Energia: devono subito distogliere l'attenzione di Rom. E così, vedendo che nei volti degli abitanti di Carson's Glen vi è ancora paura di fronte all'eroe in armatura, uno dei malvagi alieni accusa Rom di essere il rapitore dei bambini. Subito altri gli fanno eco, attorniando con fare minaccioso il Cavaliere Spaziale che invano prova a spiegare chi è ed il motivo che l'ha spinto a venire qui: per tutta risposta gli abitanti della città cominciano a lanciargli contro delle pietre e ad attaccarlo. Rom allora utilizza il suo Analizzatore, ma grazie al loro dispositivo di disturbo, gli Spettri Neri non vengono localizzati.
Uno di loro dunque sgattaiola via e, una volta lontano dalla folla, si tramuta in un pipistrello per andare ad avvertire più velocemente i suoi compagni dell'arrivo di Rom in città: a metà strada, però, il suo volo viene bruscamente interrotto. T'Urin G'Ar, che ora si fa chiamare Stardust, si para infatti davanti al pipistrello/Spettro iniziando ad assorbirne l'energia vitale. Trovandola diversa, e molto più soddisfacente, di quella sottratta ai bambini la assimila interamente, uccidendo così l'alieno: deve trovarne subito altra per far ingrandire più velocemente il Corpo. Perciò, emanando tentacoli di materia stellare per sondare il terreno circostante, Stardust scopre un'alta concentrazione dell'energia da lui bramata nella centrale elettrica di Carson's Glen. Dunque vi entra e, nonostante oppongano una strenua difesa, gli Spettri Neri poco possono contro la potenza di Stardust, la cui massa stellare cresce sempre più. Gli alieni mutaforma muoiono, divenendo polvere, la polvere diventa materia molecolare, la materia molecolare viene aggiunta all'entità che un tempo era T'Urin G'Ar, ormai vicino a liberarsi delle bande dorate che lo tengono prigioniero. Alla fine rimane solo uno Spettro Nero che, non volendo condividere il destino dei suoi compagni, si tramuta in un topo, nascondendosi tra i macchinari presenti nella centrale elettrica. Stardust, però, avverte la sua presenza e per stanarlo comincia a distruggere i macchinari, tra i quali vi è anche il dispositivo di disturbo dell'Analizzatore di Energia.
In quello stesso momento, Rom è ancora alle prese con la folla inferocita di Carson's Glen ed uno Spettro Nero pensa di approfittare di questa situazione: estrae dunque una pistola energetica, colpendo l'eroe all'altezza del petto. Contemporaneamente, per effetto dell'opera di distruzione di Stardust, l'Analizzatore di Energia torna ad essere pienamente operativo e permette a Rom di individuare gli alieni malvagi nascosti tra la folla e di poter usare senza timore di sbagliare il Neutralizzatore, spedendoli nel Limbo. Finché di loro non rimane che un mucchio di polvere maleodorante. Lo sceriffo della città, sconvolto da quanto accaduto, estrae la sua pistola e fa fuoco contro Rom, ma i proiettili rimbalzano contro l'armatura del cyborg che, stanco di quanto ha dovuto subire, si libera con facilità del tutore della legge. Poi si libra in volo per andare a cercare colui che ha sottratto le energie vitali ai bambini, perché costoro possano pienamente guarire. Nel frattempo, lo sceriffo è pensieroso: come mai quell'essere ha ucciso quegli uomini ma ha risparmiato lui? Come mai ripeteva che alcuni dei presenti non erano umani? Infine incita tutti a tornare al più presto in città. Rom invece vi è già arrivato e, guidato dal suo Analizzatore, si imbatte subito in uno Spettro Nero: costui incredibilmente esorta l'eroe ad usare il Neutralizzatore contro di lui. Meglio il Limbo che l'atroce morte che è già toccata a molti suoi compagni. Il Cavaliere Spaziale accoglie la sua richiesta senza esitare: in un certo senso, gli ha mostrato pietà. Rom individua poi la fonte della preoccupazione dell'alieno e comprende perchè avesse così tanta paura.
All'interno della centrale elettrica, intanto, Stardust, che continua a crescere di dimensioni ad ogni secondo, assorbe l'energia vitale dell'ultimo Spettro Nero rimasto. Poi sul posto giunge Rom, che chiede all'essere di restituire le forze sottratte ai bambini umani. Ma Stardust non intende saperne e lancia una raffica di materia stellare contro il Cavaliere Spaziale, una raffica capace di intaccare l'integrità della sua armatura. Direzionando allora tutto il potere alle energie difensive, Rom alza uno scudo che funge come una sorta di anticorpo elettromagnetico, capace di rigettare la materia stellare prima che essa possa procurargli gravi danni. Poi ritorna ad affrontare Stardust, rinnovando la sua richiesta di poco fa. Ma l'essere non ha cambiato idea: dal suo corpo emergono degli strani tentacoli che si avvinghiano a Rom, iniziando a sottrargli la sua energia vitale. Improvvisamente, l'eroe si trova sull'orlo della sconfitta e della fine, pronto a divenire parte del Corpo di Stardust.
Nel frattempo, all'esterno della centrale, i pochi Spettri Neri rimasti in vita approfittano della battaglia in corso per fuggire dalla città e portare al sicuro su un furgone i piani ed i mezzi per la costruzione di nuovi dispositivi di disturbo dell'Analizzatore di Energia. Contemporaneamente, all'interno dell' edificio, delle bande di materia stellare sono comparse ad avvolgere l'armatura di Rom. Stardust ne approfitta per provare ad analizzare il cyborg, privandolo della sua armatura per rivelare l'uomo che c'è sotto di essa. Ma Rom ne ha avuto abbastanza di questo spietato trattamento e, attivando il suo Neutralizzatore, distrugge non solo le bande stellari presenti attorno al suo corpo, ma anche quelle che tenevano avvinghiate Stardust. L'essere quasi non crede a quanto è appena successo: finalmente è libero e può utilizzare tutto il suo potere! Una violenta tempesta stellare che si scatena in quel momento ne è la riprova. Il Cavaliere Spaziale non si perde tuttavia d'animo: anche se il potere di Stardust appare illimitato, può essere contenuto. È accaduto prima, può accadere ancora. E così afferra anche se con gran dolore una cintura di materia stellare rimasta intatta e la analizza coi suoi sensori: poi la scaglia contro Stardust. L'essere lotta strenuamente, ma non riesce ad impedire che la cintura stellare lanciata da Rom lo avvolga: così implode, la sua energia collassa su sé stessa e viene trasferita nei circuiti dell'armatura del Cavaliere Spaziale, che inizia a brillare intensamente. Come Stardust ha sottratto le energie vitali altrui, così Rom lo ha privato delle sue. Ora però l'eroe si pone una domanda: come può utilizzare questo immenso potere? Può approfittarne per cancellare definitivamente dalla Terra la minaccia degli Spettri Neri? Forse, ma prima ci sono necessità più immediate.
E così esce dalla centrale elettrica, imbattendosi subito nello sceriffo e negli abitanti della città. Il tutore della legge mira col suo fucile e fa fuoco, ma non contro Rom, bensì contro dei cavi dell'alta tensione posti sopra di lui. Migliaia di volt di elettricità avviluppano il Cavaliere Spaziale, ma lui se ne libera con estrema facilità, continuando a camminare e costringendo per la paura i cittadini a fuggire. L'eroe si dirige verso la chiesa dove sono stati portati i bambini rapiti da Stardust e vi entra, suscitando lo sgomento di coloro che si sono radunati al suo interno. Il cyborg, però, dichiara di non voler far del male a nessuno, solo guarire i malati: Rom libera perciò l'immenso potere trattenuto fino a quel momento ed un'incredibile incandescenza inizia ad illuminare il santuario, avvolgendo i bambini in stato comatoso nella sua aura multicolore. Poi, come per miracolo, i bambini riaprono gli occhi e riacquistano rapidamente le forze: mentre la luce li guariva, hanno visto la faccia di un uomo, dall'aspetto nobile e gentile e con lunghi capelli neri. Il volto di Rom.
Il Cavaliere Spaziale abbandona la chiesa, mentre i genitori abbracciano i loro figli. All'esterno vi è lo sceriffo, che gli punta una pistola contro, ma Rom ribatte che Carson's Glen è stata ripulita dal male che l'aveva intaccata e che i bambini sono stati salvati. E, come in risposta a queste parole, anche i piccoli escono dalla chiesa attorniando il cyborg. Lo sceriffo abbassa allora la pistola. Non c'è il tempo per le scuse od i ringraziamenti: il Cavaliere Spaziale si libra subito in volo grazie ai suoi retrorazzi e poco dopo ciò che rimane dell'energia un tempo appartenuta a Stardust si dissipa del tutto. Poi l'eroe cerca altre tracce di male e l'Analizzatore di Energia gliele indica subito, sotto forma di un furgone sotto di lui. Dentro vi sono due Spettri Neri che stanno per portare in un luogo sicuro i piani ed i mezzi per costruire altri dispositivi di disturbo dell'Analizzatore. Ma non arriveranno mai a destinazione: Rom blocca il mezzo e col Neutralizzatore esilia nel Limbo i malvagi alieni, finché di loro non rimangono che due pile maleodoranti di cenere.

TRADITORE (TRAITOR!)
Steven Grant (storia)-Greg Larocque (matite)-Rick Magyar (chine)-Ben Sean (colori)-Al Milgrom/Jim Shooter (supervisione)

200 anni fa: Dopo aver abbandonato Galador (V. All American Comics 41), Rom riceve una chiamata d'aiuto da parte di un compagno Cavaliere proveniente da una nube oscura. Aldilà di essa vi è un piccolo pianeta e, una volta atterrato sulla superficie, l'eroe scopre i suoi abitanti hanno catturato ed ammanettato Gloriole, colui che tra i pensatori di Galador è secondo solo al Direttore Primario. Costui avverte Rom di stare in guardia, poiché i responsabili della sua condizione sono gli Spettri Neri. I malvagi alieni intimano al Cavaliere Spaziale di arrendersi, in quanto ci sono in gioco forze che vanno aldilà della sua comprensione. Per nulla intimorito, tuttavia, il Cavaliere Spaziale richiama dal subspazio il Neutralizzatore ed esilia gli Spettri Neri nel Limbo. Scioglie poi Gloriole dai suoi ceppi ma, una volta libero, il suo compagno lo colpisce vilmente alle spalle con un raggio energetico emesso dalla sua armatura: ha fatto un patto con gli Spettri Neri, un patto di cui Rom è parte integrante. Poi il Cavaliere Spaziale sviene.
Qualche minuto dopo, riprende i sensi, ritrovandosi sul tavolo operatorio di un laboratorio, avvinghiato da un campo di forza: ma il tormento che il suo corpo cyborg sta provando è nulla comparato all'angoscia per il tradimento di Gloriole. Il suo compagno ribatte però che lo ha fatto per il bene di Galador: il loro popolo eccelle nella scienza, ma gli Spettri Neri sono ampi conoscitori delle arti stregonesche, da cui loro possono trarre gran vantaggio. Dunque, nella guisa di traditore, sta penetrando i segreti degli alieni mutaforma, mentre finge di dare loro informazioni importanti su Galador ed i suoi mezzi scientifici. La cattura ed il sacrificio di Rom sono tuttavia necessari: i galadoriani si solleveranno contro ciò e, grazie alle conoscenze di magia apprese da Gloriole, sgomineranno definitivamente gli Spettri Neri. Agendo in questo modo il Cavaliere rinnegato sta perdendo il suo onore, forse anche la sua umanità, ma sono nulla di fronte alla conoscenza.
Ad un tratto entrano nella sala degli Spettri Neri, che affermano che, prima che Gloriole possa apprendere le loro nozioni sulla magia, Rom deve essere portato nella Nebulosa Oscura perché i loro padroni possano studiare la sua armatura cyborg e magari scoprire un modo per liberare i loro compagni prigionieri nel Limbo. Un procedimento sicuramente non breve e doloroso. Gloriole capisce di essere stato ingannato, di essere stato vittima del suo stesso orgoglio e, con una raffica energetica, tenta di liberare Rom. Gli Spettri Neri intervengono e, con le loro armi laser, colpiscono ripetutamente il Cavaliere Spaziale, che crolla al tappeto. Stanno per dargli il colpo di grazia quando Rom interviene: Gloriole ha distratto i malvagi alieni il tempo sufficiente perché lui riuscisse a liberarsi. Chiama dunque a sé il Neutralizzatore ed esilia tutti gli Spettri Neri presenti nel Limbo. Poi si inginocchia davanti a Gloriole: il suo compagno gli chiede scusa per le sue azioni, poi capisce che il danno alla sua armatura è impossibile da riparare.
Qualche tempo dopo, su un distante asteroide, Rom seppellisce il suo amico, promettendogli che non rivelerà mai la sua storia, non gli farà mai perdere il suo onore. Su quell'asteroide, oltre che una tomba, vi è anche un cupo ammonimento: che anche un Cavaliere Spaziale può rimanere accecato dalle proprie ossessioni.

FINE

venerdì 19 dicembre 2014

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 32

07/1982
SCELTE (CHOOSING SIDES!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Joe Sinnott (chine)-Ben Sean (colori)-Ann Nocenti/Jim Shooter (supervisione)

La neve cade copiosa su un'elegante villa del West Virginia, i cui unici occupanti al momento sono l'orrore chiamato Hybrid e la Sorellanza delle Mutanti Malvagie, contingente femminile della più celebre Confraternita. Destiny non riesce a capire cosa sia questa creatura, vede solo nel futuro un triste presagio di morte. Per nulla intimorita, tuttavia, Rogue si lancia all'attacco di Hybrid: la giovane ragazza è in grado di assorbire i poteri altrui, ha rubato permanentemente quelli di Ms. Marvel e ha quasi sconfitto i Vendicatori, ma oggi potrebbe aver trovato un avversario alla sua pari. Hybrid blocca il suo pugno ed inizia a stringerle il braccio, procurandole un intenso dolore. Mystica allora, per cui Rogue è come una figlia, si precipita al suo salvataggio: non sa cosa potrà fare, ma sa che deve fare qualcosa. E quando Raven tocca la carne spettrale e gelatinosa della creatura, raggiunge anche la sua mente malvagia ed inumana. In quel momento delle immagini iniziano a scorrerle davanti agli occhi: vede atterrare bruscamente sulla Terra una navicella spaziale, dalla quale esce uno Spettro Nero.
Separato dalla sua razza ed impossibilitato a riprendere contatto con essa, l'alieno si inserì nella società umana col nome di Jacob Marks, arrivando anche a sposare una donna, Marjorie. All'inizio era una decisione pragmatica, per rafforzare nelle altre persone la convinzione che lui fosse umano, poi accaddero due cose impensabili: l'alieno si innamorò di questa donna ed ebbe da lei un figlio, Jimmy. Un figlio umano. Abbandonato ogni proposito di conquista e felice per questa sua nuova vita, Jacob Marks condusse per alcuni anni un'esistenza pacifica insieme alla sua famiglia, finchè la sua razza non lo ritrovò. Gli intimarono di consegnare il bambino e lui non poté fare nulla per opporsi: così gli Spettri Neri allevarono quel bambino, un prodotto di geni sia umani che alieni, quell'ibrido, e gli insegnarono le arti arcane della Nebulosa Oscura. L'esperienza corruppe Jimmy per sempre: il suo primo atto malvagio fu uccidere i suoi stessi genitori, dopo essersi spogliato della sua umanità ed aver assunto la forma mostruosa che adotta tutt'ora. Intenzionato ad estendere il suo dominio su tutta l'umanità, Jimmy, che ora si faceva chiamare Hybrid, incontrò un'aspra resistenza da parte di Rom e degli X-Men. Fu alla fine la più giovane componente del gruppo mutante, Kitty Pryde alias Sprite, che lo sconfisse, usando il Neutralizzatore di Rom contro di lui e disperdendolo in atomi (V. All American Comics 38/39).
Qui il collegamento mentale tra Hybrid e Mystica si interrompe bruscamente e la creatura allontana da sé la mutaforma, intimandole di non provare mai più a rovistare nella sua mente. Una capacità che a onor del vero Raven Darkhölme non sapeva di possedere. Rogue approfitta del momento di distrazione dell'essere per aprire con un suo pugno una buca nel pavimento e farlo precipitare. Dall'unione di poco fa, tuttavia, Mystica ha intuito che anche Hybrid è in un certo senso un mutante come loro, potrebbe rivelarsi una preziosa risorsa nella battaglia contro Rom, che a detta di Destiny è imminente. Nel sentire il nome del Cavaliere Spaziale, la creatura, appena risalita, inorridisce: Rom è il suo più grande nemico, è stato il suo Neutralizzatore che ha disperso i suoi atomi nello spazio. Il dolore è stato quasi insopportabile, ma alla fine grazie alla sua forza di volontà è riuscito a reintegrarsi: ed ora che è tornato brama vendetta. Mystica allora gli propone un'alleanza contro il loro nemico comune. Hybrid accetta. Intanto, Irene Adler prova a scrutare nel loro futuro, ma l'inumanità della creatura rende tale previsione ardua ed imperscrutabile.
Abitazione di Brock Jones: Torpedo, riverso su un divano e con la testa fasciata, è appena stato visitato da un dottore. Se l'è vista brutta, ma se la caverà. Poi racconta alla propria famiglia, a Brandy Clark e a Steve Jackson quanto accadutogli, suscitando negli ultimi due il ricordo dei recenti, tragici avvenimenti accaduti alla famiglia Marks. Si dà del perdente come supereroe, ma sua moglie ed i suoi figli lo consolano. In quel momento giunge a sorpresa anche Rom, il quale richiede a Brock Jones una dettagliata descrizione del suo assalitore. La testimonianza dell'eroe non lascia adito a dubbi, Hybrid è tornato: è entrato nella mente di Torpedo, l'ha sconvolta, poi se n'è andato lasciando l'uomo riverso nella neve, sicuro che il freddo l'avrebbe ucciso. Ma subito dopo Brock è riuscito a trascinarsi lentamente ai bordi di una strada, dove stava passando l'auto guidata dal giornalista Mack Killburn, che l'ha raccolto e portato in salvo. Anche Killburn ha scoperto a proprie spese la malvagità e l'influenza degli Spettri Neri, che si annidano in posizioni di potere perchè la notizia della loro esistenza non venga rivelata. Poi Rom annuncia che andrà ad affrontare Hybrid da solo, come da solo ha condotto la sua guerra contro gli Spettri Neri: ormai sta cominciando ad accettare la solitudine come suo stato naturale. Brandy Clark vorrebbe che non fosse così, un pensiero che suscita la gelosia di Steve Jackson: pensava che il Cavaliere Spaziale se ne fosse andato per sempre ed invece è ancora qui, a tormentare la sua esistenza ed a mettere in testa strane idee alla sua ragazza. Almeno gli è di consolazione che al termine di questa vicenda Rom se ne andrà via per sempre.
E mentre l'eroe in armatura si libra in volo grazie ai suoi retrorazzi, i quattro prigionieri che aveva inconsapevolmente aiutato ad evadere hanno finalmente trovato un rifugio per ripararsi dall'intensa tormenta di neve che sta imperversando per la zona. Sfortunatamente per loro è la dimora dove si trova Hybrid: non fanno in tempo ad avvicinarsi ad una finestra che l'ibrido genetico li solleva a mezz'aria grazie ai suoi poteri, poi esplora le loro menti, scoprendo che gli atti empi di cui si sono macchiati rivaleggiano con i suoi. Così inizia a far vorticare gli evasi su sé stessi, sempre più veloce, sempre più veloce, fino a privarli di tutta la loro carne e lasciando di loro solo gli scheletri. La Sorellanza delle Mutanti Malvagie esce anch'essa all' esterno, rimanendo disgustata da questo macabro spettacolo. Poi Destiny avverte l'arrivo di Rom ed Hybrid impartisce degli ordini alle tre donne, che seppur sconvolte decidono di obbedire.
Come previsto, il Cavaliere Spaziale giunge in zona, dopo aver rilevato col suo Analizzatore in questo luogo una ampia concentrazione di energia. Ad un tratto vede qualcuno riverso nella neve: é Mystica, dolorante e ferita, che ringrazia Rom per essere giunto ad aiutarla, poi gli riferisce che Rogue e Destiny sono state uccise da Hybrid. Tuttavia l'eroe è perplesso: sa che la donna è in grado di assumere qualsiasi aspetto desideri, probabilmente sta cercando di ingannarlo. Ed ha ragione: le ferite di Raven svaniscono all'istante, mentre contemporaneamente Rom subisce un violento attacco da parte di Rogue. Dopo aver incassato numerosi pugni, il Cavaliere Spaziale abbranca la giovane sudista per la schiena: improvvisamente Rogue urla di dolore, affermando che Rom le ha spezzato la spina dorsale, e sviene. Sconvolto, il Cavaliere Spaziale si avvicina al suo volto. La giovane mutante allora si riprende di scatto, era tutta una finta: Irene Adler le ha rivelato che l'eroe è per metà umano, dunque può assorbire i suoi poteri. Rogue bacia così Rom... ed entrambi sperimentano qualcosa per loro di completamente nuovo. Dopo un attimo di incertezza, il Cavaliere Spaziale allontana da sé la ragazza, maledicendola per il suo gesto che ha risvegliato in lui emozioni e sensazioni che credeva sopite, emozioni che bruciano e lo fanno soffrire ora più che mai, avendo la consapevolezza che non potrà mai tornare umano. Rogue non ribatte: ha tentato di assorbire le capacità di Rom solo per scoprire che quella porzione di umanità presente all'interno della sua armatura non possedeva alcun potere, ma solo una nobiltà ed un coraggio che lei nella sua breve vita non aveva mai conosciuto. Caratteristiche che, con sua enorme sorpresa, scopre di apprezzare.
E mentre entrambi rimangono immobili, turbati e sorpresi per via dell'empatia emozionale che hanno momentaneamente condiviso, Mystica e Destiny circondano Rom. Contemporaneamente qualcosa emerge da una collinetta di neve alle loro spalle, qualcosa di malvagio: Hybrid! Il suo attacco contro l'eroe in armatura è su più livelli: fisico, mentale, emozionale... inarrestabile. La neve inizia a turbinare ed a tramutarsi in una violenta tormenta, mentre i circuiti di Rom urlano di fronte al selvaggio assalto psichico. Mystica propone alle sue compagne di andarsene subito, ma in quel preciso momento Irene ha una visione: Hybrid aveva bloccato con i suoi poteri le sue capacità di preveggenza, ma ora che è impegnato nell'assalto al Cavaliere Spaziale tale blocco è svanito. Destiny vede femmine mutanti, sia buone che malvagie, costrette per via delle loro straordinarie capacità a fungere da madri dei figli di Hybrid, genitrici di una nuova razza che schiavizzerà e torturerà sia la razza umana che quella mutante. Quella creatura le ha deliberatamente ingannate sin dall'inizio, ha addirittura fatto vedere a Mystica quelle immagini del suo passato, per darle l'impressione di condividere un obiettivo comune. Perseguiva invece solo i suoi scopi personali. Raven ribadisce la sua proposta di fuggire e lasciare che i due contendenti si distruggano l'un l'altro, ma Rogue non è d'accordo: Rom è un essere nobile e valoroso che merita di essere aiutato. Così, invano bloccata da Mystica, si lancia nel cuore della tormenta, fino a notare il Cavaliere Spaziale e Hybrid. L'eroe richiama dal subspazio il Neutralizzatore, ma la creatura con una manata lo allontana da lui. In quel momento Rogue, per una volta dalla parte del giusto, colpisce l'ibrido genetico alle spalle, ma costui si riprende subito e con la sua mano destra abbranca la sudista al volto, coprendole la bocca: la giovane soffoca per la stretta, poi qualcosa sovrasta la sua nausea. Carne che tocca carne, Rogue inizia ad assorbire i poteri di Hybrid, fino a poter lanciare contro la creatura una raffica mentale che l'allontana da lei. Infine si inginocchia nella neve, tremante e sconvolta per il contatto con la pelle dell'essere, con la sua stessa malvagità.
Poi qualcuno le solleva dolcemente il volto, ringraziandola: è Rom, che ha riottenuto il controllo sui suoi circuiti ed ha ripreso in mano il suo Neutralizzatore, pronto ad affrontare nuovamente Hybrid. Quando lui si allontana, Rogue viene raggiunta da Mystica e Destiny, la quale afferma che un loro intervento è ancora necessario per assicurare la vittoria al Cavaliere Spaziale. Intanto il cyborg colpisce violentemente Hybrid con un pugno, ma costui riesce ad intrufolarsi nei suoi circuiti di memoria ed a fargli vedere l'immagine di Brandy Clark, la donna che non potrà mai avere. Turbato ed incapace di agire, Rom lascia avvicinare la creatura, ma in quel momento appare un'altra Brandy Clark, che esorta il Cavaliere Spaziale a non farsi ingannare dai trucchi mentali di Hybrid. Il mostro riassume il suo vero aspetto, preparandosi a farla pagare cara a colei che ha svelato il suo inganno, ovvero Mystica, ma prima che possa farlo Rom lo colpisce ancora al volto, poi attiva il suo Neutralizzatore. Ma i suoi raggi stavolta non riescono a penetrare né gli sbarramenti difensivi né il campo di forza che Hybrid è riuscito ad affinare nel tempo. Ed avanza sempre più, suscitando nell'eroe una sensazione quasi dimenticata, la paura. Di nuovo l'ibrido riesce ad impadronirsi dei circuiti di Rom, ordinandogli di rivolgere il Neutralizzatore contro sé stesso. È il momento che Destiny aveva previsto, il momento in cui occorre agire subito ed ancora una volta tocca a Rogue il compito più importante: deve prosciugare Hybrid del suo potere assorbendolo in sé stessa, anche se questo significa dover nuovamente toccare la sua oscena pelle grigia. Quasi con riluttanza la ragazza si sfila i suoi guanti protettivi, osservando le sue mani come se fossero dei carnefici, poi si lancia contro Hybrid, abbrancandolo da dietro. Lentamente la presa della creatura su Rom diminuisce, fino a quando il Cavaliere Spaziale è nuovamente libero dal suo controllo e, esortando Rogue ad allontanarsi, spara un'altra raffica del suo Neutralizzatore: stavolta le difese di Hybrid sono meno stabili, in quanto la mutante gli ha sottratto gran parte della sua forza, e così viene ridotto in atomi dalla tremenda potenza dell'arma di Rom, fino a quando di lui non rimane più nulla se non il ricordo. La tormenta cessa all'improvviso e tutto torna come per magia alla calma.
Il Cavaliere Spaziale domanda alle componenti della Sorellanza come mai abbiano deciso di aiutarlo, dal momento che si definiscono malvagie. Mystica risponde che hanno agito semplicemente perché le loro vite erano in pericolo e Hybrid minacciava l'intera razza mutante. Non cambia niente nei confronti dell'umanità: è e rimarrà una razza nemica. Poi le tre mutanti si allontanano nelle distese ammantate di neve. Prima di svanire alla vista, Rogue si domanda se le strade di lei e di Rom si incroceranno ancora: seppur il Cavaliere Spaziale non dica nulla, questa è anche una sua fervente speranza.

CONTINUA...

martedì 16 dicembre 2014

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 31

06/1982
WEST VIRGINIA REEL (WEST VIRGINIA REEL)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Joe Sinnott (chine)-Ben Sean (colori)-Al Milgrom/Ann Nocenti/Jim Shooter (supervisione)

Torpedo si avvicina alla fattoria abbandonata e diroccata un tempo appartenuta alla famiglia Marks, notando grazie al suo visore potenziato una strana nebbia mistica che sta assumendo consistenza. Una consistenza mostruosa, un orrore che cammina di nuovo sulla Terra. Lanciato a piena velocità, Brock Jones non riesce ad evitare l'impatto, centrando la creatura con un suo pugno jet. Ma essa pare quasi non sentire il colpo e, con un manrovescio, manda l'eroe a sbattere contro il camino, una delle poche cose rimaste ancora in piedi di questa vecchia casa. Il mostro inizia a camminare verso di lui, di sicuro se gli mette ancora le mani addosso Torpedo rischia grosso: poi nota semisepolto nella neve un forcone, finito lì chissà come. Lo afferra e lo scaglia ad incredibile velocità contro la creatura, che però lo blocca a mezz'aria con la forza della sua mente. Già una volta qualcuno ha provato ad ucciderlo con questo forcone, era suo padre. Ha fallito, come ha fallito Torpedo. È stato da lui ucciso, destino che presto verrà condiviso da Brock Jones. Perché lui è un incubo divenuto realtà, è Hybrid, e per Torpedo sarà la morte. Così continua ad avanzare verso l'eroe.
Intanto, su una autostrada ricoperta di neve e martoriata da una violenta tormenta, alcuni prigionieri legati uno all'altro da un'unica catena ed attentamente sorvegliati da alcune guardie stanno lavorando sodo per sgomberare la via ad un trasporto speciale per la prigione di Windust. Il veicolo alle loro spalle sembra più un Lander lunare che un mezzo convenzionale: è un convoglio per supercriminali delle Industrie Stark, ideato da Tony Stark in persona. Ed al suo interno vi sono altri quattro prigionieri, rinchiusi in speciali celle di contenimento: sono Blob, Valanga, Pyro e Destiny della Confraternita dei Mutanti Malvagi. Dopo aver messo a ferro e fuoco New York ed avere quasi sconfitto i Vendicatori (V. Marvel Omnibus: Il Destino di Miss Marvel) e dopo che il tentativo di estorsione di Valanga ai danni della città di Los Angeles si è concluso con una sonora debacle per via di Hulk ed entrambe le braccia spezzate per Dominic Petros (V. Fantastici Quattro 14/16), le autorità si sono convinte che questo gruppo criminale era troppo pericoloso per poter essere trattenuto in un centro ad alta densità di popolazione. Così ora stanno per essere trasferiti in un penitenziario di massima sicurezza appositamente progettato per esseri potenti come loro sito qui nel West Virginia.
Improvvisamente uno dei prigionieri che sta spalando la neve scivola per via del manto ghiacciato, trascinando con sé tutti gli altri detenuti per colpa della catena che li tiene legati e facendo così finire tutti in mezzo alla strada, a pochi metri dal convoglio alle loro spalle, che sta avanzando. L'autista prova a frenare, ma il mezzo inizia a derapare, arrivando sempre più vicino ai detenuti che rischiano di essere schiacciati dalle sue grandi ruote. In quel momento scende dal cielo una figura d'argento scintillante, Rom, che blocca il veicolo con le sue sole mani. Tuttavia le guardie, ritenendo erroneamente per via del suo insolito aspetto che egli sia venuto qui a far evadere i mutanti malvagi, decidono una manovra azzardata: pur essendo la visibilità davanti a loro ancora scarsa, premono un bottone rosso, che stacca il retro del furgone dove vi sono le celle della Confraternita e lo fa librare in volo grazie a dei razzi piazzati sul fondo, anche questi opera di Tony Stark. Dell'immenso mezzo alla fine rimangono solo le ruote. La veggente cieca Destiny prova un moto di disappunto, era certa che prima o poi sarebbero stati liberati dai loro compagni.
Mentre il convoglio riparte alla volta della prigione di Windust in una maniera nuova ed insolita, le guardie rimaste a terra puntano i loro fucili contro Rom, intimandogli di rimanere immobile. Il Cavaliere Spaziale chiede loro come mai degli uomini incatenano dei loro simili, è un atteggiamento profondamente malvagio... inumano. Così richiama dal subspazio il suo Analizzatore di Energia. Per le guardie è un segno di ostilità ed iniziano a far fuoco, ma i proiettili rimbalzano contro la corazza di Rom: terrorizzate, allora fuggono. Il Cavaliere Spaziale pone allora la domanda di poco fa ai prigionieri, che ovviamente non riconosce come tali: uno di loro, Japes, prendendo coraggio, risponde che sono schiavi, costretti a fare lavori di fatica dal direttore di Windust, un luogo dove si annida il male e dove non esiste il concetto di umanità. Cadendo nel suo inganno, Rom infrange le catene con le sue mani poi parte in volo alla ricerca del convoglio partito poco fa, per vedere di prima mano come questo mondo che ha giurato di proteggere schiavizza la sua stessa razza. Una volta sparito alla vista, i prigionieri, ladri, assassini, criminali professionisti, fuggono a gambe levate nelle ampie distese del West Virginia.
Prigione di Windust: Il furgone che trasporta la Confraternita dei Mutanti Malvagi atterra nel cortile di questo istituto di detenzione. Poco dopo, su una torretta, due guardie notano qualcosa vicino al cancello principale e, attivando i fari, illuminano la figura di Rom, che ha divelto il portone e chiede dove si trovino gli schiavi. L'allarme di sicurezza risuona.
Alcuni momenti prima: Blob, Pyro, Valanga e Destiny vengono portati alla presenza del direttore della prigione, i loro poteri bloccati da dischi inerziali che li tengono anche immobili. Insieme al direttore, vi è anche la dr.ssa Kellogg, i capelli castani venati da una riga bianca, giunta qui per studiare la psiche dei supercriminali. Costei si dimostra curiosa nei confronti del congegno che attiva i dischi inerziali e convince la guardia che lo manovra a darlo per qualche secondo a lei. Poi afferma che la sua sciarada è finita: la vera dr.ssa Kellogg è ancora bloccata in un motel a 50 miglia di distanza per via della tormenta ed il vero direttore di Windust è tenuto legato prigioniero in una stanza vicina. Qui in realtà vi sono le altre due componenti della Confraternita: Rogue e Mystica! Poi la non tanto dolce sudista spegne il congegno ed i mutanti, finalmente liberi, sgominano in pochi secondi le guardie. Quando risuona l'allarme di sicurezza, Blob dà una occhiata fuori da una finestra e vede Rom che avanza lungo il cortile della prigione, i proiettili che colpiscono la sua armatura ma non la scalfiscono nemmeno. Mystica allora ordina a Blob, Rogue e Pyro di andare ad aprire la loro via di fuga, mentre Valanga per via delle sue braccia spezzate è costretto all'inazione. Mentre si recano all'uscita, i tre mutanti passano davanti alle celle dove sono rinchiusi gli altri prigionieri, che li implorano di farli evadere. Fred Dukes non avrebbe problemi a farlo, ma Rogue lo blocca: sono homo sapiens, inferiori a loro homo superior. Poi si ritrovano all'esterno, a pochi passi da Rom, il quale è davanti al convoglio che ha portato qui i mutanti malvagi e che Mystica intende utilizzare come mezzo per la loro fuga. Le guardie della prigione stanno per sparare su di loro, ma Rogue capisce le loro intenzioni ed ordina a Pyro di sistemarli con la sua fiamma vivente. St. John Allerdyce non perde tempo e, portando i fucili ad una temperatura insopportabile, costringe gli agenti ad abbandonare la presa sulle loro armi.
Il Cavaliere Spaziale, dal comportamento e dalle parole dei mutanti, capisce che qui non vi è alcun schiavo, che questo è un luogo di detenzione per coloro che hanno commesso dei crimini. Capisce di essere stato ingannato ed ora deve porre rimedio al suo errato giudizio: si lancia contro Blob, ma il suo pugno affonda nella pancia di Dukes senza procurargli alcun danno. Il mutante reagisce colpendo Rom sulla sua corazza, ma nemmeno ciò sortisce qualche effetto. Pyro allora direziona la sua fiamma contro il Cavaliere Spaziale, che penetra la sua corazza ed inizia a fondere i suoi circuiti: nonostante il dolore, però, Rom chiama a sé il Neutralizzatore e spara una raffica contro Allerdyce, il cui fuoco si estingue all'istante procurandogli una intensa sofferenza e facendolo svenire. Il Cavaliere Spaziale usa allora l'Analizzatore sui suoi avversari, scoprendo che la loro fisiologia è molto simile a quella degli X-Men, da lui incontrati qualche tempo fa (V. All American Comics 39). Credendo voglia far loro del male, Rogue si lancia contro di lui: è la più giovane componente della Confraternita e forse la più potente, ed ha la capacità di assorbire i poteri di ogni essere con cui entra in contatto, come ad esempio quelli di Carol Danvers, Ms. Marvel. Mentre la sudista mette in seria difficoltà Rom, Mystica, Destiny e Valanga escono nel cortile: in quel momento Irene Adler ha una visione, la loro fuga non andrà come previsto.
Dominic Petros, non volendo passare un giorno di più in prigione, nonostante le sue fratture attiva i suoi poteri mutanti di scuotimento della terra. Ma allo stato attuale non è in grado di controllarli: il terreno dove si trovano Pyro e Blob si alza, scagliando Allerdyce contro Rogue e facendogli inevitabilmente avere la peggio, e Fred Dukes contro Rom. Il quale intuisce che il segreto della inamovibilità del mutante si basa sul fatto che egli rimanga ancorato al terreno, altrimenti è solo una massa capace di essere mossa da chiunque abbia il potere di farlo. Il Cavaliere Spaziale possiede tale potere: colpisce Blob con tutta la sua forza, scagliandolo contro un muro, le cui macerie poi lo seppelliscono. Contemporaneamente Valanga collassa per il tremendo sforzo sostenuto. Non volendo perdere tempo ulteriore, Mystica decide di abbandonare al loro destino i compagni caduti ed ordina a Rogue di afferrare lei e Destiny e di allontanarsi da qui. La giovane non perde tempo e, a grande velocità, fugge via in volo insieme alle sue compagne: sono rimaste solo le donne, una sorta di... Sorellanza delle Mutanti Malvagie! Rom si accorge della loro partenza solo quando sono ormai troppo lontane ma, prima di poterle comunque inseguire, una voce richiama la sua attenzione, quella del vero direttore della prigione, liberato da alcune guardie. Il Cavaliere Spaziale gli spiega chi è e cosa è accaduto ed il direttore, capendo comunque di non poterlo trattenerlo ed apprezzando il fatto che abbia bloccato almeno tre membri della Confraternita, decide di lasciarlo andare. Mentre si libra in volo, Rom gli dice che proverà a riparare ai suoi errori di stanotte.
Nel frattempo, ad alcune miglia di distanza, Rogue, non abituata a questo intenso freddo, decide di atterrare per far anche riposare l'anziana Destiny. Poco avanti vi è una immensa ed elegante villa, che ad una prima indagine pare disabitata. Irene Adler, però, intravede una sorta di orrore quale mai si è potuto immaginare, un pericolo senza pari. Un orrore che poco dopo si presenta al cospetto delle tre mutanti, scendendo le scale di questa casa. Un orrore che ha nome... Hybrid!

CONTINUA...

giovedì 11 dicembre 2014

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 30

05/1982
RAGNI D'ARGENTO NELLA NEVE (SILVER SPIDERS IN THE SNOW!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Joe Sinnott (chine)-Ben Sean (colori)-Al Milgrom/Jim Shooter (supervisione)

Clairton: È la notte della vigilia di Natale: Bernie Tarpin, il custode di un cimitero delle auto sito poco oltre i confini della città, viene risvegliato dai latrati del suo cane. Incuriosito, si affaccia alla finestra della sua piccola abitazione, trovandosi di fronte ad un insolito spettacolo: dei ragni d'argento che si stanno cibando del metallo stipato in questa discarica. Bernie imbraccia allora il suo fucile ed esce: col primo sparo fa a pezzi un ragno, ma viene poi avvolto da un filo metallico, una sorta di ragnatela, emesso da un altro essere. Il suo cane accorre in suo soccorso, ma prima che possa intervenire il ragno lo ferisce con le sue zampe imbevute di acido. Terrorizzato, Bernie agisce istintivamente e preme il grilletto, mandando in pezzi il ragno metallico alle sue spalle che lo tiene prigioniero, poi sviene. Gli altri ragni, avvertendo che l'uomo non li disturberà più, tornano dunque al loro insolito pasto, sotto l'attento sguardo del loro padrone librato in aria su una piattaforma volante. Il Signore dei Metalli. Alla fine costui esorta le sue creature a tornare alla sua astronave, dove potrà analizzare i campioni metallici raccolti per capire se su questo pianeta possa esistere un qualche metallo capace di sventare i suoi piani di conquista. Obbedendo, i ragni d'argento lanciano dal loro corpo delle ragnatele, aggrappandosi allo scafo di una nave sospesa in aria. Questa è l'ultima cosa che Bernie Tarpin vede prima di svenire nuovamente per il troppo freddo.
Casa Clark: Nella cantina di questa abitazione, si sono radunati, oltre ai padroni di casa Jonathan e Sarah e a loro figlia Brandy, anche la famiglia Jones ed il meccanico Steve Jackson. Tuttavia non sono attorno ad un albero di Natale, ma ad un ologramma del pianeta Terra, con sopra indicata la presenza degli Spettri Neri lungo tutto il globo. Un ologramma generato dal Neutralizzatore di Rom. Pur non essendo a conoscenza delle consuetudini che avvengono nel corso di questa festività, il Cavaliere Spaziale può comunque offrire a coloro che stanno attorno a lui e a tutti gli abitanti di Clairton un grande dono. La certezza che la città è finalmente libera dall'influenza degli Spettri Neri. Tutti sono felici di sentire questa notizia, tranne Brandy: questo significa dunque che Rom sta per andarsene via, dalla gente che gli ha dato rifugio e che gli ha voluto bene. Anche perchè in ogni caso la presenza del Cavaliere Spaziale a Clairton è ormai superflua, dal momento che, nel caso comunque alquanto improbabile di un ritorno degli Spettri Neri, i tecnici del laboratorio della città hanno modificato il visore di Torpedo di modo che possa vedere attraverso i travestimenti di questi mutaforma. Basta solo che Rom attivi tale visore, poi Brock Jones potrà finalmente diventare l'eroe che ha sempre voluto essere. Il Cavaliere Spaziale punta allora il suo Neutralizzatore contro il visore di Torpedo, affermando però che potrebbe rimanere scioccato di fronte alla vista del vero aspetto dei malvagi alieni. Brock Jones lo esorta tuttavia a continuare e così pochi secondi dopo un'aura cremisi circonda il volto dell'eroe. Terminato il procedimento, Torpedo testa le sue nuove capacità analizzando i presenti, che si rivelano essere ovviamente umani. Poi Brandy sale le scale in lacrime: Rom sta per uscire dalle loro vite senza nemmeno darsi uno sguardo alle spalle. Il Cavaliere Spaziale è tentato di richiamarla, ma desiste: la sua nobiltà d'animo gli ha fatto capire che l'amore che lui prova per la donna terrestre è impossibile da coronare.
Contemporaneamente, Danny e Annie Jones, i figli di Torpedo, notano fuori da una finestra l'astronave del Signore dei Metalli, che sta sorvolando i cieli della città. Avvertono di ciò loro padre, il quale però non tiene in considerazione le loro parole che ritiene dettate dalla loro sfrenata immaginazione: così poco dopo li riporta a casa, per metterli a letto. Intanto Steve Jackson ringrazia Rom per aver abbandonato ogni pretesa nei confronti di Brandy: gli deve molto, la sua stessa vita, ma anche lui ama quella donna. Così come un tempo lei amava Steve. Ma con l'arrivo di Rom tutto è cambiato: in qualche modo quest'essere segnato dal destino e dalla guerra le è entrato nel cuore. Dunque, anche se Steve è amico del Cavaliere Spaziale, è altrettanto felice del fatto che stia per andarsene, così potrà riconquistare l'amore di Brandy. Poi si allontana. Rimasto solo, Rom si chiede se, dopo che metà della sua umanità è perita su Galador insieme a Terminator (V. All American Comics 49), potrà mai tornare ad essere umano.
Washington: Mack Killburn, un giornalista che da tempo sta indagando sugli strani avvenimenti di Clairton, fugge disperato da... uno stormo di corvi. Il suo volto è terrorizzato: lo stanno seguendo sin da questa mattina ed inizialmente non ci aveva fatto caso, poi avevano iniziato a girare attorno a lui come avvoltoi. È allora che è iniziata la sua fuga disperata. La corsa del giornalista si interrompe in un vicolo, davanti ad un gatto nero che digrigna i denti. Che sia uno di loro? Giunge poi un altro uomo, avvolto da un ampio impermeabile e con al guinzaglio due cani sbavanti. Killburn estrae una pistola: le sue indagini gli hanno fatto scoprire cose che dovevano rimanere segrete ed ora sta per pagare il prezzo della sua curiosità. Poi i cani si tramutano in Segugi della Nebulosa Oscura, un prodotto combinato della scienza e della magia degli Spettri Neri, e si lanciano contro il giornalista. Istintivamente, Killburn spara: il primo Segugio diventa intangibile e non viene colpito, l'altro non è altrettanto fortunato e ululando di dolore si tramuta in cenere maleodorante. Il suo compagno infernale non perde tempo ed abbranca Killburn alla gola.
I rumori della lotta richiamano l'attenzione di un poliziotto presente nelle vicinanze: costui si precipita nel vicolo, per trovarsi di fronte ad un orrore sotto forma di uno Spettro Nero, nel passaggio intermedio tra lo stato umano ed il suo vero aspetto, una sorta di nebbia incorporea. L'alieno mutaforma preme una mano sul volto del poliziotto, ma Killburn riesce a sparargli contro e ad ucciderlo, riducendolo in cenere. L'agente si occupa infine dell'ultimo Segugio rimasto, il quale segue il destino dei suoi compagni. Killburn poi fugge terrorizzato: è inutile che il poliziotto faccia rapporto su quanto ha visto stanotte, verrebbe tutto insabbiato, ci sono forze troppo potenti all'opera. Deve recarsi subito dall'unico essere in grado di salvare lui e la Terra.
Clairton: Rom e Torpedo stanno sorvolando insieme la città, forse per l'ultima volta. Brock Jones prova a parlare col cyborg, soprattutto del suo amore per Brandy Clark di cui tutta la città è consapevole, ma il Cavaliere Spaziale è chiuso più che mai in sé stesso per questa vicenda, soprattutto ora che sta per dire addio a Clairton, una comunità ormai entratagli nel cuore. Così alla fine, una volta superati i confini della città, Torpedo saluta Rom e torna indietro. Lungo il tragitto, Brock Jones passa sopra la fattoria dei Marks, rasa al suolo ed abbandonata per via di eventi di cui l'eroe per sua sfortuna non è a conoscenza: ad un tratto il suo visore gli segnala qualcosa, una sorta di luminescenza indistinta vicino al camino. È forse uno Spettro Nero? Meglio indagare. Così Torpedo plana verso il basso. Rom lo aveva avvertito che vedere il vero aspetto degli alieni mutaforma avrebbe potuto sconvolgerlo: l'eroe sta per sperimentare questa sensazione.
Ad alcune miglia di distanza, intanto, Rom continua solitario il suo volo, ignaro del fatto di essere osservato dal Signore dei Metalli a bordo della sua astronave. L'alieno dalla pelle dorata proveniente dal pianeta Astra non immaginava che i terrestri fossero progrediti così tanto in campo tecnologico. Nonostante ciò, conquistare questo pianeta sarà estremamente facile, stavolta non si farà ingannare da Hulk come accaduto in passato (V. Marvel Masterworks: Hulk 1): poiché lui è in grado di controllare ogni singolo atomo di ogni singolo metallo presente sulla Terra. Tuttavia, se come sospetta i terrestri hanno scoperto un qualche nuovo metallo capace di sfuggire al suo comando, deve testare il suo potere prima di lanciare l'invasione. Ritenendo erroneamente che tale metallo sia stato forgiato nell'armatura di Rom e volendo procurarselo, il Signore dei Metalli libera i suoi ragni d'argento, che colpiscono il Cavaliere Spaziale alle spalle, costringendolo a precipitare bruscamente sulla soffice neve. Lì lo avvolgono con le loro ragnatele ed intaccano la sua armatura col loro acido, ma Rom riesce a liberarsi ed a passare al contrattacco, distruggendo un ragno con un potente pugno. Si fa però nuovamente sorprendere dalle creature del Signore dei Metalli, le quali di nuovo inondano il suo corpo cyborg di acido: il Cavaliere Spaziale urla di dolore, poi però riesce a scagliare due ragni contro la neve e a distruggerli. Il volo lo porta direttamente all'interno della discarica di Bernie Tarpin, ancora svenuto. Dalla sua astronave, il Signore dei Metalli osserva il tutto compiaciuto e scende a terra con la sua piattaforma volante. Contemporaneamente, Rom utilizza il Neutralizzatore per fare a pezzi l'ultimo ragno d' argento.
Voltandosi, il Cavaliere Spaziale vede avvicinarsi il Signore dei Metalli il quale, emettendo un raggio di puro pensiero dalla sua fronte, fa animare di vita propria la gru della discarica. Il macchinario scaglia un automobile contro Rom, che nulla può fare per evitare l'impatto, venendo poi inghiottito all'interno del mezzo, il cofano simile a delle fauci che si richiudono prontamente. Il Signore dei Metalli è certo di aver vinto, ma Rom si libera e distrugge sia l'auto che la gru. L'alieno dalla pelle dorata però non si perde d'animo e, con un altro raggio di puro pensiero, trasforma il metallo presente in questo cimitero delle auto in tentacoli d'acciaio, che abbrancano strettamente il Cavaliere Spaziale. Ancora una volta, tuttavia, l'eroe riesce a liberarsi. La sua pazienza esaurita, Rom si lancia contro il Signore dei Metalli, il quale però non attende altro: lui può controllare ogni tipo di metallo, dunque anche quello presente nell'armatura del cyborg. Attiva così un raggio di puro pensiero che centra Rom, la cui armatura però si ribella per quel secondo necessario a far impattare il Cavaliere Spaziale contro la piattaforma volante del Signore dei Metalli, che rimane distrutta. Entrambi gli alieni crollano al suolo e, quando il Signore dei Metalli si riprende, è sconvolto: non aveva mai conosciuto un metallo del genere, un metallo capace di sfuggire persino al suo controllo. E, continuando a mormorare parole di disperazione, si allontana nel paesaggio innevato.
Anche Rom si rialza in piedi, capendo che il suo avversario ha commesso due errori: ha presunto che la sua armatura fosse di fattura terrestre e non ha compreso che, in quanto cyborg, il metallo di cui è composta è fusa con le cellule viventi del Cavaliere Spaziale, che non è stato in grado di controllare. Poi Rom nota Bernie Tarpin: seppur esposto ad un freddo intenso, la ragnatela con cui è stato avvolto ha funto come isolante e l'ha tenuto in vita. Meglio portarlo comunque subito al caldo. Prima di entrare nella baracca del custode, però, il Cavaliere Spaziale nota l'astronave del Signore dei Metalli librata in aria e gli viene un'idea.
Natale: Bernie Tarpin viene risvegliato dai latrati del suo cane per la consueta passeggiata mattutina. Essendosi risvegliato nel suo letto, il custode del cimitero delle auto pensa che i ragni d'argento della notte scorsa fossero solo parte di un brutto sogno. Però, quando esce e vede l'astronave del Signore dei Metalli nella sua discarica, inizia a dubitare che si sia trattato solo di un sogno. Buon Natale, Bernie, da Rom Cavaliere Spaziale!

CONTINUA...

domenica 7 dicembre 2014

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 29

04/1982
ANCHE UN CAVALIERE SPAZIALE PUÒ PIANGERE (EVEN A SPACEKNIGHT CAN CRY!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Chic Stone/Al Milgrom/Mike Esposito/Frank Giacoia/Rick Magyar (chine)-Ben Sean (colori)-Al Milgrom/Jim Shooter (supervisione)

Clairton: In questa piccola cittadina del West Virginia, stanotte si tiene un cupo funerale: tutti i partecipanti, con un'unica eccezione, sono umani, il cadavere invece è quello di un Cavaliere Spaziale. Starshine, la guerriera dorata vilmente uccisa dagli Spettri Neri (V. All American Comics 51). E mentre il parroco del paese intona la litania funebre, l'unico essere presente simile a Starshine, Rom, manifesta tutta la sua rabbia e disperazione scagliando in cielo raffiche energetiche col suo Neutralizzatore. Persino coloro che sono più vicini al Cavaliere Spaziale, che lo conoscono da più tempo, ovvero Brandy Clark, Steve Jackson e Brock Jones (alias l'eroe Torpedo), si ritraggono, non desiderando intromettersi nel dolore di Rom. È la prima volta che vedono cadere in battaglia un Cavaliere Spaziale, un evento che invece Rom ha vissuto già troppe volte. Immagini spettrali librano intorno alla sua testa, raffiguranti i suoi amici perduti: incapace di toccarli, così come non è stato capace di salvarli tempo prima, Rom manifesta ancora la sua rabbia scagliando un'altra raffica in cielo. È solamente un gesto, simbolo della sua angoscia, ma coincide con l'improvviso levarsi di un vento freddo che inizia a sferzare il cimitero.
Il Cavaliere Spaziale si avvicina dunque alla bara dove è stata adagiata Starshine: le dice addio, poi di fronte agli sguardi stupiti degli abitanti di Clairton, dirige il raggio del Neutralizzatore verso di lei. Dentro l' armatura dell'eroina vi sono potenti energie, che hanno sostituito la sua umanità quando essa ha deciso di unirsi al corpo dei Cavalieri Spaziali. Ora Rom libera quelle energie, quell'essenza vitale, di modo che l'anima eterna della galadoriana possa librarsi insieme agli angeli. E così poco dopo, sotto gli sguardi stupiti degli abitanti di questa città, una figura si solleva dalla bara ed ascende in cielo, una figura che si potrebbe definire un fantasma. Brandy si avvicina infine a Rom, per fargli sapere che tutti i clairtoniani gli sono accanto nel suo dolore. Ma il Cavaliere Spaziale pare quasi non ascoltarla: Starshine è morta perché ha dimenticato ciò che era, ha dimenticato che qualunque umanità un tempo possedesse è perita o perduta sulla lontana Galador. Invece ha fatto sì che il suo amore verso di lui la accecasse nei confronti del suo dovere di guerriera: ed è stato quell'amore e quella cecità che hanno permesso al nemico di ucciderla. Rom non vuole più sentir parlare di amore o di umanità, almeno fino al termine della guerra contro gli Spettri Neri. E così dicendo si allontana nella notte. Steve Jackson medita su queste sue ultime parole: vuol forse dire che può rimettersi insieme a Brandy? Poi si dà dello stupido per aver provato gelosia nei confronti di un essere rinchiuso in un'armatura argentata.
Anche Brock Jones ha cupi pensieri: gli era stato dato il compito di proteggere Clairton in assenza di Rom e non si è avveduto della presenza degli Spettri Neri. Ma sua moglie Lorraine e Steve Jackson lo consolano: nessuno se ne sarebbe potuto accorgere, non ha il potere di penetrare il travestimento di quegli alieni mutaforma e di certo nulla poteva fare contro quella strana nebbia che ha reso tutti gli abitanti di Clairton una sorta di zombi. Per fortuna, con l'aiuto dell'Uomo Talpa e dei suoi Sotterranei sono riusciti a liberarsi da questa influenza ed a riprendersi la loro città (V. All American Comics 45/51). Poi un uomo si avvicina a Brock e gli rivela che al laboratorio della città pensano di poter modificare il suo visore da Torpedo di modo tale da potergli permettere di "vedere" gli Spettri così come accade a Rom quando usa il suo Analizzatore di Energia. E con questo pensiero confortante ed una ritrovata sicurezza, tutti si allontanano dal cimitero. Solo Brandy rimane, ad osservare la figura solitaria di Rom che si allontana. Poi Steve Jackson viene a prenderla e la porta via.
Una volta che il posto è rimasto deserto, la terra fresca della bara di Starshine crolla per rivelare sotto di essa l'Uomo Talpa, il suo alleato Digger ed alcuni dei Sotterranei: una strana sensazione ha pervaso in questi ultimi giorni Harvey Elder, dopo tanto tempo passato lontano dall'umanità si è ritrovato insieme a dei suoi simili per affrontare una minaccia comune ed ora ha voluto dare un'ultima occhiata a questi suoi alleati. Non può dire se ciò porrà fine alle ostilità tra lui ed il mondo di superficie, ma verrà forse un giorno in cui riemergerà nuovamente, quando la minaccia degli Spettri Neri coinvolgerà tutti gli abitanti della Terra. Poi l'Uomo Talpa fa rimettere a posto la terra, infine lui ed i suoi fedeli alleati ritornano nelle profondità dei loro covi sotterranei.
Intanto, su un'altura solitaria che si affaccia su Clairton, Rom ripensa a tutte le altre persone a cui ha voluto bene e che ha perduto: il mite Karas, che divenne il Cavaliere Spaziale Firefall; Ray-Na, il suo primo grande amore, che si sacrificò per lui; il Direttore Primario di Galador che tanto, troppo ha voluto dalla gioventù del suo mondo; ed infine Terminator, il Cavaliere Spaziale che nel morire si è portato via metà della sua umanità. Cosa è dunque divenuto adesso? L'Analizzatore di Energia glielo rivelerà: lo rivolge contro sé stesso, scoprendo attorno a sé un'aura cremisi che circonda un'amalgama di uomo e macchina, di carne e metallo, di nervi e circuiti. Un cyborg con un'anima. Ad un tratto i sistemi di allarme dell'Analizzatore si attivano, indicando una potente e mortale energia proveniente da un piccolo villaggio ad alcuni chilometri di distanza. Che sia opera degli Spettri Neri? Rom decide di andare ad indagare su questa faccenda.
E così in breve tempo, grazie ai suoi retrorazzi, giunge alla sua destinazione: una piccola comunità in sfacelo con edifici fatiscenti, nessuno nelle vicinanze e numerosi getti di fumo velenoso fuoriuscenti da crepe nel terreno. Improvvisamente, dalla nebbia fumogena presente davanti al Cavaliere Spaziale, avanza lentamente una figura, il volto terribilmente scavato e deperito da rughe premature. Afferma di chiamarsi Clay Brickford e crede che Rom sia un angelo del Signore, venuto a liberare lui e la sua famiglia dalla sofferenza. Dal corpo dell'uomo emana una intensa energia, la stessa rilevata da Rom prima di giungere qui. Una radiazione che sta uccidendo Brickford. Il Cavaliere Spaziale si offre di aiutare l'uomo e la sua famiglia, ma lui afferma che ormai non c'è più nulla da fare: il mostro che ha fatto loro ciò sta alla fine vincendo.
Poi Brickford porta Rom dentro la sua piccola e decadente abitazione: all'interno vi sono una donna, anch'essa col volto deperito, e tre bambini, questi ultimi riversi a letto che respirano a malapena. Rom analizza anche loro, scoprendoli pervasi della stessa mortale energia radioattiva che pervade Brickford e che si sta estendendo come un cancro nelle loro cellule. Tuttavia è energia e può essere neutralizzata: così il Cavaliere Spaziale dematerializza il suo Analizzatore facendo comparire al suo posto il Neutralizzatore. Esso viene diretto contro la famiglia Brickford, che come per miracolo riacquistano colorito in volto e forze nel corpo. Sono guariti. I Brickford ringraziano sentitamente Rom, ma lui afferma di aver semplicemente eliminato la radiazione che stava mettendo in pericolo le loro vite. Ci sono forse altre persone malate in questa città?
Clay Brickford scuote la testa: tutti gli abitanti di Lucifer Falls si sono ormai trasferiti, loro sono gli ultimi rimasti, loro che rischiavano di diventare le ultime vittime del mostro. Eppure non era un mostro la prima volta che giunse in città, era solo un uomo in cerca di aiuto. Un uomo di nome Bruce Banner. Era atterrato bruscamente con un aeroplano, che era andato distrutto per l'impatto col suolo: i Brickford, pur essendo una famiglia mineraria con poche risorse, lo accolsero calorosamente nella loro casa, dandogli vitto e alloggio. Un altro loro ospite era un certo Lincoln, che divenne ben presto amico di Bruce. I due cominciarono a lavorare nelle miniere di Lucifer Falls e tutto per qualche tempo sembrò andare bene, finché un giorno Jimmy-Jack, uno dei figli di Clay, iniziò a soffrire di un violento mal di stomaco. Lui fu solo il primo di una lunga catena di malati. Lincoln sospettò che dietro questa epidemia potesse esservi Banner, dal momento che era cominciata proprio dopo il suo arrivo. Ebbe un violento confronto con lui ed alla fine lo scagliò in un pozzo minerario. Ma Banner non era un uomo qualunque e prima di toccare terreno si era già trasformato nell'Incredibile Hulk. Il gigante di giada affrontò Lincoln, una battaglia deflagrante che rase al suolo metà di Lucifer Falls. Alla fine solo Lincoln emerse dalle macerie e, dal momento che tutti erano guariti, si pensò che Hulk fosse morto (un riassunto degli eventi di Uomo Ragno Corno 191).
Tutto tornò alla normalità, Lincoln rimase a vivere e lavorare coi Brickford, Lucifer Falls sembrava un posto tranquillo in cui vivere. Poi la terra si aprì ed iniziarono ad emergere quelle strane cortine di fumo, le cui esalazioni fecero ammalare gli abitanti della città. Clay trovò un contatore geiger abbandonato da Banner e scoprì che quei fumi erano radioattivi: tutti allora decisero di trasferirsi. Era opinione comune che quella radioattività era emessa da Hulk intrappolato nelle miniere, oppure dal suo cadavere. Lincoln decise allora di andare ad indagare nelle profondità: nessuno lo ha più visto da quel giorno. Per questo i Brickford non se ne sono ancora andati: Lincoln è loro amico, non possono abbandonarlo senza sapere cosa sia stato di lui.
Clay porta Rom all' entrata della miniera ed il Cavaliere Spaziale si offre di andare a cercare lo sfortunato essere. Inizia dunque a scendere nei condotti fetidi e malsani di questo posto, fino a giungere in fondo. Dopo una breve ricerca col suo Analizzatore, rileva una alta concentrazione di radiazioni poco davanti a lui. Si reca verso la sua fonte, trovandosi davanti ad un essere immenso e solitario che emana un'aura quasi luminosa. Che sia lui Hulk? Il Cavaliere Spaziale si avvicina all'essere, chiamandolo con questo nome. Ma lui ribatte di non essere Hulk, bensì Lincoln, l'amico dei Brickford nonché la causa della loro morte: suo padre era un atomo, sua madre una bomba, la Terra urlò il giorno in cui nacque. Era un bambino pericoloso, un suo semplice tocco bruciava e coloro che gli stavano vicini si ammalavano e morivano. Non era un uomo, piuttosto un Anello Mancante. Coloro che lo avevano creato cercarono di distruggerlo: venne così spedito negli Stati Uniti, dove affrontò per la prima volta Hulk, che lo sconfisse ignominiosamente facendolo a pezzi e trasformandolo in una sorta di grandine che precipitò nella contea degli Appalachi (V. Marvel Collection: L'Incredibile Hulk 3).
Lì il suo corpo si riassemblò, la sua radiazione letale sparita in seguito alla battaglia con Hulk. Ciò gli permise dunque di divenire amico dei Brickford e poter vivere e lavorare insieme a loro. Lincoln era felice, ma un giorno Bruce Banner giunse a Lucifer Falls: nell'incontrarlo, l'essere provò un senso di terrore poiché sapeva che come lui era diverso da tutti gli altri. Poi, quando Jimmy-Jack si ammalò, Bruce lo analizzò con un contatore geiger e scoprì che la fonte di radiazioni che aveva contaminato Lucifer Falls era proprio Lincoln. Gli parlò di questo, ma l'essere si arrabbiò e lo scagliò in un pozzo minerario: così Lincoln capì qual era la diversità di Bruce. Ancora una volta in seguito allo scontro col gigante di giada, la radiazione svanì dal corpo dell'Anello Mancante: ma poi la sua fisiologia ricominciò ad assorbire radiazioni, divenne di nuovo un pericolo per i suoi amici. Doveva andarsene: così si inventò la storia che il responsabile era Hulk e si nascose nelle miniere.
Rom spiega che questo auto-esilio non è servito: la sua radiazione affligge ancora Lucifer Falls sotto forma di nubi di fumo, ma il Cavaliere Spaziale può eliminare questa minaccia. Così fa comparire nella sua mano destra il Neutralizzatore. Lincoln, però, mal interpretando la volontà di Rom e credendo che voglia ucciderlo con la sua arma, gli si lancia contro, afferrandolo per la gola ed iniziando a colpire ripetutamente la sua corazza. Tale è la forza e la rapidità dell'assalto dell'Anello Mancante che ad un certo punto Rom perde la presa sul Neutralizzatore. E le conseguenze della battaglia si propagano anche all'esterno quando violenti tremori cominciano ad affliggere Lucifer Falls. Clay Brickford sta per intervenire, ma sua moglie Belinda lo ferma e lo riconduce alla ragione. Intanto Rom prova a spiegare a Lincoln che il Neutralizzatore è un'arma solo se lui decide di volerla utilizzare come tale, in realtà intende curarlo dalla sua condizione, ma l'essere non lo sta a sentire. Qualcos'altro lo blocca: ad un certo punto un suo pugno colpisce un filone di carbone, dietro il quale vi è una conduttura del gas, che esplode. La forza della deflagrazione fa letteralmente a pezzi Lincoln, trasformando la miniera in un inferno. Rom approfitta della confusione per rialzarsi e riafferrare il Neutralizzatore prima che l'Anello Mancante termini di riformarsi. Poi, quando Lincoln si scaglia per l'ennesima volta contro di lui, il Cavaliere Spaziale lo colpisce con un raggio cremisi.
Qualche minuto dopo, quando ormai tutta Lucifer Falls è andata distrutta o è in fiamme ed i Brickford stanno ormai perdendo le speranze, Rom esce dalla miniera portando tra le sue braccia uno svenuto Lincoln. Quando l'essere riprende i sensi, non ricorda nulla di ciò che è accaduto. Clay chiede a Rom se era davvero Hulk il responsabile di tutta questa distruzione ed il Cavaliere Spaziale risponde di sì ed aggiunge che lui e Lincoln l'hanno sconfitto. Ora che l'Anello Mancante è guarito dalla sua radiazione letale, l'eroe d'argento non vuole rovinare la sua felicità. I Brickford ringraziano ancora Rom, allontanandosi poi insieme a Lincoln: c'è molto da fare, c'è una intera città da ricostruire. In quanto ad Hulk, il Cavaliere Spaziale non può fare a meno di chiedersi se un giorno le loro strade si incroceranno.

CONTINUA...

sabato 22 novembre 2014

Sharknado: l'evoluzione della specie (I)

Ci sono pellicole che trascendono la loro natura per entrare nell'olimpo dei capolavori cinematografici e divenire oggetto di culto, film il cui impatto visivo e le cui idee narrative sono così forti da costringere l'industria del cinema a rivedere le proprie posizioni. Pioniere di un nuovo modo di comunicare. E una di queste pellicole è senza ombra di dubbio Sharknado.


Esiste una casa di produzione chiamata Asylum, che ha un metodo di lavorazione e produzione a mio avviso eccezionale. Ci sono blockbuster che ogni tot mesi invadono le sale cinematografiche (in questi ultimi tempi ad esempio, per dire il primo titolo che mi viene in mente, Pacific Rim). La Asylum, basandosi sui trailer e sulle sinossi dei film distribuiti prima dell'uscita ufficiale, mette in piedi un cosiddetto mockbuster, cioè un film a basso costo e dal titolo quasi uguale che cavalchi l'onda del successo del blockbuster. Un film la cui produzione dura pochi mesi - dalla sceneggiatura al montaggio finale - di modo che quando il DVD del blockbuster viene messo in commercio contemporaneamente esce anche il DVD del mockbuster per cogliere di sorpresa lo spettatore e togliergli un paio di euro dal portafogli. Pacific Rim, dicevamo? Be', ecco arrivare Atlantic Rim! Ma ne parleremo in un'altra occasione.
Sì, perché a volte la Asylum ha idee tutte sue (adesso, idee...). Idee che devono molto a quel cinema catastrofista degli anni '70 in cui vecchie glorie del grande schermo potevano assaporare ancora una volta le luci della ribalta. Con la differenza che con la Asylum le vecchie glorie sono quelle dei telefilm degli anni '90, su un livello come dire leggermente diverso. Con Sharknado riemergono gli scheletri dall'armadio Ian Ziering, lo Steve Sanders faccia da schiaffi e da pirla di Beverly Hills 90210, e la meteora Tara Reid dopo un tuffo in una piscina di botox. Entrambi nel leggere la sceneggiatura capirono che la storia era "forse" un po' sopra le righe, ma dopotutto tutti noi dobbiamo mangiare.
Curiosa la storia del successo di questo film, che deve molto ai nuovi mezzi di comunicazione di questo millennio, i social network. La pellicola doveva essere una produzione originale a basso costo che sarebbe stata trasmessa dal canale a pagamento SyFy, la quale già in passato aveva trasmesso pellicole della Asylum e persino un "Marvel-Movie" (virgolette a più non posso) come Man-Thing. Canale che peraltro in passato aveva trasmesso anche telefilm di tutto rispetto come Battlestar Galactica o Farscape. Un primo passaggio di Sharknado nell'estate 2013 ottenne un'audience poco sotto i canoni della rete, anche se non nelle aspettative. Poi ci fu il diluvio, altro che il tornado: il film divenne un hashtag popolarissimo su Twitter commentato anche da celebrità come Damon Lindelof (che si sarà disperato per non aver pensato a questa idea come risoluzione del mistero di Lost) e Olivia Wilde. Un tam tam mediatico che convinse SyFy a trasmettere una replica del film la settimana seguente... con un incremento dell'audience vicino al 40%. Una terza replica ottenne un'audience ancora più alta, rendendolo il film più visto della storia della rete.
Venne poi organizzata addirittura una "premiere" cinematografica in cinema selezionati, che tuttavia non andò come sperato. Oramai però gli squali e i tornadi erano entrati nell'immaginario collettivo e anche Youtube si ritrovò invasa da spezzoni della pellicola, su cui trionfavano commenti entusiasti come:"WTF is that shit?". L'eco del successo di Sharknado travolse anche l'edizione 2013 di Lucca Comics, con una proiezione che ebbe un pubblico maggiore di quello di Thor: The Dark World (ehm, forse sto un tantino esagerando). Alla fine uscì il DVD del film, che venne distribuito anche in Europa e in Italia tramite la Minerva Pictures, che già in passato aveva importato alcuni film della Asylum (che culo).
Ma ora buio in sala, prego, è il momento della proiezione (sì, questo film ha un'aura così potente che abbiamo deciso di dedicargli due post!).

E CONTINUA PURE...

giovedì 13 novembre 2014

Stan Lee AKA Uatu


Stan Lee (insieme ad altri grandi creativi come Jack Kirby, Steve Ditko, ecc...) ha creato il moderno Marvel Universe. O (così nessuno rompe su questa questione) il suo nome compariva nei credits di quelle storie che hanno introdotto il moderno Marvel Universe... provate a negare questo.
Stan Lee, tuttavia (a differenza di quegli altri grandi creativi di cui sopra), è stato anche un perfetto uomo marketing: a suo tempo è stato capace di capire, se non addirittura prevedere i gusti del pubblico e offrire ciò che questo voleva. Storie di mostri? Eccoli, e dai nomi più improbabili. Storie romance? Dialoghi sdolcinati e la pietanza è servita. Storie anti-comuniste? Niente di più facile.
Dietro tutto questo c'era una redazione, il Bullpen, che Stan Lee portò all'attenzione dei suoi lettori, dando ad ognuno dei suoi componenti un volto e dei soprannomi. Si conosceva persino il nome della segretaria di redazione! Ma lui rimaneva sempre al centro dell'attenzione (che soffra di un po' di sano egocentrismo penso sia incontestabile), tanto che molto dopo che il suo nome smise di comparire nei credits la gente continuò ad associare la Marvel alla sua figura. E continua a farlo ancora oggi.
Quindi questo mix di sano egocentrismo, riconoscibilità e capacità di interagire col pubblico spiega perché Stan Lee in (quasi) tutti i film basati su personaggi Marvel faccia un cameo: a volte è un militare, a volte una guardia di sicurezza o un giudice di un concorso di bellezza, a volte un semplice passante... è stato persino il postino dei Fantastici Quattro! Tante identità per un sol uomo.
Tanto che qualcuno ha persino cercato di trovare una soluzione a un dilemma inespresso, una ragione che spieghi perché un uomo dallo stesso aspetto sia comparso più volte sulla scena di eventi legati al mondo dei supereroi cinematografici in ruoli differenti. E la teoria (chiaramente mai confermata dai Marvel Studios/Disney/Fox/Sony/chipiùnehapiùnemetta) di per sé scontata è anche spiazzante: Stan Lee è Uatu l'Osservatore in forma umana. Colui che nell'universo Marvel appunto compare nei momenti fondamentali della storia della Terra, solo e unicamente per assistervi.
Una teoria, astrusa quanto si vuole, che ha anche un suo fascino. Renderebbe gli universi cinematografici coesi come un unico Multiverso (mondo Marvel Studios, mondo Fox, mondo Sony): un Multiverso che Uatu/Stan attraversa senza problemi. A volte interviene personalmente in determinate situazioni - in Spider-Man ad esempio salva una passante - ma suvvia, quante volte Uatu ha infranto il suo giuramento di non interferenza? A volte non lo vediamo, ma chi ci dice che non si aggiri da qualche parte (anche se nei due film dedicati a Ghost Rider si è ben guardato dal partecipare)?
Anche se questa rimane solo una teoria, ci piace pensare a uno Stan Lee seduto comodo nella sua dimora nella Zona Blu della Luna, che ogni tanto soffre di noia e porta la sua dirompente personalità in questi mondi che stanno assistendo all'alba di una nuova era. Per esclamare alla fine il suo celebre:"Excelsior!".

venerdì 7 novembre 2014

Kick-Ass e la creazione dell'universo

Con Kick-Ass Mark Millar ha cercato di dare una nuova impronta al genere supereroistico e, nel contempo, ha creato attorno ad esso un universo narrativo col suo background, le sue regole e i suoi personaggi. Certe volte, però, la realtà (e le ipotesi di complotto) supera ogni più sfrenata fantasia.


Premessa all'articolo: se non avete letto tutte e tre le miniserie dedicate a Kick-Ass ci capirete poco o nulla. Dave Lizewski è un nerd sfigato: a scuola è deriso da tutti, il padre deve provvedere da solo al suo sostentamento e di sesso neanche a parlarne. L'unica sua via di fuga dalla realtà è la lettura dei fumetti di supereroi, che però su di lui innesca anche un desiderio di riscatto personale, come accade a un Peter Parker o a un Bruce Wayne. Laddove Dave è la burla, la sua maschera Kick-Ass è il vincente. Il problema però è che quei personaggi sono irreali, esistono solo nella fantasia: nella realtà non si può saltare da un grattacielo all'altro come se nulla fosse o incutere terrore nei criminali solo con il proprio aspetto. Tanto che, alla sua prima sortita, Kick-Ass viene duramente pestato da una banda di criminali e, dulcis in fundo, investito da una macchina. Trasportato d'urgenza in ospedale, dopo alcune settimane di coma indotto, fisioterapia e parziale perdita di sensibilità ritorna in attività e grazie al prezioso aiuto della piccola, spietata vigilante Hit-Girl diventa un punto di riferimento di una nuova comunità supereroistica, la Justice Forever. E alla fine troverà anche il vero amore della sua vita, rinunciando alla sua "maschera".
La prima miniserie, pur con qualche esagerazione, cercava di mantenere un tono realistico. Le successive miniserie invece, compreso lo spin-off dedicato a Hit-Girl, hanno portato all'estremo il concept iniziale, rendendo la violenza mostrata nelle storie alquanto grottesca, improbabile e surreale per chiudersi infine (in maniera un po' strana e in apparente contrasto con le premesse iniziali) con un messaggio buonista del tipo siamo tutti eroi se vogliamo esserlo. Non solo, Kick-Ass è divenuto la pietra angolare di un intero universo narrativo sviluppato da Millar in altre miniserie come Superior, Nemesis, The Secret Service e dove opere come Supercrooks appaiono come film hollywoodiani ad alto budget. Il Millarverse, alla faccia dell'umiltà: un universo narrativo che ha visto nel suo passato una prima generazione di supereroi spazzata via da una società di supercriminali (Wanted), a sua volta eliminata. Dopo anni di silenzio, emerge Kick-Ass, il quale rappresenta la nuova voce di un nuovo supereroismo che porta alla nascita di una nuova comunità supereroistica e una nuova generazione di superesseri. All-New Millar Now.
Un po' strano in effetti, se pensiamo al fatto che la prima scena di Kick-Ass vede un aspirante supereroe sfracellarsi al suolo poiché il suo dispositivo di volo artificiale non funziona. Potremmo anche chiosare però dicendo che è questa la magia del fumetto, capace di sovvertire persino quelle che sembravano essere le premesse iniziali. Eppure... Sì, c'è un elemento insolito in tutto questo e lo troviamo nelle pagine conclusive della terza e ultima miniserie. Come ho detto, nella sua prima, sventurata sortita Kick-Ass viene investito da un'automobile ed entra in un coma da cui esce alcune settimane dopo. Prima di perdere i sensi si vede trascinato su una barella e si accorge di non aver più indosso il costume, al che giunge alla conclusione di essere riuscito a sfilarselo e gettarlo via prima che arrivassero i soccorsi, pur non ricordandosi di averlo fatto. La cosa viene accennata e mai più ripresa. Epilogo di Kick-Ass: Dave trova il vero amore in una infermiera di nome Valerie, è proprio il classico caso di amore a prima vista. Dopo che la banda Genovese è stata definitivamente sgominata, va da lei e le annuncia che rinuncia alla sua carriera supereroistica, ma c'è un cartello alle loro spalle, un cartello che dice che uno dei degenti del reparto si chiama "D. Lizewski".


Nulla di strano, volendo, poiché nella comunità ebraica di New York è un nome comune. Poi però in una vignetta successiva si vede un ragazzo riverso a letto, pieno di fasciature e accudito da una persona, che pare proprio essere il padre di Dave... ucciso nella seconda miniserie!


Quindi la conclusione quale sarebbe, per i fanatici delle teorie del complotto? Chissà, forse Kick-Ass dopo essere stato investito non è mai uscito da quel coma, la sua prima sortita come supereroe è stata anche l'ultima. Tutto quello che è accaduto dopo (Hit-Girl e Big Daddy, Red Mist, Justice Forever) è un sogno di Dave indotto dal coma e Valerie è l'infermiera che lo accudisce tutti i giorni e nella sua immaginazione diventa la sua fidanzata. E quindi il lieto fine buonista, dopo il superamento di mille avversità, è inevitabile per chi legge fumetti di supereroi. Non solo, la fervida fantasia di Dave lo porta a concepire un intero universo supereroistico, con un proprio passato alle spalle e nuovi eroi a prendere il posto dei precedenti in una perfetta tradizione di "legacy".
Un'allucinazione da coma dello sfigato Dave Lizewski, nulla più: ecco cosa sarebbe in realtà il Millarverse. Caro amico scozzese, ah, sarebbe proprio da te. Però non saltiamo alle conclusioni: Millar ama divertirsi e divertire i suoi lettori. Quelle due vignette (che chiaramente non sono casuali) sono state messe lì forse solo per gioco, per parodiare un po' certe situazioni fumettistiche. Ognuno avrà la sua opinione e altre opere del Millarverse usciranno: alcune saranno ambientate in quell'universo narrativo, altre saranno produzioni hollywoodiane ad alto budget. L'importante in ultima analisi (non poteva mancare il mio messaggio buonista) è che siano belle storie.

venerdì 31 ottobre 2014

Libri a caso: Le Avventure di Magnus Ridolph


Magnus Ridolph è un uomo vicino alla mezza età ma ancora in buona forma, seppure un po' "rotondetto". Spesso la noia lo porta a investire i suoi soldi in azzardati progetti, che si rivelano fallimentari: per rientrare della somma persa, dunque, deve fare affidamento sulle sue indubbie capacità investigative e di analisi e risolvere i più svariati casi in giro per le galassie.
Possiamo riassumere così Le Avventure Di Magnus Ridolph (The Complete Magnus Ridolph), una antologia che raccoglie tutte le dieci storie che vedono protagonista l'insolito detective stellare ideato da Jack Vance, in quelle che furono tra le sue prime opere professionali per il mercato statunitense (verso la metà degli anni '50). Racconti che mostrano uno scrittore ancora alla ricerca di un proprio stile, nonché di un modo efficace e smaliziato di comunicare con quel lettore di fantascienza che magari desidera solo un sano divertimento senza impegni. Il personaggio stesso sembra privo di una vera identità, una sorta di mix tra Sherlock Holmes e Nero Wolfe.
Non sono dunque racconti profondi, ma nemmeno del tutto noiosi. Senza infamia e senza lode, potremmo dire. Vance mostra già qui comunque una indubbia capacità di descrizione di società aliene, intendendo questo termine anche come lontane dalle nostra concezione di (apparente) normalità, un tratto che l'avrebbe reso celebre nei decenni successivi.
Magnus Ridolph non è poi sopravvissuto oltre i fifties, figlio forse di un tempo ancora troppo scanzonato e privo di pretese. Non diremo che sia stata una tragica perdita per la narrativa fantascientifica, di certo però siamo rassicurati del fatto che adesso i suoi soldi siano al sicuro.

giovedì 23 ottobre 2014

Tyler Durden vs Ferris Bueller

Il ventunesimo secolo, o terzo millennio che dir si voglia, ha portato con sé una maggiore esigenza di realismo da parte del pubblico. Quel pubblico smaliziato e speranzoso che si sorbiva tutte quelle produzioni anni '80 era cambiato e i nuovi target dell'audience non potevano, non volevano (ma sarà così?) più accettare certe cose prima date per scontate. E c'è stato un contagio generale, tanto che oggi non riesci più a vedere le cose come un tempo. Non riesci a vedere un telefilm dell'A-Team e accettare il fatto che soldati veterani e addestrati non uccidano mai nessuno, nonostante ci siano centinata di sventagliate di proiettili. O guardare CHIPS e non protestare per il fatto che tutti escano illesi e senza un graffio da ogni dannato incidente stradale. L'esigenza di realismo ha portato con sé prodotti eccelsi (I Soprano, Breaking Bad, House Of Cards), ma anche danni. E ha esteso le sue spire indietro nel tempo.
C'era una volta una chimera chiamata sospensione dell'incredulità.


C'è un uomo senza nome, gran lavoratore e perfettamente integrato nel sistema. Ma quel sistema è per lui opprimente, angosciante, potremmo essere noi stessi a ben vedere. Così alla fine quest'uomo, incapace di ribellarsi a questo sistema, crea una personalità ribelle, anarchica, ma che nella realtà non esiste e che quel sistema lo vuole distruggere con la violenza: quella personalità si chiama Tyler Durden e tramuterà il tizio senza nome in un uomo nuovo. Ebbene sì, questo è Fight Club, il romanzo di Chuck Palahniuk divenuto celebre grazie all'omonima trasposizione cinematografica diretta da David Fincher dove Tyler Durden era interpretato da Brad Pitt. Ora, mi direte voi, cosa c'entra tutto questo con Una Pazza Giornata Di Vacanza (Ferris Bueller's Day Off), una commedia diretta da John Hughes nel 1986?
Nel film il protagonista assoluto è appunto lo studente Ferris Bueller, interpretato da Matthew Broderick: un ribelle, che agisce al di fuori del sistema rappresentato per lui dai genitori e dalla scuola e che come Deadpool infrange il Quarto Muro, rivolgendosi direttamente al pubblico e dando lezioni di vita. Il suo contraltare è Cameron Frye: un ragazzo malaticcio che invece in quel sistema è perfettamente integrato, ma ne è anche oppresso - tanto che la figura paterna è per lui qualcosa da temere. Potremmo essere stati noi qualche anno fa. Ferris riesce a convincere Cameron a "prendere in prestito" la Ferrari di suo padre e lo porta insieme con la sua fidanzata a visitare svariati luoghi di Chicago, la città in cui si svolge il film, allo scopo di dimenticare almeno per una pazza giornata le loro preoccupazioni quotidiane. Alla fine però Cameron provoca un incidente con la Ferrari e quel sistema di cui ha paura torna a tormentarlo: solo che stavolta lo fronteggia e decide di confrontarsi con suo padre. Diventando un uomo nuovo. Ferris scompare.
Per più di dieci anni nessuno ha mai messo in dubbio nulla di questa trama. Va bene, c'erano alcuni elementi un po' sopra le righe, ma appunto... sospensione dell'incredulità. Il film è anche divenuto un piccolo oggetto di culto. Poi però è arrivato il nuovo millennio e qualcuno ha cominciato a dire:"Ehi, ma la storia è fin troppo irrealistica, l'happy ending da libro delle favole è inconcepibile" ; "Impossibile che tutti quei luoghi di Chicago così distanti tra loro siano visitati in un solo giorno" ; "Irreale che un ragazzo convinca centinaia di abitanti di Chicago a ballare e cantare con lui sulle note di Twist And Shout dei Beatles". Richiesta di realismo laddove non è necessaria: l'happy ending deve esserci perché è una commedia, lo spettatore di allora vedeva il film anche per quello e non voleva altro; e nel mondo di Ferris Bueller si può visitare Chicago in un solo giorno e uno studente può convincere l'intera cittadinanza a ballare e cantare insieme a lui o dare vita a un immenso girotondo coi bambini all'Art Institute.
E se invece non fosse così? Ecco allora circolare da qualche tempo la "teoria Fight Club", la quale ovviamente non potrà mai essere confermata o smentita da quella buon anima di John Hughes. La teoria secondo cui sia Ferris Bueller che il mondo che ruota intorno a lui (il preside della scuola, i genitori, l'eterna fidanzata) non esistono ed entrambi sono solo un prodotto dell'immaginazione di Cameron, una sua proiezione mentale. Oppresso dal sistema e dall'autorità, Cameron crea un suo opposto che da quel sistema si tiri fuori. Forse Cameron si fa un giro in Ferrari e provoca subito l'incidente, forse addirittura non prende mai in prestito l'auto di suo padre, forse il tutto viene immaginato sul letto di casa e l'unica scena reale è quando accetta di confrontarsi con il padre. Ecco spiegate le apparenti scene irreali. Ecco spiegati i monologhi che sfondano il Quarto Muro: non è Ferris che parla a noi, ma l'Es di Cameron che parla al suo Io. Ecco spiegato il lieto fine da libro di favole: nel voler dire addio alla sua creazione, Cameron si congeda da lui facendolo mettere insieme alla sua eterna fidanzata e salvandolo da una punizione ad opera dei suoi genitori. Rimanendo dunque l'idolo della scuola, quello studente amato e un po' ribelle che tutti noi avremmo voluto essere almeno per un giorno. Una rappresentazione vivente della felicità: quello che Cameron non è e mai sarà.
Sì, ridotto in questi termini il film assume più i tratti di un dramma esistenziale che non di una commedia, vedendone snaturata la sua natura originaria: ve l'avevo detto che l'eccessiva esigenza di realismo a volte provoca dei danni. Mi rituffo nella mia piscina di sospensione dell'incredulità.