martedì 31 dicembre 2013

Post di fine anno


Finisce il 2013. Finisce per questo blog con 42 post (3 meno dell'anno scorso, ahi ahi ahi, dovremo rimediare). Finisce con qualche cosa ancora in sospeso, qualche progetto lasciato a marcire che verrà senza dubbio ripreso (avevo iniziato a riassumere le storie inedite di Rom Spaceknight... ma spero ancora in un Omnibus Panini!).
Cosa ci aspetta per il 2014? Qualche argomento sparso: il New Universe, John Byrne, Crisi Sulle Terre Infinite, fantascienza, Le Cronache Del Ghiaccio E Del Fuoco, altre citazioni fumettistiche... mi piacerebbe molto fare più post dedicati al cinema e ai film brutti, mie passioni senza fine.
Beh, come avrebbe detto Diego Abatantuono, sarò breve e circonciso: buona fine e buon principio a tutti voi, che bontà vostra mi seguite od ogni tanto leggete qualche mio post. Lunga vita e prosperità.

giovedì 19 dicembre 2013

Maschere



Il web partorisce strane creature che a volte faticano a trovare il loro posto in questo affollato mondo virtuale. Ma la natura, madre di tutte le cose belle e brutte, ha fornito loro uno strumento tramite cui far sentire la propria voce, soprattutto a quelli che non vogliono sentirla: i cinecomics! Il web e i social hanno partorito nuove maschere, nuove categorie sociali: lo scettico per natura, il finto moderato e l'inutilmente entusiasta. E ognuna di queste maschere ha precise regole di comportamento e reazioni, sintetizzate in varie fasi.

1) Annuncio ufficiale di un nuovo cinecomic. Lo scettico per natura, che in realtà non vedeva l'ora che uscisse una simile notizia:"Un altro? Ma basta! Possibile che il cinema non abbia idee nuove?"; il finto moderato, a cui in realtà non gliene importa nulla:"Aspettiamo di vedere il film prima di giudicare"; l'inutilmente entusiasta, che ormai ne ha piene le scatole:"Fantastico, meraviglioso, era proprio il film che aspettavo da una vita intera, un sogno che diventa realtà!". Si scatenano risse via web e insulti con riferimenti ad attività poco edificanti del ramo femminile della famiglia del contendente.

2) Annuncio dell'interprete principale. Lo scettico per natura, che in realtà trova sia azzeccatissimo:"Che delusione, ma non si poteva proprio trovare qualcun altro? Non assomiglia per niente al personaggio del fumetto, ha i capelli castano chiaro invece che castano scuro, ma si può? Possibile che il cinema usi sempre gli stessi attori?"; il finto moderato, a cui in realtà non gliene importa nulla:"Aspettiamo di vedere il film prima di giudicare"; l'inutilmente entusiasta, che non ha idea di chi sia:"Fantastico, meraviglioso, è perfetto per questa parte! Sono sicuro che saprà conquistare tutti!". Si scatenano risse via web e insulti, stavolta dicendo che le attività poco edificanti di cui sopra sono gestite dal contendente stesso.

3) Primo trailer ufficiale. Lo scettico per natura, che fatica a contenere la sua emozione:"Ma cos'è questa roba? Ma possibile che la Marvel/DC non ne azzecchi mai una? Prevedo cinema vuoti e un flop totale!"; il finto moderato, che il trailer non l'ha nemmeno visto:"Aspettiamo di vedere il film prima di giudicare"; l'inutilmente entusiasta, che si aspettava di meglio:"Bellissimo, superlativo, esplosivo! Sembra proprio di vedere il fumetto che prende vita! Non vedo l'ora che arrivi il giorno dell'uscita nelle sale, sono già dentro al cinema!". Si scatenano risse via web e insulti, stavolta è coinvolta anche la reputazione della generazione antecedente del contendente.

4) Secondo trailer ufficiale (che diciamoci la verità, per la metà ricicla scene del primo). Lo scettico per natura, ormai in fibrillazione:"Sempre più disgustato! Ormai il fumetto si è svenduto al cinema" (giuro che questa frase io non l'ho mai capita) "E noi lettori siamo solo poveri polli da spennare" (e smetti di comprare fumetti, no?); il finto moderato, che non ha visto nemmeno questo trailer:"Aspettiamo di vedere il film prima di giudicare"; l'inutilmente entusiasta, sempre più deluso:"Confermo le sensazioni positive, questo film sarà una bomba, entrerà nella storia del cinema! Oh, fosse già il giorno d'uscita". Si scopre che le attività poco edificanti della famiglia del contendente hanno profonde radici nel passato.

5) Settimana di uscita del film. Lo scettico per natura, che ha già prenotato una fila intera, i popcorn e gli occhiali 3D:"Non so se andrò a vederlo, probabilmente smetterò anche di leggere fumetti per sempre dopo 170 anni di onorata carriera di lettore"; il finto moderato, che viene a sapere dell'uscita della pellicola solo collegandosi a Facebook:"Aspettiamo di vedere il film prima di giudicare"; l'inutilmente entusiasta, che da alcuni giorni sta bestemmiando in lingue sconosciute all'umanità:"Ragazzi, non vedo l'ora che sia il giorno! Sono sicuro che all'uscita dalle sale tutti usciranno soddisfatti!". Aspetta e spera. Ormai le attività poco edificanti arrivano a coprire l'intero Medioevo.

6) Il momento peggiore, dopo la visione del film, il momento in cui il Caos decide di manifestarsi. Hashtag su Twitter che fioccano come funghi e muoiono in un batter di Mjolnir. Post multipli su decine di gruppi Facebook su un solo argomento che dominano la tua Home, tanto che l'opzione "Nascondi tutti i risultati di..." raggiunge livelli stratosferici. Link a decine di blog, di cui per un buon 90% ignoravi l'esistenza, con nomi altisonanti come meravigliedicucinamoderna o perchèiosoioevoinonsieteuncazzo e in cui la lingua italiana soffre atroci torture di congiuntivite e apostrofi a sproposito appaiono come se piovesse (questo non è comunque un problema perché solo una persona su 100 si andrà a leggere il post). Il momento in cui le maschere si scatenano.
Lo scettico per natura, rimasto in realtà estasiato dalla visione del film, ma il suo ruolo gli impone di agire diversamente. "Uno schifo. Punto" (si ama molto mettere questo punto, come se questo fosse garanzia di certificazione DOC); il finto moderato, che quel film non lo vedrà mai e di cui in realtà non gliene è mai fregato nulla:"Aspettiamo di vedere il film prima di giudicare" (ma guarda che il film è uscito, gli ribatterà uno, causando la sua improvvisa scomparsa da ogni discussione); l'inutilmente entusiasta, totalmente preda del disgusto, ma il suo ruolo gli impone di agire diversamente:"Semplicemente bellissimo! Non capisco il perché di tutte queste critiche. Il miglior cinecomic di sempre, punto" (anche qui la certificazione DOC).
Le risse raggiungono livelli da guerra nucleare. Partono con una semplice, banale domanda:"Scusa, ma l'hai visto il film?" a cui seguiranno decine e decine di parole che non arrivano da nessuna parte, il chiamato in causa risponderà con altrettante parole che non arrivano da nessuna parte. Alla fine, ormai bloccati in questo teatrino dell'assurdo, i due avversari si scanneranno arrivando a promettersi minacce fisiche. Poi però come per magia, tra un LOL e un invito alla moderazione tardivo come Lord Frey... arrivano i mitici tarallucci e vino. Si scopre che lo scettico per natura e l'inutilmente entusiasta non avevano poi punti di vista così differenti, avevano detto praticamente la stessa cosa ma solo con parole diverse, dai e un po' di elasticità mentale! Baci e abbracci, promesse di incontri a una prossima fiera...
Poi, però, letale come una mannaia cala la nuova minaccia, il nuovo cinecomic. E il teatrino dell'assurdo con le sue tre maschere ricomincia.

Certo, le persone che hanno apprezzato o non apprezzato il film e che motivano in maniera approfondita questo loro pensiero ci sono, tanto che si potrebbe anche intavolare con loro una interessante discussione. Poi però arrivano subito le tre maschere, bloccati nei loro ruoli predefiniti dal web, che pur essendo una minoranza sanno che ad alzare la voce si otterrà (immeritatamente) sempre attenzione. Ed è quello che si desidera alla fin fine, attenzione, far sapere che tu esisti. Con frasi artefatte e banali. Attenzione anche se solo per quell'istante fuggevole in cui un cinecomic esce nelle sale e sparisce dalla memoria degli spettatori. L'immortalità via web è il loro obiettivo finale, ma sono destinati al fallimento. E forse consapevoli di questo stanno estendendo le loro spire a prodotti che cinecomic non solo, ma che discussione generano come Pacific Rim o la trilogia de Lo Hobbit. Combatti le maschere, sii te stesso, o al limite ignorali: vai a vedere il film coi tuoi amici e divertiti, perché è quella la cosa davvero importante.
Il resto sono solo maschere.

giovedì 12 dicembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XV)

Oggi si parla molto di Marvel Now, bisogna ammetterlo, una operazione editoriale senza precedenti nella storia della Marvel. Ma un piccolo Marvel Now ci fu nel 1998 con l'operazione Heroes Return, che rilanciò dal nr. 1 tutte le serie vendicative. Una operazione che avrebbe segnato i destini editoriali anche della futura Capitan Marvel.


CAROL (Terza Parte)


Dopo Roy Thomas e Chris Claremont, il terzo sceneggiatore a prendere Carol Danvers sotto la sua ala protettiva fu Kurt Busiek, che la inserì nel cast della rinnovata serie Avengers dandole un nuovo nome in codice, Warbird, che alla lunga si sarebbe rivelato il più effimero. Il personaggio che ci ritrovammo davanti fu una donna che, avendo perso buona parte dei propri poteri e volendo dimostrare a tutti i costi il proprio valore di fronte ai suoi compagni di squadra, cadde in una lunga spirale depressiva che la portò sul baratro dell'alcolismo. Con grande sofferenza e con l'aiuto di alcuni Vendicatori, Carol riuscì infine a riprendersi e a tornare in forma. Questa trama, che omaggiava il ciclo "Demon In A Bottle" di Iron Man, non lasciò però traccia di sè e nessuno ha più fatto poi cenno all'alcolismo di Carol.
Prima di riappropriarsi del titolo di Ms Marvel, Carol venne coinvolta insieme a molti altri eroi nel crossover House Of M. Qui per la prima volta, nella realtà distorta creata da Scarlet, adottò l'alias di Capitan Marvel, dimostrando come fosse questo il suo (non tanto) inconscio desiderio e la sua più grande aspettativa. Molto più sicura di sè, e di nuovo tornata ad essere Ms Marvel, Carol iniziò a legare con Iron Man e insieme a lui diede vita ad un gruppo più proattivo di Vendicatori composto da potenti elementi come Ares o Sentry o esperti come Wasp e la Vedova Nera. Il gruppo, per risollevare la propria immagine pubblica, si schierò fin da subito a favore del cosiddetto Atto di Registrazione dei Superumani, cosa che lo mise in contrasto con l'altro gruppo di Vendicatori guidato da Luke Cage. Contemporaneamente, Carol ebbe l'onore di una seconda serie regolare a lei intestata: intitolata sempre Ms Marvel, fu scritta nella sua interezza (50 numeri in totale) da Brian Reed, uno sceneggiatore la cui fama è stata di breve durata. E in effetti questa serie non andava più di tanto a incidere sul personaggio di Carol Danvers, il cui status quo veniva deciso più che altro sulle serie vendicative.
Con l'ascesa al potere di Norman Osborn, Ms Marvel passò dalla parte dei Vendicatori ribelli, affrontando colei che aveva usurpato il suo nome (Karla Sofen) e prevalendo al termine dell'assedio di Asgard. Di nuovo sotto le luci, vendicative, della ribalta venne coinvolta nel grande conflitto tra Vendicatori e X-Men per la custodia della mutante Hope. Inviata in missione nello spazio per tentare di fermare insieme ad altri eroi la Forza Fenice, Carol si ritrovò di fronte a un Mar-Vell (sarebbe meglio dire un suo simulacro) rinato grazie alle energie dell'entità cosmica. Alleandosi con lui, Carol si ritrovò dall'altra parte della barricata contro i suoi compagni di squadra, fino a quando non si convinse del contrario e portò anche Mar-Vell dalla sua parte, il quale si sacrificò lottando contro la Forza Fenice.
Ispirata dal suo esempio di eroismo e abnegazione, Carol Danvers si convinse che il suo nome e il suo retaggio non dovessero essere dimenticati. E così, in mancanza di eredi diretti ancora in vita e col tradimento di Noh-Varr, fu lei infine a fregiarsi del ruolo di Capitan Marvel, 44 anni dopo quella sua prima apparizione in quella base dell'Air Force. Oggi è titolare di una serie personale intitolata appunto Captain Marvel, mentre il titolo di Ms Marvel pare sarà appannaggio di una giovane musulmana.
L'eredità di Capitan Marvel alla Casa delle Idee è in buone mani.

FINE

mercoledì 4 dicembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XIV)

Sì, anche un personaggio fittizio può subire delle violenze. Non solo violenze grafiche, come pugni o umiliazioni che sono ben visibili sulla tavola, ma anche violenze narrative, quando i suoi principi cardine non vengono rispettati. La forte e indipendente Carol Danvers aveva ceduto alle trappole di Marcus Immortus sotto gli occhi dei Vendicatori, occorreva un restyling netto. Una ripartenza da zero.


CAROL (Seconda Parte)

Questo avvenne in Avengers Annual 10, un albo storico per più di un motivo, anche per i lettori italiani. Carol ritornò priva di memoria dalla dimensione di Marcus, ma i suoi poteri e i ricordi le vennero sottratti in maniera totale da Rogue (qui alla sua prima apparizione). Chris Claremont ritornò con questa storia al suo personaggio feticcio e, tramite l'ultimo discorso di Carol ai Vendicatori, criticò quanto altri sceneggiatori avevano deciso di fare a questo personaggio. Alla fine Carol Danvers venne accolta negli X-Men. Un albo che divenne anche un ottimo esempio di metafumetto: il personaggio come era prima non esisteva più, occorreva un reset. Quindi via tutti i poteri, via le memorie, via la famiglia editoriale di appartenenza e inserimento in un nuovo ambiente.
Dopo alcune apparizioni "in borghese", Carol ottenne nuovi poteri grazie a un'altra razza aliena, la Covata (omaggio all'Alien di H.R. Giger), la quale cercando di sfruttare la sua natura di ibrido umano/alieno le fece attingere i poteri di una nana bianca trasformandola in Binary e donandole senza volere una nuova vita. Che si concretizzò quando entrò a far parte dei Predoni Stellari capitanati da Corsaro.
Successivamente Carol stabilì una tregua con Rogue, dopo che costei era stata più volte sopraffatta dalla sua personalità, assorbita qualche tempo prima, problema che venne risolto infine con l'intervento di Magneto. A seguito poi della saga nota come "Operazione Tempesta nella Galassia", Carol perse il collegamento con la nana bianca da cui attingeva i suoi poteri e così vide scemare in gran parte le sue capacità di Binary. Inoltre, essendo rimasta ferita, abbandonò i Predoni Stellari e tornò sulla Terra dove riprese la sua attività di scrittrice e si limitò solo a sporadiche apparizioni negli anni successivi.
Ma una nuova svolta era all'orizzonte.

CONTINUA...