martedì 31 dicembre 2013

Post di fine anno


Finisce il 2013. Finisce per questo blog con 42 post (3 meno dell'anno scorso, ahi ahi ahi, dovremo rimediare). Finisce con qualche cosa ancora in sospeso, qualche progetto lasciato a marcire che verrà senza dubbio ripreso (avevo iniziato a riassumere le storie inedite di Rom Spaceknight... ma spero ancora in un Omnibus Panini!).
Cosa ci aspetta per il 2014? Qualche argomento sparso: il New Universe, John Byrne, Crisi Sulle Terre Infinite, fantascienza, Le Cronache Del Ghiaccio E Del Fuoco, altre citazioni fumettistiche... mi piacerebbe molto fare più post dedicati al cinema e ai film brutti, mie passioni senza fine.
Beh, come avrebbe detto Diego Abatantuono, sarò breve e circonciso: buona fine e buon principio a tutti voi, che bontà vostra mi seguite od ogni tanto leggete qualche mio post. Lunga vita e prosperità.

giovedì 19 dicembre 2013

Maschere



Il web partorisce strane creature che a volte faticano a trovare il loro posto in questo affollato mondo virtuale. Ma la natura, madre di tutte le cose belle e brutte, ha fornito loro uno strumento tramite cui far sentire la propria voce, soprattutto a quelli che non vogliono sentirla: i cinecomics! Il web e i social hanno partorito nuove maschere, nuove categorie sociali: lo scettico per natura, il finto moderato e l'inutilmente entusiasta. E ognuna di queste maschere ha precise regole di comportamento e reazioni, sintetizzate in varie fasi.

1) Annuncio ufficiale di un nuovo cinecomic. Lo scettico per natura, che in realtà non vedeva l'ora che uscisse una simile notizia:"Un altro? Ma basta! Possibile che il cinema non abbia idee nuove?"; il finto moderato, a cui in realtà non gliene importa nulla:"Aspettiamo di vedere il film prima di giudicare"; l'inutilmente entusiasta, che ormai ne ha piene le scatole:"Fantastico, meraviglioso, era proprio il film che aspettavo da una vita intera, un sogno che diventa realtà!". Si scatenano risse via web e insulti con riferimenti ad attività poco edificanti del ramo femminile della famiglia del contendente.

2) Annuncio dell'interprete principale. Lo scettico per natura, che in realtà trova sia azzeccatissimo:"Che delusione, ma non si poteva proprio trovare qualcun altro? Non assomiglia per niente al personaggio del fumetto, ha i capelli castano chiaro invece che castano scuro, ma si può? Possibile che il cinema usi sempre gli stessi attori?"; il finto moderato, a cui in realtà non gliene importa nulla:"Aspettiamo di vedere il film prima di giudicare"; l'inutilmente entusiasta, che non ha idea di chi sia:"Fantastico, meraviglioso, è perfetto per questa parte! Sono sicuro che saprà conquistare tutti!". Si scatenano risse via web e insulti, stavolta dicendo che le attività poco edificanti di cui sopra sono gestite dal contendente stesso.

3) Primo trailer ufficiale. Lo scettico per natura, che fatica a contenere la sua emozione:"Ma cos'è questa roba? Ma possibile che la Marvel/DC non ne azzecchi mai una? Prevedo cinema vuoti e un flop totale!"; il finto moderato, che il trailer non l'ha nemmeno visto:"Aspettiamo di vedere il film prima di giudicare"; l'inutilmente entusiasta, che si aspettava di meglio:"Bellissimo, superlativo, esplosivo! Sembra proprio di vedere il fumetto che prende vita! Non vedo l'ora che arrivi il giorno dell'uscita nelle sale, sono già dentro al cinema!". Si scatenano risse via web e insulti, stavolta è coinvolta anche la reputazione della generazione antecedente del contendente.

4) Secondo trailer ufficiale (che diciamoci la verità, per la metà ricicla scene del primo). Lo scettico per natura, ormai in fibrillazione:"Sempre più disgustato! Ormai il fumetto si è svenduto al cinema" (giuro che questa frase io non l'ho mai capita) "E noi lettori siamo solo poveri polli da spennare" (e smetti di comprare fumetti, no?); il finto moderato, che non ha visto nemmeno questo trailer:"Aspettiamo di vedere il film prima di giudicare"; l'inutilmente entusiasta, sempre più deluso:"Confermo le sensazioni positive, questo film sarà una bomba, entrerà nella storia del cinema! Oh, fosse già il giorno d'uscita". Si scopre che le attività poco edificanti della famiglia del contendente hanno profonde radici nel passato.

5) Settimana di uscita del film. Lo scettico per natura, che ha già prenotato una fila intera, i popcorn e gli occhiali 3D:"Non so se andrò a vederlo, probabilmente smetterò anche di leggere fumetti per sempre dopo 170 anni di onorata carriera di lettore"; il finto moderato, che viene a sapere dell'uscita della pellicola solo collegandosi a Facebook:"Aspettiamo di vedere il film prima di giudicare"; l'inutilmente entusiasta, che da alcuni giorni sta bestemmiando in lingue sconosciute all'umanità:"Ragazzi, non vedo l'ora che sia il giorno! Sono sicuro che all'uscita dalle sale tutti usciranno soddisfatti!". Aspetta e spera. Ormai le attività poco edificanti arrivano a coprire l'intero Medioevo.

6) Il momento peggiore, dopo la visione del film, il momento in cui il Caos decide di manifestarsi. Hashtag su Twitter che fioccano come funghi e muoiono in un batter di Mjolnir. Post multipli su decine di gruppi Facebook su un solo argomento che dominano la tua Home, tanto che l'opzione "Nascondi tutti i risultati di..." raggiunge livelli stratosferici. Link a decine di blog, di cui per un buon 90% ignoravi l'esistenza, con nomi altisonanti come meravigliedicucinamoderna o perchèiosoioevoinonsieteuncazzo e in cui la lingua italiana soffre atroci torture di congiuntivite e apostrofi a sproposito appaiono come se piovesse (questo non è comunque un problema perché solo una persona su 100 si andrà a leggere il post). Il momento in cui le maschere si scatenano.
Lo scettico per natura, rimasto in realtà estasiato dalla visione del film, ma il suo ruolo gli impone di agire diversamente. "Uno schifo. Punto" (si ama molto mettere questo punto, come se questo fosse garanzia di certificazione DOC); il finto moderato, che quel film non lo vedrà mai e di cui in realtà non gliene è mai fregato nulla:"Aspettiamo di vedere il film prima di giudicare" (ma guarda che il film è uscito, gli ribatterà uno, causando la sua improvvisa scomparsa da ogni discussione); l'inutilmente entusiasta, totalmente preda del disgusto, ma il suo ruolo gli impone di agire diversamente:"Semplicemente bellissimo! Non capisco il perché di tutte queste critiche. Il miglior cinecomic di sempre, punto" (anche qui la certificazione DOC).
Le risse raggiungono livelli da guerra nucleare. Partono con una semplice, banale domanda:"Scusa, ma l'hai visto il film?" a cui seguiranno decine e decine di parole che non arrivano da nessuna parte, il chiamato in causa risponderà con altrettante parole che non arrivano da nessuna parte. Alla fine, ormai bloccati in questo teatrino dell'assurdo, i due avversari si scanneranno arrivando a promettersi minacce fisiche. Poi però come per magia, tra un LOL e un invito alla moderazione tardivo come Lord Frey... arrivano i mitici tarallucci e vino. Si scopre che lo scettico per natura e l'inutilmente entusiasta non avevano poi punti di vista così differenti, avevano detto praticamente la stessa cosa ma solo con parole diverse, dai e un po' di elasticità mentale! Baci e abbracci, promesse di incontri a una prossima fiera...
Poi, però, letale come una mannaia cala la nuova minaccia, il nuovo cinecomic. E il teatrino dell'assurdo con le sue tre maschere ricomincia.

Certo, le persone che hanno apprezzato o non apprezzato il film e che motivano in maniera approfondita questo loro pensiero ci sono, tanto che si potrebbe anche intavolare con loro una interessante discussione. Poi però arrivano subito le tre maschere, bloccati nei loro ruoli predefiniti dal web, che pur essendo una minoranza sanno che ad alzare la voce si otterrà (immeritatamente) sempre attenzione. Ed è quello che si desidera alla fin fine, attenzione, far sapere che tu esisti. Con frasi artefatte e banali. Attenzione anche se solo per quell'istante fuggevole in cui un cinecomic esce nelle sale e sparisce dalla memoria degli spettatori. L'immortalità via web è il loro obiettivo finale, ma sono destinati al fallimento. E forse consapevoli di questo stanno estendendo le loro spire a prodotti che cinecomic non solo, ma che discussione generano come Pacific Rim o la trilogia de Lo Hobbit. Combatti le maschere, sii te stesso, o al limite ignorali: vai a vedere il film coi tuoi amici e divertiti, perché è quella la cosa davvero importante.
Il resto sono solo maschere.

giovedì 12 dicembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XV)

Oggi si parla molto di Marvel Now, bisogna ammetterlo, una operazione editoriale senza precedenti nella storia della Marvel. Ma un piccolo Marvel Now ci fu nel 1998 con l'operazione Heroes Return, che rilanciò dal nr. 1 tutte le serie vendicative. Una operazione che avrebbe segnato i destini editoriali anche della futura Capitan Marvel.


CAROL (Terza Parte)


Dopo Roy Thomas e Chris Claremont, il terzo sceneggiatore a prendere Carol Danvers sotto la sua ala protettiva fu Kurt Busiek, che la inserì nel cast della rinnovata serie Avengers dandole un nuovo nome in codice, Warbird, che alla lunga si sarebbe rivelato il più effimero. Il personaggio che ci ritrovammo davanti fu una donna che, avendo perso buona parte dei propri poteri e volendo dimostrare a tutti i costi il proprio valore di fronte ai suoi compagni di squadra, cadde in una lunga spirale depressiva che la portò sul baratro dell'alcolismo. Con grande sofferenza e con l'aiuto di alcuni Vendicatori, Carol riuscì infine a riprendersi e a tornare in forma. Questa trama, che omaggiava il ciclo "Demon In A Bottle" di Iron Man, non lasciò però traccia di sè e nessuno ha più fatto poi cenno all'alcolismo di Carol.
Prima di riappropriarsi del titolo di Ms Marvel, Carol venne coinvolta insieme a molti altri eroi nel crossover House Of M. Qui per la prima volta, nella realtà distorta creata da Scarlet, adottò l'alias di Capitan Marvel, dimostrando come fosse questo il suo (non tanto) inconscio desiderio e la sua più grande aspettativa. Molto più sicura di sè, e di nuovo tornata ad essere Ms Marvel, Carol iniziò a legare con Iron Man e insieme a lui diede vita ad un gruppo più proattivo di Vendicatori composto da potenti elementi come Ares o Sentry o esperti come Wasp e la Vedova Nera. Il gruppo, per risollevare la propria immagine pubblica, si schierò fin da subito a favore del cosiddetto Atto di Registrazione dei Superumani, cosa che lo mise in contrasto con l'altro gruppo di Vendicatori guidato da Luke Cage. Contemporaneamente, Carol ebbe l'onore di una seconda serie regolare a lei intestata: intitolata sempre Ms Marvel, fu scritta nella sua interezza (50 numeri in totale) da Brian Reed, uno sceneggiatore la cui fama è stata di breve durata. E in effetti questa serie non andava più di tanto a incidere sul personaggio di Carol Danvers, il cui status quo veniva deciso più che altro sulle serie vendicative.
Con l'ascesa al potere di Norman Osborn, Ms Marvel passò dalla parte dei Vendicatori ribelli, affrontando colei che aveva usurpato il suo nome (Karla Sofen) e prevalendo al termine dell'assedio di Asgard. Di nuovo sotto le luci, vendicative, della ribalta venne coinvolta nel grande conflitto tra Vendicatori e X-Men per la custodia della mutante Hope. Inviata in missione nello spazio per tentare di fermare insieme ad altri eroi la Forza Fenice, Carol si ritrovò di fronte a un Mar-Vell (sarebbe meglio dire un suo simulacro) rinato grazie alle energie dell'entità cosmica. Alleandosi con lui, Carol si ritrovò dall'altra parte della barricata contro i suoi compagni di squadra, fino a quando non si convinse del contrario e portò anche Mar-Vell dalla sua parte, il quale si sacrificò lottando contro la Forza Fenice.
Ispirata dal suo esempio di eroismo e abnegazione, Carol Danvers si convinse che il suo nome e il suo retaggio non dovessero essere dimenticati. E così, in mancanza di eredi diretti ancora in vita e col tradimento di Noh-Varr, fu lei infine a fregiarsi del ruolo di Capitan Marvel, 44 anni dopo quella sua prima apparizione in quella base dell'Air Force. Oggi è titolare di una serie personale intitolata appunto Captain Marvel, mentre il titolo di Ms Marvel pare sarà appannaggio di una giovane musulmana.
L'eredità di Capitan Marvel alla Casa delle Idee è in buone mani.

FINE

mercoledì 4 dicembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XIV)

Sì, anche un personaggio fittizio può subire delle violenze. Non solo violenze grafiche, come pugni o umiliazioni che sono ben visibili sulla tavola, ma anche violenze narrative, quando i suoi principi cardine non vengono rispettati. La forte e indipendente Carol Danvers aveva ceduto alle trappole di Marcus Immortus sotto gli occhi dei Vendicatori, occorreva un restyling netto. Una ripartenza da zero.


CAROL (Seconda Parte)

Questo avvenne in Avengers Annual 10, un albo storico per più di un motivo, anche per i lettori italiani. Carol ritornò priva di memoria dalla dimensione di Marcus, ma i suoi poteri e i ricordi le vennero sottratti in maniera totale da Rogue (qui alla sua prima apparizione). Chris Claremont ritornò con questa storia al suo personaggio feticcio e, tramite l'ultimo discorso di Carol ai Vendicatori, criticò quanto altri sceneggiatori avevano deciso di fare a questo personaggio. Alla fine Carol Danvers venne accolta negli X-Men. Un albo che divenne anche un ottimo esempio di metafumetto: il personaggio come era prima non esisteva più, occorreva un reset. Quindi via tutti i poteri, via le memorie, via la famiglia editoriale di appartenenza e inserimento in un nuovo ambiente.
Dopo alcune apparizioni "in borghese", Carol ottenne nuovi poteri grazie a un'altra razza aliena, la Covata (omaggio all'Alien di H.R. Giger), la quale cercando di sfruttare la sua natura di ibrido umano/alieno le fece attingere i poteri di una nana bianca trasformandola in Binary e donandole senza volere una nuova vita. Che si concretizzò quando entrò a far parte dei Predoni Stellari capitanati da Corsaro.
Successivamente Carol stabilì una tregua con Rogue, dopo che costei era stata più volte sopraffatta dalla sua personalità, assorbita qualche tempo prima, problema che venne risolto infine con l'intervento di Magneto. A seguito poi della saga nota come "Operazione Tempesta nella Galassia", Carol perse il collegamento con la nana bianca da cui attingeva i suoi poteri e così vide scemare in gran parte le sue capacità di Binary. Inoltre, essendo rimasta ferita, abbandonò i Predoni Stellari e tornò sulla Terra dove riprese la sua attività di scrittrice e si limitò solo a sporadiche apparizioni negli anni successivi.
Ma una nuova svolta era all'orizzonte.

CONTINUA...

venerdì 15 novembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XIII)

C'è un personaggio che ha gravitato intorno al mondo di Capitan Marvel per anni, che ha vissuto nel tempo periodi di alterna fortuna, editoriale e narrativa. Questo personaggio è l'ultimo, in ordine di tempo, a potersi fregiare del titolo di Capitan Marvel. Il suo nome è...

CAROL (Prima Parte)

Il personaggio di Carol Danvers ha radici profonde nella continuity Marvel. Esordì infatti nel 1968, grazie a Roy Thomas e Gene Colan, sul tredicesimo numero della testata Marvel Super-Heroes, il numero successivo a quello in cui aveva fatto la sua prima apparizione Mar-Vell.
In questa prima incarnazione, Carol era un componente della Air Force statunitense, nonchè responsabile della sicurezza della base dove lavorava Walter Lawson, l'identità fittizia di Mar-Vell, di cui diventò confidente e segretamente si innamorò. Solo che, poco prima della guerra Kree-Skrull, Yon-Rogg tentò un ultimo assalto contro il suo acerrimo nemico Mar-Vell tramite un dispositivo kree noto come Psico-Magnitrone. Gli andò male: il dispositivo esplose e lui rimase ucciso nella deflagrazione. Anche Carol fu presa nel mezzo del conflitto, riportando gravi ferite.
Con l'arrivo di Jim Starlin sulla testata di Capitan Marvel, Carol Danvers venne messa da parte. Ma non dimenticata. Fino all'arrivo del primo sceneggiatore che la rese un suo personaggio feticcio, Chris Claremont. Nel gennaio 1977 infatti esordì la serie Ms Marvel, dove la protagonista era proprio Carol. Venne spiegato che l'esplosione aveva fuso i geni terrestri della donna con quelli kree di Mar-Vell, rendendola a tutti gli effetti una sorta di ibrido e donandole così dei superpoteri. Un paio di numeri di introduzione di Gerry Conway, poi la palla passò a Claremont. In questa serie Carol abbandonò la vita militare per divenire una giornalista/scrittrice al servizio di J. Jonah Jameson e della rivista di stampo femminile Now.
In effetti tutta la serie voleva essere una sorta di "allegoria" della nuova situazione sociale statunitense, negli anni in cui il movimento femminista stava prendendo seriamente piede. In realtà il voler rendere indipendente e forte una supereroina con l'ombelico in mostra e che combatteva mezza nuda forse non era proprio il modo migliore di rappresentare tale situazione, tanto che già all'epoca fioccarono le battute in merito. Da un primo costume ispirato a quello di Mar-Vell, Carol adottò, poco prima della chiusura della sua prima serie (avvenuta col nr. 23) il suo costume più celebre: un body nero, con guanti e gambali dello stesso colore, percorso da un fulmine dorato. La chiusura della testata fu repentina (due numeri già sceneggiati e disegnati vennero pubblicati quasi vent'anni dopo) e lasciò in sospeso alcune sottotrame.
Ms Marvel si trasferì allora, armi e bagagli, sulla testata Avengers, di cui divenne in breve tempo una componente fondamentale. Tanto che fu la protagonista principale della trama che sarebbe sfociata nel nr. 200... una delle più criticate di sempre. A un certo punto infatti Carol rimase incinta in maniera misteriosa (sì, ok, lo sanno tutti come succede, volevo dire che avvenne d'improvviso e Carol non riuscì a ricordare chi potesse essere stato). Si scoprì infine che il responsabile era Marcus Immortus, sedicente figlio del celebre nemico dei Vendicatori, il quale aveva portato Carol nella sua dimensione, l'aveva sottoposta a un lavaggio del cervello e ingravidata. Altri termini insomma per dire che aveva subito una vera e propria violenza sessuale (curioso che il Comics Code non se ne accorse). Tra mille difficoltà il bambino nacque e fu... Marcus stesso! Insomma, costui aveva viaggiato indietro nel tempo per rapire l'eroina, metterla incinta e poter nascere di modo che una volta cresciuto potesse tornare indietro nel tempo per rapire l'eroina, metterla... ah, 'sti viaggi nel tempo pro-stupro!
A conclusione di tutto, Marcus portò con sè Ms Marvel nella sua dimensione perchè diventasse la sua compagna, il tutto sotto l'occhio degli immobili Vendicatori, che comportandosi così in pratica giustificarono la violenza sessuale subita dalla loro compagna di squadra. Un macello, insomma. Occorreva un netto intervento e questo fu fatto.

CONTINUA...

giovedì 31 ottobre 2013

Lucca Comics: preliminari


- Pregare che non piova

- Fare una mancolista di fumetti che non cercherai mai perchè ne prenderai altri dal valore tre volte più alto

- Apprendere le tecniche di sopravvivenza sui cosplayers

- Pregare che non piova

- Approntare la macchina fotografica per le tue foto sfocate che caricherai senza problemi su Facebook

- Preparare la domanda di importanza capitale che farai durante la conferenza del tuo editore preferito... e che non avrai mai il tempo di fare perchè l'ora della conferenza sarà scaduta

- Pregare che non piova

- Imparare a respirare in apnea per navigare al meglio nel Padiglione Editori

- Farsi una mappa mentale di tutti i padiglioni, soprattutto di quelli dove non andrai mai

- Pregare che non piova

- Cercare un passaggio per il viaggio di ritorno il giorno prima della partenza

- Caricarsi a molla per andare a protestare con gli editori... fino a perdere del tutto la carica una volta arrivato e ritirarsi in tutta mestizia

- Pregare che non piova

- Struggersi sapendo che vedrai fumetti che tu avrai in casella in fumetteria solo tra due settimane

- Chiedersi, ogni anno invano, se valga la pena andare al Padiglione Games

- Pregare che non piova

- Lamentarsi dell'organizzazione, del prezzo del biglietto, dei costi degli alberghi... per poi prenotare subito per l'anno successivo

- Vantarsi con gli amici che andrai a cena con tizio e caio, mentre stai preparando il tuo pranzo al sacco da consumare su una trave del Padiglione Editori

- Pregare che non piova

- Leggersi il programma delle conferenze e chiedersi la ragione di esistere di almeno l'80% di esse

- Stamparsi mentalmente la posizione del tuo editore preferito per poi prendere la direzione opposta una volta arrivato

- Pregare che non piova

- Imitando De Niro, guardarsi allo specchio e ripetere:"Ah, questo è stata la mia ultima Lucca!" per rendere la bugia più credibile

- E infine pregare che... sì, avete capito

Buona Lucca Comics a tutti!

domenica 27 ottobre 2013

Memorable Quotes: I shall become a bat


Titolo: Batman Year One
Anno di pubblicazione: 1987
Testi: Frank Miller
Disegni: David Mazzucchelli


"Arriva, senza preavviso. Sfonda la finestra del tuo studio... del mio studio. L'ho già visto, ma non so dove. Mi aveva messo paura da bambino... mi aveva messo paura. Sì, padre. Diventerò un pipistrello."

sabato 26 ottobre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XII)

Dopo la chiusura di Power Of Shazam, il mondo di Billy Batson cadde per un paio di anni nell'oblio, fino a quando uno sceneggiatore non si prese in carico di rivitalizzare il personaggio. Uno sceneggiatore di solito bravo nell'orchestrare rinascite. Il suo nome era Geoff Johns.

BILLY E FREDDY

A dire il vero, il primo personaggio su cui Johns si concentrò fu Black Adam, l'acerrimo nemico di Marvel: lo rese infatti uno dei personaggi principali della sua serie JSA, mostrandone un lato fino a quel momento semi-inedito incentrato sull'onore e l'amore per la sua terra, il Kahndaq. Di lì a poco anche Capitan Marvel divenne un componente del gruppo.
Nel frattempo si stava avvicinando un nuovo megaevento DC, che avrebbe rivitalizzato il concetto di Multiverso. Orchestrato anche questo da Johns, si intitolò Crisi Infinita. In una delle miniserie collegate al progetto, Day Of Vengeance, uno Spettro plagiato da Eclipso uccise il mago Shazam, il quale passò tutti i suoi poteri a Billy Batson. Come conseguenza, il giovane Freddy Freeman, alias Capitan Marvel Jr., divenne il nuovo Capitan Marvel.
Questa modifica dello status quo venne esplorata nella maxiserie The Trials Of Shazam, scritta da Judd Winick e disegnata da Howard Porter, che si concluse nel 2008. Contemporaneamente, a causa delle macchinazioni di Darkseid e Black Adam, Mary Marvel passò al "Lato Oscuro". Tuttavia poco dopo il mago Shazam tornò dalla morte e si riprese i suoi poteri, facendo sì che Billy e Mary tornassero umani poco prima de La Notte Più Profonda. Durante Il Giorno Più Splendente, infine, anche Freddy perse le sue capacità per mano di Osiris, il figlio acquisito di Black Adam.
In tutto questo caos passò quasi inosservata la miniserie Shazam And The Monster Society Of Evil, di Jeff Smith, una rivisitazione delle origini di Capitan Marvel e Mary Marvel.
Nel 2011 tutti e tre i ragazzi che avevano adottato, chi per un lungo chi per un breve periodo, l'alias di Capitan Marvel non erano più in grado di trasformarsi. Tuttavia, come un lampo attivava la loro trasformazione, un altro lampo avrebbe cambiato di lì a poco le loro sorti per una nuova rinascita.

PROSSIMAMENTE: CAROL

domenica 29 settembre 2013

Libri a caso: Le Cronache Del Ghiaccio E Del Fuoco Vol. I



Il primo volume de Le Cronache Del Ghiaccio e Del Fuoco (A Song Of Ice And Fire) di George Martin è stato pubblicato nel 1996, quasi vent'anni fa. Oggi questo volume, così come l'intera epopea a cui ha dato vita, è più noto col titolo di A Game Of Thrones, un serial televisivo di grande successo. Ne parleremo in fondo, ma qui ci concentreremo molto di più sul libro.
La trama, a beneficio di quei due o tre che ancora non la conoscessero. A seguito di una guerra sanguinaria e tremenda, nei Sette Regni domina il re Robert Baratheon, fiancheggiato dal fido consigliere Jon Arryn, fino al giorno in cui quest'ultimo muore in circostanze misteriose. Il re decide allora di portare al suo fianco un vecchio amico, Eddard Stark di Grande Inverno, che accetta dopo aver saputo che Jon Arryn è stato probabilmente assassinato. Intanto i figli del re decaduto, della dinastia dei Targaryen, dall'esilio meditano come ritornare a occupare il ruolo che a loro dire spetta loro di diritto.
Ne consegue una serie di intrighi, doppi e tripli giochi, uccisioni, segreti inconfessabili, tradimenti e chi più ne ha più ne metta. Mentre, all'insaputa di tutti, quello che è il pericolo più insidioso per il regno si sta risvegliando da un lungo esilio in una terra dove... l'inverno sta arrivando.
Sì, è molto difficile concentrare in poche righe circa 850 pagine e un romanzo con un centinaio di protagonisti, principali e secondari. D'altro canto è stato impossibile per un serial televisivo, pur ben fatto ma è comunque un altro mezzo di comunicazione, replicare la particolare tecnica di narrazione del libro. Con l'eccezione del prologo, tutti i successivi paragrafi sono descritti secondo il punto di vista di otto personaggi (Eddard Stark, Catelyn Stark, Jon Snow, Tyrion Lannister, Arya Stark, Sansa Stark, Bran Stark, Daenerys Targaryen), quindi ciò che accade fuori dalla loro sfera non ci viene descritto, possiamo perlopiù intuirlo. E parliamo anche di eventi significativi.
Ma questo non è affatto un difetto dell'opera, quanto un valore aggiunto: pur essendo presenti molte scene di lotta, e ben descritte, la nostra attenzione si concentra maggiormente sugli otto personaggi principali e le loro interazioni, grandi o piccole, con gli altri protagonisti del libro, sugli intrighi e le meschinità a cui tutti sono soggetti in questo gioco del trono, dove "o vinci o muori". Con forse un paio di eccezioni, non ci sono personaggi assolutamente buoni e personaggi totalmente cattivi, ognuno ha le proprie motivazioni che porta avanti contro tutto e tutti, a volte anche contro la propria famiglia. E come nelle migliori saghe fantasy, il finale è aperto.
Leggere il libro dopo aver visto il serial televisivo (e qui mi limito a parlare solo della prima stagione) è una sensazione straniante, aldilà del giochino "trova le differenze" (che ci sono, ma sono veramente minime), per il fatto di vedere una trama dirigersi esattamente a un punto che tu già conosci. Quindi ho deciso da ora in poi di prima leggere i libri successivi e poi vedere le stagioni del serial, sadomasochismo letterario/spoileristico, ne sono consapevole.
Del telefilm in sè non si può che parlarne bene: cattura al meglio lo spirito dell'opera originaria, così lontana dai classici canoni tolkeniani del fantasy, e riesce a trasferire sul piccolo schermo tutte quelle che sono le angosce e le sensazioni dei protagonisti. Inoltre, e qui la cosa va apprezzata, inserisce molte scene che ampliano la trama originaria di Martin senza svilirla, incentrate sui personaggi di cui non conosciamo il punto di vista, la famiglia Lannister in particolar modo, o che esplorano in maniera più approfondita eventi accennati nel libro o di cui nessuno degli otto protagonisti principali è stato testimone diretto. E, più in generale, ottima fotografia, ottima regia, buoni dialoghi (anche perchè qui il grosso del lavoro era già stato fatto), buono tutto il resto.
Alla fine di tutto, la regina dei draghi Daenerys coccola i suoi tre piccoli sputafuoco. Cosa accadrà ora nei Sette Regni?

giovedì 26 settembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XI)

La dinastia kree dei Vell ha sempre onorato la gloriosa tradizione di Capitan Marvel, una tradizione che è passata da padre a figlio. E quando quel figlio è impazzito, il titolo è passato ad un altro erede, una figlia. Una figlia che fino a pochi istanti prima non esisteva!

PHYLA

La sua origine è sicuramente particolare. A causa di un abuso di Coscienza Cosmica, ad un certo punto Genis impazzì e ricreò l'Universo a sua immagine e somiglianza. In questa nuova realtà Capitan Marvel era sua sorella minore, Phyla-Vell, anche lei concepita da Elysius nelle stesse circostanze con cui lui venne al mondo. Quando infine Genis rinsavì, le cose tornarono alla normalità, solo che Phyla non scomparve dall'esistenza ed era come se fosse sempre esistita: in pratica, dopo Legione, Genis è stato il secondo a riscrivere la continuity Marvel senza creare un universo alternativo. Per un po' di tempo Phyla condivise e si contese amichevolmente il titolo di Capitan Marvel con Genis, ma alla fine glielo lasciò non riprendendolo neanche dopo la sua dispersione nella Dimensione Oscura a opera di Zemo.
Phyla rimase poi coinvolta nelle principali crisi cosmiche successive, partendo dalla Onda Annihilation, in cui adottò l'alias di Quasar e le bande quantiche dopo l'apparente sacrificio di Wendell Vaughn, aiutando infine Nova a sconfiggere Annihilus. Fu poi decisiva nella risoluzione della crisi Phalanx-Ultron. Col ritorno dell'originale Quasar, Phyla adottò il nome in codice di Martyr ed entrò a far parte dei Guardiani della Galassia insieme alla sua amante Dragoluna. Fino a quando l'ennesimo ritorno di Thanos dal regno della morte segnò la sua fine (niente affatto da martire), nonchè quella del gruppo.
Decisamente la dinastia Vell non ha mai avuto molta fortuna dopo aver adottato l'alias di Capitan Marvel. Eppure alla fine un'altra donna, loro cara amica, raccolse questa eredità.

PROSSIMAMENTE: BILLY E FREDDY

sabato 21 settembre 2013

Memorable Quotes: The Thanos Quest



The Thanos Quest
Anno di pubblicazione: 1990
Testi: Jim Starlin
Disegni: Ron Lim



"Il tuo destino rimarrà saldamente nel mio cuore, come non potrebbe essere altrimenti. Non ti ho forzato a combattermi. Ti ho dato la possibilità di lasciarmi la gemma. Mi hai forzato a fare ciò che dovevo. Ho dovuto essere fedele alla mia natura. Infatti, io sono Thanos!"


"I gloriosi fini sono più importanti dei tediosi mezzi che sono serviti per averle. Mente! Anima! Realtà! Tempo! Spazio! Potere! Molto più di quanto mi diede perfino il Cubo Cosmico! Tutto mio! Controllo tutto! L'Universo mi appartiene!"


"Thanos, grande calcolatore e ingannatore. Ho iniziato una ricerca, impossibile per chiunque tranne me, una missione impossibile. E ho avuto successo. Ho strappato le redini del potere dalle mani dell'Essere Supremo. Nessun senziente potrebbe sognare o sperare di fare più di quanto ho fatto io. Chi avrebbe mai pensato che divenire un Dio sarebbe stata una vittoria così vana?"

mercoledì 18 settembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (X)

La storia dei Capitan Marvel made in Marvel ha spesso un tratto comune: il prescelto per questo titolo lo conosciamo quando si trova dall'altro lato della barricata e, per un motivo o per l'altro, è un nemico della Terra. Salvo poi cambiare atteggiamento e divenire uno dei suoi protettori. A questa sorte non è sfuggito nemmeno il prossimo Capitan Marvel.


NOH-VARR

Un personaggio che, come Monica Rambeau, è spesso soggetto a cambi di alias. Apparve la prima volta come Marvel Boy nella miniserie omonima del 2000 scritta da Grant Morrison e disegnata da J.G. Jones. Unico sopravvissuto del suo equipaggio, quest'alieno dei Kree si ritrovò a fronteggiare il folle Dr. Midas, spalleggiato dalla non meno folle figlia di Midas, Oubliette. Questo lo portò tuttavia anche a scontrarsi con lo SHIELD e, pur avendo alla fine la meglio su Midas, venne incarcerato mentre Oubliette annunciava in mondovisione una jihad cosmica.
Nelle intenzioni di Morrison, questa doveva essere sia la prima parte di una trilogia che una trama ambientata nell'Ultimate Universe, il quale avrebbe esordito ufficialmente di lì a poco. Da qui la presenza di uno SHIELD decisamente particolare e una breve apparizione dei Fantastici Quattro (la cui testata Ultimate Morrison avrebbe voluto inaugurare) reduci da un viaggio nella Zona Positiva. La cosa tuttavia non si concretizzò e così alla fine Marvel Boy venne inserito nel Marvel Universe.
La sua successiva apparizione degna di rilievo fu nella miniserie New Avengers: Illuminati, in cui il suo percorso di crescita cambiò e il personaggio cominciò ad essere gestito da Brian M. Bendis. Reed Richards e soci fecero una visita in prigione a Noh-Varr, ancora determinato a dichiarare guerra alla razza umana, e gli raccontarono di Mar-Vell, un kree come lui, e della sua vita da eroe, invitandolo a prendere esempio da lui. La cosa ebbe un peso determinante quando, durante l'invasione segreta degli Skrull, Noh-Varr si imbattè in Khn'nr, lo skrull che si era finto Mar-Vell per qualche tempo, che morì tra le sue braccia. Il vedere un nemico giurato della sua razza difendere la Terra e morire per essa come Capitan Marvel, lo spinse a raccogliere questa gloriosa eredità.
Sfortunatamente per Noh-Varr, non durò molto poichè il suo mentore in questa nuova identità fu Norman Osborn che lo volle nei suoi Oscuri Vendicatori, facendolo manipolare da Moonstone e mascherando le sue vere intenzioni. Solo che Moonstone, come sempre, fece il doppio gioco e fece intuire a Noh-Varr come le motivazioni di Osborn non fossero poi così nobili: disgustato, Noh-Varr abbandonò il gruppo da un giorno all'altro e in seguito, col Regno Oscuro di Osborn decaduto, si affiliò ai Vendicatori col nuovo nome in codice di Protettore. In questa identità aiutò gli eroi più potenti della Terra contro varie minacce, tra cui anche il suo ex mentore Osborn.
Alla fine, però, la Suprema Intelligenza Kree gli ordinò di prelevare a tutti i costi un frammento della Forza Fenice, la quale avrebbe ridato vita alla razza dei Kree. Noh-Varr eseguì e per questo non esitò a mettersi contro i suoi stessi compagni di squadra. Quando però capì che la Suprema Intelligenza avrebbe lasciato la Terra al suo destino contro la Fenice, Noh-Varr si ribellò e riconsegnò il frammento ai Vendicatori, i quali non perdonarono il suo tradimento e gli intimarono di non rimettere più piede sulla Terra.
La sua storia dunque non è ancora finita, come neppure quella dei Capitan Marvel made in Marvel.

PROSSIMAMENTE: PHYLA

domenica 15 settembre 2013

DC/Marvel: two of us



DC Comics e Marvel. Le due principali casi editrici americane, gioia e dolore di tanti fan, anche italiani. Alcune cose le accomunano, altre le differenziano. Quello che segue è un elenco a casaccio, perchè non pretenderete certo da questo blog una classificazione seria, eh.

- Il reboot è DC, il relaunch è Marvel

- La legacy è DC, la tradizione è Marvel

- Le Crisi sono DC, le amministrazioni controllate sono Marvel

- Le Leghe sono DC, le Fondazioni sono Marvel

- I prodotti di animazione fighi sono DC, i film incassamiliardi sono Marvel

- La Golden Age è DC, la Silver Age è entrambe, la Bronze Age è Marvel, la Modern Age è entrambe

- New è DC, Now è Marvel

- Batman è DC, le fintocopie di Batman sono Marvel

- La Cenisio è DC, la Corno è Marvel

- NANANANANANANANANANANA è DC, THWIP THWIP è Marvel

- I Nuovi Dei sono DC, gli Eterni sono Marvel, il Dio Eterno dei comics è Jack Kirby

- Chi è più veloce tra Superman e Flash? è DC, Chi è più forte tra Hulk e la Cosa? è Marvel

- I vecchi babbioni della seconda guerra mondiale sono DC, i saggi eroi della seconda guerra mondiale sono Marvel

- Le metropoli inesistenti sono DC, le città vere Marvel

- L'Inferno è DC, gli inferni sono Marvel, Diavoli dell'Inferno è Martin Mystere

- Le resurrezioni e i recuperi da paralisi totali sono sia DC che Marvel

- Swamp Thing è DC, Man-Thing è Marvel, Thing è Marvel, The Thing From Another World è un film

- Vertigo è DC, Epic è Marvel, le storie "adulte" non importa di chi siano, basta che siano fatte bene

- Lee è DC, Lee è Marvel... insomma, sono tutti Lee

- Gli elseword sono DC, i What If Marvel... storie immaginarie, non lo sono tutte in fondo?

martedì 10 settembre 2013

Impressioni da Narnia Fumetto 2013


Il viaggio. Il viaggio di solito è l'esperienza che più vorresti conservare, prima di arrivare alla tua meta, così come decine di scrittori e poeti ci hanno insegnato nei secoli scorsi. Tuttavia, quando i tuoi compagni di viaggio sono dei simpatici anziani che vogliono offrirti pane con companatico rancido e acqua calda, dentro di te speri che quest'esperienza sia breve.
La meta? Narni. La data? Settembre 2013. L'occasione? Narnia Fumetto, edizione numero eight! Gli dei hanno visto di buon occhio il mio arrivo nel tardo pomeriggio di venerdì perchè, come ho messo piede nella mia stanza di hotel, è cominciato un diluvio così forte che al confronto Watchmen è un fumetto sereno. La fiera era iniziata comunque e, stando a quanto mi è stato riferito, la prima giornata è stata dominata dalla presenza di Zerocalcare, tanto che molti visitatori erano venuti solo quel giorno e solo per lui. Autore ormai di culto, già nell'olimpo... "Eh, io però non ho mai letto niente di lui, che facciamo?". Facciamo che ho comprato La Profezia Dell'Armadillo e vediamo un po'.
Sabato. Voglio arrivare al più presto, come fare? Semplice, scrocco un passaggio a un furgone dell'organizzazione venuto alla stazione a prendere una ospite della manifestazione. "Grazie, non vorrei approfittare" dico "Ma a ben vedere approfitto".
Quest'anno ho avuto modo di ammirare più da vicino la cornice che circonda la manifestazione, il centro storico della città di Narni: ed è una cornice meravigliosa, che non ha nulla da invidiare ad altre cornici... se capite cosa dico. Nel teatro San Domenico c'è il cuore della manifestazione, tra conferenze, artist alley e i banchetti dei vari espositori. Il tutto in un amalgama che nessuno può avvertire come mondi differenti, sembra anzi che ognuno sia l'estensione dell'altro e si completino a vicenda in un caleidoscopio illuminato.
Quello che più adoro di questa manifestazione, però, è l'atmosfera che la pervade, la definirei informale e questo termine non va preso come una offesa. Voglio dire che è come se ti ritrovassi in una grande, immensa fumetteria e lì ritrovi amici o conoscenti che non vedevi da tempo (e includo in queste categorie anche gli scrittori o i disegnatori che ammiri), mentre tutto intorno a te la tua passione ti ricorda perchè ogni giorno ti cali a esplorare mondi meravigliosi. Poi alla fine rischi anche di andare a sbattere contro il nuovo curatore di Dylan Dog, Roberto Recchioni.
Diversamente dall’anno scorso, quest’anno ho visto di meno il deus ex machina di tutto quanto, Francesco Settembre, mi sa tanto poiché impegnato sui millemila fronti di Narnia Fumetto. Ho notato anche rispetto all’anno scorso una leggera crescita degli spazi espositivi anche se, inutile negarlo, molto si può e si deve fare ancora in tal senso.
E se alla fine, mentre con l’autobus torni alla tua stanza d’albergo, senti degli anziani affermare quanto questa manifestazione abbia arricchito la loro altrimenti sonnolente città di provincia… beh, capisci che si è colto nel segno e che questo è il parere più autorevole di tutti!
Quindi… alla prossima? Certo, nessun dubbio su questo.


domenica 1 settembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (IX)

C'è una scena particolarmente affascinante che avviene durante la storia 'La morte di Capitan Marvel'. Considerato un traditore della razza, i Kree si rifiutano di rendere l'ultimo omaggio al loro guerriero. Chi lo fa invece, inaspettatamente, è l'esercito skrull che consegna a Mar-Vell la medaglia al valor militare in quanto è stato il loro più grande nemico e, pur essendo della parte avversa, il suo coraggio e la sua abnegazione sono sempre stati oggetto di ammirazione. Quindi forse l'identità del prossimo Capitan Marvel non sarà così sorprendente.


LO SKRULL

A partire dal 2001, con l'ingresso sulla scena Marvel di Joe Quesada, ci fu un cambiamento in quella che era la visione del fumetto e del suo modo di essere raccontato. Elementi oggi ben noti e che generano sia plausi che dubbi: la decompressione narrativa, gli story-arc concepiti per l'uscita in TP, gli sceneggiatori provenienti da altri media... Quesada reintrodusse anche i megaeventi editoriali, storie dalla portata così ampia che non rimanevano confinate nella miniserie principale e in qualche tie-in, ma coinvolgevano buona parte se non addirittura tutte le testate pubblicate.
L'antesignano di questa nuova stagione di crossover fu la miniserie del 2007 Civil War, di Mark Millar e Steve McNiven. E fu proprio nel settimo e ultimo numero che, con enorme sorpresa degli eroi e dei lettori, colui che sembrava l'originale Capitan Marvel fece il suo ritorno, ponendosi al fianco degli eroi favorevoli al cosiddetto Atto di Registrazione. Subito dopo Paul Jenkins, nell'one-shot Civil War: The Return, spiegò che quel Mar-Vell era stato prelevato per un caso fortuito dal flusso temporale, quando i primi stadi del cancro si erano appena manifestati. Ma era davvero così?
L'evento dell'anno successivo fu Secret Invasion e, poco prima che questo esordisse, la verità venne rivelata in una nuova miniserie intitolata Captain Marvel scritta dalla meteora Brian Reed. Si scoprì infine che questo Capitan Marvel altri non era che uno skrull di nome Khn'nr e faceva parte dell'avanguardia di una invasione skrull in grande scala volta a conquistare la Terra dopo la distruzione di buona parte dei mondi dell'impero alieno causata da Annihilus. Per meglio calarlo nella parte e non far insospettire gli eroi, Khn'nr fu il soggetto anche di una tecnica di indottrinazione così particolare da convincerlo di essere davvero Mar-Vell.
Solo che ciò alla fine si ritorse contro gli Skrull, poichè Khn'nr ereditò anche il coraggio di Mar-Vell e il suo amore per la Terra e quindi si ribellò al suo impero e contribuì a sventare l'invasione. Questo gesto gli costò caro poichè, nel tentativo di respingere un'armata, cadde rovinosamente al suolo e morì, tornando infine alla sua forma originaria ma ancora convinto di essere il vero Mar-Vell. Ironicamente colui che raccolse le sue ultime parole:"Mar-Vell è il nome che mi è stato dato" si sarebbe rivelato anche il suo successore.

PROSSIMAMENTE: NOH-VARR

sabato 31 agosto 2013

Memorable quotes: Silver Surfer - Requiem



Silver Surfer: Requiem
Anno di pubblicazione: 2007
Testi: J. Michael Straczynski
Disegni: Esad Ribic


"Nasciamo nel fuoco, e viviamo nella fiamma delle nostre passioni, illuminando il mondo attorno a noi. Viviamo e moriamo nel fuoco, sapendo che quando moriamo rinasciamo nella mente e nello spirito di coloro che seguiranno il cammino che abbiamo rischiarato per loro negli anni. Il cammino che un giorno ci riporta tutti a casa, quando finisce la luce."


"Sono Norrin Radd. Silver Surfer. Possiedo il potere cosmico. Sono l'ex araldo di Galactus, il Divoratore di Mondi. Ho viaggiato attraverso la galassia. Ho visto più cose di quanti altri potrebbero sperare di vedere in cento vite. E sto morendo. Sto morendo. Sto morendo."

"Siete un'unica razza, con gli stessi obiettivi, gli stessi sogni, le stesse paure. Mangiate lo stesso cibo, dormite tutti nello stesso modo. Quindi dovete trovare un modo per differenziarvi... per giustificare il fatto di uccidervi gli uni con gli altri. Confini, nazioni, quartieri, religioni, nomi, moda. Uccidereste per un paio di scarpe. I vostri leader vi sfruttano per la loro sete di potere, e voi siete felici di permetterglielo, in modo che possano uccidere quelli che avete deciso che non sono come voi. Siete una razza di folli."


"Se i luoghi sacri sono risparmiati dalla distruzione della guerra, allora rendete sacro ogni luogo. E se i popoli santi vengono risparmiati dalla guerra, rendete santo ogni popolo."


"Ma anche se sono l'Osservatore e vedo ogni cosa, non le conosco tutte. Posso solo sperare, com'è giusto, perchè è questo il dono della sua vita, di creare speranza dove prima non c'era. So solo questo. Che il suo nome era Norrin Radd, ed è stato Silver Surfer, l'araldo di Galactus. Che le sue azioni hanno salvato la vita di miliardi di persone. Che era mio amico. E che sentiremo la sua mancanza."

domenica 25 agosto 2013

La storia dei Capitan Marvel (VIII)

Abbiamo già parlato dell'Universo Ultimate e di come esso si proponesse, in origine, di attualizzare concetti e situazioni del Marvel Universe degli esordi. Il topos dello straniero in terra straniera, di cui Mar-Vell fu un perfetto rappresentante, ovviamente non poteva sfuggire a questo trattamento e così alla fine anche l'Universo Ultimate ebbe il suo Capitan Marvel.

MAHR-VEHL

Il personaggio, creato da Warren Ellis e Steve McNiven, fece la sua prima apparizione nel primo numero della miniserie del 2005 Ultimate Secret, secondo atto di una trilogia cominciata con Ultimate Nightmare e che si sarebbe conclusa con Ultimate Extinction, incentrata sull'arrivo sulla Terra del distruttore di mondi Gah Lak Tus e dei suoi araldi, i Silver Surfers. Mahr-Vehl si infiltrò tra gli umani in una installazione SHIELD con l'identità del dr. Philip Lawson (omaggio distorto di Ellis all'identità creata da Roy Thomas e Gene Colan), ma fu costretto a rivelare la sua vera natura quando i suoi simili attaccarono la base.
Mahr-Vehl aiutò poi gli eroi Ultimate a ritrovare il Nullificatore Assoluto e a respingere Gah Lak Tus, che in questo universo ha l'aspetto di un immenso sciame stellare, e venne infine accettato dai terrestri e riconosciuto come eroe. Come era prerogativa dell'Universo Ultimate degli esordi, la saga era una attualizzazione e fusione delle storie Marvel dedicate alla venuta di Galactus e all'arrivo di Capitan Marvel sulla Terra. Nonostante ciò, da un punto di vista editoriale, Mahr-Vehl non ha fatto poi molte altre apparizioni in seguito, un po' perchè le serie Ultimate non sono mai state tante, un po' perchè forse non si sapeva bene che farsene. Unica successiva apparizione degna di nota è stata quando ha assistito nuovamente gli eroi Ultimate a fermare il nuovo Dr. Destino, alias Reed Richards, nella successiva trilogia Ultimate Mystery, Ultimate Enemy, Ultimate Doom.
I recenti eventi riguardanti l'universo Ultimate (ancora non pubblicati in Italia) potrebbero comunque riportarlo sulle scene.
Con i Kree sembrava non andare tanto bene, dunque era meglio passare ad un'altra razza aliena.

PROSSIMAMENTE: SKRULL

sabato 3 agosto 2013

La storia dei Capitan Marvel (VII)

A metà degli anni '90, Mar-Vell era ancora il Capitan Marvel più amato, tanto che nel 1997 l'allora sceneggiatore Tom Brevoort ne raccontò una storia del passato (ambientata prima del suo arrivo sulla Terra) nella miniserie The Untold Legend Of Captain Marvel. Monica Rambeau, grazie a Roger Stern, era entrata nel cuore dei lettori, ma poi col passaggio dello scrittore alla DC Comics sparì dalle luci della ribalta. Era tempo dunque di presentare un nuovo Capitan Marvel.

GENIS

Nato da Elysius con una fecondazione in vitro made in Titano e fatto crescere rapidamente per non essere oggetto di vendetta da parte dei nemici di Mar-Vell (alla Marvel negli anni '90 si fumavano robe pesanti a volte), il personaggio di Genis-Vell fece la sua prima apparizione con l'alias Legacy su Silver Surfer Annual 6 grazie a Ron Marz e Ron Lim, in cui era convinto di essere il figlio di Starfox. Venuto a conoscenza della verità, Genis iniziò un percorso di formazione che continuò su alcuni numeri della testata dedicata al surfista e sulla miniserie Cosmic Powers, in cui si dimostrò degno del suo retaggio non uccidendo l'assassino di suo padre, Nitro.
Genis ebbe l'onore poi nel 1996 della prima serie regolare a lui dedicata (un'uscita anche questa, probabilmente, dettata da ragioni di mantenimento del trademark), intitolata appunto Captain Marvel, alias che adottò in via definitiva comunque soltanto al termine del quarto numero completando così la sua formazione. La testata però chiuse i battenti due numeri dopo, nonostante il suo sceneggiatore Fabian Nicieza avesse già pianificato il successivo story-arc. Il personaggio rimase nel limbo un paio d'anni fino a quando comparve, in una versione più adulta, come uno dei protagonisti della straordinaria maxiserie del 1998/1999 Avengers Forever di Kurt Busiek e Carlos Pacheco, che tutti voi dovreste leggere almeno 6 volte nel corso della vostra vita.
Nel dodicesimo e ultimo numero, Genis (così come fece suo padre anni prima) si fuse a livello molecolare con Rick Jones per salvargli la vita e la sua personalità del presente assunse l'aspetto del Genis del futuro. Sempre come accaduto a suo padre, Genis poteva scambiarsi di posto con Rick solo sbattendo le Nega-Bande per uscire dalla Zona Negativa in cui era confinato: era dunque il tempo di una nuova serie regolare. Esordì alla conclusione di Avengers Forever e fu scritta da Peter David, che nei suoi 35 numeri di vita diede alle storie un tono molto leggero e ironico, nonostante trattasse anche alcuni temi delicati come la vecchiaia o la bisessualità. Lo sceneggiatore ne approfittò inoltre per recuperare il personaggio di Miguel O'Hara (lo Spider-Man del 2099) e parte della cosmogonia Marvel lasciata nel dimenticatoio (Drax, Dragoluna, il Magus).
Mai ai vertici delle classifiche, la serie venne coinvolta alla fine in una diatriba/marchettone pubblicitario con l'allora presidente della Marvel Bill Jemas (una gara a quale serie ce l'aveva più lungo nota come U-Decide), che portò nel 2002 a un suo immediato rilancio. Che ebbe vita ancora più breve. 25 numeri, ancora con David alle sceneggiature tranne un fill-in di Nicieza, che ne approfittò furbescamente per inserire in continuity il suo story-arc cassato anni prima. I toni stavolta furono molto più cupi, per via della follia di cui Genis divenne vittima dopo una crisi cosmica. C'è un numero, il 13, colpevolmente inedito in Italia, in cui David fa una satira molto critica e pesante sulla politica militare interventista dell'allora Presidente George W. Bush: un piccolo gioiellino.
Nel 2006 Genis ritornò nelle mani di Fabian Nicieza, che lo incluse nel cast della serie New Thunderbolts con un nuovo alias, Photon (sì, lo stesso usato da Monica Rambeau, storia lunga). La sua follia causata dall'abuso di Coscienza Cosmica non era scomparsa e Zemo capì che alla fine il figlio di Mar-Vell avrebbe distrutto l'Universo: così lo imprigionò nella dimensione della Forza Oscura disperdendone l'essenza. Seguendo l'esempio di suo padre, Genis non è più ricomparso alla data odierna. Capitan Marvel invece sì.

PROSSIMAMENTE: MAHR-VEHL

venerdì 26 luglio 2013

Memorable Quotes: The Golden Age


The Golden Age
Anno di pubblicazione: 1993
Testi: James Robinson
Disegni: Paul Smith


"In Europa e in Asia la guerra infuriava, con i loro popoli induriti, incalliti, da tutto ciò che dovevano sopportare. Sangue e distruzione. Ma l'America... Nonostante i padri e i figli caduti, l'America viveva ancora in un'età dell'innocenza. E in un età degli dei. Il fronte interno era difeso da multicolori divinità. Uomini con poteri. Superpoteri. Volo. Velocità. Forza. Un'età dell'oro e di candido stupore, nella quale nessuna spia o sabotatore poteva dormire sonni tranquilli. Era l'alba della Justice Society e dell'All Star Squadron. Intrepidi eroi in sgargianti costumi, che combattevano in difesa del bene. Sganassoni, facce allegre e lieto fine. Fino al 6 agosto 1945. La bomba. Marcò la fine della guerra. E l'inizio della fine di un'era. L'inizio della fine dell'Età Dell'Oro."


"I miei giorni come Lanterna Verde sono finiti. Ufficialmente. Ti rendi conto di quanto potere controllo? Potrei radere al suolo intere città. Senza Otto Frentz di mezzo avrei potuto porre termine alla guerra in un solo pomeriggio. La bomba atomica, hai visto cosa ha fatto... il costo in vite umane, le ceneri, la devastazione. Ed equivale ad appena una frazione del mio potere, una frazione! Chi ha deciso che la bomba atomica dovesse essere sganciata? Uomini. Che diritto avevano di scatenare una tale distruzione? Abbiamo vinto la guerra, sì, ma chi può asserire che fossimo moralmente nel giusto? Possiedo un potere ben più grande di quello della bomba. Che diritto morale ho di gestirlo? E se un giorno mi sbagliassi e dal mio errore discendesse la morte di una città? Viviamo tempi confusi, sento che è Alan Scott a essere più necessario... per i miei impiegati, per esempio, che contano sul mio sostegno. Possiedo un potere inimmaginabile. Un potere cui sono coniugato da un anello verde. Voglio il divorzio."


"Altri eroi si stanno facendo avanti, irrompendo sulle prime pagine dei quotidiani con monotona regolarità. Eroi nuovi, volti nuovi, nuovi poteri. Tocca a loro. È il loro momento. Questa è la loro era, un'età fulgida e luminosa... come l'argento."

domenica 21 luglio 2013

La storia dei Capitan Marvel (VI)

Con Crisi Sulle Terre Infinite, il Multiverso DC scomparve dalle scene per essere sostituito da un'unica terra. Una terra che era la fusione di cinque mondi precedenti: tra questi mondi vi era anche Terra-S. La Marvel Family dunque c'era ancora... o meglio c'era Capitan Marvel, che avrebbe faticato non poco, editorialmente parlando, per riunirsi alla vecchia cricca.


LA CRISI DI BILLY

A seguito della Crisi, il personaggio di Capitan Marvel ricomparve subito. All'inizio nella miniserie Legends di John Ostrander e John Byrne, successivamente divenne parte integrante della delirante Justice League International di Giffen/DeMatteis/Maguire. Finchè nel 1987 Roy Thomas venne incaricato di narrarne le origini in questo nuovo universo: il risultato fu la miniserie Shazam The New Beginning, che non ottenne molto successo e venne rapidamente dimenticata.
Accadde poi un evento niente affatto insignificante. La DC Comics, che fino a quel momento possedeva solo i diritti di sfruttamento della Marvel Family, acquisì definitivamente dalla Fawcett i diritti sui personaggi, i quali ora erano di sua esclusiva proprietà. La casa editrice incaricò allora lo sceneggiatore Jerry Ordway di scrivere una nuova origine per il personaggio, che gettasse alle ortiche quella di Roy Thomas. Il graphic novel The Power Of Shazam sancì l'inizio di un nuovo periodo fortunato per Capitan Marvel: ad esso fece seguito nel 1995 una serie regolare dallo stesso titolo e scritta sempre da Ordway, che si può considerare il punto più alto della produzione legata a Capitan Marvel nel post-Crisi. Nel corso della sua vita editoriale di 47 numeri, Ordway recuperò e aggiornò ai tempi moderni buona parte della mitologia classica legata a Billy Batson, partendo da sua sorella e arrivando anche agli elementi più insoliti, come gli animali parlanti.
Questa rinnovata popolarità consentì al personaggio di Billy Batson di divenire anche un elemento centrale della miniserie Kingdom Come di Mark Waid e Alex Ross. Lo stesso Alex Ross, poi, nel 2000 in coppia con Paul Dini pubblicò il graphic novel Power Of Hope, che rappresentò il canto del cigno di questa terza ondata di popolarità del personaggio di Capitan Marvel. Ma non l'ultima.

PROSSIMAMENTE: GENIS

giovedì 18 luglio 2013

Memorable quotes: Batman - The Killing Joke


Batman: The Killing Joke
Anno di pubblicazione: 1988
Testi: Alan Moore
Disegni: Brian Bolland
  

"Volevo parlarti. È un po’ che ci penso. A te e a me. A quello che ci succederà, alla fine. Uno di noi due ucciderà l'altro, vero? Forse tu ucciderai me. Forse io ucciderò te. Forse presto. Forse tardi. Volevo provare a parlarne con te per evitare che vada a finire così. Almeno una volta. Mi ascolti? È una questione di vita o di morte. Forse la mia, di morte... forse la tua."


"I ricordi sono ciò su cui si fonda la ragione. Se non li affrontiamo, rinneghiamo ogni raziocinio! Ma in effetti, perché no? Nessuno ci vincola per contratto alla razionalità! Non esiste nessun patto natale. Per cui, quando ti trovi a bordo di un brutto pensiero diretto in quei luoghi del passato pieni di urla insostenibili, ricorda, c'è sempre la pazzia. La pazzia è l'uscita di sicurezza. Puoi sempre uscire e chiudere la porta su tutti gli orrori che ti sono successi. Li puoi rinchiudere... per sempre."


"Signore e signori! L'avete letto sui giornali! Ora rabbrividirete guardando con i vostri occhi il più tragico degli errori commessi dalla natura! Ecco a voi... l'uomo medio! Fisicamente è piuttosto banale, ma i suoi valori sono assolutamente deformi. Guardate quant'è rigonfio il senso dell'importanza umana. Notate il piede equino della coscienza sociale e il suo ottimismo rattrappito. Uno spettacolo impressionante, nevvero? Ma davvero ripugnanti sono le sue fragili e disastrose idee di ordine e sanità mentale. Applicando loro una forza eccessiva, quelle scoppiano. 'Come fa a vivere?', voi mi chiederete. Come sopravvive questo misero, patetico esemplare nel mondo crudele e irrazionale di oggi? Purtroppo la risposta è 'non molto bene'. Di fronte all'inoppugnabile dato di fatto che l'esistenza umana è folle, vana e casuale, a un esemplare su otto dà di volta il cervello. E come fargliene una colpa? In un mondo psicotico come questo, ogni altra reazione sarebbe una pazzia!"


"Ho dimostrato la mia teoria. Ho provato che non c'è nessuna differenza tra me e gli altri! Basta una brutta giornata per ridurre alla follia l’uomo più assennato del pianeta. Ecco tutta la distanza che passa tra me e il mondo. Una brutta giornata. E una volta l’hai avuta pure tu. Ho ragione? Ma si che ho ragione. Si vede. Hai avuto una brutta giornata e tutto è cambiato. Altrimenti perché ti vestiresti da topo volante?"


"Com'è che sei diventato quello che sei? La mafia ha ammazzato la tua ragazza? Un rapinatore ha accoltellato tuo fratello? Una cosa così, ci scommetto. Una cosa così. Sai, una cosa così è successa pure a me. Ma non... non so più cosa. A volte ricordo in un modo, a volte in un altro... Se proprio devo avere un passato, lo preferisco a scelta multipla! Ah ah ah! Ma il punto è... il punto è che io sono impazzito. Quando ho visto che barzelletta crudele è il mondo, sono andato fuori di testa! Lo ammetto! Perché tu no? Cioè, non è che ti manchi l'intelligenza! La vedrai anche tu la realtà della situazione. Sai quante volte siamo stati a un pelo dalla terza guerra mondiale perché uno stormo di anatre è apparso su un monitor? E sai com'è cominciata l'ultima guerra mondiale? Per una lite su quanti pali del telegrafo la Germania doveva ai suoi creditori! Per dei pali del telegrafo! Ah ah ah ah ah! È tutto uno scherzo! Le cose importanti, ciò per cui la gente combatte, è tutto una mostruosa, delirante barzelletta! Ma allora perché non ti diverte? Perché non ridi?"
"Perché l'ho già sentita... e non mi ha fatto ridere neanche la prima volta."


Allora, ci sono due matti in manicomio... e una notte, una notte decidono che la vita là dentro non gli piace più. E così decidono di evadere! Allora vanno sul tetto e lì, nello spazio vuoto tra i palazzi, vedono i tetti della città che si estendono al chiaro di luna... che si estendono verso la libertà. Allora, il primo matto, bè, fa un salto e atterra sull’altro tetto senza problema. Ma il suo amico, lui non ha il coraggio di saltare. Sai... sai, ha paura di cadere. Allora il primo ha un’idea... e gli fa: ‘Ehi! Ho una pila! Ora la accendo e la punto qua in mezzo. Così tu puoi venire da me camminando sul raggio di luce!’ Ma il secondo scuote la testa. E gli fa... gli fa: ‘Ma che ti credi? Che sono pazzo? Poi tu la spegni quando sono a metà strada!’

martedì 16 luglio 2013

La storia dei Capitan Marvel (V)

Nel 1982 Billy Batson era nel bene e nel male un personaggio secondario, mentre Mar-Vell era morto di cancro. La dinastia dei Marvel non sembrava passarsela tanto bene finchè...


MONICA

La Marvel non poteva permettersi di non avere un Capitan Marvel e dunque rimediò subito alla scomparsa dell'eroe kree. In Amazing Spider-Man Annual 16 del 1982 fece la sua prima apparizione Monica Rambeau, grazie a Roger Stern e John Romita Jr. Un personaggio che divenne poi parte integrante per molti anni dei Vendicatori, dopo essere stata irradiata da una insolita forma di energia extradimensionale che le permetteva di controllare lo spettro elettromagnetico. Fu fondamentale, tra le altre cose, nel risolvere la crisi legata all'assalto dei Signori del Male durante i Riti di Conquista di Helmut Zemo.
Non sfuggì che questa nuova eroina apparteneva a due minoranze: era una donna afroamericana. Tuttavia Roger Stern, il suo ideatore, non puntò mai su questi due temi di facile presa sul pubblico e gli va dato atto di aver costruito un personaggio tridimensionale e credibile senza scadere in facili clichè sulla razza o le disparità sociali. Lo rese una sorta di suo personaggio feticcio, tanto da farlo comparire in altre serie da lui scritte all'epoca. Ed in effetti, a ben vedere, solo Stern è stato in grado di gestire a livello narrativo il personaggio di Monica Rambeau. Quando infatti lui passò alla DC Comics e le sorti di Monica vennero affidate ad altri sceneggiatori (aldilà del fatto che è divenuta immediatamente un personaggio secondario se non peggio) nessuno sembrava averne carpito lo spirito.
Nonostante ciò, nel 1989 Monica ebbe l'onore di un one shot a lei dedicato, scritto da Dwayne McDuffie (pubblicato a onor del vero solo per non perdere il trademark sul nome). Pratica che si ripetè anche nel 1994. Ma lentamente svanì tra le ombre e, con l'entrata in scena del figlio di Mar-Vell (ne riparleremo), adottò in breve tempo due nuovi alias, dapprima Photon e poi Pulsar. Non per caso, Monica Rambeau tornò a brillare di luce propria con la miniserie del 2000/2001 Avengers Infinity, scritta guarda un po' da Roger Stern.
Grazie a Warren Ellis e Stuart Immonen, nel 2006 Monica ritornò per breve tempo sotto le luci della ribalta con la maxiserie Nextwave, che propose una sua versione più "scanzonata", nonostante alcune libertà sul personaggio e un paio di elementi incompatibili. Poi sostanzialmente più nulla. Ma se Monica è scomparsa, altri Capitan Marvel hanno poi preso il suo posto.

PROSSIMAMENTE: LA CRISI DI BILLY

mercoledì 10 luglio 2013

Il battesimo del fuoco dell'Aquila Fantasma


Adoro Garth Ennis. E non per il suo spirito iconoclasta del mondo supereroistico, anzi, a ben vedere è l’aspetto di lui che mi interessa meno. E nemmeno per il suo linguaggio sboccato, ce ne sono altri come lui in questo senso, chi più bravo e chi meno. No, adoro Garth Ennis semplicemente perchè scrive belle storie: in particolare sa scrivere belle storie di guerra e questo è notevole se si prende in considerazione questo delicato argomento dove lo scivolone è dietro l'angolo. Il fatto è che Ennis ne ha scritte così tante, ma davvero così tante che un giorno tu pensi:"Ma sì, ormai avrà detto tutto il possibile su questo argomento, no?". E invece, siccome un grande sceneggiatore riesce sempre a distinguersi, trova sempre un modo per aggiungere qualcosa di nuovo, per sorprenderti in positivo.
War Is Hell è dedicato ad un personaggio minore ma proprio minore della Marvel Comics, le cui apparizioni prima di questa storia si contavano sulle dita di una sola mano: Karl Kaufmann, l’Aquila Fantasma. Ennis, che pure ha probabilmente letto la storia d’esordio del personaggio, chiaramente prende in considerazione solo gli elementi base dell’Aquila Fantasma, quello di un pilota americano ma dalla discendenza tedesca desideroso di servire la sua patria durante la Prima Guerra Mondiale in ogni modo, anche alterando le sue origini. Ma ben presto Kaufmann scoprirà che il mondo ideale che si era immaginato è ben diverso dalla dura e spietata realtà, una realtà dove degli invisibili capi non si preoccupano di mandare a morire dei giovani piloti inesperti o di ordinare un attacco sapendo che questo porterà al massacro di una intera unità. Nonostante questo, e grazie al supporto di alcuni commilitoni che vedrà man mano morire davanti ai suoi occhi, Kaufmann farà carriera ed alla fine confesserà il suo “atroce”segreto. Ma questo, unito alla spiegazione che avrebbe dato per esso, susciterà nulla più che una risata di un suo commilitone. E Kaufmann stesso diverrà un uomo diverso, consapevole infine che la guerra è un inferno e passa sopra a tutto e tutti, ma non per questo il suo patriottismo verrà meno.
Ennis, come al solito, riesce a mischiare alla perfezione le scene ed un linguaggio crudo con uno humour nero che in pochi possiedono, cosa che riesce a rendere i vari personaggi veri e tridimensionali. I disegni “sporchi” di Howard Chaykin, pur lontani dai fasti di un tempo, risultano comunque apprezzabili e differenti in meglio da quelli di stampo supereroistico verso cui si è dedicato in questi ultimi anni.

domenica 7 luglio 2013

La storia dei Capitan Marvel (IV)

La Silver Age aveva rivitalizzato un genere, il fumetto supereroistico, e portato alla ribalta nuove versioni di eroi della Golden Age. Col tempo anche i più grandi eroi della Golden Age fecero il loro ritorno sulla scena, ne mancava praticamente solo uno all'appello, uno che aveva avuto un successo straordinario: Billy Batson, Capitan Marvel.


IL RITORNO DI BILLY

La Fawcett deteneva ancora i diritti sul personaggio, ma non poteva pubblicarne le storie per via dell'accusa di plagio. Intervenne allora la DC Comics (ma sì, quella che aveva intentato e vinto la causa di cui sopra) e ottenne il permesso di pubblicare nuovi racconti, pur rimanendo in capo alla Fawcett i diritti.
La nuova testata esordì nel 1972 ma, essendo il trademark su Capitan Marvel già stato opzionato dalla Marvel Comics, venne chiamata Shazam, come il mago da cui Billy aveva ottenuto i poteri. Nessuno degli eroi, assenti da vent'anni sulle scene, era invecchiato e questo venne spiegato dicendo che erano rimasti in stasi per tutto questo tempo a causa delle macchinazioni di Sivana. Per ricatturare lo spirito di un tempo, venne scelto come disegnatore C.C. Beck, colui che aveva realizzato le storie della Golden Age. Essendo il Multiverso in auge all'epoca, venne detto che Billy e soci vivevano le loro avventure su Terra-S, uno dei tanti mondi paralleli della DC.
I venti anni di assenza però non tardarono a farsi sentire: il pubblico era ormai maturato e le atmosfere giocose e infantili di Shazam non avevano più il fascino di un tempo. La testata chiuse col nr. 35, con un tentativo di rilancio dai toni più seri immediatamente abortito. Capitan Marvel però continuò ad apparire negli anni successivi su altre testate in varie back-up stories (in particolare World's Finest), fino a Crisi Sulle Terre Infinite, al cui termine avrebbe vissuto un nuovo rilancio. Quello decisivo.

PROSSIMAMENTE: MONICA

sabato 6 luglio 2013

Blast from the past: Angelo - Rivelazioni


Grazie a questa miniserie di cinque numeri del 2008, si torna alle origini di uno dei membri fondatori degli X-Men (nello specifico, Angelo è stato il terzo dei componenti storici ad entrare nel gruppo) con un racconto dall’inevitabile ma appropriato sapore biblico, con tanto di percorso di discesa e redenzione, dedicato a Warren Worthington III. Origini in piena regola, poichè apprendiamo della prima volta in cui il futuro eroe scoprì la sua mutazione e come reagì ad essa, il tutto durante un convulso anno scolastico in cui Warren Worthington deve anche affrontare le angherie dei compagni di scuola e l’attacco di un fondamentalista religioso convinto che i mutanti siano la progenie del diavolo. Il cosiddetto romanzo di formazione di stampo fumettistico, dentro il quale ricadono inevitabilmente anche alcuni cliché (il compagno sfigato, il bullo del quartiere, la bionda oca giuliva), che però alla fine vengono in buona parte ribaltati.
Tuttavia i testi di Roberto Aguirre-Sacasa sono equilibrati e ben progettati, si può chiaramente notare una impostazione “teatrale” che lui conosce molto bene essendo il suo mondo di provenienza. Ma nessuno dei personaggi principali è mai fuori posto, nemmeno quelli che compaiono per poche vignette. Passiamo allora al capitolo disegni, realizzati da Adam Pollina: ammetto che inizialmente sono rimasto sconvolto, dal momento che le sue matite e il suo tratto apparivano così distanti dalle sue prime prove. In questa storia troviamo un Warren che ha gambe che sembrano lunghe chilometri e un girovita così piccolo da risultare invisibile. Ma poi questi stessi elementi mi hanno conquistato, in quanto sono funzionali all’atmosfera un po’ surreale della storia. Molto apprezzabili alcune vignette costruite come se fossero una sorta di iconografia dell’angelo biblico, simili a quelle vetrate che possiamo ammirare nelle chiese.
Oh, certo, magari c’è qualcosa che cozza con la continuity del personaggio (l’intervento del Professor Xavier, il successivo ruolo di Angelo Vendicatore, l'assenza dalla storia di Cameron Hodge), ma nulla di trascendentale a mio parere e facilmente superabile e spiegabile. Sono giunto al punto della mia vita da lettore da ormai non rimanere più di tanto turbato da queste cose, se non proprio nei casi più estremi.

mercoledì 3 luglio 2013

La storia dei Capitan Marvel (III)

Dopo che la Fawcett smise di pubblicare storie di supereroi, nessuno pensò più a Capitan Marvel. Passarono gli anni e, nonostante la breve esperienza della M.F. Enterprises, nessuno ne rilevò il trademark. Tanto che nel 1967 ad una giovane casa editrice che stava scalzando la DC Comics dalla sua posizione di predominio quasi non parve vero di potersi accaparrare i diritti di un nome così prezioso e storico. Quella casa editrice si chiamava Marvel Comics.


MAR-VELL

Una premessa che aiuterà a capire il florilegio di nomi che vedrete nei prossimi capitoli. Il fatto che la Marvel detenga il trademark 'Capitan Marvel' significa che ha l'obbligo di pubblicare entro un certo periodo albi che siano intitolati così (che siano ristampe o nuove storie, non ha alcuna importanza): se non lo facesse, perderebbe il trademark.
Il personaggio di Mar-Vell esordì alla fine del 1967 su Marvel Super-Heroes 12, per opera di Stan Lee e Gene Colan per poi conquistare rapidamente gli onori di una serie regolare. Per quei pochi che non lo sapessero, si tratta di un alieno appartenente alla razza kree che, conquistato dalla razza umana, si ribella agli ordini del suo superiore Yon-Rogg e adotta l'alias di Walter Lawson per combattere le ingiustizie, cercando allo stesso tempo di riconquistare il suo perduto amore, Una.
Questa situazione non durò più di tanto e i personaggi di Yon-Rogg e Una vennero fatti fuori e l'identità di Lawson abbandonata. Questo causò anche una breve sospensione della serie. Ma dopo la sua apparizione ne La Guerra Kree-Skrull, Mar-Vell ritornò a vivere le sue avventure, stavolta insieme a Rick Jones, col quale si era legato a livello molecolare. Tuttavia fu solo con l'arrivo di Jim Starlin che la testata visse il suo periodo di gloria: lo sceneggiatore riprese una sua creazione apparsa in una storia di Iron Man, Thanos, e gli fece acquisire il Cubo Cosmico dando così vita ad una piccola perla degli anni '70. Successivamente, per sconfiggere Nitro, Mar-Vell inalò una dose di gas nervino, anche se per molto tempo non vi furono conseguenze evidenti.
Dopo l'addio di Starlin, la serie continuò la sua corsa fino al nr. 62. Poi Mar-Vell comparve in un breve ciclo inserito nella serie antologica Marvel Spotlight (a disegnare una di queste storie fu il giovane Frank Miller), al termine del quale si ritirò a vita privata su Titano insieme al suo nuovo amore Elysius. Erano ormai iniziati gli anni '80, un nuovo formato si stava imponendo all'attenzione del pubblico, la cosiddetta graphic novel. La Marvel pensò di sfruttare questo formato, che permetteva una foliazione più ampia e una maggiore creatività artistica, e decise di iniziare con una storia che facesse epoca. Le morti degli eroi a quel tempo erano rare, ma di certo non si era mai vista la morte di uno di loro per cause naturali.
Jim Starlin aveva appena vissuto la tragica perdita di suo padre per cancro e decise di convogliare tutte le emozioni che questa esperienza gli aveva provocato nella storia del 1982 'La Morte Di Capitan Marvel', una sorta di catarsi del periodo negativo che aveva sperimentato sulla sua pelle. La storia fece veramente scalpore e, salvo qualche flashback o ritorni semi-fittizi, Mar-Vell a tutt'oggi non ha più avuto una seconda chance. Ma laddove un eroe moriva, un altro ritornava dall'oblio, anche se forse non nel modo che avrebbe sperato.

PROSSIMAMENTE: IL RITORNO DI BILLY