martedì 12 giugno 2012

ParmaFantasy: un anno dopo


Esattamente un anno fa ero immerso in un'altra realtà, un'altra realtà che aveva dovuto darsi veramente da fare per concretizzarsi. Un anno fa ero al ParmaFantasy.
Ma questa storia ha le sue radici già svariati mesi prima di quella data. Come lettore di fumetti (e, bontà di alcuni, recensore) partecipo annualmente a qualche Fiera del Fumetto e chiaramente l'idea di poterne avere una a pochi chilometri da casa mia mi emozionava e non poco. ParmaFantasy non era alla prima edizione, solo che negli anni precedenti la sua attenzione si era concentrata in maniera esclusiva sul... fantasy appunto. Ma il 2011 doveva essere l'anno della svolta, doveva essere l'anno in cui anche i comics avrebbero invaso Parma. Questa è una storia di grandi aspettative, di sogni coltivati, di speranze infrante e delusioni cocenti.
Una storia che nasce addirittura alla fine del 2010. Vi ho già parlato del mio amico Michele in un paio di occasioni, ebbene l'organizzazione della manifestazione scelse proprio lui per gestire la parte relativa alla sezione comics (il che voleva dire contattare autori, case editrici, coordinare gli incontri, ecc..., un piccolo grande incubo insomma). Un compito che venne preso con serietà e passione: mille idee in mente, alcune delle quali non si sono potute concretizzare per vari motivi. Qual era il problema principale? Che la fiera era a giugno e per queste cose le case editrici vanno contattate molti mesi prima, anche più di un anno prima.
I primi mesi del 2011 li ricordo ancora in maniera chiara: Michele si recò in tutte le principali fiere del fumetto (Mantova Comics, Cartoomics a Milano, Torino Comics) per prendere contatto con... beh, praticamente chiunque! Non solo case editrici, ma anche autori, disegnatori, ecc... Anche quelle grandi realtà editoriali con cui era evidente che ci fosse ben poca speranza. Non si dovrebbero dare giudizi di valore, è vero, ma il suo migliore risultato fu di ottenere la partecipazione di molti autori della scuderia della Sergio Bonelli Editore in vista del ventennale di Nathan Never e, ancora di più, del cinquantenario di Zagor. Moreno Burattini, Marco Torricelli, Luca Enoch, Paolo Bisi... persino il grande Gallieno Ferri diede il suo assenso.
Ogni giorno decine di chiamate, ogni settimana delle riunioni, ogni secondo delle decisioni. Due cose a tal proposito, frutto di mie opinioni personali in quanto vissute da esterno, non coinvolto ad alcun titolo nella manifestazione: mi apparve chiaro che l'entusiasmo di Michele non era condiviso dalle 'menti pensanti' del ParmaFantasy, dall'organizzazione vera e propria; e poi, avete mai visto crescere una fiera davanti ai vostri occhi? Io prima di allora le avevo solo vissute in quella giornata di partecipazione in cui decidevo di andare, qui era diverso, qui il ParmaFantasy sembrava avere una sua vita. Nasceva, cresceva, si evolveva. Un'emozione che mi porto dietro ancora oggi. Pensate dunque cosa poteva provare colui che rendeva possibile tutto questo.
Poche settimane prima della manifestazione, prevista per i giorni 11 e 12 giugno, ricevetti quello che sembrava un colpo da ko: dovevo subire un intervento chirurgico al ginocchio, entrata prevista per il ricovero in ospedale l'8 giugno... e di certo non ne sarei uscito prima di una settimana. Affranto, lo dissi a pochissime persone. Poi però... quel giorno fatidico feci solo qualche visita di routine e venni dimesso, poichè avevano deciso di spostare in avanti l'intervento: di solito per queste cose uno si arrabbia, io fui l'eccezione alla regola. C'era qualcosa di strano intorno a questo ParmaFantasy, qualcosa che non riuscivo a razionalizzare, un'emozione genuina che mi portava (molto, molto ingenuamente) a ritenere che sarebbe stata unico nel suo genere. Beh, a ben pensarci lo è stato, anche se non come lo avevo immaginato.
Ed arriviamo dunque a quelle due giornate. La cornice era il Parco Eridania e non si poteva chiedere di meglio... se siete da quelle parti fateci una passeggiata. Molti più stand dell'anno prima, inevitabilmente. Io ho parlato (ed in maniera stringata) solo dell'aspetto fumettistico, ma c'era molto altro. Partenza di buon mattino, qualche minuto per la consegna dei pass e poi via! Venni ospitato presso lo stand della Cosmic Comics e da lì assistetti all'apertura degli altri stand (accanto a me c'erano il Lateral Studio e il THZ Studio, "presagio" di futuri incontri o interviste). Prima avevo sempre vissuto il durante delle fiere, ora ne vedevo il prima e ne avrei visto anche il dopo. Anche Michele era lì, beh più o meno, in realtà in quei due giorni percorse correndo una distanza pari a due volte la circumnavigazione del globo terrestre: nemmeno Makkari poteva batterlo. E forse già lì avrei potuto intuire qualcosa, sì perchè qualcosa avevo notato... ma ne parliamo dopo.
Vidi arrivare gli autori Bonelli e fu davvero un bel momento quando 'presero d'assalto' in senso buono lo stand della Cosmic. Si era anche riusciti a fare qualcosa di unico, un albo promozionale (traduzione: agratise!) dedicato ai due festeggiati, Nathan Never e Zagor. Incontrai poi un compare comicussaro, Alfredo Goffredi, il quale fu anche il moderatore di qualche conferenza (dobbiamo ancora scattare una foto, tra l’altro). E gli zagoriani... non ne ho mai visti così tanti in vita mia e quindi non mi stupii quando, poche settimane dopo, intervistando Sergio Bonelli (ve ne ho parlato qui), mi disse che i lettori di Zagor erano superspeciali. Qualcos'altro tuttavia covava sotto la superficie: lamentele dei visitatori, certo, ma quale fiera non ne ha? Modifiche in corso d'opera, certo, ma quale fiera non ne ha? Eh beh... ma ne parliamo dopo.
Ma siccome le cose sembravano andare troppo lisce, nel primo pomeriggio Thor pensò bene di far piovere. Anzi no, mi correggo, di far... diluviare! La nota più stonata della giornata. La pioggia terminò solo negli ultimi minuti della fiera. Ci fu un appendice, però: una bella megacena con, vado a memoria, oltre 40 persone (tra cui l'affezionatamente vostro). Veramente tante, ehm, forse troppe. Una serata di cui ho come ricordo anche la foto che segue.


Ritorno a casa a notte fonda, poche ore di sonno e poi di nuovo in fiera: per la seconda giornata il tempo non fece capricci. Vidi parate, feci interviste (ok, una sola, ma di classe, a Mirco Pierfederici!), visitai le mostre tematiche, assistetti alle conferenze... insomma feci la mia parte di visitatore della fiera. Michele nel frattempo continuava a correre, l'aveva fatto anche durante tutta la notte, giusto per non perdere l'abitudine. L'ultimo atto per me fu partecipare alla conferenza di Massimiliano Brighel della Panini Comics (con ospiti speciali Elia Bonetti, Alessandro Vitti e Giuseppe Camuncoli), persona eccezionale come già scoperto in precedenti occasioni. E quindi quest'esperienza si concluse, nei giorni successivi si disse che era stato un grande successo poichè era la prima volta che l'ingresso alla fiera era a pagamento ed il riscontro era stato positivo, già si pensava all'edizione 2012, baci e abbracci, ecc ecc.
Ma è chiaro che, se quest'anno non ci sarà alcun ParmaFantasy, qualcosa non è andato come avrebbe dovuto. Cosa? Ci si è messa di mezzo la politica e, come quasi sempre accade, ha rovinato tutto. Io sono l'ultima persona che dovrebbe fare valutazioni politiche, ma se la giunta comunale precedente è stata commissariata a causa delle gravi irregolarità commesse... beh, il resto vien da sè. Ed essendo ParmaFantasy un evento sponsorizzato dal comune, questo famoso resto vien di conseguenza. Ma tutto il resto di cosa, qualcuno si dirà? Essendo ormai di dominio pubblico, lo si può dire: vi ricordate il migliore risultato di cui ho parlato qualche riga più sopra, quello degli autori Bonelli? Ora a noi a volte piace pensare che stare in un ambiente fumettistico per loro sia una cosa naturale, ma spesso ci scordiamo che sono lì per lavorare. Ed un lavoro richiede un pagamento. Un pagamento che, lo avrete intuito, a tutt'oggi non risulta eseguito (e sembra che non siano i soli "privilegiati" in tal senso). Se si poteva fare peggio di così, io non ne ho idea.
Perchè? Perchè così si rovina una piazza, forse per sempre. Anche se le spettanze venissero pagate tutte domani, anche se un domani qualcuno che non avesse alcun collegamento con la precedente gestione volesse organizzare un evento legato al fumetto a Parma, rimarrebbe questo marchio. E sì, è davvero un peccato. Sai, caro Michele, ho finalmente capito perchè in quei due giorni correvi sempre, era una cosa che avevo notato anche se solo di sfuggita. Correvi per riparare alle manchevolezze dell'organizzazione, fare anche quello che non era di tua competenza. Ti sei sdoppiato in quattro (sì, lo so che ti piacciono le citazioni cinematografiche). Hai fatto del tuo meglio, quindi se oggi ti senti in qualche modo in colpa per quel che è successo... beh, non esserlo. E sì, lo so che detesti queste frasi fatte, ma almeno questa te la becchi!
E parlando più in generale, a tutti coloro che vi hanno partecipato, cosa ci rimane alla fine di questa esperienza? Io sarò retorico, sarò banale, ma penso che ci rimangano quelle due giornate vissute insieme, tra fumetti, fantasy e cosplay. Tra parate e giochi di ruolo. In mezzo ad una cornice splendida, che nessuno ci ha ancora tolto. E quindi, in conclusione, trovate due video da me realizzati nel corso di quelle due giornate. Excelsior!



domenica 10 giugno 2012

Captain America/Nick Fury: The Otherworld War (II)


LA GUERRA DI ALTROMONDO (THE OTHERWORLD WAR)
Peter Hogan (storia)-Leonardo Manco (matite/chine)-Mariana Manco (colori)-Bobbie Chase (supervisione)

Intanto Fury e gli Howling Commandos percorrono un campo verdeggiante, eliminando di tanto in tanto delle letali creature che provano ad attaccarli. Improvvisamente notano in lontananza una città: il sergente la esamina con un binocolo, notando che è piuttosto tranquilla, forse potranno chiedere ai suoi abitanti se hanno visto Cap o i nazisti. I soldati entrano dunque in città, ma l'arrivo di questi stranieri spaventa gli abitanti del posto che corrono a rifugiarsi nelle loro case. Tuttavia c'è una persona che sembra non aver paura di loro, una ragazza dai capelli color argento. Fury le chiede se riesca a capire la sua lingua e se abbia visto alcuni suoi amici. La ragazza risponde di capirlo perfettamente: si chiama Clea e non è una sprovveduta, inoltre non dovrebbe parlare agli stranieri. Il sergente ribatte che vuole solo trovare due suoi amici ed andarsene via, così le domanda se abbia visto un uomo in costume blu e con delle alette sulla testa. Clea scuote la testa in segno di diniego. Fury le chiede allora se abbia sentito degli strani rumori, come degli spari. Clea dice di averli in effetti uditi e porta gli Howling Commandos nel luogo di provenienza di quei rumori, indicando poi un altro punto: il territorio dei Senza Mente, vili creature che esistono solo per distruggere e la cui furia è placata solo dalla barriera protettiva eretta da Dormammu, il salvatore di questa terra ed il più saggio tra i governanti. Ad un tratto i soldati odono un debole suono, come di un ramo che si spezza: Fury e Dugan si recano a controllare e ritrovano così Capitan America. L'eroe spiega che Bucky si è stirato una caviglia e si trova in una caverna a poca distanza da qui.
Poco dopo James Barnes ode qualcuno che si avvicina e, credendo sia Cap, lo chiama. In realtà è il Teschio Rosso. Contemporaneamente gli Howling Commandos e Steve Rogers si raccontano vicendevolmente come sono giunti fin qui: in pochi istanti sono alla caverna, ma Bucky non c'è più. Al suo posto Cap trova un biglietto del Teschio Rosso sul quale c'è scritto:"L'amuleto in cambio del ragazzo". Fury sa quanto l'eroe tenga a Bucky, però non si può permettere che una potente arma cada nelle mani dei nazisti, quindi se Capitan America vorrà effettuare lo scambio il sergente lo fermerà. Steve Rogers ne è consapevole, come sa che Bucky vorrebbe che lui facesse la cosa giusta, ma saperlo non rende il tutto più facile. In quel momento compare sulla scena la forma astrale dell'Antico, il quale dice che può essere di aiuto. Fury e gli altri rimangono sorpresi: quando l'anziano mago aveva detto che sarebbe stato con loro in spirito non credevano che intendesse letteralmente. Anche se il corpo fisico dell'Antico è debole e fragile, in questa maniera può viaggiare ovunque la sua mente desideri. Tuttavia non può rimanere a lungo qui: Dormammu potrebbe avvertire la sua presenza e lui non è abbastanza forte per affrontarlo. Cap spiega che il suo sidekick è in pericolo e dei criminali vogliono l'amuleto in cambio della sua vita. L'Antico invita l'eroe a non preoccuparsi: tutto andrà bene e, con un po' di fortuna, tutti loro potranno tornare al loro mondo senza nemmeno incontrare Dormammu, però è meglio prepararli al peggio. Così l'Antico chiede a Cap e agli Howling Commandos se abbiano mai giocato a poker, perchè ora devono ascoltare attentamente cosa deve essere fatto.
Poco dopo gli eroi stanno discutendo del piano quando giungono il Teschio Rosso ed i suoi uomini, i quali portano con loro Bucky. Il criminale nazista chiede a Capitan America quale sia la sua risposta. L'eroe dichiara di accettare lo scambio e si avvicina, mentre Fury ordina ai suoi uomini di trovare una copertura e stare pronti. Bucky viene liberato e Cap consegna l'amuleto al Teschio Rosso, il quale ordina prontamente ai suoi uomini di uccidere i due eroi. I nazisti sparano, ma Steve Rogers para i loro proiettili col suo scudo, mentre al contempo gli Howling Commandos effettuano un fuoco di copertura per consentire ai due di trovare un riparo. Nel parapiglia, Dugan riceve un colpo alla testa, ma fortunatamente il suo cappello rinforzato lo protegge e gli consente di uscirne solo con un graffio. Anche il Teschio Rosso si unisce alla sparatoria, ma Cap lancia il suo scudo che con precisione va a colpire alcuni ammassi rocciosi causando una piccola frana che investe i soldati nazisti, mentre lo scudo torna dal suo proprietario. Il Teschio Rosso scivola giù per il pendio, ma si rialza subito ed afferra l'amuleto che tuttavia scompare nel nulla. Johann Schmidt è preda della rabbia: era solo un trucco yankee. Un incantesimo dell'Antico, mentre il vero Amuleto di Agamotto era al sicuro nelle mani di Fury.
Subito dopo sul posto giunge Dormammu: la luna è tramontata e dunque il Teschio Rosso deve rispettare la sua parte dell'accordo. Il criminale dice di non avere ancora l'amuleto, ma gli serve solo un altro po' di tempo. Il Temuto non lo sta ad ascoltare e, aprendo un oscuro portale dimensionale, vi scaraventa dentro un urlante Johann Schmidt. Richiuso il portale, Dormammu si rivolge a Cap e agli Howling Commandos ed intima loro di consegnargli subito l'amuleto e forse così sopravviveranno. In quel momento, su un pendio, compaiono Clea e gli altri abitanti del suo villaggio. Fury si rivolge al Temuto e gli dice che sa che ha detto ai suoi sudditi di stare attenti agli stranieri, ma non ha riferito loro che tutti gli stranieri sono cattivi. I suoi soldati e l'eroe a stelle e strisce non vogliono fare del male a nessuno, desiderano solo tornare a casa. Però lui vuole rubare loro qualcosa e questo non è giusto: il sergente è cresciuto ad Hell's Kitchen e riconosce un bullo quando ne vede uno. Dormammu gli chiede se pensa davvero di poterlo sfidare, per lui non è nient'altro che una pulce. Fury ribatte che forse è così, ma in questo momento ci sono problemi più imponenti da affrontare.
In quell'istante compaiono i Senza Mente, i quali caricano contro gli abitanti del villaggio di Clea. Dormammu è confuso: non ha avvertito alcun disturbo nella barriera. Orini gli dice che deve salvare i suoi sudditi e Fury lo conferma: il Temuto può sprecare il suo tempo per fermare Cap e gli Howling Commandos, oppure può aiutare i suoi simili, la scelta è sua. Dormammu esita solo un istante, poi esorta gli eroi ad andarsene e di riferire al loro padrone che un giorno per questo ci sarà una resa dei conti. Il sergente così recita un incantesimo che gli ha insegnato l'Antico e lui, i suoi uomini, Capitan America e Bucky scompaiono nel nulla. Intanto Dormammu scatena il suo potere contro i Senza Mente, i quali però svaniscono in una nuvola di fumo. Il Temuto diviene preda dell'ira: è stato ingannato, erano nient'altro che fantasmi. Questa è opera dell'Antico, ma pagherà per questa infamia, un giorno pagherà. Contemporaneamente Clea si interroga se abbia sbagliato ad aiutare gli stranieri: Dormammu li ha minacciati, ma loro volevano solo tornare a casa ed il sergente sapeva che gli abitanti del villaggio non erano davvero in pericolo. Forse non tutti gli stranieri sono malvagi.
Germania Ovest: L'Antico accoglie il ritorno di Cap, Bucky e degli Howling Commandos e dice loro che si sono comportati bene. Fury si complimenta con lui per il suo bluff, ma poi si domanda come mai Dormammu non li abbia semplicemente spazzati via per prendersi l'amuleto. L'Antico ribatte che non gli sarebbe servito a nulla, poichè la vera saggezza non può essere rubata, deve essere guadagnata. Certo, se Dormammu avesse intuito i limiti dell'amuleto avrebbe invaso la Terra, ma fortunatamente nella sua ignoranza teme ancora il potere dell'anziano mago. Tuttavia abbandonerà le sue pretese su questo mondo solo per un po' di tempo: tempo sufficiente, si spera, perchè l'umanità apprenda le vie dell'armonia e l'Antico trovi un nuovo, degno discepolo. Bucky vede Cap pensieroso e gliene domanda il motivo. Steve Rogers si sta chiedendo cosa sia accaduto al Teschio Rosso e se lo rivedranno mai.
L'oggetto dei pensieri dell'eroe sta precipitando in un infinito vuoto dimensionale, perseguitato da immagini da incubo. Si ripete come un mantra di non impazzire, fino a quando non atterra su terreno solido. Quando si rialza, il criminale nazista vede davanti a sè un contadino e gli chiede dove si trovi. Quando l'uomo gli risponde che è il Reich, il Teschio Rosso gioisce e chiede che gli vengano portati cibo, acqua e donne: ha delle vittorie da pianificare.
Contemporaneamente l'Antico cura con la sua magia le ferite degli eroi: istintivamente la caviglia di Bucky torna come nuova. Poco dopo Hamir riferisce all'anziano mago che l'aereo è pronto a partire. L'Antico sta per andarsene, ma Fury ha ancora una domanda per lui: cosa è in grado di fare quell'amuleto? Dopo tutto quello che hanno passato hanno il diritto di saperlo. L'Antico non controbatte, però ha in mente qualcos'altro. Così si libra in aria mentre un'aura mistica lo avvolge: chiede scusa al sergente e agli altri, ma per il loro stesso bene è meglio che dimentichino queste recenti memorie. Questo mondo ha orrori sufficienti a perseguitare i loro sogni, che gli incubi che si annidano fuori nell'oscurità rimangano lì poichè sono un problema dell'Antico e non di altri. Le memorie di Dormammu e del suo mondo svaniscono dalle menti degli eroi, ricorderanno solo di aver liberato l'anziano mago dai nazisti.
Fury riprende i sensi, un po' confuso. L'Antico gli dice che era preoccupato per il viaggio di ritorno, ma non ci sarà alcun problema: Hamir è un eccellente pilota e faranno rifornimento in Svizzera. Forse non si rincontreranno mai più, dunque che Oshtur vigili sempre su tutti loro poichè l'Antico ha il sospetto che tutti loro avranno delle lunghe vite. Mentre l'aereo riparte, Bucky recupera un sidecar abbandonato dai nazisti con cui andarsene. Cap dice che la loro prossima missione riguarda uno scienziato nazista chiamato Barone Zemo. Fury gli racconta che lui ed i suoi uomini lo hanno affrontato qualche tempo fa e gli consiglia di stare attento, quel tizio è un pazzoide. L'eroe a stelle e strisce chiede poi al sergente se abbia idea di cosa sia accaduto oggi: FUry non ne è del tutto sicuro, ma crede che hanno combattuto per una giusta causa. I due si stringono la mano, poi Cap sale a bordo del sidecar e si allontana insieme a Bucky. Gli Howling Commandos invece devono andare a Berlino, sarà una lunga marcia. La consueta routine, insomma. I soldati si incamminano, sperando che Dino Manelli non si metta a cantare: è stonato come una campana.

FINE


sabato 9 giugno 2012

Captain America/Nick Fury: The Otherworld War (I)

One-shot pubblicato nell'ottobre 2001

LA GUERRA DI ALTROMONDO (THE OTHERWORLD WAR)
Peter Hogan (storia)-Leonardo Manco (matite/chine)-Mariana Manco (colori)-Bobbie Chase (supervisione)

Mentre la guerra contro il partito nazista di Hitler impazzava sui campi di battaglia dell'Europa, un'altra minaccia alzava la testa per mettere l'umanità in pericolo. Solo due uomini potevano impedire la distruzione della Terra: un simbolo vivente di libertà ed un soldato bastardo proveniente da Hell's Kitchen, Capitan America ed il Sergente Fury. Senza dimenticare Bucky e gli Howling Commandos. Insieme hanno combattuto la guerra di Altromondo.
Germania Ovest, ottobre 1944: La luna illumina un piccolo aeroporto circondato da una fitta boscaglia, mentre un soldato si sta fumando una sigaretta quando un piccolo plotone si ferma davanti a lui. Il caporale, con tono irato, ordina al soldato Schultz di spegnere subito quella sigaretta e di assumere un atteggiamento composto, anche se è una disgrazia per quella uniforme. Qui sta per accadere qualcosa di molto importante: tra pochi istanti infatti atterrerà un aereo molto speciale, con una consegna per il Fuhrer in persona. Ma Schultz, con gli occhi di tutta Berlino puntati su questo campo, sceglie di fumarsi una sigaretta. Il caporale gli chiede cosa abbia da dire in sua difesa, ma improvvisamente il volto del soldato si contrae in una smorfia di dolore causata da una cordicella piazzata attorno al suo collo, poi come spuntassero dal nulla dalla boscaglia fuoriescono Nick Fury ed i suoi Howling Commandos che in pochi istanti mettono fuori gioco il caporale e gli altri elementi del plotone.
Conclusa l'azione, Fury ordina ai suoi uomini di nascondere quelle persone nei cespugli e a Dum Dum Dugan di ispezionare la zona, poi chiama a sè Dino Manelli e gli chiede di cosa stessero discutendo prima i nazisti. Manelli gli riferisce dell'aereo e della consegna speciale e Fury conferma che i rapporti dell'Intelligence erano corretti, quasi certamente si tratta di una nuova e letale arma. Poco dopo, grazie ad un binocolo, Dugan nota l'arrivo sulla pista di un'auto diplomatica: da essa scendono il Teschio Rosso e la sua scorta. Subito dopo l'aereo atterra: ne esce un soldato, il quale riferisce al criminale nazista che la missione in Tibet è stata un completo successo. Il Teschio Rosso chiede di vedere il dispositivo ed allora il soldato estrae uno scintillante amuleto dall'aspetto circolare. Johann Schmidt chiede come funzioni. Il soldato ribatte di non saperlo, per questo ha portato qui il sacerdote del monastero tibetano dove si sono recati, nonchè il suo servo personale. Il sacerdote infatti è anziano, tanto che viene chiamato dai nativi l'Antico. I due sono incappucciati e dunque il Teschio Rosso ordina ai suoi uomini di volerli vedere in volto: quando il criminale nazista si trova faccia a faccia con l'Antico, lo schiaffeggia e gli chiede come utilizzare l'amuleto.
In quel momento un altro soldato ode il rombo di una motocicletta che si sta rapidamente avvicinando. Quando il Teschio Rosso vede che a bordo vi sono Capitan America e Bucky impreca ed ordina ai suoi uomini di sparare per uccidere. Anche gli Howling Commandos di Fury decidono di intervenire e, ululando come loro solito, caricano a testa bassa gettando lo scompiglio tra le fila naziste. Il Teschio Rosso capisce che c'è poco da fare e risale a bordo dell'automobile ordinando all'autista di partire subito. Fury ha notato che il criminale nazista ha con sè il misterioso amuleto e perciò esorta i suoi uomini a concentrare il fuoco su di lui. Volano le pallottole e, per evitare che l'Antico rimanga ferito o peggio, il suo servo lo getta a terra e lo copre col suo corpo. Capitan America e Bucky continuano il loro inseguimento, mentre gli Howling Commandos intensificano il loro fuoco. Grazie alla maggiore velocità della moto, i due eroi recuperano rapidamente terreno. Ad un tratto però accade qualcosa di incredibile: davanti all'auto del Teschio Rosso compare come dal nulla un portale. Il mezzo lo oltrepassa, scomparendo alla vista. Cap prova a frenare, ma l'attrazione gravitazionale del portale è troppo forte e così anche lui e Bucky svaniscono nel nulla. I due eroi si ritrovano catapultati in un paesaggio alieno, dalle geometrie incredibili e spettrali. E non si nota una via di ritorno per il mondo reale. Seppur spaesati e sconvolti dall'improvviso cambio di prospettiva, Steve Rogers e James Barnes continuano comunque il loro inseguimento del Teschio Rosso su una strada dall'ignota destinazione.
Contemporaneamente nel mondo reale Fury ed i suoi uomini rimangono attoniti di fronte a ciò che è accaduto e non sanno se credere ai loro occhi. Il sergente comunque è certo che la cosa sia collegata all'arma che dovevano intercettare, un'arma di cui l'anziano sacerdote sa sicuramente qualcosa. Fury si avvicina all'Antico, ma il suo assistente gli si piazza davanti e gli intima di mostrare più rispetto per il suo padrone. L'Antico invita il fido Hamir a calmarsi e spiega a Fury che il Teschio Rosso gli ha sottratto l'Occhio di Agamotto, un amuleto magico. Tuttavia non è stata opera dell'amuleto il fatto che il criminale ed i due eroi siano stati trasportati su un altro mondo, un altro universo. Come il regno di Oz di L. Frank Baum, solo molto più pericoloso. Dugan bolla il tutto come follia, ma Nick gli ricorda ciò che hanno appena visto: oltretutto ha senso, tutti loro sono a conoscenza della passione sfrenata di Hitler per gli oggetti magici di cui va alla ricerca per tutto il mondo. Hamir racconta che i nazisti sono venuti di notte nel loro monastero e li hanno drogati mentre dormivano: quei codardi non ci sarebbero mai riusciti se il discepolo del suo padrone non si fosse allontanato. L'Antico rivela al suo fido assistente che è stato Mordo a tradirli, probabilmente è stato solo il primo di tanti tradimenti, ma al momento ci sono questioni più pressanti: è imperativo che l'amuleto venga recuperato. Questo perchè rischia di cadere nelle mani di qualcuno al cui confronto Hitler è insignificante: il Temuto Dormammu, tiranno della Dimensione Oscura. Costui sta cercando di invadere il nostro travagliato mondo per fare di questo pianeta un deserto e dell'umanità i suoi schiavi: e se mai dovesse entrare in possesso dell'amuleto, potrebbe riuscirci. Fury gli chiede se possa essere trasportato insieme ai suoi uomini nel luogo dove si trova l'amuleto. L'Antico risponde di poterlo fare, anche se ci saranno molti pericoli. Fury ne è consapevole, ma qualcuno dovrà pur salvare le chiappe di Capitan America.
Dimensione Oscura: Un nazista spara contro Steve Rogers, il quale para tutti i proiettili col suo scudo. Ad un tratto l'auto si impantana in uno stagno fangoso ed il Teschio Rosso ed i suoi uomini sono costretti ad uscire. Il criminale si lamenta: se capisse come far funzionare l'amuleto, farebbe a pezzi l'eroe a stelle e strisce. Distratto, non nota l'arrivo di Bucky, che grazie ad una liana gli sottrae il magico artefatto. Prontamente il Teschio Rosso estrae la sua pistola e spara due colpi, uno dei quali spezza la liana. Bucky precipita in basso, ma con un poderoso balzo Cap lo afferra per una mano, poi si aggrappa ad un ramo.
Germania Ovest: Fury si rivolge ai suoi uomini: hanno sentito tutti ciò che ha detto l'anziano sacerdote e lui per qualche ragione gli crede. Ma non ha idea di dove stiano per andare nè se torneranno indietro: se qualcuno non se la sente, può tirarsi indietro senza problemi. Nessuno degli Howling Commandos si rifiuta di seguire il sergente. Fury dice allora all'Antico che sono tutti pronti e, quando sarà pronto anche lui, potrà fare i suoi trucchetti. L'anziano mago spiega che il suo corpo è troppo fragile per poterli accompagnare, ma sarà con loro in spirito. Poi agita le sue mani ed invoca a sè le ombre di Seraphim ed il potere dell'onniveggente Agamotto e spedisce con la benedizione del Vishanti gli Howling Commandos nel regno del Temuto Dormammu. Ai soldati sembra di precipitare nel vuoto per un'eternità, ma quando atterrano su un terreno sconosciuto sono tutti integri. Subito Fury viene attaccato da una mostruosa creatura dalla pelle rossa: il sergente le spara contro alcuni colpi di mitragliatrice e la uccide, poi esorta i suoi uomini a stare all'erta poichè potrebbero essercene delle altre. In quel momento Dino Manelli ode in lontananza degli spari.
Capitan America e Bucky stanno subendo un altro assalto da parte del Teschio Rosso e dei suoi uomini. Improvvisamente però giungono sul posto Dormammu ed i suo servi. Il Temuto intima loro di cessare subito la sparatoria. Non prestandogli ascolto, un nazista gli spara, ma Dormammu ferma i proiettili a mezz'aria e li fa cadere a terra, poi con un semplice gesto della sua mano fa esplodere il corpo dell'uomo. Il Temuto afferra il Teschio Rosso per la gola e lo solleva dal suolo, esortandolo a rivelargli dove si trova l'amuleto: il criminale risponde di non averlo più con sè. Dormammu lo bolla come un bugiardo: lui serve l'Antico, può sentire l'odore del mago su di lui. Il Teschio Rosso ribatte che lui non è servo di nessuno, ma forse loro due potrebbero stipulare un accordo: il Temuto si dimostra interessato e rilascia la presa sul criminale. Johann Schmidt afferma di sapere dove si trovi l'amuleto: glielo ha sottratto un suo nemico, cosa che lo rende anche un nemico di Dormammu, dunque loro due possono considerarsi alleati. Il Temuto chiede dove si trovi questo nemico. Il Teschio Rosso indica un picco poco più in alto, ma Capitan America e Bucky sono già scomparsi. Irato, il criminale nazista dice di poterli rintracciare: sa come pensano. Dormammu appare dubbioso, ma chiede comunque al Teschio Rosso quale sarebbe il prezzo dei suoi incalcolabili servigi. Il criminale desidera un passaggio sicuro per il suo mondo, la morte del suo nemico ed un'arma che sostituisca l'amuleto, sufficientemente potente da essere temuta sulla Terra. Orini mette in guardia il Temuto: quest'essere è sinistro ed ingannevole, non si fida di lui, ed in ogni caso lui ed i suoi servi possono ritrovare da soli l'amuleto, senza l'aiuto di nessuno. Dormammu concorda con Orini, ma quest'essere potrebbe rivelarsi utile dopo che lui avrà conquistato il suo mondo, dunque lo metterà alla prova: avrà tempo fino al tramonto della luna per recuperare l'amuleto. Se ci riuscirà il suo futuro sarà luminoso, se fallirà sarà invece breve e spiacevole.
Nel frattempo Capitan America e Bucky scendono lungo un pendio roccioso, ma il giovane sbatte un piede con forza contro una sporgenza e si procura una distorsione che gli rende difficile camminare. Improvvisamente i due eroi vengono attaccati da un Senza Mente: la creatura cala contro di loro il suo possente pugno, ma Cap para col suo scudo tutti i colpi. Ben presto però l'eroe capisce che non potrà andare avanti così a lungo, questa creatura è incredibilmente forte e letale. Cap si allontana dal Senza Mente, il quale rilascia dalla sua fessura ottica un raggio energetico che Steve Rogers evita di poco. Poi l'eroe colpisce la creatura con un calcio, quel tanto che basta a sbilanciarla: se la carica sui suoi piedi per un istante, poi con un incredibile sforzo la scaraventa contro una parete. Capitan America prende Bucky con sè e lo sorregge per quanto può, mentre i due fuggendo vengono inseguiti da altri Senza Mente, ma improvvisamente le letali creature sono costrette a fermarsi. Cap intuisce che deve esserci una sorta di barriera invisibile che loro non possono attraversare, poi nota lì vicino una caverna: dentro nessun segno di vita, dunque è sicura e Bucky può riposarsi. Steve Rogers esamina la caviglia distorta di James Barnes e la fascia per quanto è possibile. Il giovane estrae l'Occhio di Agamotto e chiede se sia stato ciò a trasportarli qui. Cap risponde che, se è così, bisogna persuadere il suo genio a riportarli a casa: quello che sa per certo è che Hitler lo vuole e questa è una ragione sufficiente per impedirgli di ottenerlo, a qualsiasi costo. Capitan America intende andare a cercare aiuto: tornerà il prima possibile, con cibo ed acqua. Bucky gli consegna l'amuleto, è al più sicuro nelle sue mani. Dunque l'eroe esce dalla caverna, promettendo che ritornerà.

CONTINUA...

mercoledì 6 giugno 2012

Il vero appassionato di fumetti


- Il vero appassionato di fumetti aborrisce la parola "giornaletti"

- Il vero appassionato di fumetti conosce la continuity del suo personaggio preferito meglio di quanto non conosca la sua

- Il vero appassionato di fumetti ha sempre la casella piena in fumetteria

- Il vero appassionato di fumetti fa acquisti online solo se ci è proprio costretto

- Il vero appassionato di fumetti è anche un buon critico, ma se si osa criticare il suo autore preferito lo difende di fronte a tutto, soprattutto nei confronti dell'indifendibile

- Il vero appassionato di fumetti compra più albi di quanti non riuscirebbe a leggerne in una vita ultrasecolare

- Il vero appassionato di fumetti sa qual è la differenza tra shojo, shonen e seinen, anche se non ne leggerà mai uno in vita sua

- Il vero appassionato di fumetti si lamenta sempre della mancanza di spazio nella sua libreria

- Il vero appassionato di fumetti critica ogni singolo adattamento cinematografico, ma poi li va a vedere tutti

- Il vero appassionato di fumetti è sia un marvel zombie che un dc junkie

- Il vero appassionato di fumetti finge indifferenza di fronte all'ultimo albo che gli serve per completare la sua collezione

- Il vero appassionato di fumetti pensa che "retcon" sia una parolaccia

- Il vero appassionato di fumetti, piuttosto che rinunciare a leggerli, smette di fumare e di bere alcolici

- Il vero appassionato di fumetti si lamenta della mancata pubblicazione degli albi inediti, soprattutto di quelli più brutti

- Il vero appassionato di fumetti sfoglia gli albi arretrati come se fossero figli suoi

- Il vero appassionato di fumetti legge ogni singola riga di ogni singolo albo, soprattutto quelle in piccolo

- Il vero appassionato di fumetti va a Lucca Comics ogni anno, anche se non acquista lì più nulla da almeno un decennio

- Il vero appassionato di fumetti inorridisce se vede un congiuntivo mancante o sbagliato

- Il vero appassionato di fumetti è assolutamente convinto che i primi fumetti da lui letti siano i più belli di sempre

- Il vero appassionato di fumetti si lamenta della ritardata uscita di un albo, anche se l'avrebbe letto comunque mesi dopo

- Il vero appassionato di fumetti sa cosa sono le Guerre Buckyane (e magari vi ha anche partecipato)

- Il vero appassionato di fumetti non ragiona per compartimenti stagni

- Il vero appassionato di fumetti ha 'il bambino dentro' ed è questo aspetto che lo rende una persona speciale

domenica 3 giugno 2012

Rom Spaceknight (II)


La prima tappa del Wraith World Tour di Rom è il Maine, laddove salva una giovane ragazza di nome Sybil dagli Spettri Neri. Certo, questa ragazza (minorenne e, sfiga delle sfighe, pure non vedente) alieni a parte era l'unico essere vivente del promontorio sul quale abitava e ai servizi sociali mai era venuto in mente di andare a investigare dopo la morte dei suoi genitori... uccisi dagli Spettri Neri chiaramente. Ma poi esistono davvero i servizi sociali nel Marvel Universe? In ogni caso Rom la salva e, già che è lì, la guarisce pure dalla cecità col suo Analizzatore (solo un altro ci riuscì a suo tempo ed aveva amicizie altolocate). Il Cavaliere Spaziale sta per andarsene quando Sybil gli chiede di non lasciarla sola: fuor di metafora... che diavolo ci farei su questo promontorio sperduto che non ha neppure una connessione wi-fi?
Intanto ad Atlantide giunge notizia della annuale profezia di una oscura minaccia, la quale stavolta si starebbe concretizzando presso la Caverna di Nettuno. Namor decide di indagare. Nel mentre Rom e Sybil, sorvolando le acque del Pacifico, vengono attaccati da una mostruosa creatura simile al mitologico Leviatano: essa viene annientata, ma fa sì che i due rimangano separati. Sybil fortunatamente viene salvata da Namor, il quale la spedisce ad Atlantide, poi si allea col Cavaliere Spaziale contro gli Spettri Neri (sono chiaramente loro l'oscura minaccia). Tutti gli alieni mutaforma vengono esiliati, ma non prima che le loro arti mistiche richiamino dalle profondità della Caverna di Nettuno uno dei più letali nemici di Namor. Oh, beh, letali. Comunque è l'Uomo Alga! Come chi è l'Uomo Alga? Questo qui... (mi pare che ai tempi della Corno fosse chiamato Uomo di Erbe Marine, ma poi la Panini lo ha ribattezzato così).

Prego di notare gli occhi!
L'Uomo Alga si scatena contro Atlantide, ma sfruttando le loro capacità in comune, Rom e Namor creano un vortice d'acqua che lo distrugge. Contemporaneamente Sybil viene catturata dagli Spettri Neri, poichè a quanto pare è in grado di comprendere la loro vera natura anche quando sono sotto altra forma. E questo compromette il loro piano di conquista di Atlantide (perchè allora abbiano liberato l'Uomo Alga con lo scopo preciso di distruggere Atlantide rimane un mistero...). Così estraggono la ragazza dalla bolla d'aria in cui l'aveva confinata Namor e la fanno affogare. Rom e Sub-Mariner sembrano arrivare troppo tardi ma, dopo aver esiliato gli alieni, Namor sottopone la ragazza ad un procedimento che altera la sua struttura genetica, ed il colore della sua pelle, rendendola una mezza atlantidea. Poi Sybil, per via delle sue capacità, viene eletta nuovo oracolo del dio Nettuno, trovando finalmente una vera casa con gente che le vuole bene. Rom può dunque ripartire per una nuova missione.
Mi sembra quasi superfluo aggiungere che di questa trama del nuovo oracolo non se ne farà mai più menzione e dire che c'è poco da salvare in questo dittico dei nr. 34/35. Ma qualcosa sta per cambiare.

CONTINUA...